{"id":101842,"date":"2024-02-14T00:01:00","date_gmt":"2024-02-13T23:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=101842"},"modified":"2026-01-14T22:44:55","modified_gmt":"2026-01-14T21:44:55","slug":"theory-of-the-arc-of-crisis-geopolitics-and-geostrategy-di-tiberio-graziani-parte-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/101842","title":{"rendered":"Theory of the Arc of Crisis: Geopolitics and Geostrategy di Tiberio Graziani &#8211; parte 1"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-8 maxbutton maxbutton-livello-2\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello medio<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XXI SECOLO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: ANALISI<\/strong><\/span><br \/>\nParole chiave: Archi di crisi, Scontro di civilt\u00e0, Ucraina, Striscia di Gaza<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nAbstract<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>L\u2019articolo propone un tentativo di applicare il modello dell\u2019arco di crisi ai due conflitti in corso (Russia \u2013 Ucraina e Israele \u2013 Gaza) nel contesto pi\u00f9 ampio della transizione geopolitica dal sistema cosiddetto unipolare a quello definito multipolare o policentrico. Il modello sembra calzare molto bene nel caso dello scontro tra Mosca e Kiev. La situazione appare pi\u00f9 complessa nel caso Israele \u2013 Gaza. Tuttavia, l\u2019espansione del conflitto nel Mar Rosso sembra supportare l\u2019ipotesi di applicabilit\u00e0 del modello. Vengono espresse in modo sintetico alcune brevi considerazioni sulla fragilit\u00e0 dell\u2019Unione Europea.<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Le due guerre in corso hanno origini diverse e lontane nel tempo.<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Le cause della guerra russo-ucraina, se la limitiamo al contesto regionale, potrebbero essere ricondotte ai disordini di Euromaidan <sup>1<\/sup> nel novembre di dieci anni fa, alla successiva annessione della Crimea da parte della Federazione Russa, alle politiche attuate contro i russofoni nel Donbass da Kiev e dalle autoproclamate repubbliche separatiste di Donetsk e Luhansk. Al contrario, il conflitto israelo-palestinese, considerando la sola portata regionale, risale alla guerra civile del giugno 2007, quando Hamas riusc\u00ec ad assicurarsi il controllo totale della Striscia di Gaza. In realt\u00e0 entrambe le guerre hanno origini ben pi\u00f9 antiche e, soprattutto, non possono essere semplicemente confinate, per quanto riguarda non solo le cause ma anche gli effetti internazionali, alle rispettive dimensioni regionali. Ci\u00f2 \u00e8 dovuto agli interessi significativi degli altri attori coinvolti, che sono sia locali che globali.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il lungo periodo post-Guerra Fredda e il momento unipolare<\/span><\/strong><br \/>\nLo scontro tra Federazione Russa e Ucraina \u00e8 una drammatica manifestazione del lungo periodo post-Guerra Fredda seguito al crollo sovietico; per certi aspetti ne segna la fine. Questo dopoguerra \u00e8, inoltre, bizzarro e tragico, poich\u00e9 scandito da una serie impressionante di eventi militari. L\u2019inizio di questo dopoguerra, drammatico quanto la sua conclusione, pu\u00f2 essere fatto risalire alle guerre dei Balcani del decennio 1991-2001, culminate nell\u2019operazione Allied Force guidata dalla NATO. Gli europei, ancora sotto l&#8217;effetto della breve ma intensa euforia ottimistica legata alla spettacolare caduta del muro di Berlino (novembre 1989), si svegliarono di colpo. Invece di assistere alla \u201cfine della storia\u201d (<strong><span style=\"color: #008000;\">Fukuyama F., The End of the History? in \u201cThe National Interest\u201d, estate 1989, The End of History and the Last Man, 1992)<\/span><\/strong>, hanno assistito, nel loro continente e per un intero decennio, una sanguinosa guerra civile e le devastanti azioni di due operazioni dell\u2019Alleanza Atlantica, la gi\u00e0 citata <strong><span style=\"color: #008000;\">Allied Force<\/span> <\/strong>nel 2001 e <strong><span style=\"color: #008000;\">Deliberate Force<\/span><\/strong> nel 1995.