{"id":101461,"date":"2024-01-10T00:01:00","date_gmt":"2024-01-09T23:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=101461"},"modified":"2025-12-10T14:20:47","modified_gmt":"2025-12-10T13:20:47","slug":"tra-retrenchment-e-redeployment-le-sfide-di-washington","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/101461","title":{"rendered":"Tra retrenchment e redeployment: le sfide di Washington"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XXI SECOLO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: POLITICA NAVALE STATUNITENSE<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: USN, Rimland<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">Nel marzo del 1946 il <strong><span style=\"color: #008000;\">presidente Harry Truman<\/span><\/strong> lanci\u00f2 un pacchetto di aiuti da 400 milioni di dollari da destinare a Grecia e Turchia, una manovra che, di fatto, avrebbe rivoluzionato la politica estera americana da l\u00ec ai decenni a venire (Varsori, 2015). <strong><span style=\"color: #008000;\">La giustificazione fornita al Congresso dipingeva un Mediterraneo orientale, in quel momento, particolarmente vulnerabile a minacce ed influenze esterne, celando tuttavia i riferimenti all\u2019espansione sovietica che contestualmente allungava le mani sulla non lontana Europa orientale.<\/span><\/strong> Tale finanziamento, di natura anche militare, avrebbe dovuto bloccare l\u2019avanzata comunista e trattenere nella propria (nascente) sfera d\u2019influenza quel mare particolarmente strategico. Una simile manovra rientr\u00f2 successivamente nel pi\u00f9 ampio concetto di<strong><span style=\"color: #008000;\"> containment<\/span><\/strong>, una politica estera coperta ideologicamente dalla <strong><em><span style=\"color: #008000;\">responsibility to protect<\/span><\/em><\/strong>, ideata per creare una cintura di Stati da strappare all\u2019Unione Sovietica e da sfruttare come cordone sanitario in nome della libert\u00e0 e della democrazia.<\/p>\n<p align=\"justify\">La strategia fu talmente efficace da costringere il successore di Truman, Eisenhower, a ripiegarvi dopo aver fallito nel portare avanti la propria politica di roll back: infatti, l\u2019ex generale, manc\u00f2 sia l\u2019obiettivo di scacciare i comunisti dalla penisola coreana, sia di riconquistare i cuori democratici di Budapest dopo la crisi ungherese, trovandosi cos\u00ec a dover spedire in giro per il mondo il proprio segretario di Stato Dulles alla ricerca di partner antisovietici. Effettivamente, proprio sotto l\u2019amministrazione Eisenhower, gli Stati Uniti riuscirono a stipulare accordi e alleanze (casi illustri il Patto di Baghdad e la SEATO) che permisero a Washington di espandere il proprio soft power dal Vicino Oriente alla Nuova Zelanda, non a caso la fascia di territori denominata <strong><span style=\"color: #008000;\">Rimland<\/span><\/strong>\u00a0il cui controllo sar\u00e0 causa di frequenti sonni inquieti per le successive amministrazioni americane.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/GEOPOLITICA-RIMLAND-640px-Ob_cf43ac_copy-of-spykman.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 GEOPOLITICA-RIMLAND-640px-Ob_cf43ac_copy-of-spykman.jpg\" width=\"865\" height=\"516\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">RIMLAND VS HEARTLAND &#8211; Fonte Chronique du Grand Jeu<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Ob_cf43ac_copy-of-spykman.jpg\">Spykman.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Per gli Stati Uniti \u00e8 sempre stato di vitale importanza poter contare su una rete di alleati dislocati in aree strategiche del globo, proprio perch\u00e9, come per ogni talassocrazia, la capacit\u00e0 di proiezione militare navale \u00e8 fondamentale per tutelare i propri interessi strategici.<\/span><\/strong> Al giorno d\u2019oggi le relazioni internazionali non assistono pi\u00f9 ad una spaccatura bipolare nei rapporti di potere, un fatto che, di conseguenza, non dovrebbe pi\u00f9 spingere l\u2019amministrazione Biden a ricorrere al containment. Eppure, i grattacapi a cui deve far fronte la Casa Bianca mentre si scrive, sembrano ricevere un trattamento non dissimile a quello cui fece ricorso Truman.