{"id":102445,"date":"2024-02-29T00:01:00","date_gmt":"2024-02-28T23:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=102445"},"modified":"2024-02-29T07:58:04","modified_gmt":"2024-02-29T06:58:04","slug":"il-mercato-interno-e-la-cantieristica-tedesca-parte-ii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/102445","title":{"rendered":"Il \u201cmercato\u201d interno e la cantieristica tedesca &#8211; parte II"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br><strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br><strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: GERMANIA<\/span><\/strong><br>parole chiave: IvS, costruzione sommergibili<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">Le soluzioni adottate dalla Marina tedesca portarono alla costruzione di unit\u00e0 che non rappresentavano una vera innovazione ma erano solamente il risultato di un\u2019evoluzione, relativamente limitata per quanto riuscita, di progetti e di concetti costruttivi ed operativi risalenti alla Prima guerra mondiale; in definitiva una zavorra che per certe versioni ritroviamo replicata sino agli ultimi giorni del secondo conflitto, come nel caso del sommergibile Tipo VII.<\/p>\n<p align=\"justify\">Data la discendenza da progetti noti e ben definiti \u00e8 anche abbastanza agevole tratteggiare i principali miglioramenti adottati per la Seconda guerra mondiale, molti dei quali gi\u00e0 sul CV 707, poi Vesikko, a dimostrazione della relativa modestia di tali interventi e della rapida obsolescenza dei mezzi:<\/p>\n<p align=\"justify\">a) dal punto di vista costruttivo e dell\u2019architettura navale si poterono apportare scarse modifiche ai progetti esistenti, soprattutto in termini di stretching per guadagnare spazi ai fini di una migliore abitabilit\u00e0 e installazione di nuove apparecchiature; cos\u00ec per i tipi VII si ristudi\u00f2 la sola sezione centrale, in generale con l\u2019allungamento della sezione cilindrica e l\u2019introduzione di limitate modifiche alle sistemazioni interne comprendenti oltre alle batterie anche casse nafta in posizione pressoch\u00e9 baricentrica all\u2019interno dello scafo resistente.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Screenshot-2024-02-13-100724.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2024-02-13-100724.png\" width=\"843\" height=\"367\"><\/p>\n<p align=\"justify\">b) Tanto i motori diesel quanto i motori elettrici risultarono pi\u00f9 compatti, affidabili e silenziosi, quale conseguenza diretta dei progressi e della diffusione degli stessi in campo civile ed industriale piuttosto che risultato di ricerche specifiche; quando si tratt\u00f2 di spingere le ricerche in tali settori e trovare soluzioni specifiche, di maggior potenza, minor peso e dimensioni, le difficolt\u00e0 risultarono pressoch\u00e9 insormontabili in tempi brevi.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Screenshot-2024-02-13-100747.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2024-02-13-100747.png\" width=\"870\" height=\"486\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">I MM.TT.PP. del Vesikko e soprattutto la sistemazione generale costituirono un\u2019importante evoluzione, lontana dai modelli e dalla configurazione degli apparati motori dei sommergibili in servizio all\u2019epoca. (foto Luisella Zocca)<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">c) Le batterie disponibili sul mercato risultarono pi\u00f9 efficienti, con maggiore durata e autonomia in immersione.<br>Anche in questo caso si tratt\u00f2 di evoluzione di progetti gi\u00e0 disponibili, facilitata dal fatto che l\u2019unico produttore tedesco AFA &#8211; Akkumulatoren Fabrik Aktienge-sellschaft di Hagen, sobborgo di Berlino, con successive fabbriche decentrate, anche in Austria \u2013 meglio conosciuta come VARTA Batterie AG con i suoi diversi brand commerciali, in patria ed all\u2019estero &#8211; non fu colpito dalle misure restrittive del trattato di Versailles e non solo continu\u00f2 ad operare sul mercato civile ma effettu\u00f2 anche una serie di forniture per battelli di marine straniere, la pi\u00f9 massiccia delle quali per i sommergibili sovietici della classe S (Stalin).