{"id":101950,"date":"2024-02-05T00:01:00","date_gmt":"2024-02-04T23:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=101950"},"modified":"2026-03-25T14:23:54","modified_gmt":"2026-03-25T13:23:54","slug":"il-mascherino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/101950","title":{"rendered":"Il mascherino"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: SUBACQUEA<\/strong><\/span><br><span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XXI SECOLO<\/strong><\/span><br><span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: ATTREZZATURA<\/strong><\/span><br>parole chiave: Mascherino<br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">In acqua si possono, anzi si debbono avere gli occhi aperti: infatti nuotare ad occhi chiusi, come si vede fare da alcuni, \u00e8 come camminare bendati. Ma ad occhi aperti, anche se si pu\u00f2 vedere, non si riesce a distinguere con precisione ed esattezza il contorno degli oggetti, e tutto ci appare come attraverso un vetro smerigliato. In effetti l\u2019occhio umano \u00e8 costruito per ricevere raggi luminosi in ambiente atmosferico dove la densit\u00e0 dell\u2019aria \u00e8 di gran lunga minore della densit\u00e0 dell\u2019acqua. L\u2019acqua pertanto agisce sull\u2019occhio come una lente sfocando tutte le immagini; analogo fenomeno accade quando una persona di vista sana mette un paio di occhiali.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Screenshot-2024-01-24-211534.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2024-01-24-211534.png\"><\/p>\n<p align=\"justify\">Ne consegue che per ovviare all\u2019inconveniente bisogna riportare l\u2019occhio nelle condizioni normali fisiologiche e cio\u00e8 interporre tra l\u2019occhio e l\u2019acqua del mare un cuscino d\u2019aria. Ci\u00f2 si pu\u00f2 ottenere con diversi sistemi: il casco da palombaro che copre tutta la testa, gli occhiali da nuotatore (che per\u00f2 salvano solo gli occhi), la maschera a gran facciale che copre tutto il volto, ed il mascherino che copre occhi e naso. L\u2019ardito incursore usa questo ultimo oggetto, che \u00e8 anche quello pi\u00f9 diffuso tra i subacquei sportivi e professionisti, e pi\u00f9 pratico. \u00c8 costituito da una piccola lastra di vetro trasparente e da una parte di gomma che ha il compito di aderire alle forme del viso e reggere davanti agli occhi il vetro. Per calzarlo bene si mette il cinturino piuttosto in alto, quasi al sommo della nuca, in modo che la pressione della gomma sul viso sia uniforme in ogni punto. Il mascherino non deve provocare indolenzimento o dolori in nessun punto: meglio, per\u00f2, avere il cinturino un p\u00f2 in tensione, che decisamente lento. I capelli non devono venire a trovarsi tra la pelle della fronte e il bordo di gomma, altrimenti potrebbe entrare acqua.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Pulire il mascherino<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Per provare la tenuta ermetica del mascherino si deve inspirare un po\u2019 d\u2019aria col naso: se il mascherino preme sul viso, la tenuta \u00e8 buona. Prima di scendere in acqua occorre ancora provvedere ad una operazione semplice quanto importante: pulire il vetro e spargere l\u2019antiappannante sulla sua faccia interna. Infatti per il divario di temperatura, la faccia interna del vetro pi\u00f9 calda tende ad appannarsi e ad impedire cos\u00ec una corretta visuale. Si pu\u00f2 ovviare a questo inconveniente strofinando sulla faccia interna una fetta di patata cruda, oppure il tabacco di una cicca, o ancora alghe di scogli; si pu\u00f2 anche (forse con miglior risultato, e certamente con estrema praticit\u00e0) sputare saliva sul cristallo, e spanderla cos\u00ec col dito uniformemente su tutta la superficie e quindi sciacquare con acqua.