{"id":101547,"date":"2024-01-17T00:01:00","date_gmt":"2024-01-16T23:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=101547"},"modified":"2025-11-27T12:09:32","modified_gmt":"2025-11-27T11:09:32","slug":"la-pirateria-marittima-nel-golfo-di-guinea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/101547","title":{"rendered":"La pirateria marittima nel Golfo di Guinea"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: GEOPOLITICA<br \/>\n<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<br \/>\n<\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: SICUREZZA MARITTIMA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Operazioni maritime security<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">b<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle acque prospicienti le coste del Golfo Persico e dell\u2019Africa orientale il fenomeno della pirateria marittima \u00e8 gradualmente diminuito grazie all&#8217;impiego di Unit\u00e0 militari impiegate in compiti di sicurezza marittima e coordinate da organizzazioni multinazionali per il comune scopo di assicurare il libero traffico mercantile. <strong><span style=\"color: green;\">Importante l&#8217;applicazione delle misure di protezione passiva adottate dalle compagnie di navigazione che talvolta hanno imbarcato contractor di sicurezza a bordo dei mercantili. Nell&#8217;articolo di oggi l&#8217;ammiraglio Gualtiero Mattesi affronta un altro teatro marittimo, altrettanto sensibile, le acque dell&#8217;Africa occidentale.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 20px; color: #008000;\">La pirateria marittima nel Golfo di Guinea<\/span><\/strong><br \/>\nIn quelle acque i fenomeni criminali di alto mare hanno preso vigore, raggiungendo livelli particolarmente preoccupanti e risultando un\u2019importante minaccia alla security dei traffici commerciali marittimi, ben nota agli operatori nazionali, ma anche alla stessa Unione Europea. In particolare, in Nigeria le azioni piratesche sono alquanto diverse rispetto a quelle in Africa orientale. Innanzitutto, sul piano politico la totalit\u00e0 dei paesi non \u00e8 n\u00e9 in guerra n\u00e9 da considerare in una precaria situazione politica. Non siamo, quindi, in presenza di conflitti\/crisi o situazioni che danno origine a ulteriori forme di rischio, come invece si registra nel Golfo di Aden o anche in Mar Rosso. La presenza internazionale vuole anche supportare e migliorare la cooperazione regionale tra gli Stati del Golfo di Guinea. A tal fine nel 2013 questi hanno adottato il \u201c<strong><span style=\"color: green;\">Codice di Condotta di Yaound\u00e9<\/span><\/strong>\u201d, con lo scopo di attuare misure cooperative per debellare il crimine organizzato transnazionale marittimo, con particolare focus sugli atti di pirateria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, la cooperazione regionale potrebbe non essere sufficiente per sradicare un fenomeno che attanaglia prima fra tutti la Nigeria. I fattori che impediscono un efficace smantellamento della pirateria al largo delle coste nigeriane sarebbero molteplici. Primo fra tutti, le Forze di sicurezza nigeriane lamentano pesanti lacune capacitive e di dotazioni per garantire un pattugliamento adeguato delle loro acque, territoriali e oltre, che diventano quindi suscettibili alla proliferazione di crimini marittimi. In secondo luogo, nonostante la Nigeria sia stato il primo paese rivierasco ad adottare una legge federale mirata alla soppressione della pirateria e altri crimini marittimi (<strong><span style=\"color: green;\">Suppression of Piracy and Other Maritime Offences Act \u2013 SPOMO<\/span><\/strong>), l\u2019applicazione delle nuove normative risulta complessa e difficoltosa. Il grave livello di corruzione del sistema militare e giudiziario nigeriano, inoltre, lo rende vulnerabile alle attivit\u00e0 di pirati e criminali che spesso, dietro il pagamento di tangenti, riescono ad ottenere informazioni sulle rotte e sul carico delle navi o a far decadere le accuse contro i membri delle loro reti <sup>1<\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli Stati rivieraschi della regione occidentale sono pienamente legittimati ad agire, sia sotto il profilo giuridico, sia sotto quello del diritto internazionale marittimo, per ripristinare le condizioni di security negli spazi marittimi di pertinenza, con