{"id":101892,"date":"2024-02-03T00:01:00","date_gmt":"2024-02-02T23:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=101892"},"modified":"2026-10-14T19:44:38","modified_gmt":"2026-10-14T17:44:38","slug":"la-storia-della-lady-juliana-e-delle-deportate-che-colonizzarono-laustralia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/101892","title":{"rendered":"La storia della Lady Juliana e delle deportate che colonizzarono l&#8217;Australia di Andrea Mucedola"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XVIII SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: OCEANO PACIFICO<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Australia, Lady Juliana<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\"><br \/>\n<\/span>Nell\u2019opera di colonizzazione dell\u2019Australia (in particolare nel Nuovo Galles) non vi furono solo deportati di sesso maschile, ma anche giovani donne provenienti dalle carceri inglesi. Tutto ebbe inizio quando la Corona inglese decise di deportare nel decennio tra il 1770 e il 1780 dalle sovraffollate carceri inglesi manodopera a basso costo per le opere di urbanizzazione e le coltivazioni di quel nuovo immenso territorio dove sarebbero stati impiegati ai lavori forzati fino al termine delle loro pene. In realt\u00e0, dopo aver pagato il loro debito con la giustizia, il rientro in patria era tutt\u2019altro che garantito e difficilmente la madrepatria avrebbe gradito il loro ritorno. Un uovo di Colombo: lavoratori a basso costo e poi coloni, ripagati con terre da far fruttare e i cui proventi sarebbero rientrati sotto forma di tasse alla Corona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ma, si sa, l\u2019opera non sarebbe stata completa senza una presenza femminile.<\/span> <\/strong>Sfruttando le voci dell\u2019opinione pubblica, scandalizzata del trattamento brutale riservato alle detenute spesso condannate solo per furti e vagabondaggio, la Corona accolse la richiesta del governatore del Nuovo Galles, Lord Sydney, di far trasferire un p\u00f2 di ragazze dal carcere sovraffollato di Newgate in Australia.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-101936 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/australia-Sailing_ship_Lady_Juliana_leaving_Plymouth_1789_1852_woodcut.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/australia-Sailing_ship_Lady_Juliana_leaving_Plymouth_1789_1852_woodcut.jpg 600w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/australia-Sailing_ship_Lady_Juliana_leaving_Plymouth_1789_1852_woodcut-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Lady Juliana (detta il &#8220;bordello galleggiante&#8221;), in partenza da Plymouth, 29 luglio 1789 per il trasporto di detenuti di genere femminile nelle colonie britanniche in Australia &#8211; incisione su legno <\/span><\/strong><strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Sailing_ship_Lady_Juliana_leaving_Plymouth_1789_(1852_woodcut).jpg\">Sailing ship Lady Juliana leaving Plymouth 1789 (1852 woodcut).jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">In pratica fu proposto alle detenute una appetibile alternativa: essere deportate nel nuovo mondo, dove avrebbero potuto rifarsi una vita, o \u2026 morire nelle carceri di sua Maest\u00e0. Una soluzione pratica che convinse, pi\u00f9 o meno spontaneamente, le allora 151 fanciulle imprigionate nel carcere ad accettare la proposta. Fu cos\u00ec che dall\u2019Australia part\u00ec una nave, la Lady Juliana, posta al comando di un abile capitano, <strong><span style=\"color: #008000;\">Aitken<\/span><\/strong>, e coadiuvato in questo particolare compito dal <strong><span style=\"color: #008000;\">tenente di vascello Thomas Edgar<\/span><\/strong>, un anziano ed esperto ufficiale che aveva partecipato ai viaggi di esplorazione di <strong><span style=\"color: #008000;\">James Cook<\/span><\/strong> che aveva il compito di garantire che i termini del contratto fossero rispettati e che i detenuti fossero &#8220;adeguatamente&#8221; assistiti. Nell staff va menzionato il chirurgo di bordo, <strong><span style=\"color: #008000;\">Richard Alley<\/span><\/strong>, un medico che si rivel\u00f2 straordinariamente competente se raffrontato agli standard dell&#8217;epoca. Fu