<\/p>\n<p align=\"justify\">Situato temporalmente alla fine del lungo periodo post-guerra Fredda, l\u2019attuale conflitto tra russi e ucraini \u00e8 anche una guerra civile tra popolazioni slave e uno scontro tra repubbliche post-sovietiche. Tuttavia, a differenza delle guerre balcaniche scoppiate nel momento pi\u00f9 critico del terremoto geopolitico innescato dalla caduta del muro di Berlino, dalla dissoluzione dell\u2019URSS e dal Patto di Varsavia, questa guerra avviene dopo tre decenni di egemonia globale degli Stati Uniti.<\/p>\n<p align=\"justify\">La conclusione tratta \u00e8 che rappresenta un altro esempio dell\u2019incapacit\u00e0 del mondo occidentale, in particolare guidato dagli Stati Uniti, di gestire il cosiddetto \u201cmomento unipolare\u201d. Negli ultimi trent\u2019anni, la \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Nazione indispensabile<\/span><\/strong>\u201d \u2013 come orgogliosamente definita dal presidente Clinton nel suo secondo discorso inaugurale il 20 gennaio 1997 (\u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">L\u2019America si distingue come la nazione indispensabile al mondo<\/span><\/em><\/strong>\u201d) \u2013 ha ripetutamente dimostrato tale incapacit\u00e0. Ci\u00f2 \u00e8 stato ampiamente dimostrato nel contesto della guerra al terrorismo e dell\u2019\u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">esportazione della democrazia con le bombe<\/span><\/em><\/strong>\u201d durante le presidenze Bush. L&#8217;esempio pi\u00f9 recente? L&#8217;abbandono dell&#8217;Afghanistan dopo vent&#8217;anni di guerra, lasciando dietro di s\u00e9 un paese devastato e migliaia di morti, feriti e disabili.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/UCRAINA-Ukrainian_personnel_standing_atop_a_Challenger_2_tank.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 UCRAINA-Ukrainian_personnel_standing_atop_a_Challenger_2_tank.jpg\" width=\"985\" height=\"657\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Soldati ucraini su un carro Challenger 2 MOD UK<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Ukrainian_personnel_standing_atop_a_Challenger_2_tank.jpg\">Ukrainian personnel standing atop a Challenger 2 tank.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">L\u2019\u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Operazione Militare Speciale<\/span><\/strong>\u201d \u2013 come definita dal Cremlino per l\u2019invasione del territorio ucraino \u2013 iniziata il 24 febbraio 2022, costituisce senza dubbio una severa risposta russa alla progressiva penetrazione dell\u2019Occidente nella massa continentale eurasiatica, in particolare all\u2019espansione della NATO verso i confini occidentali dello Stato russo. Si tratta di una risposta prevedibile, considerando il breve conflitto russo-georgiano dell\u2019agosto 2008 e l\u2019annessione della Crimea nel 2014. L\u2019\u201cOperazione Militare Speciale\u201d del 2022 evidenzia l\u2019irrilevanza dell\u2019Unione Europea, in termini di pianificazione della sicurezza, la sua limitata capacit\u00e0 di definire un ruolo geopolitico stabilizzatore distinto nel mondo post-bipolare e, in definitiva, la sua totale e acritica subordinazione agli Stati Uniti \u2013 il suo principale alleato \u2013 e la NATO.