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Esercizi connessi con l\u2019uso del mascherino<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Prima prova<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">La prima prova consiste nell\u2019allagamento e nel successivo esaurimento del mascherino; questo esercizio \u00e8 per il subacqueo di grandissima utilit\u00e0 ed \u00e8 fondamentale saperlo eseguire con massima disinvoltura. Pu\u00f2 accadere infatti che il mascherino si allaghi per imperfetta tenuta. Bisogna quindi abituarsi a restare immersi con il mascherino allagato, poich\u00e9 a volte, in particolari situazioni, non \u00e8 possibile esaurirlo, e abituarsi anche ad esaurirlo senza venire in superficie. Si distacchi leggermente dalla fronte l\u2019orlo superiore del mascherino: l\u2019aria andr\u00e0 verso la superficie e il mascherino si riempir\u00e0 d\u2019acqua. Alcuni individui, non esperti, a questo punto avranno l\u2019impressione di soffocare, di non vederci o addirittura, nel pressoch\u00e9 inevitabile orgasmo delle prime prove, aspireranno acqua dal naso. Non ci si deve spaventare per questo, n\u00e9 di venire in superficie annaspando, ma, rimanendo in apnea, si deve soltanto evitare di impiegare il naso. \u00c8 importante inoltre non chiudere gli occhi e vincere la sensazione fastidiosa, provocata dal tenere gli occhi aperti.<\/p>\n<table style=\"border-collapse: collapse; width: 100%;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"width: 100%;\">\n<h4><em><strong><span style=\"color: #008000;\">Come esaurire il mascherino<\/span><\/strong><\/em><\/h4>\n<h4 align=\"justify\"><em><strong><span style=\"color: #008000;\">Per esaurire il mascherino \u00e8 necessario espirarvi dal naso un p\u00f2 d\u2019aria, avendo cura di rovesciare la testa all\u2019indietro (cio\u00e8 fa s\u00ec che il vetro sia quasi parallelo alla superficie) e premere con la mano sul bordo superiore del vetro. L\u2019acqua, spinta dall\u2019aria sfugge dalle vie formatesi tra gomma e pelle all\u2019altezza delle orecchie e sotto il naso.<\/span><\/strong><\/em><\/h4>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Seconda prova<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">La seconda prova \u00e8 la logica prosecuzione della precedente: consiste nel togliersi sott\u2019acqua il mascherino, rimetterlo ed esaurirlo. Le operazioni da compiere sono, evidentemente uguali a quelle precedenti descritte per quanto riguarda l\u2019esaurimento. Ci\u00f2 che invece richiede una maggiore attenzione \u00e8 l\u2019atto di calzare il mascherino. Abbiamo detto infatti che a occhio nudo, sott\u2019acqua non \u00e8 possibile distinguere i contorni degli oggetti; donde, se il mascherino \u00e8 asimmetrico (cio\u00e8 se la gomma \u00e8 sagomata in modo da avere la parte che aderisce alla fronte diversa da quella che aderisce al labbro superiore), il tatto deve sopperire alla deficienza della vista. D\u2019altra parte in molte circostanze l\u2019operatore subacqueo in generale e l\u2019incursore in particolare, devono avvalersi del tatto ed essere in grado di padroneggiare, affidandosi quasi esclusivamente al tatto, situazioni ben pi\u00f9 difficili di quella di calzare il mascherino.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Il primo mascherino<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Nel 1935 il <strong><span style=\"color: #008000;\">Capitano di Fregata Gaetano Catalano Gonzaga di Cirella<\/span><\/strong>, Comandante del 1\u00b0 Gruppo Sommergibili di La Spezia, fu incaricato di preparare il personale designato ad impiegare i mezzi d\u2019assalto e di procedere, contemporaneamente, ai primi esperimenti con l\u2019SLC realizzato da Tesei e Toschi. Tra i vari problemi che il Comandante Cirella e il suo staff dovette affrontare, ci fu anche quello di provvedere alla realizzazione di autorespiratori di lunga autonomia e di sicuro impiego. Determinate quelle che dovevano essere le caratteristiche generali di tale apparecchiatura si ricerc\u00f2 parimenti una idonea maschera subacquea. Finalmente nei mesi di giugno del 1935 la <strong><span style=\"color: #008000;\">Ditta I.A.C. di Tivoli<\/span> <\/strong>present\u00f2 una maschera subacquea da utilizzare con gli ARO in sperimentazione. Si trattava di una maschera in gomma che copriva interamente il viso (gran facciale) provvista di due \u00aboculari\u00bb per la visione subacquea. All\u2019interno, in prossimit\u00e0 della bocca, era presente un boccaglio sempre in gomma al quale, esternamente, era collegato un \u00abrubinetto a tre vie\u00bb. Dal rubinetto a tre vie un \u00abtubo corrugato\u00bb collegava la maschera all\u2019autorespiratore. Il rubinetto cosiddetto \u00aba tre vie\u00bb, aveva lateralmente una farfalla che, a seconda di come veniva manovrato dall\u2019operatore, apriva