proprio grazie all\u2019attenzione di Alley per gli aspetti igienici da mantenere durante il trasferimento che il viaggio ebbe \u201csuccesso\u201d: dal miglioramento della dieta di bordo, introducendo verdure e frutta, ad una scorta adeguata di sapone, lenzuola e coperte per migliorare l\u2019igiene delle \u201cpasseggere\u201d, tra le quali vi erano alcune in stato interessante. Lo stesso capitano Aitken fu un comandante insolitamente tollerante rispetto ai suoi colleghi incaricati al comando dei successivi trasporti di detenuti nel Nuovo Galles del Sud (Seconda Flotta). Secondo i rapporti rilasciati da John Nicol, amministratore della nave il capitano Aitken, &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">era un eccellente persona e ha fatto tutto ci\u00f2 che era in suo potere per mettere i detenuti a proprio agio<\/span><\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p align=\"justify\">La preparazione al viaggio fu accurata e la disponibilit\u00e0 di spazio consent\u00ec di accomodare sulla Lady Juliana altre giovani donne recluse da altre galere per un totale di 245 detenute. Di fatto il 29 luglio 1789, dopo un ritardo di sei mesi, la <strong><span style=\"color: #008000;\">Lady Juliana<\/span> <\/strong>salp\u00f2 finalmente da Plymouth per un viaggio che sarebbe durato ben 309 giorni quando dopo molte soste, arriv\u00f2 a Botany Bay il 6 giugno 1790. Un viaggio pi\u00f9 lungo di quelli compiuti da navi dello stesso tipo, in cui il bastimento effettu\u00f2 numerosi scali tra cui Tenerife, St Jago, quarantacinque giorni a Rio de Janeiro e diciannove giorni al Capo di Buona Speranza. Un trasferimento che, considerando gli standard dell\u2019epoca, fu sotto un certo aspetto fortunato in quanto mor\u00ec solo un marinaio, caduto in mare durante una tempesta. Delle detenute una mor\u00ec di crepacuore prima della partenza e quattro furono perdonate<sup>1<\/sup>. In pratica, anche volendole inserire nel conteggio del \u201ccarico\u201d la perdita fu trascurabile (se non nulla) considerando che la deportazione dal Regno Unito all\u2019Australia era in genere considerata una vera e propria decimazione per i reclusi che morivano spesso per denutrizione, epidemie, e maltrattamenti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/AUSTRALIA-UK-640px-Plate_I._The_Lady_Juliana_struck_with_Lightning_in_the_Gulf_of_Florida_-_16th_Septr_1782_RMG_PY8431_cropped.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 AUSTRALIA-UK-640px-Plate_I._The_Lady_Juliana_struck_with_Lightning_in_the_Gulf_of_Florida_-_16th_Septr_1782_RMG_PY8431_cropped.jpg\" width=\"521\" height=\"376\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>La Lady Juliana colpita da un fulmine nel Golfo della Florida&#8230; il 16 settembre 1782 &#8211; Stampa Tavola I &#8211; titolo del riquadro delle note: Navi a vela 1600-ca.1782. Fonte<\/strong> <strong>Dodd, Robert (artist and engraver); Robert Sayer and John Bennett (publishers) http:\/\/collections.rmg.co.uk\/collections\/objects\/148378<\/strong><\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Plate_I._The_Lady_Juliana_struck_with_Lightning_in_the_Gulf_of_Florida_-_16th_Septr_1782_RMG_PY8431_(cropped).jpg\"><strong>Plate I. The Lady Juliana struck with Lightning in the Gulf of Florida &#8211; 16th Septr 1782 RMG PY8431 (cropped).jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/strong><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Di fatto queste navi (in particolare quelle della famigerata <strong><span style=\"color: #008000;\">Seconda Flotta<\/span><\/strong>, incaricata dei trasferimenti dei detenuti) erano normalmente affidate a comandanti di pochi scrupoli che, avendo la massima libert\u00e0 nel gestire il budget loro assegnato, non disdegnavano di arrotondare i loro emolumenti a scapito dei \u201cpasseggeri\u201d; questi ultimi, quando soccombevano, venivano buttati a mare con perdite percentuali all\u2019arrivo del 50% del numero totale<strong><span style=\"color: #008000;\"><sup>2<\/sup><\/span><\/strong>. Nel caso della Lady Juliana, le deportate, in buon numero giovani fanciulle di basso rango, condannate per reati contro il patrimonio o per prostituzione, furono decisamente pi\u00f9 fortunate; esse