{"id":101508,"date":"2024-01-25T00:01:00","date_gmt":"2024-01-24T23:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=101508"},"modified":"2024-01-19T22:53:33","modified_gmt":"2024-01-19T21:53:33","slug":"vessiko-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/101508","title":{"rendered":"La modernizzazione della Reichmarine"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000\">AREA: GERMANIA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Kaisermarine, Reichmarine<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000\">Behncke<\/span><\/strong> venne rimpiazzato il 1\u00ba ottobre 1924 dal <strong><span style=\"color: #008000\">viceammiraglio Hans Zenker<\/span><\/strong>, convinto sostenitore della linea del suo predecessore in merito ai programmi di modernizzazione della Reichsmarine sia sotto l\u2019aspetto dei programmi \u201cufficiali\u201d sia sotto l\u2019aspetto di quelli \u201cparalleli e riservati\u201d che potevano adesso godere della ripresa economica della Germania.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/REICH-MARINE-Adolf_Grohs_Admiral_von_Schroder_mit_dem_fruheren_Chef_des_Admiralstabes_Behnke_Gustav_Liersch__Co._7663-1024x649.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 REICH-MARINE-Adolf_Grohs_Admiral_von_Schroder_mit_dem_fruheren_Chef_des_Admiralstabes_Behnke_Gustav_Liersch__Co._7663-1024x649.jpg\" width=\"1024\" height=\"649\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000\"><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Questa foto scattata, da Adolf Grohs, fu pubblicata da Gustav Liersch &amp; Co. e ritrae l&#8217;ammiraglio von Schr\u00f6der con l&#8217;ex capo di stato maggiore Behnke&#8221; &#8211;<\/span><\/span>&nbsp;<span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">da sinistra: Ammiraglio von Schr\u00f6der, Ludwig;<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">* 1854 + 1933, Ammiraglio Behncke, Paul Leo Gustav * 1866 + 1937 ed altri ufficiali di staff<\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">&nbsp;&#8230;<\/span><\/span> <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Data 1914 e 1918 circa<\/span><\/span> &#8211; <span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Fonte http:\/\/wiki-de.genealogy.net\/Liersch_%28Berlin%29\/Fotostudio- <\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Autore <\/span><\/span><\/span><\/strong><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\"><strong><span style=\"color: #008000\">Alfred Groh<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Adolf_Grohs_Admiral_von_Schr%C3%B6der_mit_dem_fr%C3%BCheren_Chef_des_Admiralstabes_Behnke,_Gustav_Liersch_%26_Co._7663.jpg\">Adolf Grohs Admiral von Schr\u00f6der mit dem fr\u00fcheren Chef des Admiralstabes Behnke, Gustav Liersch &amp; Co. 7663.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Nella realizzazione dei programmi relativi alle unit\u00e0 di superficie furono rispettati i limiti quantitativi imposti dal trattato di Versailles, meno quelli qualitativi, indefiniti, mentre venne abilmente sfruttata la scappatoia offerta dal trattato navale di Washington del 6 febbraio 1922: in materia di costruzioni navali il trattato, di cui la Germania non era parte ma a cui aderirono tutte le principali potenze navali, basava il calcolo del dislocamento sulla nave &#8220;vuota&#8221;, senza considerare il peso di munizioni, carburante, provviste ed equipaggio.&nbsp;L&#8217;adozione di nuove tecniche costruttive, come la saldatura elettrica, rapidamente assurta a standard costruttivo, non solo permise enormi riduzioni dell\u2019esponente di peso dello scafo a parit\u00e0 di dislocamento, ma ridusse enormemente i tempi di costruzione.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/REICHMARINE-Linienschiffe_1930.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 REICHMARINE-Linienschiffe_1930.jpg\" width=\"856\" height=\"684\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000\">Vecchie corazzate tedesche &#8220;Schleswig-Holstein&#8221; (al centro), &#8220;Schlesien&#8221; (a sinistra) e &#8220;Hessen&#8221; (sullo sfondo). Fonte: Centro storico navale degli Stati Uniti <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Linienschiffe_1930.jpg\">Linienschiffe 1930.