o chiudeva una sorta di finestrella. Attraverso questa finestrella l\u2019operatore poteva respirare aria (in superficie), oppure ossigeno puro attraverso l\u2019ARO. Purtroppo la maschera non super\u00f2 la sperimentazione in quanto sia la sagomatura sia la rigidit\u00e0 della gomma utilizzata nella costruzione non consentiva un\u2019ottimale tenuta all\u2019acqua, Anche il boccaglio non super\u00f2 la prova in quanto non essendo delle giuste dimensioni provocava dolori alle gengive e alla bocca. Malgrado tali inconvenienti, le esperienze eseguite in mare convinsero la Commissione di essere sulla giusta strada. Fu pertanto deciso di richiedere alla Ditta alcune modifiche per migliorare le prestazioni di siffatta maschera.<br><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Screenshot-2024-01-24-211440.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2024-01-24-211440.png\" width=\"970\" height=\"1300\">In particolare, la Commissione presieduta dal <strong><span style=\"color: #008000;\">Comandante Cirella<\/span><\/strong> e composta dal <strong><span style=\"color: #008000;\">Maggiore Medico Dorello<\/span><\/strong>, dal <strong><span style=\"color: #008000;\">Capitano di Corvetta Moschini<\/span><\/strong> (Comandante del sommergibile H2) e dal <strong><span style=\"color: #008000;\">Tenente di Vascello Teppati<\/span> <\/strong>(Ufficiale in 2^ del Pisani) sugger\u00ec alla I.A.C. di modificare la sagomatura, da realizzarsi in forma quasi anatomica, al fine di ottenere una buona tenuta all\u2019acqua ed evitare pressioni dolorose al contorno facciale. Fu anche richiesto di realizzare, se possibile, un sistema per poter effettuare delle comunicazioni verbali anche a maschera calzata. Inoltre fu richiesto di inserire delle nervature in modo che si evitasse la deformazione della maschera a causa degli squilibri di pressione che si venivano a realizzare tra l\u2019interno e l\u2019esterno durante l\u2019immersione.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/maschera-gran-facciale-1024x576.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 maschera-gran-facciale-1024x576.jpg\"><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Lo sdoppiamento dell\u2019immagine<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Tale tipologia di maschera, infatti, soffriva di un grave problema, mai del tutto risolto. A causa della pressione della colonna d\u2019acqua la gomma si deformava talmente tanto da far assumere una diversa angolazione ai piani delle lenti degli occhiali, con conseguente sdoppiamento delle immagini.<br>Finalmente, nel novembre del 1935, la Ditta I.A.C. riusc\u00ec a fornire una maschera subacquea pienamente rispondente alle richieste della Commissione. Grazie ad una lunga serie di prove in mare, con risalite da profondit\u00e0, con individuo cosciente o simulante un completo svenimento con rilasciamento delle labbra e con perdita del boccaglio dalla bocca, si pot\u00e9 finalmente verificare che la maschera aveva un\u2019ottima tenuta all\u2019acqua, si manteneva ben stabile in testa ed offriva una buona visibilit\u00e0 nelle pi\u00f9 svariate condizioni di esperimento.<\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>La manovra di Valsalva<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">In campo subacqueo la \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">manovra di Valsalva<\/span><\/strong>\u201d (da <strong><span style=\"color: #008000;\">Antonio Maria Valsalva<\/span><\/strong>, medico del \u2018700 che la utilizzava per eliminare il pus contenuto nell\u2019orecchio medio attraverso il condotto uditivo esterno nei casi di otite purulenta) consiste nel chiudere le narici con le dita e forzare aria nel naso, come per soffiarlo, per convogliarla attraverso le tube di Eustachio fino al timpano. Questa manovra riporta in equilibrio la pressione interna dell\u2019orecchio medio con la pressione idrostatica esterna, una differenza di pressioni che si viene a creare scendendo in profondit\u00e0. Senza una manovra di compensazione delle pressioni si va incontro a sicuro grave incidente, ovvero alla dolorosa perforazione del timpano, con tutte le conseguenze che questo comporta. Ovviamente la maschera gran facciale del \u201935 non consentiva all\u2019operatore la manovra manuale di compensazione, in quanto non era in nessun modo possibile raggiungere il naso con le mani a maschera indossata. Il problema fu risolto facendo indossare all\u2019operatore un apposito stringinaso a molla prima di calzare la maschera.