proprie organizzazioni e dispositivi. \u00c8 pertanto evidente che organizzazioni esterne, civili e militari, non possono intervenire direttamente. Di conseguenza \u00e8 stato necessario stabilire accordi ad hoc con i paesi interessati, grazie a rapporti amichevoli tra le parti che hanno individuato adeguati spazi di cooperazione con tutti i soggetti e le forze coinvolte, al fine di conseguire un accettabile grado di stabilit\u00e0 e sicurezza marittima dell\u2019area. In tali acque \u00e8 significativa la presenza, ancorch\u00e9 non continuativa, di oltre cento navi mercantili battenti bandiera italiana, suddivise tra circa 25 compagnie di navigazione. Per quanto riguarda il settore energetico, circa il 70% del petrolio prodotto in Africa proviene da queste aree, dove sono appunto presenti i due paesi maggiori produttori, ovvero Nigeria e Angola. Da qui la necessit\u00e0 di tutelare anche le attivit\u00e0 estrattive delle aziende petrolifere che vi operano, tra cui l\u2019ENI (oltre a Exxon Mobil, Chevron, Shell e Total).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-101577\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/PIRATERIA-Gulf_of_Guinea_piracy.png\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"401\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/PIRATERIA-Gulf_of_Guinea_piracy.png 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/PIRATERIA-Gulf_of_Guinea_piracy-300x188.png 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/PIRATERIA-Gulf_of_Guinea_piracy-320x202.png 320w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: green;\">Pirateria al largo delle coste della Nigeria tra il 2015 e il 2020. Grafico pubblicato pubblicamente da SBM Intelligence, <\/span><\/strong><span class=\"rynqvb\"><b><span style=\"color: green;\">una societ\u00e0 di market intelligence, analisi di sicurezza e consulenza strategica focalizzata sull&#8217;Africa che fornisce analisi della situazione socio-politica ed economica dell&#8217;Africa occidentale &#8211;<\/span><\/b><\/span><strong><span style=\"color: green;\">\u00a0Autore Oskar Jacobsen<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli ultimi anni il Golfo di Guinea \u00e8 stata l\u2019area in cui si sono verificati, a livello globale, il maggior numero di attacchi di pirateria e furti armati in mare. Un\u2019area seguita solo da quella dell\u2019Est Asia-Stretto di Malacca. Secondo i dati pubblicati nell\u2019ultimo rapporto annuale dell\u2019<strong><span style=\"color: green;\">International Maritime Bureau (IMB)<\/span><\/strong>, nel 2020 il fenomeno della pirateria a livello globale era cresciuto, con 195 incidenti registrati rispetto ai 162 del 2019. In quell\u2019anno i pirati hanno rapito 135 marittimi a scopo di estorsione. La regione del Golfo di Guinea, da sola, ha avuto il 95% del totale degli eventi, segnalati al largo di Nigeria, Benin, Gabon, Guinea equatoriale e Ghana. Nel 2021, l\u2019IMB descrive in dettaglio 68 episodi di pirateria e rapina a mano armata contro le navi, in calo rispetto ai 98 incidenti dello stesso periodo dell\u2019anno precedente e totale pi\u00f9 basso dal 1994. <strong><span style=\"color: green;\">Ci\u00f2 nonostante, il Golfo di Guinea continua ad essere particolarmente pericoloso per il traffico mercantile.<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda le tattiche e procedure, la <strong><span style=\"color: green;\">Piracy TTP (Tactic, Technique &amp; Procedure)<\/span> <\/strong>utilizzata dai pirati nell\u2019area del Golfo di Guinea \u00e8 stata essenzialmente costituita da furti di beni rinvenibili a bordo dei mercantili o anche di petrolio, compiuti in gran parte in acque interne e territoriali, quindi casi di furti armati (armed robbery). Inizialmente i soggetti attaccanti operavano pressoch\u00e9 indisturbati, soprattutto nell\u2019area del delta del Niger. Successivamente le tattiche e gli obiettivi delle organizzazioni criminali si sono diversificate ed evolute, operando pi\u00f9 al largo e spingendosi anche oltre le 200 miglia nautiche dalle coste, quindi oltre la <strong><span style=\"color: green;\">Zona Economica Esclusiva (ZEE)<\/span> <\/strong>dichiarata dalla Nigeria. Oggi ai mercantili in transito \u00e8 raccomandato di mantenere una distanza dalla costa di almeno 200\/250 miglia. Infine, l\u2019utilizzo di navi-madre \u00e8 stato osservato