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Nel potenziamento reale della Reichsmarine continuarono a svilupparsi operazioni meno aderenti alle clausole di Versailles.&nbsp; Continuando quanto avviato &nbsp;fin dai primi anni 1920 con diversi programmi segreti paralleli, si ammassavano materiali, in alcuni casi intere sezioni di unit\u00e0 ed armi, si addestrava il&nbsp; personale, si proseguivano ricerche in settori vietati: la costruzione di grosse unit\u00e0 non poteva certamente sfuggire alle commissioni di controllo, mentre sfuggirono completamente una serie di attivit\u00e0 &#8220;illegali&#8221; favorite da stanziamenti di appositi fondi neri non iscritti nel bilancio della Marina. Stanziamenti che nel luglio 1922 permisero alla Reichsmarine di costituire una societ\u00e0 ingegneristica\/impiantistica con sede a L&#8217;Aia nei Paesi Bassi, la <em>Ingenieurskantoor voor Scheepsbouw<\/em> (IvS), mantenendone il controllo esclusivo per oltre un decennio.&nbsp;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Una situazione certamente comoda e profittevole anche per la Marina Olandese e le industrie dei Paesi Bassi.&nbsp;I programmi \u201cillegali\u201d comprendevano corsi segreti per l&#8217;addestramento degli ufficiali della Reichsmarine in settori vietati, primo tra tutti quello della guerra subacquea, lo studio di nuove tattiche di combattimento navale, nuovi sistemi d\u2019arma, dal radar allo sviluppo di mine magnetiche, la preparazione di una forte aviazione navale dietro il paravento della sezione idrovolanti della compagnia aerea nazionale.&nbsp;Nella zona \u201cgrigia\u201d le industrie tedesche proseguirono lo sviluppo dei sistemi di puntamento dell&#8217;artiglieria e degli strumenti di calcolo del tiro, un settore in cui la Germania era e si mantenne all&#8217;avanguardia, nonch\u00e9 nuovi cannoni e nuove tecnologie sui metalli, da quelli leggeri a nuovi processi siderurgici relativi alle corazze e agli acciai ad alta resistenza per gli scafi dei sommergibili.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/REICHMARINE-Bundesarchiv_Bild_102-13832_Linienschiff__Schleswig-Holstein_.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 REICHMARINE-Bundesarchiv_Bild_102-13832_Linienschiff__Schleswig-Holstein_.jpg\" width=\"875\" height=\"609\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000\">foto della corazzata \u201cSchleswig-Holstein\u201d scattata durante le manovre nel Mar Baltico. Viene issata a poppa della corazzata tedesca &#8220;Schleswig-Holstein&#8221; la nuova bandiera di guerra della Reichmarine <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Bundesarchiv_Bild_102-13832,_Linienschiff_%22Schleswig-Holstein%22.jpg\">Bundesarchiv Bild 102-13832, Linienschiff &#8220;Schleswig-Holstein&#8221;.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La Germania, gi\u00e0 nel 1923, fu in grado di sollevare agli alleati una richiesta per il rimpiazzo delle obsolete corazzate pre-dreadnought. L\u2019eventuale costruzione di nuove corazzate \u201cleggere\u201d rientrava nel quadro di strategia generale, sul modo in cui la Reichsmarine voleva proseguire il proprio sviluppo: formalmente un\u2019ipotesi difensiva opposta ad un\u2019ipotesi offensiva che paventavano i vincitori, , con un tipo di unit\u00e0 maggiore ibrida tra l&#8217;incrociatore e la corazzata, molto veloce ma anche bene armata e protetta; malgrado le apparenze e la presentazione, un tipo di unit\u00e0 di proiezione, non un\u2019 unit\u00e0 di difesa ma una atta a svolgere un ruolo di caccia al traffico navale nemico in mare aperto. Le linee di sviluppo erano pertanto gi\u00e0 chiare dal 1926, con un indirizzo offensivo e di alto mare, anche se la Reichsmarine dovette affrontare un lungo e severo periodo di scandali e sostituzioni ai vertici quando nel 1927 una commissione d&#8217;inchiesta del parlamento tedesco, promossa dai partiti antimilitaristi, port\u00f2 alla scoperta del sistema di fondi neri. Un braccio di ferro che