godevano sulla nave di una certa libert\u00e0 che comprendeva la possibilit\u00e0 di girare liberamente sui ponti e intraprendere relazioni con i membri dell\u2019equipaggio (con i quali si dice avessero rapporti, pi\u00f9 o meno consenzienti). Secondo i documenti di bordo, vi furono solo sei nuovi casi di gravidanze a bordo, probabilmente perch\u00e9 le pi\u00f9 anziane avevano istruito le pi\u00f9 giovani ad usare i seppur rudimentali metodi anticoncezionali del tempo. Le punizioni furono rare, tra queste quella della botte &#8230;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/australia-Punishment_of_disobedient_female_convict_on_ship_Lady_Juliana_at_a_1789_trip_from_Britain_to_Australia.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 australia-Punishment_of_disobedient_female_convict_on_ship_Lady_Juliana_at_a_1789_trip_from_Britain_to_Australia.jpg\" width=\"547\" height=\"485\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Punizione di una detenuta disobbediente sulla nave Lady Juliana durante un viaggio del 1789 dalla Gran Bretagna all&#8217;Australia &#8211; Data 1834 o precedente &#8211; Fonte <em>Vita e avventure di John Nicol<\/em> (da &#8220;Das Heller-Magazin&#8221;, 13 novembre 1834) https:\/\/stock.adobe.com\/de\/images\/punishment-of-disobedient-female-convict-on-ship-lady-juliana-at-a-1789-trip-from-britain-to-australia-from-vita-e-avventure-di-john-nicol-da-das-heller-magazin-13-novembre-1834\/204628418<\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Punishment_of_disobedient_female_convict_on_ship_Lady_Juliana_at_a_1789_trip_from_Britain_to_Australia.jpg\">Punishment of disobedient female convict on ship Lady Juliana at a 1789 trip from Britain to Australia.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Durante il viaggio la nave tocc\u00f2 diversi porti per approvvigionarsi di cibo ed acqua potabile e qualsiasi altra cosa fosse necessaria. Edgar mise in chiaro con le passeggere che il budget era ridottissimo e che, prima della fine del viaggio, avrebbero dovuto essere sottoposte a parecchie privazioni, a meno di essere disponibili a guadagnare altri soldi prostituendosi. Questo avveniva non solo con l\u2019equipaggio ma anche nei porti che la nave toccava. Inutile dire che le prospettive erano poco allettanti per cui le deportate si prestarono a questi servizi. In pratica divenne un \u201cbordello galleggiante\u201d come citato dall\u2019omonimo saggio della storica gallese Si\u00e2n Rees. Secondo i documenti ritrovati, in realt\u00e0, gli introiti legati a questa attivit\u00e0 venivano effettivamente spesi per migliorare la vita di bordo e non per arricchire e casse del comandante Edgar. L\u2019amministratore della nave, John Nicol, scrisse un affascinante resoconto del viaggio in cui riport\u00f2 particolari della vita della nave: &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">quando eravamo abbastanza in mare aperto, ogni uomo a bordo ha preso una moglie tra i detenuti, non ripugnanti.<\/span><\/em><\/strong>&#8221; Negli scali i marinai di altre navi venivano accolti liberamente e gli ufficiali non facevano alcun tentativo di reprimere questa attivit\u00e0 licenziosa. Edgar, come premesso, aveva acquisito molta esperienza nei suoi viaggi con Cook ed era, come il medico di bordo, un assertore delle teorie di James Lind sulla necessit\u00e0 di integrare la dieta a bordo con grandi quantit\u00e0 di cibi vegetali per evitare la bestia nera che affliggeva i marinai durante quei lunghi viaggi: lo scorbuto. Di fatto funzion\u00f2 e la buona gestione igienica consent\u00ec di consegnare al nuovo mondo australe giovani donne in relativamente buona salute. Le razioni venivano distribuite in maniera adeguata e vi era una certa cura a mantenere i locali interni puliti e fumigati; ma non solo, alle detenute veniva concesso libero accesso al ponte e nei porti di scalo la nave era sempre rifornita di cibo fresco. Un trattamento in netto contrasto con quello riservato alle altre navi della Seconda Flotta, che giungevano a destinazione con un vergognoso \u201ccarico\u201d di detenuti affamati e maltrattati.