solo negli ultimi anni. Nei casi di furto di greggio il trasbordo di petrolio nelle modalit\u00e0 <strong><span style=\"color: green;\">Ship-to-Ship (StS)<\/span><\/strong>, processo piuttosto lungo e complesso, pu\u00f2 fornire alle forze di sicurezza una considerevole finestra di tempo per intervenire. Inoltre, \u00e8 bene ricordare che non sono certo diminuiti i casi di attacco in prossimit\u00e0 della costa, nonch\u00e9 ai danni di mercantili fermi in rada o in banchina. In buona sostanza, sebbene per l\u2019attuale modus operandi finora descritto sussistano analogie con le tattiche utilizzate dai pirati somali, il livello di pericolosit\u00e0 da parte dei pirati (e in generale della criminalit\u00e0 organizzata locale) \u00e8 risultata particolarmente aggressivo, potendo contare su soggetti meglio armati e pi\u00f9 capaci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni ostaggi hanno denunciato abusi, tra cui l\u2019amputazione delle dita, o bruciature della pelle. Nei rapimenti \u00e9 coinvolto un numero alquanto elevato di membri dell\u2019equipaggio e in molti casi lo stesso comandante, il primo ufficiale e\/o il direttore di macchina. Nella gran parte degli eventi i rapimenti sono stati risolti in un periodo di tempo notevolmente inferiore rispetto a quello che, di massima, si registrava al largo delle coste somale. Nel 2018, la durata della prigionia si \u00e8 concentrata dai tre a un massimo di dieci giorni, rispetto invece agli undici mesi di durata di sequestro di navi durante il picco della pirateria nel bacino somalo. Sebbene questo non sia uno sviluppo completamente nuovo, negli ultimi tempi i gruppi criminali che operano dal delta del Niger appaiono alquanto pi\u00f9 fiduciosi sulle loro capacit\u00e0 di trattenere un numero piuttosto consistente di marittimi. A sua volta, il livello di aggressivit\u00e0 sopra accennato, porta anche a pagamenti pi\u00f9 elevati. Per quanto riguarda le iniziative delle organizzazioni internazionali, in Oceano Indiano sono intervenute le Nazioni Unite con specifiche risoluzioni, cui sono seguite numerose iniziative, soprattutto a livello NATO e UE, con operazioni e missioni civili-militari che hanno contribuito al raggiungimento dei risultati che oggi si registrano. L\u2019<strong><span style=\"color: green;\">Unione Europea<\/span><\/strong> il 21 gennaio 2021 ha lanciato il <strong><span style=\"color: green;\">Coordinated Maritime Presence concept<\/span><\/strong> per il Golfo di Guinea che, tuttavia, si concentra solo su temi di cooperazione e condivisione di analisi e informazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, la recente iniziativa avviata dall\u2019<strong><span style=\"color: green;\">IMO (International Maritime Organization)<\/span><\/strong>, con una risoluzione adottata il 19 maggio 2022 da parte del Comitato per la sicurezza marittima (MSC), con la quale invita \u201c<em><b><span style=\"color: green;\">\u2026gli Stati membri, le autorit\u00e0 nazionali, le Nazioni Unite e altre organizzazioni competenti, a prendere in <\/span><\/b><\/em><em><b><span style=\"color: green;\">considerazione il rafforzamento dell\u2019applicazione della legge per arrestare e perseguire i pirati nelle giurisdizioni pertinenti, in conformit\u00e0 con il diritto internazionale e i quadri giuridici nazionali, sollecitando gli Stati costieri ad armonizzare le sanzioni penali\u2026<\/span><\/b><\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A differenza di quello che si \u00e8 visto nel tempo, nel quadrante orientale africano \u00e8 stata poi sollecitata una migliore governance delle soluzioni di protezione e iniziative disponibili e, soprattutto, nel rispetto comunque della sovranit\u00e0 e integrit\u00e0 territoriale degli Stati costieri. Al riguardo, l\u2019IMO ha sollecitato a sostenere ed incoraggiare una pi\u00f9 ampia partecipazione a iniziative regionali come lo stesso <strong><span style=\"color: green;\">Gulf of Guinea Maritime Collaboration Forum (GoG-MCF\/SHADE GoG)<\/span><\/strong> e ad altre piattaforme di coordinamento similari, finalizzate a migliorare la maritime safety e security nella regione e facilitare il rafforzamento dei meccanismi di cooperazione per il pattugliamento e la protezione marittima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sintesi, l\u2019<strong><span style=\"color: green;\">IMO<\/span><\/strong> ha voluto rimarcare l\u2019esigenza di una pi\u00f9 efficace e sinergica cooperazione nonch\u00e9 una maggiore collaborazione tra tutte le parti interessate sul contrasto anche delle altre forme di illegalit\u00e0 in mare (traffici illeciti, contrabbando, pesca illegale). In particolare, ha richiesto di utilizzare appieno i fondi della cooperazione tecnica (fondo fiduciario per la sicurezza marittima dell\u2019IMO per l\u2019Africa occidentale e centrale), per sostenere il rafforzamento nella regione, in particolare a favore delle capacit\u00e0 di contrasto della pirateria e delle rapine a mano armata.