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Screenshot-2024-01-24-211456.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2024-01-24-211456.png\"><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">La compensazione della maschera<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">La pressione idrostatica esterna incide pesantemente anche sulla maschera, con il risultato che la maschera stessa tende a schiacciarsi contro il viso con conseguenze importanti: dolori fortissimi alle orbite oculari che possono portare anche alla rottura dei capillari sanguigni degli occhi, il cosiddetto \u00abcolpo di ventosa\u00bb. Per evitare questo grave incidente, come nel caso dei timpani, la maschera deve essere compensata. Non potendo ovviamente utilizzare il naso ostruito dallo stringinaso, l\u2019operatore rilasciava dalla bocca la quantit\u00e0 di ossigeno necessaria al riequilibrio delle pressioni.&nbsp;Con l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ARO modello G50<\/span> <\/strong>prodotto dalla Pirelli e dalla Salvas, fece la comparsa anche la prima maschera gran facciale con vetro unico che, finalmente, risolveva una volta per tutte il problema dello sdoppiamento delle immagini che aveva fin l\u00ec attanagliato le maschere bioculari. Anche con questo tipo di maschera, per\u00f2, rimaneva irrisolto il problema della manovra di Valsalva, per cui l\u2019operatore doveva ancora ricorrere all\u2019utilizzo dello stringinaso a molla. <img decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Screenshot-2024-01-24-211522.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2024-01-24-211522.png\" width=\"838\" height=\"875\"><\/p>\n<p align=\"justify\">Per risolvere definitivamente anche questo problema bisogner\u00e0 attendere gli anni \u201950 quando la <strong><span style=\"color: #008000;\">MOVM Luigi Ferra<\/span><\/strong>&nbsp;brevetta il mascherino \u00ab<strong><span style=\"color: #008000;\">Pinocchio<\/span><\/strong>\u00bb. Si tratta di un prodotto che rivoluziona letteralmente il mondo della subacquea. Dotato di una lente unica, questo innovativo mascherino era realizzato in gomma elastica con il bordo molto morbido e sagomato in maniera tale da coprire anche il naso. Con questa geniale invenzione Ferraro risolse in un sol colpo tutti i problemi delle maschere allora presenti sul mercato. Intanto, lasciando libero il naso il subacqueo, al momento opportuno, poteva stringerlo con le dita dall\u2019esterno. Cos\u00ec facendo e forzando l\u2019aria nel naso tenuto chiuso dalle dita, l\u2019operatore riusciva a realizzare la manovra di Valsalva, proteggendo cos\u00ec il timpano da rotture estremamente dolorose. Inoltre, senza serrare le narici con le dita e semplicemente espirando aria dal naso, era in grado di riequilibrare la maschera dalla pressione idrostatica esterna, evitando cos\u00ec tutte le conseguenze precedentemente descritte dovute allo schiacciamento della maschera sul viso.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Mauro Moscatelli<\/span><\/strong><br>in origine pubblicato su ANAIM <a href=\"https:\/\/www.anaim.it\/nozioni-del-mestiere-il-mascherino\/?fbclid=IwAR2zAFzqjzrIL6tBqLTKHgHlVe2ZIjG20AS5hmb3RE4NOFRPeWUssBGke9A\">Nozioni del mestiere: &#8220;il mascherino&#8221; | (anaim.it)<\/a><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Fonti<\/span><\/strong><br>\u2022 Libro di testo \u201cAddestramento al combattimento (acqua) Corso Ordinario, Specialit\u00e0 Incursori, edizione provvisoria 1962<br>\u2022 Foto della MAVM Camillo Tadini per gentile concessione del figlio Marino<br>\u2022 Foto della MOVM Luigi Ferraro dal sito ufficiale www.luigiferraro.it<br><span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n<p>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. .ARGOMENTO: SUBACQUEAPERIODO: XXI SECOLOAREA: ATTREZZATURAparole chiave: Mascherino. In acqua si possono, anzi si debbono avere gli occhi aperti: infatti nuotare ad occhi chiusi, come si vede fare da alcuni, \u00e8 come camminare bendati. 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