<\/p>\n<p align=\"justify\">Questa guerra ci dice, ancora una volta, che l\u2019Unione Europea non sa concepirsi come un\u2019entit\u00e0 autonoma e indipendente dal contesto occidentale dominato dagli USA. Inoltre, non comprendendo o non volendo comprendere l\u2019attuale processo storico, l\u2019UE non riesce a vedere cosa sta accadendo ai suoi confini n\u00e9 a contemplare cosa potrebbe accadere nell\u2019immediato futuro. Di conseguenza, si trova costantemente drammaticamente impreparato e, quindi, moralmente colpevole per almeno quattro disastri che persistono o si sono verificati nelle sue immediate vicinanze:<br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">a) le guerre dei Balcani del 1991-2001;<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">b) la destabilizzazione della Libia nel 2011;<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">c) la guerra russo-ucraina del 2022;<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">d) la guerra israelo-palestinese del 2023,<\/span><\/strong><br \/>\nper non parlare dell\u2019incapacit\u00e0 di trovare una soluzione al grave problema migratorio a oltre tre decenni dal suo emergere.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/UCRAINA-Busted_T-72BA_near_Starobesheve_in_East_Ukraine_2.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 UCRAINA-Busted_T-72BA_near_Starobesheve_in_East_Ukraine_2.jpg\" width=\"877\" height=\"507\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Resti di un carro armato T-72BA durante gli scontri di agosto nella guerra nel Donbass &#8211; Fonte <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Giornata televisiva: Donetsk.<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Numero 13 \/ DenTV: Donetsk.<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Numero 13<\/span><\/span><\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Busted_T-72BA_near_Starobesheve_in_East_Ukraine_(2).jpg\">File:Busted T-72BA near Starobesheve in East Ukraine (2).jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Per quanto riguarda i paesi dell\u2019Europa dell\u2019Est, direttamente e indirettamente coinvolti, il conflitto russo-ucraino ha dimostrato, dopo tre decenni, che le loro classi dirigenti \u2013 siano esse politiche, economiche o intellettuali, chiuse nel loro ristretto e miope neo-nazionalismo, non sono stati in grado di elaborare un progetto regionale autonomo n\u00e9 di avanzare una proposta utile al loro specifico ruolo geopolitico e geostrategico nel nuovo contesto emerso dalla dissoluzione dell\u2019Unione Sovietica, caratterizzato dal concomitante processo di globalizzazione. Prese tra la seduzione di Bruxelles e le pressioni atlantiche di Londra e Washington da un lato, e la reinterpretazione e ricostruzione delle loro identit\u00e0 nazionali basata sulla russofobia dall\u2019altro, queste classi dirigenti non hanno colto l\u2019opportunit\u00e0 storica offerta loro dal Crollo sovietico: la possibilit\u00e0 di emanciparsi sia dall\u2019Est che dall\u2019Ovest, per presentarsi come un\u2019area coesa e autonoma, svolgendo il ruolo di perno e cerniera tra i paesi membri dell\u2019Unione Europea e la Federazione Russa. La paura del vicino imponente, percepito come pericoloso e aggressivo (anche se la Russia all\u2019inizio degli anni \u201990 difficilmente poteva essere considerata un paese \u201cpericoloso\u201d per i suoi vicini), insieme alle pressioni della NATO, hanno portato questi paesi ad aderire prima all\u2019Alleanza Atlantica e successivamente all\u2019Unione Europea. Le classi dirigenti dell\u2019Est Europa, quindi, hanno fatto la scelta non cos\u00ec sottile di abbandonare un campo \u2013 quello russo-centrico \u2013 per approdare ad un altro, quello euro-atlantico, perdendo cos\u00ec un\u2019opportunit\u00e0 difficilmente recuperabile: quella di posizionarsi come snodo di scambio e compensazione tra Oriente e Occidente. L\u2019Europa dell\u2019Est, vista in una prospettiva storica di medio termine, \u00e8 passata dalla sfera d\u2019influenza sovietica a quella atlantica, cio\u00e8 dalla gabbia del Patto di Varsavia alla gabbia del Patto Atlantico, da un padrone all\u2019altro. Scegliendo il destino di diventare l\u2019estrema periferia orientale del campo occidentale egemonizzato dagli Stati Uniti, questa porzione d\u2019Europa ha scelto di diventare un arco di crisi permanente tra l\u2019Occidente e la Federazione Russa.