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-91807 size-full\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/GEOPOLITICA-ANTIPIRATERIA-GOLFO-DI-GUINEA-SENEGALESI-Exercise_Obangame_Express_2019_46710830784.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"427\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/GEOPOLITICA-ANTIPIRATERIA-GOLFO-DI-GUINEA-SENEGALESI-Exercise_Obangame_Express_2019_46710830784.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/GEOPOLITICA-ANTIPIRATERIA-GOLFO-DI-GUINEA-SENEGALESI-Exercise_Obangame_Express_2019_46710830784-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Banjul, Gambia (18 marzo 2019) &#8211; <\/span><span style=\"color: #008000;\"><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Un marinaio della Marina senegalese esegue una tecnica di bonifica durante uno scenario simulato di traffico di droga e tratta di esseri umani a bordo della nave da pattuglia della Marina del Gambia GNS Kunti Kinte durante l&#8217;esercitazione Obangame Express, 18 marzo 2019. Obangame Express, sponsorizzata dall&#8217;U.S. Africa Command (AFRICOM), \u00e8 progettata per migliorare la cooperazione regionale, la consapevolezza del dominio marittimo, le pratiche di condivisione delle informazioni e le competenze di interdizione tattica per potenziare le capacit\u00e0 collettive delle nazioni del Golfo di Guinea e dell&#8217;Africa occidentale di contrastare le attivit\u00e0 illecite in mare <\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">(Foto della Marina degli Stati Uniti di Tamara Vaughn, specialista in comunicazioni di massa di 2a classe\/ Pubblicata)<\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 al fine di cercare di realizzare condizioni maggiormente efficaci per la condivisione delle informazioni tra i meccanismi gi\u00e0 esistenti. A fronte di un progressivo incremento delle minacce e del deterioramento delle condizioni di sicurezza, l\u2019Italia ha attivato n\u2019operazione marittima militare denominata Gabinia, che viene condotta attraverso la dislocazione operativa di unit\u00e0 navali nell\u2019area del Golfo di Guinea, area di nostro interesse strategico. A partire dal 2020, la Marina militare italiana ha cos\u00ec assicurato la sorveglianza a tutela degli interessi nazionali, con la dislocazione nell\u2019area di unit\u00e0 navali FREMM <span style=\"color: #008000;\">(<strong>Nave Rizzo, Martinengo e Marceglia<\/strong>)<\/span>, con a bordo un\u2019aliquota di personale della <span style=\"color: #008000;\"><strong>Brigata Marina San Marco<\/strong><\/span>,\u00a0nei periodi da marzo ad aprile e da settembre a dicembre. Nel 2021 nuovamente con <span style=\"color: #008000;\"><strong>Nave Rizzo<\/strong><\/span>, da marzo a giugno e da settembre a dicembre. Nel 2022 ancora <span style=\"color: #008000;\"><strong>le Fregate Rizzo e Marceglia<\/strong><\/span>, da febbraio a giugno e da settembre a ottobre. Infine, nel 2023 con i <span style=\"color: #008000;\"><strong>Pattugliatori Borsini<\/strong> <\/span>da ottobre a dicembre e<span style=\"color: #008000;\"><strong> Foscari<\/strong><\/span>, fino al mese di aprile. L\u2019Operazione ha dato un contributo tangibile alla maritime security, con eventi significativi che hanno visto protagoniste le unit\u00e0 italiane in soccorso a navi mercantili oggetto di attacco pirata o inattivit\u00e0 di law enforcement a carico di mercantili con condotte illecite.\u00a0Il <span style=\"color: #008000;\"><strong>12 marzo 2023<\/strong> <\/span>si \u00e8, inoltre, svolta un\u2019esercitazione antipirateria congiunta nelle acque del Golfo di Guinea. La simulazione ha coinvolto la <strong><span style=\"color: #008000;\">Centrale Operativa Multi-dominio (COMM) del Comando in Capo della Squadra Navale (CINCNAV), Nave Foscari, CONFITARMA e Assarmatori, il Company Security Officer del Gruppo Grimaldi, la Motonave Grande Luanda, di bandiera italiana del Gruppo Grimaldi.