{"id":102414,"date":"2024-02-11T00:01:00","date_gmt":"2024-02-10T23:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=102414"},"modified":"2026-05-15T17:05:07","modified_gmt":"2026-05-15T15:05:07","slug":"99-anni-fa-la-beffa-di-buccari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/102414","title":{"rendered":"La beffa di Buccari"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: DIDATTICA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Beffa di Buccari, Gabriele D\u2019Annunzio, Costanzo Ciano<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Quando l&#8217;Italia entr\u00f2 in guerra il 24 maggio 1915 la giovane regia marina italiana e la marina imperiale austro-ungarica non si differenziavano molto dal punto di vista <strong><span style=\"color: #008000;\">capacitivo<\/span><\/strong> ma la seconda aveva dalla sua la possibilit\u00e0 di sfruttare per le proprie navi le basi lungo le coste dell&#8217;Adriatico orientale. Si potrebbero scrivere molte sulle strategie prudenziali adottate. Forse la Regia Marina italiana ricordava ancora la tragica <strong><span style=\"color: #008000;\">battaglia navale di Lissa<\/span><\/strong> avvenuta il 20 luglio 1866 che, in realt\u00e0, pi\u00f9 di una vittoria navale austriaca era stata l\u2019ultima degli equipaggi della Serenissima in quanto la flotta Austriaca era composta quasi completamente da equipaggi provenienti dal Veneto, dal Friuli, dall\u2019Istria, dalla Dalmazia, oltre che da Trieste, e tutti gli ufficiali si erano formati presso la <strong><span style=\"color: #008000;\">I.R. Scuola del Collegio Navale di Venezia<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/sms-kaiser-sperona-la-re-del-portogallo-Eduard_Nezbeda_lissa-wikipedia.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 sms-kaiser-sperona-la-re-del-portogallo-Eduard_Nezbeda_lissa-wikipedia.jpg\" width=\"516\" height=\"332\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il disastro di Lissa: il SMS Kaiser sperona la Re del Portogallo quadro di Eduard Nezbeda sulla battaglia di Lissa- Fonte Wikipedia<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">In quello scontro navale, l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">abilit\u00e0 tattica di Tegetthoff valorizzata dalla capacit\u00e0 dei marinai Veneti consent\u00ec alla marina Austro-Veneta una vittoria meritata<\/span><\/strong>. Ma oltre alla sconfitta navale pesarono maggiormente le celebri parole dell\u2019ammiraglio <strong><span style=\"color: #008000;\">Willelm von Tegetthoff<\/span><\/strong>, scritte sul \u201cBrogliaccio\u201d di bordo della \u201cFerdinand Maximilian\u201d: \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Uomini di ferro su navi di legno, hanno sconfitto uomini di legno su navi di ferro<\/span><\/strong>\u201d. Lissa fu un disastro per la Regia Marina che dovette subire forti restrizioni economiche nel bilancio e, soprattutto, subire un clima di sfiducia che comport\u00f2 per la Forza armata un fermo inaccettabile considerando la sua indispensabilit\u00e0 per un Paese essenzialmente dipendente dal mare data la posizione geografica centrale nel Mediterraneo e la necessit\u00e0 di proteggerne il litorale. Si dovette arrivare al 1877 con il ministro Benedetto Brin per ottenere un aumento crescente degli stanziamenti che nel 1890 consent\u00ec all&#8217;Italia di ricoprire il terzo posto tra le maggiori flotte mondiali. Di fatto ci vollero dieci anni perch\u00e9 la Regia Marina tornasse a dotarsi di navi moderne, realizzate grazie a brillanti ingegneri navali come <strong><span style=\"color: #008000;\">Cuniberti<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Masdea<\/span><\/strong>, anche se in numero limitato a causa delle necessit\u00e0 di bilancio del giovane paese. La guerra italo-turca fu il primo vero banco di prova per la nuova flotta, che fu poi schierata nella prima guerra mondiale. Va premesso che un nuovo salto di qualit\u00e0 si dovette all\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Paolo Thaon di Revel<\/span><\/strong> che ordin\u00f2 un riordino generale dell&#8217;Arma, necessario per rimediare alle gravi carenze sia dei mezzi che dell\u2019addestramento del poco personale.