<\/p>\n<p align=\"justify\">Nel febbraio 2022, Mosca scatena un\u2019invasione di terra contro la sempre pi\u00f9 occidentale Ucraina, allarmando il comando di una NATO spacciata per cerebralmente morta; mentre ad ottobre l\u2019Iran pare essere artefice (o mandante) di un attacco \u201calla Pearl Harbour\u201d contro Israele, infiammando una regione ormai avvezza a sanguinose escalation. Se si unisce a ci\u00f2 la percezione di una sempre pi\u00f9 aggressiva Cina nello Stretto di Taiwan e nel Mar Cinese Meridionale (il Dipartimento della Difesa americano stima oltre 300 episodi, in due anni, di attivit\u00e0 coercitive del Dragone al di fuori delle proprie acque territoriali<sup>1<\/sup>) si pu\u00f2 comprendere l\u2019allarmismo che aleggia negli uffici del Pentagono.<\/p>\n<p align=\"justify\">In tutti questi scenari, Washington si trova ad impegnarsi per difendere i propri interessi impersonati dagli alleati aggrediti o minacciati, ricorrendo principalmente allo strumento finanziario o di supporto militare, ma riservandosi il diritto di sorvegliare il mare con l\u2019aggiunta di <strong><span style=\"color: #008000;\">un ulteriore Carrier Strike Group<\/span><\/strong>, specialmente adesso che le milizie yemenite Houthi ostacolano (non senza effetti inflazionistici) il fluido scorrimento del traffico marittimo presso il Mar Rosso.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/MARINA-USA-WIKIMEDIA-USS_Carney_engages_Houthi_missiles.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MARINA-USA-WIKIMEDIA-USS_Carney_engages_Houthi_missiles.jpg\" width=\"883\" height=\"589\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Mar Rosso (19 ottobre 2023) &#8211; Il cacciatorpediniere lanciamissili classe Arleigh Burke USS Carney (DDG 64) intercetta dei missili e droni Houthi nel Mar Rosso. L&#8217;USS Carney \u00e8 schierato nell&#8217;Area operativa della V flotta per contribuire a garantire la sicurezza e la stabilit\u00e0 marittima nella regione del Medio Oriente. &#8211; Fonte U.S. Foto della Marina autore specialista di comunicazione di massa di seconda classe Aaron Lau &#8211; open access &#8211;\u00a0 wikimedia commons<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Similmente a Truman, <span style=\"color: #008000;\"><strong>Biden<\/strong><\/span> <strong><span style=\"color: #008000;\">propone quindi un pacchetto da 106 miliardi di dollari da destinare ai principali quadranti securitari<\/span><\/strong> (Ucraina e Israele in testa<sup>2<\/sup>), dando prova di forte continuit\u00e0 storica nel non voler lasciare soli i propri alleati. Accanto a ci\u00f2 \u00e8 curioso anche l\u2019attuale dispiegamento militare navale, in particolare quello riguardante i gruppi di battaglia delle portaerei: tornati ad essere quattro al di fuori delle Americhe, essi coprono fasce territoriali che fanno risuonare qualche campanella nella memoria, poich\u00e9 due coprono i mari compresi tra Mediterraneo Orientale e Golfo di Oman (per estensione anche l\u2019Oceano Indiano), mentre altrettanti si spartiscono le acque delle Filippine e del Giappone<sup>3<\/sup>. A quanto pare, <strong><span style=\"color: #008000;\">Spykman<\/span><\/strong> <sup>7<\/sup> colpisce ancora, e convincono nuovamente le sue teorie sull\u2019importanza di assicurare la propria presenza lungo tutta la fascia costiera che va dall\u2019Europa Occidentale all\u2019Estremo Oriente. Visto l\u2019aumento delle minacce, \u00e8 quindi perfettamente in linea con i manuali strategici americani la tecnica di circondare il Rimland (e l\u2019Isola Mondo) con gli strumenti cardine della propria proiezione militare, contenendo al tempo stesso le influenze dei propri competitor.