<\/span> <\/strong>Il mercantile ha simulato di essere stato attaccato da un barchino di pirati. Dopo aver attivato tutte le procedure interne, l\u2019equipaggio si \u00e8 rifugiato nella cittadella. <span style=\"color: #008000;\"><strong>Nave Foscari<\/strong><\/span>, una volta intercettato il mercantile, ha dato via allo sbarco del proprio boarding team sulla zona di atterraggio del <span style=\"color: #008000;\"><strong>mercantile Luanda<\/strong><\/span> tramite fast rope (tecnica di discesa rapida da elicottero via \u201ccavo\u201d su spazi in cui lo stesso elicottero non pu\u00f2 appontare). Una volta a bordo, la squadra di Nave Foscari si \u00e8 diretta verso la plancia per prendere il controllo dell\u2019unit\u00e0 e, successivamente, verso la cittadella per liberare l\u2019equipaggio, sventando di fatto l\u2019operato dei pirati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da evidenziare altres\u00ec un\u2019esercitazione sviluppata con un\u2019installazione off-shore dell\u2019<span style=\"color: #008000;\"><strong>ENI<\/strong> <span style=\"color: #000000;\">in Nigeria, che ha confermato la sinergia raggiunta tra<\/span> <strong>Marina Militare, CONFITARMA e le compagnie di navigazione associate attive nel Golfo di Guinea<\/strong><\/span>, e ha dato prova della professionalit\u00e0 e competenza di tutto il personale militare e civile coinvolto. Da tempo il <span style=\"color: #008000;\"><strong>Gruppo Grimaldi<\/strong><\/span> \u00e8, infatti, fortemente impegnato nella formazione, sia a terra che a bordo, per permettere agli equipaggi che operano in aree difficili di gestire situazioni di stress e pericolo, tipiche degli attacchi di pirateria. Le unit\u00e0 navali, inoltre, sfruttano ogni possibile occasione, in particolare all\u2019arrivo o alla partenza nei porti, per svolgere attivit\u00e0 addestrativa con le Marine rivierasche. Nell\u2019ambito del concetto europeo di <span style=\"color: #008000;\"><strong>Coordinated Maritime Presence (EU CMP) <\/strong><\/span>sono state poi svolte delle attivit\u00e0 operative e addestrative congiunte da parte di unit\u00e0 navali di Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Danimarca. Infine, dando seguito agli accordi in essere con la fondazione RAVA, le unit\u00e0 si sono fatte carico del trasporto e consegna di materiale medico, destinato alle locali strutture sanitarie. L\u2019ultima attivit\u00e0, in ordine cronologico, \u00e8 stata condotta da Nave Borsini il 13 novembre 2022, che ha consegnato materiale sanitario ed elettromedicale a strutture sanitarie presso il porto di Point Noire in Congo. L\u2019evento ha visto la partecipazione di importanti autorit\u00e0 locali e la presenza degli Ambasciatori di Italia e UE in Congo. L\u2019operazione ha promosso nell\u2019area l\u2019ingresso del Ghana all\u2019interno del <strong><span style=\"color: #008000;\">Trans Regional Maritime Network (T-RNM)<\/span> <\/strong>nell\u2019ambito del progetto<span style=\"color: #008000;\"> <strong>Virtual Regional Maritime Traffic Centre (V-RMTC)<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Gualtiero MATTESI<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p>1 <a href=\"https:\/\/www.cesi-italia.org\/it\">https:\/\/www.cesi-italia.org\/it<\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">&#8211;<\/span><\/p>\n<p>foto dell&#8217;esercitazione congiunta antipirateria MMI e CONFITARMA nel Golfo di Guinea<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">,<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>CENTRO STUDI DI GEOPOLITICA E STRATEGIA MARITTIMA<\/strong> \u00ab<strong>Geopolitica-mente<\/strong>\u00bb<\/span> articolo gentilmente offerto da Giancarlo Poddighe. I contributi sono diretta responsabilit\u00e0 degli autori e ne rispecchiano le idee personali. La riproduzione, totale o parziale, \u00e8 autorizzata a condizione di citare la fonte.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 9<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: GEOPOLITICA PERIODO: XXI SECOLO AREA: SICUREZZA MARITTIMA parole chiave: Operazioni maritime security b . 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