si concluse il 1\u00ba ottobre 1928 con la nomina al vertice della Marina dall&#8217;<strong><span style=\"color: #008000\">ammiraglio Erich Raeder<\/span><\/strong>, quale ultimo comandante della Reichsmarine e poi comandante della Kriegsmarine dal 1935 al 1943. Raeder pot\u00e9 continuare il programma di sviluppo della Reichsmarine rimanendo sostanzialmente nel solco tracciato dai suoi predecessori, compresi inizialmente i due livelli, ufficiale e riservato. Oltre la costruzione delle due corazzate tascabili gi\u00e0 impostate Raeder propose e segu\u00ec un piano quinquennale per il periodo 1931-1936 che avrebbe dovuto portare al completo rinnovo della flotta, autorizzato nell\u2019 ambito del trattato di Versailles (otto corazzate, otto incrociatori e sedici cacciatorpediniere). L\u2019epoca dei trattati stava terminando ed il clima politico tedesco era totalmente diverso. Il 28 gennaio 1933 l&#8217;anziano<strong><span style=\"color: #008000\"> presidente Paul von Hindenburg<\/span><\/strong> sostitu\u00ec il <strong><span style=\"color: #008000\">premier von Schleicher<\/span><\/strong> con il <strong><span style=\"color: #008000\">segretario del Partito Nazionalsocialista Tedesco Adolf Hitler<\/span><\/strong>, che il 2 agosto 1934 riun\u00ec nelle proprie mani le cariche di presidente e cancelliere assumendo l&#8217;incarico di <strong><span style=\"color: #008000\"><em>F\u00fchrer und Reichskanzler<\/em><\/span><\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/German_cruiser_Deutschland_in_1935_cropped.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 German_cruiser_Deutschland_in_1935_cropped.jpg\" width=\"970\" height=\"488\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #008000\"><strong><strong><span style=\"color: #008000\">la &#8220;corazzata tascabile&#8221; tedesca Deutschland con il suo equipaggio schierato, 1935. Questa nave fu riclassificata come incrociatore pesante e ribattezzata L\u00fctzow nel 1939 &#8211;&nbsp; Fonte Foto 242-HB-14598a34 dalla collezione Hoffman negli archivi nazionali degli Stati Uniti del Comando di storia e patrimonio navale della Marina degli Stati Uniti<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:German_cruiser_Deutschland_in_1935_(cropped).jpg\">German cruiser Deutschland in 1935 (cropped).jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Hitler era fermamente ostile all&#8217;assetto di poteri dettato in Europa dal trattato di Versailles, ma vista l&#8217;impreparazione della Germania ad una guerra su ampia scala decise di agire inizialmente per vie diplomatiche e in qualche modo concilianti: pur autorizzando la Reichsmarine a proseguire i suoi studi sui sommergibili ed a progettare una versione potenziata delle <strong><span style=\"color: #008000\">\u201ccorazzate\u201d Deutschland<\/span><\/strong>, che violava ampiamente i limiti di dislocamento previsti da Versailles, Hitler cerc\u00f2 un riconoscimento ufficiale dei progetti di riarmo tedeschi da parte delle grandi potenze. Il 16 marzo 1935 Hitler annunci\u00f2 ufficialmente il rigetto da parte della Germania delle limitazioni imposte dal trattato di Versailles in materia di armamenti e la reintroduzione della leva militare obbligatoria, ma al tempo stesso mantenne aperto un canale di trattativa con il Regno Unito che port\u00f2 il 18 giugno alla stipula di un accordo navale anglo-tedesco: legalizzando in pratica la violazione del trattato di Versailles, l&#8217;accordo consentiva alla Germania di costruire navi da guerra per un tonnellaggio complessivo pari al 35% di quello della flotta britannica (il 45% per quanto riguardava i sommergibili), riconoscendo quindi alla Reichsmarine un limite totale di 425.865 ton di naviglio in luogo delle 144.000 ton autorizzate da Versailles.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Heinkel_He_60_on_German_cruiser_Admiral_Scheer_c1936.