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Scontro di civilt\u00e0: cui prodest?<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Certo, si potrebbe obiettare a quanto scritto finora che il conflitto tra Mosca e Kiev rientra in un possibile progetto del Cremlino volto a ristabilire il dominio di Mosca su un territorio appartenuto prima all&#8217;Impero zarista, poi all&#8217;Unione Sovietica. Anche se nel discorso pubblico russo non mancano certo echi neo-imperiali (peraltro marginali, ma degni di attenzione per la loro forza mobilitatrice), alcuni dei quali venati addirittura di un certo ambiguo spiritualismo civilizzatore che interpreta lo scontro attuale nella fumosa prospettiva escatologica in termini di resa dei conti tra Bene, Luce, Tradizione (Russia ortodossa) e Male, Oscurit\u00e0, Decadenza (l&#8217;Occidente materialista e ateo); tuttavia, questo possibile progetto, questa ipotetica strategia del Cremlino non regge ad una lettura meno emotiva e romantica dell\u2019attualit\u00e0 e ad un\u2019analisi delle sue cause, nonch\u00e9, in particolare, ad una descrizione pi\u00f9 obiettiva e realistica degli attuali \u201cvalori\u201d espressi dalla Russia e dall\u2019Occidente. Alcune precisazioni del presidente Putin sulla superiorit\u00e0 valoriale della Russia rispetto all&#8217;Occidente \u2013 che sembrerebbero a prima vista supportare gli echi neo-imperiali e civilizzatori sopra menzionati \u2013 sono riconducibili allo scontro dialettico con i principali esponenti politici dello schieramento avversario (l\u2019\u201cOccidente collettivo\u201d), che equiparano il governo della Federazione ad un\u2019autocrazia nel solco della tradizione zarista, accusano il Cremlino di promuovere teorie oscurantiste e di esercitare un regime liberticida e oppressivo. Pi\u00f9 importanti e piene di realismo politico sono le continue dichiarazioni di Putin, a partire almeno dal suo discorso alla Conferenza di Monaco (2007), riguardo alla neutralit\u00e0 delle aree limitrofe alla Federazione per le sue esigenze di sicurezza. Tornando alla presunta volont\u00e0 del Cremlino di rifondare la Russia imperiale o di una riedizione di quella che fu l\u2019Unione Sovietica, va notato che la narrazione neo-imperiale e civilizzatrice, paradossalmente, diventa funzionale alla strategia nordamericana volta al mantenimento della globalizzazione, egemonia, nonch\u00e9 ampiamente e magistralmente definita dai due testi canonici che sono senza dubbio quelli di <strong><span style=\"color: #008000;\">Samuel P. Huntington<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Zbigniew Brzezinski<\/span><\/strong>, autori rispettivamente di <em><strong><span style=\"color: #008000;\">Lo scontro delle civilt\u00e0 e il rifacimento dell\u2019ordine mondiale<\/span><\/strong><\/em> (1996) e <strong><em><span style=\"color: #008000;\">La grande scacchiera, Primazia americana e i suoi imperativi geostrategici<\/span><\/em><\/strong> (1997).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/RUSSIA-Putin_and_Korolyov.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 RUSSIA-Putin_and_Korolyov.jpg\" width=\"839\" height=\"560\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il presidente della Federazione Russa, Vladimir Vladimirovich Putin (a sinistra) e il comandante in capo della Marina russa, l&#8217;ammiraglio Vladimir Ivanovic Korolev (a destra) alla parata navale principale di San Pietroburgo &#8211; Fonte &#8211; Autore Ministero della Difesa della Federazione Russa<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Putin_and_Korolyov.jpg\">File:Putin and Korolyov.