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ci\u00f2 per\u00f2 non basta, perch\u00e9 gli Stati Uniti sono al contempo consapevoli che, a seguito delle d\u00e9bacle irachene e afghane, le operazioni &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">boots on the ground<\/span><\/em><\/strong>&#8221; costituiscono pi\u00f9 un\u2019emorragia economica (e un trauma) piuttosto che un efficace meccanismo di imposizione, il che comporta la necessit\u00e0 di ricorrere a strumenti diplomatici e di cooperazione finalizzati ad assicurarsi il sostegno e la fedelt\u00e0 dei propri alleati. In modo tutto sommato lineare alle citate politiche di Eisenhower, Biden ha affiancato a tale re-dispiegamento militare una folta attivit\u00e0 diplomatica, che ha il pregio di aver concluso o rinnovato accordi, anche di natura militare, con partner storici e nuovi: \u00e8 curioso ad esempio l\u2019accordo di Camp David di agosto (location forse non casuale), che ha visto sorprendentemente riuniti, in un nuovo framework di cooperazione per la sicurezza, i leader di Giappone e Corea del Sud; anche il rinnovo dell\u2019accordo di mutua difesa con le Filippine ha un significato rilevante, specialmente se si considera la chiarificazione di numerosi coni d\u2019ombra concernenti le possibilit\u00e0 e gli scenari d\u2019intervento militare <sup>4<\/sup>; <strong><span style=\"color: #008000;\">con il nuovo accordo Washington-Helsinki gli Stati Uniti si ritagliano amplissimi spazi di manovra in territori addirittura confinanti con la Russia<\/span><\/strong>; infine, il lancio dell\u2019operazione <strong><span style=\"color: #008000;\">Prosperity Guardian<\/span><\/strong> pare essere sia un\u2019occasione per mostrare la risolutezza americana (specialmente quando gli si minaccia il potere marittimo) sia per raccogliere alleati e \u201cdevolvere\u201d anche a loro una fetta della responsibility to protect.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/GEOPOLITICA-NAVI-NATO-US_Navy_050520-N-0780F-003_Guided_missile_frigate_USS_Taylor_FFG_50_is_followed_by_other_North_Atlantic_Treaty_Organization_NATO_nations_vessels.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 GEOPOLITICA-NAVI-NATO-US_Navy_050520-N-0780F-003_Guided_missile_frigate_USS_Taylor_FFG_50_is_followed_by_other_North_Atlantic_Treaty_Organization_NATO_nations_vessels.jpg\" width=\"876\" height=\"624\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\"> USS Taylor (FFG 50) con unit\u00e0 alleate ritorna in porto dopo la conclusione dell&#8217;esercitazione SEA DAY del Consiglio Nord Atlantico (NAC) e del Comitato militare (MC). L\u2019esercitazione ha coinvolto navi provenienti da Grecia, Turchia, Spagna, Germania, Regno Unito e Stati Uniti attualmente assegnate al Gruppo marittimo due della Forza di risposta permanente della NATO (SNMG2). L&#8217;evento si \u00e8 tenuto per fornire un&#8217;indicazione delle capacit\u00e0 di questi dispositivi navali permanenti che recentemente sono stati integrati nella Forza di risposta della NATO (NRF) e che costituiscono il nucleo dell&#8217;operazione antiterrorismo Active Endeavour.- U.S. Foto della marina di Paul Farley &#8211; wikimedia open access<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">La Casa Bianca sa, quindi, che a fronte delle nuove e recenti esplosioni geopolitiche c\u2019\u00e8 bisogno di invertire il <strong><span style=\"color: #008000;\">retrenchment<\/span> <\/strong>avviato da Obama all\u2019inizio della scorsa decade (Graziano, 2018), e pare avviare a tal fine una non dichiarata politica di <strong><span style=\"color: #008000;\">containment<\/span><\/strong>. Washington sa, inoltre, che per tornare a imporsi nei rapporti di potere deve seguire alcune direttrici, soprattutto geografiche. <strong><span style=\"color: #008000;\">\u00c8 cos\u00ec, quindi, che potrebbe essere letto il recente redeployment americano.<\/span><\/strong> Da Seul e Tokyo, passando per Manila e arrivando in Finlandia, Biden ha fatto in modo di accaparrarsi il sostegno di attori essenziali per contenere i movimenti di Pechino, Pyongyang e Mosca, rafforzando di conseguenza i framework gi\u00e0 attivi dell\u2019AUKUS e del QUAD.<\/p>\n<p align=\"justify\">Non contento, il presidente americano ha voluto inviare un messaggio chiaro anche a Teheran, piazzando un\u2019ulteriore portaerei nelle acque utilizzate dallo stesso Iran per rifornire i propri affiliati nella Penisola Arabica e nel Vicino Oriente. Unendo i puntini si scorge una curiosa linea che non a caso avvolge interamente l\u2019Isola Mondo, a dimostrazione del (forse) rinvigorito desiderio americano di avere l\u2019ultima parola sui \u201cdestini del mondo\u201d.