<br>Nemmeno in questo settore &#8211; a parte un notevole sforzo di produzione industriale &#8211; poco fu fatto, in tempo utile, in termini di ricerca e sviluppo, con la relativa eccezione delle pi\u00f9 moderne batterie per siluri.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Screenshot-2024-02-13-100803.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2024-02-13-100803.png\" width=\"941\" height=\"1233\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Un elemento di batteria tipo MAL 740, adottata per il Sommergibile E-1, simile a quella MAL 580 da 7160 Ah, di pi\u00f9 ridotte dimensioni, adottata per il Vesikko, ed ovviamente per i successivi battelli tedeschi. Tipologia poi mantenuta per tutto il corso della 2 guerra mondiale.<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">d) Sull\u2019abitabilit\u00e0, per le crociere a largo raggio, fu fatto veramente ben poco, e cos\u00ec rimasero tutte le successive classi di battelli; questo ebbe anche riflessi operativi negativi, quando fu necessario installare a bordo apparati di comunicazione, di scoperta, contromisure. ecc..<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Screenshot-2024-02-13-100821.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2024-02-13-100821.png\" width=\"925\" height=\"517\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">La camera di lancio del Vesikko e la inusuale sistemazione con tre tubi l.s. da 533 mm che per-metteva la sistemazione di soli due siluri di riserva. I TLS sono identici a quelli montati sugli U-boot della Kaiser marine nell\u2019 ultima fase della 1^guerra mondiale (foto Luisella Zocca)<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">e) Per il lancio dei siluri fu introdotto il sistema di lancio senza \u201cbolla d\u2019aria\u201d, sino ad allora perniciosa per l\u2019identificazione del sommergibile nel delicato momento del lancio; il numero dei tubi lanciasiluri rimase per\u00f2 ridotto, con ulteriori limitazioni derivanti dalle procedure operative, anche individuali, e la sistema-zione e manovra dei siluri risult\u00f2 difficoltosa e condizionante della vita di bordo, ben al di l\u00e0 delle difficolt\u00e0 usuali per l\u2019epoca e la destinazione dei battelli<\/p>\n<p align=\"justify\">f) Solo a partire dallo scoppio della Seconda guerra mondiale vennero spinte le ricerche ed avviata la produzione di siluri a propulsione elettrica, meno individuabili per la scia, anche se i siluri elettrici non riuscirono mai a soppiantare completamente i siluri ad aria compressa; sull\u2019affidabilit\u00e0 dei siluri tedeschi, compresa la pericolosit\u00e0 di alcuni tipi acustici che con certezza in alcuni casi provocarono l\u2019affondamento dei lanciatori, occorrerebbe aprire un capitolo a parte, trattandosi d\u2019altra parte di un problema comune a tutte le marine impegnate nel conflitto.<\/p>\n<p align=\"justify\">Dal punto di vista delle deficienze, comprese quelle impiantistiche, cui non si trov\u00f2 o non si cerc\u00f2 adeguata soluzione, i sommergibili tedeschi continuarono ad operare con interventi manuali ed individuali sulle valvole e gli sfoghi d\u2019aria, a scapito della sicurezza e rapidit\u00e0 delle operazioni di immersione (nella marina inglese, per esempio, la centralizzazione con azionamento idraulico era gi\u00e0 standard a met\u00e0 degli anni \u201930) mentre lo stesso snorkel o schnorchel, peraltro sviluppo olandese ben noto al IvS, non costitu\u00ec uno standard costruttivo di base e fu faticosamente e progressivamente introdotto in servizio a conflitto inoltrato (a partire da fine 1943 inizi 1944), dopo molte resistenze e con refitting od adatta-menti non omogenei che ne limitavano in molti casi l\u2019uso.<br>La continuit\u00e0, ed il prioritario recupero delle capacit\u00e0 progettuali ed industriali in parte risalenti alla Prima guerra mondiale, evidenziarono i limiti costruttivi e concettuali dei sommergibili tedeschi, con scarse ulteriori possibilit\u00e0 di evoluzione.<\/p>\n<p align=\"justify\">Le manovrabilit\u00e0 nel portarsi all\u2019attacco risultarono estremamente ridotte ed anche nei migliori dei casi ciascuna unit\u00e0 non aveva la possibilit\u00e0 di ripetere o correggere l\u2019attacco; pi\u00f9 grave ancora, le limitazioni nella velocit\u00e0 e capacit\u00e0 di manovra condizionarono le manovre di disimpegno, con scarse probabilit\u00e0 di sopravvivere a cacce prolungate. Quando un sommergibile \u00e8 immerso e deve contare per la propria salvezza solo sulla propria relativa invisibilit\u00e0 anche acustica la bilancia pende dalla parte dell\u2019attaccante ed il problema si riduce a depositare la giusta carica nel posto giusto nel momento esatto in cui si richieda.