<\/p>\n<p align=\"justify\">La Regia Marina italiana si trov\u00f2 quindi ad affrontare la I guerra mondiale contro la flotta austro-ungarica con unit\u00e0 sotto un certo aspetto obsolete, per cui decise di adottare una strategia di sorveglianza dell\u2019Adriatico, in particolare nel suo punto d&#8217;accesso all\u2019altezza del Canale d&#8217;Otranto, per impedire il rifornimento via mare dell&#8217;Impero d&#8217;Austria-Ungheria. Questo, secondo la logica dello Stato Maggiore italiano avrebbe alla fin fine costretto gli Austriaci a cercare un forzamento del Canale d\u2019Otranto rendendo la loro flotta preda dei mezzi veloci italiani. In estrema sintesi, nell\u2019Alto Adriatico la Regia Marina decise di controllare con mezzi leggeri e sommergibili le principali basi marittime austriache di Pola e Cattaro, effettuando attacchi mirati nei loro porti con mezzi veloci e bene armati come i MAS ed innovativi come le torpedini semoventi (dette mignatte) che avrebbero poi ispirato lo sviluppo dei siluri a lenta corsa. I MAS erano motoscafi equipaggiati con una mitragliera pesante, siluri e bombe anti-sommergibile, e, grazie alle ridotte dimensioni, potevano raggiungere un\u2019alta velocit\u00e0 grazie a motori entro-fuoribordo\u00a0di concezione automobilistica, di grande potenza ed efficienza, ad\u00a0iniezione diretta, ovviando in tal modo ai problemi di carburazione del motore dovuti alla scarsa\u00a0raffinazione\u00a0del\u00a0benzene usato come carburante. La loro manovrabilit\u00e0 consentiva di infilarsi tra le navi maggiori avversarie effettuando azioni anche in acque ristrette. Questo li rendeva temibili in un\u2019epoca in cui la scoperta degli avversari era principalmente ottica.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/MAS_96_2-1024x683.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MAS_96_2-1024x683.jpg\" width=\"1024\" height=\"683\" \/><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il MAS 96 nel &#8220;Vittoriale degli Italiani&#8221; a Gardone Riviera &#8211; autore Olona <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:MAS_96_2.jpg\">MAS 96 2.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Dopo questa necessaria premessa, oggi 11 febbraio voglio ricordare l\u2019azione bellica nella Baia di Buccari, all&#8217;interno di uno stretto canale in prossimit\u00e0 delle principali basi avversarie. Il 9 gennaio 1918 l&#8217;ammiraglio Luigi Cito eman\u00f2 le direttive con foglio d&#8217;ordini 148 RR. P ed il giorno seguente l&#8217;ammiraglio Casanova, comandante della Divisione Navale di Venezia, eman\u00f2 gli ordini dettagliati per l&#8217;esecuzione dell&#8217;operazione contro la baia di Buccari. A causa delle avverse condizioni meteorologiche la missione venne per\u00f2 rinviata fino al 4 febbraio, quando una ricognizione di un idrovolante su Pola, Fiume e Buccari segnal\u00f2 la presenza di quattro unit\u00e0 nemiche nella rada di Buccari; cos\u00ec la missione fu rinviata al 7 febbraio. Le unit\u00e0 designate all&#8217;operazione furono il MAS 94 (<strong><span style=\"color: #008000;\">sottotenente di vascello CREM Andrea Ferrarini<\/span><\/strong>), il MAS 95 (<strong><span style=\"color: #008000;\">tenente di vascello complemento Odoardo Profeta De Santis<\/span><\/strong>) e il MAS 96 (<strong><span style=\"color: #008000;\">capitano di corvetta Luigi Rizzo<\/span><\/strong>) con, a bordo, il comandante della missione <strong><span style=\"color: #008000;\">capitano di fregata Costanzo Ciano<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Gabriele D&#8217;Annunzio<\/span><\/strong>. Si trattava di comandanti esperti, in particolare Luigi Rizzo e Andrea Ferrarini che, con i MAS 9 e 13, avevano il 10 dicembre 1917 affondato la <strong><span style=\"color: #008000;\">corazzata austro-ungarica Wien<\/span> <\/strong>nel porto di Trieste.<\/p>\n<p align=\"justify\">Durante il trasferimento sarebbero stati protetti da tre gruppi navali, strategicamente dislocati:<\/p>\n<p align=\"justify\">1\u00ba gruppo (<strong><span style=\"color: #008000;\">capitano di fregata Pietro Lodolo<\/span><\/strong>) composto dall&#8217;esploratore Aquila e dai cacciatorpediniere Acerbi, Sirtori, Stocco, Ardente e Ardito; le unit\u00e0 dovevano ancorarsi a Porto Levante e tenersi pronte ad intervenire su ordine del comando in capo di Venezia.<\/p>\n<p align=\"justify\">2\u00ba gruppo (<strong><span style=\"color: #008000;\">capitano di fregata Arturo Ciano<\/span><\/strong>) composto dai caccia Animoso, Audace e Abba, che dovevano rimorchiare i MAS fino a 20 miglia a ponente dell&#8217;isola di Sansego (punto &#8220;O&#8221;); qui avrebbe ceduto a rimorchio i MAS alle torpediniere e si sarebbe riposizionato a una distanza di 50 miglia da Ancona per fornire assistenza ai MAS nella fase di rientro.