<\/p>\n<p align=\"justify\">Una tale interpretazione degli ultimi movimenti di Washington trova in parte fondamento nella National Defense Strategy stilata nell\u2019ottobre 2022. Nel documento vengono anche identificate le principali minacce alla sicurezza della \u201cMadre Patria\u201d americana e dei suoi alleati, concentrando l\u2019attenzione verso determinati quadranti e scenari geopolitici (la sigla PRC, stante per People\u2019s Republic of China, compare ben 88 volte su 80 pagine di documento <sup>5<\/sup>). Oltre alla Cina, pure Russia, Iran e Corea del Nord vengono menzionati, ed \u00e8 forte accanto a ci\u00f2 l\u2019appello a non abbandonare i propri alleati, un tassello fondamentale per il contenimento delle minacce agli equilibri mondiali.<\/p>\n<p align=\"justify\">Insomma,<strong><span style=\"color: #008000;\"> i DEM di Biden percepiscono il bisogno di una rinnovata assertivit\u00e0 americana che riaggiusti le gravi instabilit\u00e0 che oggi affliggono la realt\u00e0 geopolitica<\/span><\/strong> (a cui si affianca non a caso l\u2019epiteto di anarchica). <strong><span style=\"color: #008000;\">Per fare ci\u00f2 gli Stati Uniti devono riassumere il ruolo di guida, pur necessitando del supporto di quanti pi\u00f9 partner possibili.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/PIRATI-US_Navy_100513-N-1082Z-039_Members_of_the_visit_board_search_and_seizure_team_from_the_amphibious_dock_landing_ship_USS_Ashland_LSD_48_speak_with_crew_members_of_a_fishing_dhow-1024x731.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 PIRATI-US_Navy_100513-N-1082Z-039_Members_of_the_visit_board_search_and_seizure_team_from_the_amphibious_dock_landing_ship_USS_Ashland_LSD_48_speak_with_crew_members_of_a_fishing_dhow-1024x731.jpg\" width=\"1024\" height=\"731\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">USS ASHLAND, in mare (13 maggio 2010) I membri del boarding team della nave da sbarco anfibia USS Ashland (LSD 48) interrogano i membri dell&#8217;equipaggio di un dhow da pesca mentre conducono operazioni di sicurezza marittima (MSO). L&#8217;Ashland fa parte del Nassau Amphibious Ready Group che attualmente supporta le operazioni MSO e Theatre Security Cooperazione (TSC) nell&#8217;area operativa della 5a flotta degli Stati Uniti. &#8211; Foto della Marina degli Stati Uniti, dello specialista di comunicazione di massa di 2a classe Jason R. Zalasky\/released &#8211; wikimedia commons open access<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Il problema \u00e8 che sia le condizioni domestiche, sia quelle esterne, non sono per nulla paragonabili (in peggio) a quelle del 1946. Truman non ebbe grosse difficolt\u00e0 nel convincere il Congresso ad approvare i pacchetti per Grecia e Turchia, mentre Biden fatica oggi a ricevere il via libera per un nuovo finanziamento pro-Ucraina, incluso nel package da 106 miliardi di dollari sopracitato. I senatori del GOP (&#8220;Grand Old Party&#8221;, il partito repubblicano), ma anche una larga parte dell\u2019elettorato in generale, non sono pi\u00f9 convinti che l\u2019Ucraina sia una priorit\u00e0 per la politica estera americana (specialmente quando il <strong><span style=\"color: #008000;\">captagon<\/span><\/strong> <sup>8<\/sup> dilaga e i confini con il Messico diventano pi\u00f9 permeabili che mai). Per certi versi pare che l\u2019orientamento al messianismo sia gi\u00e0 bloccato in partenza, ossia dall\u2019interno <sup>6<\/sup>; una condizione agli antipodi rispetto al secondo dopoguerra. Inoltre, quando gli Stati Uniti ebbero modo di avviare la loro politica espansiva ed iniziarono ad attrarre quanti pi\u00f9 Stati possibili entro la propria sfera d\u2019influenza, presentavano uno strapotere tale da divenire un partner quasi obbligato.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Oggi la credibilit\u00e0 Stars and Stripes si vede ridimensionata in maniera evidente e soprattutto nell\u2019area del Golfo.