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Qualora il Cremlino cedesse alla tentazione della narrativa civilizzatrice \u201cneo-imperiale\u201d e \u2013 sulla base di questa \u2013 operasse delle scelte strategiche, cadrebbe irrimediabilmente nella trappola dello scontro di civilt\u00e0, esponendo se stesso e l\u2019intera economia eurasiatica, massa al proliferare delle crisi previste da Brzezinski e al pericolo di frammentazione del suo spazio nazionale e dell\u2019intero continente, lungo linee di faglia religiose ed etnoculturali: finirebbe per realizzare il sogno, egemonico e messianico allo stesso tempo, degli Stati Uniti, ovvero quello di essere la nazione indispensabile, unica dispensatrice di civilt\u00e0 e di valori.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Fine parte I &#8211; continua&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Tiberio Graziani<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Libera traduzione da <a href=\"https:\/\/www.vision-gt.eu\/news\/theory-of-the-arc-of-crisis-geopolitics-and-geostrategy\/\">Theory of the Arc of Crisis: Geopolitics and Geostrategy di Tiberio Graziani<\/a>&nbsp; &#8211; Fonte&nbsp;<br \/>\nVISION &amp; GLOBAL TRENDS (\u201cSOCIET\u00c0 ITALIANA DI GEOPOLITICA\u201d PROJECT)<\/p>\n<p align=\"justify\">1 nota redazione&nbsp;<br \/>\nL&#8217;<span style=\"color: #008000;\"><b>Euromaidan<\/b><\/span>&nbsp;(in&nbsp;ucraino&nbsp;<span dir=\"ltr\" lang=\"uk\">\u0404\u0432\u0440\u043e\u043c\u0430\u0439\u0434\u0430\u043d<\/span>,&nbsp;<i>Jevromajdan<\/i>; &#8220;Europiazza&#8221;) fu una serie di manifestazioni filoeuropee iniziate in Ucraina nella notte tra il 21 e il 22 novembre 2013, a seguito della decisione del governo di sospendere le trattative per la conclusione di un accordo di associazione tra l&#8217;Ucraina e l&#8217;Unione europea destinato a diventare un accordo di libero scambio globale e approfondito<sup id=\"cite_ref-1\" class=\"reference\"><\/sup>&nbsp;tra&nbsp;Ucraina&nbsp;e&nbsp;Unione europea. Durante le proteste, avvenute nella capitale, il 30 novembre 2013 si verific\u00f2 un crescendo di violenza a seguito dell&#8217;attacco perpetrato dalle forze governative contro i manifestanti. Le proteste sfociarono nella&nbsp;rivoluzione ucraina del 2014&nbsp;e, infine, nella fuga e messa in stato di accusa del <strong><span style=\"color: #008000;\">presidente ucraino&nbsp;Viktor Janukovy\u010d<\/span><\/strong> accusato di aver violato e promesse ed essere filorusso. Forse una delle conseguenze pi\u00f9 gravi fu la&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">c<\/span><span style=\"color: #008000;\">risi di Crimea del 2014<\/span><\/strong> quando, dopo che nel febbraio 2014 il governo precedentemente in carica venne rimpiazzato da uno in linea coi principi dell&#8217;Euromaidan; la Russia intervenne spostando truppe regolari in Crimea, bloccando con le sue navi da guerra il porto di Sebastopoli ai movimenti delle navi ucraine, ufficialmente con lo scopo &#8220;di proteggere la popolazione di nazionalit\u00e0 russa in Crimea&#8221;. Alcuni stati, tra cui gli&nbsp;Stati Uniti d&#8217;America, il&nbsp;Canada, la&nbsp;Francia, la&nbsp;Germania, l&#8217;Italia, la&nbsp;Polonia, il&nbsp;Regno Unito&nbsp;e l&#8217;organo dell&#8217;Unione europea accusarono la Russia di aver violato le leggi internazionali e di aver destabilizzato la sovranit\u00e0 ucraina.&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/101842\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/101843\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&nbsp; . ARGOMENTO: GEOPOLITICA PERIODO: XXI SECOLO AREA: ANALISI Parole chiave: Archi di crisi, Scontro di civilt\u00e0, Ucraina, Striscia di Gaza . 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