<\/p>\n<p align=\"justify\">Senza entrare nei dettagli di un\u2019analisi tecnico-costruttiva che meriterebbe maggiore spazio, basta infine ricordare come le dimensioni dei sommergibili che costituirono la linea principale del conflitto si rivelarono inadeguate alle esigenze operative, come sempre risultato di compromessi imposti dall\u2019adattamento di progetti esistenti; l\u2019abitabilit\u00e0 dei battelli tedeschi, peraltro destinati ad operare in aree lontane, risult\u00f2 pessima e pregiudizievole per il personale, essendo derivata da unit\u00e0 concepite per operare per brevi crociere o, in prospettiva, intorno alle isole britanniche, quanto insufficiente, anche per una minima modernizzazione con l\u2019installazione di nuovi apparati resisi necessari con l\u2019esperienza bellica.<br>Le apparecchiature e le armi adottate, e non solo i siluri, non sempre risultarono all\u2019altezza delle aspettative e della capacit\u00e0 degli equipaggi; in sintesi, malgrado l\u2019enorme sforzo tedesco, anche nella forza subacquea germanica prevalse l\u2019arte di arrangiarsi, non solo tipica del genio italico con tutte le sue carenze.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Gian Carlo Poddighe<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">estratto da <em>VESIKKO, il primo battello della Reichsmarine: il ruolo della IvS (Ingenieurskantoor voor Scheepsbouw) ed i collegamenti internazionali<\/em> di Poddighe e Zocca<\/p>\n<p>in anteprima il Vesikko in navigazione, data 1936-1944 &#8211; Fonte Submarine Vesikko Museum collections <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Vesikkoa.jpg\">File:Vesikkoa.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/102444\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/102445\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 5<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. .ARGOMENTO: STORIA NAVALEPERIODO: XX SECOLOAREA: GERMANIAparole chiave: IvS, costruzione sommergibili &nbsp; 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Transitato all\u2019industria nazionale ha svolto incarichi di responsabilit\u00e0 per le costruzioni della prima legge navale diventando promotore delle Mostre Navali Italiane. Ha occupato posizioni dirigenziali sia nel settore impiantistico che delle grandi opere e dell\u2019industria automobilistica, occupandosi della diversificazione produttiva e dei progetti di decarbonizzazione, con il passaggio alle motorizzazioni GNV. E\u2019 stato membro dei CdA di alcune importanti JV internazionali nei settori metallurgico, infrastrutturale ed automotive ed \u00e8 stato chiamato a far parte di commissioni specialistiche da parte di organismi internazionali, tra cui rilevanti quelle in materia di disaster management. Giornalista iscritto all\u2019OdG nazionale dal 1982, ha collaborato con periodici e quotidiani, ed \u00e8 stato direttore responsabile di quotidiani ricoprendo incarichi di vertice in societ\u00e0 editoriali. 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Transitato all\u2019industria nazionale ha svolto incarichi di responsabilit\u00e0 per le costruzioni della prima legge navale diventando promotore delle Mostre Navali Italiane. Ha occupato posizioni dirigenziali sia nel settore impiantistico che delle grandi opere e dell\u2019industria automobilistica, occupandosi della diversificazione produttiva e dei progetti di decarbonizzazione, con il passaggio alle motorizzazioni GNV. E\u2019 stato membro dei CdA di alcune importanti JV internazionali nei settori metallurgico, infrastrutturale ed automotive ed \u00e8 stato chiamato a far parte di commissioni specialistiche da parte di organismi internazionali, tra cui rilevanti quelle in materia di disaster management. Giornalista iscritto all\u2019OdG nazionale dal 1982, ha collaborato con periodici e quotidiani, ed \u00e8 stato direttore responsabile di quotidiani ricoprendo incarichi di vertice in societ\u00e0 editoriali. 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