<\/span><\/strong> Lo dimostrano, ad esempio, i ripetuti tagli alla produzione petrolifera dell\u2019OPEC che vedono Russia e Arabia Saudita serrare i ranghi contro le opposte pretese di Washington (costretta ad un intenso consumo delle proprie riserve petrolifere). A ci\u00f2 si aggiunga, ancora, la rapida crescita di molti pi\u00f9 poli d\u2019influenza, anche regionali, capaci di prospettare alternative appetibili rispetto al predominio del dollaro; blocco <strong><span style=\"color: #008000;\">BRICS<\/span><\/strong> in testa.<strong><span style=\"color: #008000;\"> La differenza sostanziale tra oggi ed il 1946 \u00e8 che Washington non \u00e8 la sola potenza in grado di esercitare pressioni ed influenze tali da plasmare il sistema internazionale a piacimento.<\/span> <\/strong>Si tratta di una questione di distanza in termini di potere: se un tempo gli Stati Uniti erano i padroni incontrastati (specialmente verso la fine del Novecento), ad oggi il gap non con una, ma con diverse potenze si \u00e8 ridotto notevolmente. Le forze revisioniste, adesso, possono permettersi di avere voce in capitolo, ed \u00e8 qualcosa che viene percepito dal \u201cpopolo eletto\u201d come una minaccia non alla sicurezza, ma alla propria esistenza (Graziano, 2018).<\/p>\n<p align=\"justify\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">retrenchment<\/span><\/strong> a cui sono stati costretti gli Stati Uniti, <strong><span style=\"color: #008000;\">principalmente a causa di un evidente e mal calcolato overstretch<\/span><\/strong>, ha raggiunto il culmine con il disastroso ritiro dal Medio Oriente del 2021. Pertanto, \u00e8 plausibile che Biden (consapevole di entrare a breve in campagna elettorale) stia tentando di innescare un processo di lento revival, destinato a far risorgere dalle ceneri la fenice americana, riaffermando il proprio dominio su un sistema internazionale alla deriva dove le minacce aumentano di pericolosit\u00e0 e di numero.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Se ci\u00f2 \u00e8 vero, pare che il redeployment segua una strategia gi\u00e0 vista in passato che permetta di conquistare il Rimland, circondare l\u2019Heartland e mantenere il posto sul trono recuperando l\u2019assertivit\u00e0 perduta.<\/span> <\/strong>Tra le tendenze isolazioniste interne e i piuttosto agguerriti competitor esterni, infine, non \u00e8 facile immaginare l\u2019esito di simili politiche, ma la domanda rimane: la tanto temuta \u201canaconda\u201d americana di Haushofer riuscir\u00e0 a stritolare l\u2019Isola Mondo?<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Marco Centaro<\/span><\/strong><\/p>\n<p>articolo originariamente pubblicato su DIFEAONLINE &#8211;\u00a0<a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/tra-retrenchment-e-redeployment-le-sfide-di-washington\">Tra retrenchment e redeployment: le sfide di Washington &#8211; Difesa Online<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">Foto in anteprima: unit\u00e0 <span class=\"HwtZe\" lang=\"it\"><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">della Marina americana e della Repubblica di Corea transitano nei mari tra la Corea ed il Giappone durante l&#8217;<\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">esercitazione combinata di prontezza marittima e aerea &#8220;Invincible Spirit&#8221; ad est della penisola coreana che si tenne dal 25 al 28 luglio 2010 &#8211; <\/span><\/span><span class=\"jCAhz ChMk0b\"><span class=\"ryNqvb\">Foto della Marina degli Stati Uniti &#8211; autore\u00a0 specialista di comunicazione di massa di terza classe Adam K. Thomas<br \/>\n<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Aerial_starboard_bow_view_of_United_States_Navy_and_Republic_of_Korea_Navy_ships_in_the_formation_during_Exercise_Invincible_Spirit_100726-6720T-N-086.jpg\">Aerial starboard bow view of United States Navy and Republic of Korea Navy ships in the formation during Exercise Invincible Spirit 100726-6720T-N-086.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<div class=\"lRu31\" dir=\"ltr\">\n<div id=\"ow475\"><\/div>\n<\/div>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nBibliografia<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Graziano M., L\u2019isola al centro del mondo. Una geopolitica degli Stati Uniti, Bologna, Il Mulino, 2018.<\/p>\n<p>Varsori A., Storia internazionale. Dal 1919 a oggi, Bologna, Il Mulino, 2015.