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-136853\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/AUSTRALIA-1200-Admiralty_Chart_No_1987_Australia_East_Coast_Botany_Bay_Published_1850.jpg\" alt=\"\" width=\"387\" height=\"283\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/AUSTRALIA-1200-Admiralty_Chart_No_1987_Australia_East_Coast_Botany_Bay_Published_1850.jpg 1150w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/AUSTRALIA-1200-Admiralty_Chart_No_1987_Australia_East_Coast_Botany_Bay_Published_1850-300x220.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/AUSTRALIA-1200-Admiralty_Chart_No_1987_Australia_East_Coast_Botany_Bay_Published_1850-1024x750.jpg 1024w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/AUSTRALIA-1200-Admiralty_Chart_No_1987_Australia_East_Coast_Botany_Bay_Published_1850-768x562.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 387px) 100vw, 387px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Nautical chart of Australia, East Coast, Botany Bay. Surveyed by Captain O. Stanley, R.N., 1848. &#8211; data della stampa <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">16 febbraio 1850<\/span><\/span> &#8211; <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Fonte https:\/\/nla.gov.au\/nla.obj-233812938<\/span><\/span> &#8211; <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Autore<\/span><\/span> <\/span><\/strong><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ufficio idrografico del Regno Unito<\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Admiralty_Chart_No_1987_Australia,_East_Coast,_Botany_Bay,_Published_1850.jpg\">Admiralty Chart No 1987 Australia, East Coast, Botany Bay, Published 1850.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Certo, al loro arrivo a <strong><span style=\"color: #008000;\">Botany Bay<\/span><\/strong>, nel giugno del 1790, le ragazze si trovarono di fronte ad un continente nuovo, una vita non certo facile ma sicuramente migliore di quella che avevano lasciato in patria. Le pi\u00f9 attraenti sposarono alcuni ex deportati che erano rimasti in Australia avendo fatto fortuna coltivando o allevando animali nelle vastissime terre messe a loro disposizione. Anche a loro va il merito del successo di questo meraviglioso Paese, dall&#8217;altra parte del mondo<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Note<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">1. Secondo Nicol (op. cit., capitolo 9) \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">One, a Scottish girl, broke her heart and died in the river. She was buried at Dartford. Four were pardoned on account of his Majesty&#8217;s recovery <\/span><\/em><span style=\"color: #008000;\"><em>.<\/em>..<\/span><\/strong>\u201d<br \/>\n2. Secondo le fonti dell\u2019epoca, le altre navi che arrivarono nello stesso mese della \u201cLady Juliana\u201d nella base di Sidney, che comprendeva Port Jackson e Botany Bay, trasportando solo deportati di sesso maschile, avevano perso tra i 200 e i 400 passeggeri nel viaggio ed i pochi sopravvissuti erano in condizioni disperate.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 20px;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Riferimenti<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nJohn Nicol, The Life and Adventures of John Nicol, Mariner, William Blackwood, Edinburgh <strong><a href=\"https:\/\/gutenberg.net.au\/ebooks16\/1600031h.html\">The Life and Adventures of John Nicol, Mariner (gutenberg.net.au)<\/a><\/strong><br \/>\n<strong><a href=\"https:\/\/www.academia.edu\/1646389\/The_mystery_convict_correspondent_of_Lady_Juliana_and_Lord_George_Gordon\">The mystery convict correspondent of Lady Juliana and Lord George Gordon | Hugh Tranter &#8211; Academia.edu<\/a><br \/>\n<\/strong>Joseph Davis, 2021, The Lady Juliana aka The floating bordel at Santa Cruz and the privileges and indulgences that saved so many of the lives of the women on this Second Fleet vessel 1789-1790<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XVIII SECOLO AREA: OCEANO PACIFICO parole chiave: Australia, Lady Juliana Nell\u2019opera di colonizzazione dell\u2019Australia (in particolare nel Nuovo Galles) non vi furono solo deportati di sesso maschile, ma anche giovani donne provenienti dalle carceri inglesi. 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