<\/p>\n<p align=\"justify\">3\u00ba gruppo (<strong><span style=\"color: #008000;\">capitano di corvetta Matteo Spano<\/span><\/strong>) composto dalle torpediniere 18 P.N., 13 P.N. e 12 P.N., che avrebbe rimorchiato i MAS fino alla congiungente Punta Kabile di Cherso &#8211; Punta Sant&#8217;Andrea (punto &#8220;A&#8221;) ovvero per tutto il percorso tra le due coste adriatiche e per circa 25 miglia attraverso canali ristretti tra le isole nemiche per arrivare notte tempo in posizione di lancio contro i quattro mercantili alla fonda.<\/p>\n<p align=\"justify\">Non ultimo, il <strong><span style=\"color: #008000;\">sommergibile F5<\/span><\/strong> sarebbe rimasto in agguato in un&#8217;area di 15 miglia a ponente di Pola e il <strong><span style=\"color: #008000;\">sommergibile F3<\/span><\/strong> 15 miglia a sud di Capo Promontore.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/BUCCARI-DIFESA-ON-LINEbeffa-4.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 BUCCARI-DIFESA-ON-LINEbeffa-4.jpg\" width=\"509\" height=\"498\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\">Alle ore 22:15, giunti in prossimit\u00e0 del punto previsto, i MAS lasciarono i rimorchi mentre le motosiluranti diressero per il rientro. I tre motoscafi iniziarono quindi la penetrazione del canale di Faresina e, giunti ad un miglio dalla costa, spensero i motori a scoppio per azionare quelli elettrici. Alle 0:35 i MAS giunsero all&#8217;imboccatura della <strong><span style=\"color: #008000;\">baia di Buccari<\/span> <\/strong>senza incontrare ostruzioni e individuarono gli obiettivi, tre piroscafi da carico e uno passeggeri. Dopo essere stati assegnati gli obiettivi, alle 01:20 i MAS si diressero verso i piroscafi, lanciando i loro siluri ma, di sei solo uno esplose, probabilmente per il fatto che le unit\u00e0 erano protette da reti anti siluri. Allo scoppio del siluro, i MAS, ormai scoperti dalle difese foranee austriache, presero la via del rientro e, giunti al punto di riunione prestabilito, rientrarono ad Ancona alle 7:45. Prima del rientro, tre bottiglie suggellate dai colori nazionali furono lasciate su galleggianti nella parte pi\u00f9 interna della baia di Buccari con, all&#8217;interno, un messaggio scritto da <strong><span style=\"color: #008000;\">Gabriele D&#8217;Annunzio<\/span><\/strong>, un fatto che dette all&#8217;azione l&#8217;appellativo di &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">beffa di Buccar<\/span><\/strong>i&#8221;. Il testo dei volantini lasciati in mare riportava il seguente messaggio:<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00ab<strong><em><span style=\"color: #008000;\">In onta alla cautissima Flotta austriaca occupata a covare senza fine dentro i porti sicuri la gloriuzza di Lissa, sono venuti col ferro e col fuoco a scuotere la prudenza nel suo pi\u00f9 comodo rifugio i marinai d&#8217;Italia, che si ridono d&#8217;ogni sorta di reti e di sbarre, pronti sempre a osare l&#8217;inosabile. E un buon compagno, ben noto &#8211; il nemico capitale, fra tutti i nemici il nemicissimo, quello di Pola e di Cattaro &#8211; \u00e8 venuto con loro a beffarsi della taglia<\/span><\/em><\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/BUCCARI-120218-beffa-3.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 BUCCARI-120218-beffa-3.jpg\" width=\"558\" height=\"596\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\">La scelta di Buccari, sotto un certo aspetto una modesta rada con una presenza non significativa dal punto di vista bellico, era stata ottimale al fine di ottenere un risultato propagandistico. Non a caso era stato imbarcato Gabriele D&#8217;Annunzio che si riteneva avrebbe avuto un ruolo fondamentale nel propagandare l&#8217;impresa, anche rendendo noto il suo messaggio lasciato nelle tre bottiglie &#8230; in altre parole fu una vera beffa. Gli Austriaci restarono sorpresi dalla perviet\u00e0 delle loro basi in caso di attacco da parte del nemico e soprattutto dall\u2019audacia dimostrata dai marinai italiani per cui dovettero immediatamente rivedere e potenziare i loro sistemi difensivi. L\u2019obiettivo propagandistico ricercato fu raggiunto e in Italia ebbe il massimo successo grazie alla risonanza mediatica sapientemente ottenuta, specialmente in una fase della guerra in cui tra tanti dolori gli aspetti psicologici stavano acquistando sempre pi\u00f9 importanza.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">in anteprima il MAS n\u00b0 9 comandato da Luigi Rizzo al rientro a Venezia dopo aver forzato il Porto di Trieste affondando la SMS Wien <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:MAS_N9.jpg\">MAS N9.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XX SECOLO AREA: DIDATTICA parole chiave: Beffa di Buccari, Gabriele D\u2019Annunzio, Costanzo Ciano . 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