<\/p>\n<p>1 https:\/\/www.defense.gov\/News\/News-Stories\/Article\/Article\/3562442\/dod-report-details-chinese-efforts-to-build-military-power\/<\/p>\n<p>2 https:\/\/www.politico.com\/news\/2023\/10\/20\/white-house-to-congress-we-want-106-billion-for-the-wars-and-the-border-00122704<\/p>\n<p>3 https:\/\/news.usni.org\/2023\/11\/13\/usni-news-fleet-and-marine-tracker-nov-13-2023<\/p>\n<p>4 https:\/\/www.fpri.org\/article\/2023\/05\/america-and-the-philippines-update-defense-guidelines\/<\/p>\n<p>5 https:\/\/media.defense.gov\/2022\/Oct\/27\/2003103845\/-1\/-1\/1\/2022-NATIONAL-DEFENSE-STRATEGY-NPR-MDR.PDF<\/p>\n<p>6 https:\/\/globalaffairs.org\/research\/public-opinion-survey\/2022-chicago-council-survey<\/p>\n<p align=\"justify\">7<strong><span style=\"color: #008000;\"> Nicholas John Spykman<\/span><\/strong> fu uno studioso statunitense di geografia e geopolitica ricordato per la sua rivisitazione del pensiero di <strong><span style=\"color: #008000;\">Halford Mackinder<\/span><\/strong> che lo port\u00f2 a riformulare la geopolitica, sottolineando l&#8217;importanza del <strong><span style=\"color: #008000;\">Rimland<\/span><\/strong> (la fascia costiera della massa eurasiatica) rispetto all&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">Heartland<\/span><\/strong> (la &#8220;Terra-Cuore&#8221;, cio\u00e8 le pianure centroasiatiche) nella visione geostrategica del mondo. <strong><span style=\"color: #008000;\">Per queste teorie \u00e8<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">considerato il padre della &#8220;politica di contenimento&#8221; attuata dagli Stati Uniti nei confronti dell&#8217;ex Unione Sovietica<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p align=\"justify\">8 Il <strong><span style=\"color: #008000;\">Captagon<\/span><\/strong>, da alcuni citato come la &#8220;droga della Jihad&#8221;, \u00e8 un cloridrato di fenetillina, un composto di anfetamina e altre sostanze stimolanti da decenni diffuso nei Paesi del Golfo, e ora diffusosi in modo capillare tra chi combatte la &#8220;Guerra Santa&#8221;. Sembrerebbe sia stato assunto anche dai miliziani di Hamas nel recente raid contro i coloni israeliani. Gli effetti sono la privazione degli stimoli della fame e del sonno\u00a0 per giorni, ed un senso di onnipotenza che fa sentire invincibili. L&#8217;uso di droghe fu comune sin dall&#8217;antichit\u00e0 al fine di esaltare i soldati al combattimento facendo dimenticare paure e stimoli come la fatica. In letteratura si ricordano\u00a0gli\u00a0<strong><span style=\"color: #008000;\"><em>hashshashin<\/em><\/span><\/strong>, una corrente dell&#8217;Islam sciita, contro cui combatterono i Crociati nel 1200 (dal cui nome sembrerebbe derivi il termine &#8220;assassini&#8221;), dal plurale arabo<em>\u00a0al-Hash\u012bshiyy\u016bn<\/em>, &#8220;coloro che sono dediti all&#8217;hashish&#8221;. Droghe sintetiche furono usate dai tedeschi, giapponesi e americani durante i conflitti del secolo scorso.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore e le fonti o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&nbsp; . ARGOMENTO: GEOPOLITICA PERIODO: XXI SECOLO AREA: POLITICA NAVALE STATUNITENSE parole chiave: USN, Rimland &nbsp; Nel marzo del 1946 il presidente Harry Truman lanci\u00f2 un pacchetto di aiuti da 400 milioni di dollari da destinare a Grecia e Turchia, una manovra che, di fatto, avrebbe rivoluzionato la politica estera americana da l\u00ec ai decenni [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2398,"featured_media":101478,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[1413],"tags":[],"class_list":["post-101461","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-geopolitica"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Tra retrenchment e redeployment: le sfide di Washington &#8226; OCEAN4FUTURE autore<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/101461\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Tra retrenchment e redeployment: le sfide di Washington &#8226; OCEAN4FUTURE autore\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"tempo di lettura:  10 minuti&nbsp; . 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