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Heinkel_He_60_on_German_cruiser_Admiral_Scheer_c1936.jpg\" width=\"884\" height=\"700\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #008000\"><strong>L&#8217;incrociatore pesante tedesco (&#8220;corazzata tascabile&#8221;) Admiral Scheer: vista dettagliata a centro nave della catapulta dell&#8217;aereo, dell&#8217;aereo Heinkel He 60 e di un cannone da 15 cm, fotografato nel 1935-1938 &#8211; Fonte Foto ufficiale della Marina degli Stati Uniti NH 45564 dal Comando di storia e patrimonio navale della Marina degli Stati Uniti &#8211;<\/strong><\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Heinkel_He_60_on_German_cruiser_Admiral_Scheer_c1936.jpg\">Heinkel He 60 on German cruiser Admiral Scheer c1936.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Di fatto senza pi\u00f9 alcun vincolo, lo sviluppo della Marina tedesca pot\u00e9 proseguire indisturbato. Il 1\u00ba giugno 1935, la vecchia Reichsmarine assunse la nuova denominazione di <strong><span style=\"color: #008000\">Kriegsmarine<\/span><\/strong>, avviando subito ampi programmi per il suo potenziamento. Con la denuncia dei trattati e la nascita della Kriegsmarine terminarono anche i presupposti di molte delle attivit\u00e0 parallele, riservate o illegali mantenute per oltre un decennio dalla Reichsmarine, in particolare di quelle relative alla progettazione e costruzione all\u2019 estero di sommergibili Contrariamente alla vulgata diffusa, in quanto a concetti operativi e a mezzi tecnici ed a molti dei suoi protagonisti la Marina Tedesca affront\u00f2 la seconda guerra mondiale in uno spirito di continuit\u00e0 dei progetti e programmi della 1^ GM, non solo morale di rivalsa e riscatto della sconfitta subita in prima battuta, ma anche di scarsa evoluzione tecnica. Al contrario di quanto avvenne per la flotta di superficie, le costruzioni subacquee furono percepite e realizzate in termini di continuit\u00e0 e non di radicale innovazione a livello cantieristico, adottando schemi, progetti ed attrezzature nel complesso gi\u00e0 ampiamente datati facenti riferimento alle esperienze acquisite nella Prima guerra mondiale. Le uniche vere novit\u00e0 furono tardive e non sono attribuibili ai cantieri&nbsp; ma al genio organizzativo di Speer e della sua struttura; facendo tesoro dell\u2019 esperienza dell\u2019<em>IvS <\/em>e della polverizzazione degli ordini che avevano permesso di mascherare la preparazione del programma di costruzione dell\u2019arma sottomarina tedesca, &nbsp;fu organizzata e gestita la costruzione modulare decentrata, che coinvolse nelle subforniture una miriade di strutture lontane non solo fisicamente ma anche concettualmente dalla cantieristica navale, strutture che imposero le poche innovazioni introdotte nella costruzione degli \u201cscafi\u201d.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000\">Fine II parte &#8211; continua<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000\">Giancarlo Poddighe<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/101504\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/101508\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/101509\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&nbsp; . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XX SECOLO AREA: GERMANIA parole chiave: Kaisermarine, Reichmarine . Behncke venne rimpiazzato il 1\u00ba ottobre 1924 dal viceammiraglio Hans Zenker, convinto sostenitore della linea del suo predecessore in merito ai programmi di modernizzazione della Reichsmarine sia sotto l\u2019aspetto dei programmi \u201cufficiali\u201d sia sotto l\u2019aspetto di quelli \u201cparalleli e riservati\u201d [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2391,"featured_media":101700,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[2319],"tags":[],"class_list":["post-101508","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-prima-guerra-mondiale"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>La modernizzazione della Reichmarine &#8226; OCEAN4FUTURE autore<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/101508\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"La modernizzazione della Reichmarine &#8226; OCEAN4FUTURE autore\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"tempo di lettura:  7 minuti&nbsp; . 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