{"id":101122,"date":"2023-12-27T00:01:00","date_gmt":"2023-12-26T23:01:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=101122"},"modified":"2024-01-02T21:49:24","modified_gmt":"2024-01-02T20:49:24","slug":"le-mine-degli-houthi-la-morte-galleggiante-a-clear-and-present-danger","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/101122","title":{"rendered":"A clear and present danger: le mine degli Houthi, &#8220;la morte galleggiante&#8221;"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>\n<p><strong><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\"><strong>.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: GEOPOLITICA<br><\/strong><strong>PERIODO: XXI SECOLO<br><\/strong><\/span><strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: MAR ROSSO<\/span><br><\/strong>parole chiave: &nbsp;Houthi, Bab el Mandab, mine navali, traffico marittimo, Maritime security<\/p>\n<p><strong>&nbsp;<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Se \u00e8 vero che le tattiche servono per vincere le battaglie e la strategia per vincere la guerra, l\u2019arma navale pi\u00f9 strategica appare sempre essere la vecchia ma sempre costo efficace mina. Ricorderete quando avevamo dato la notizia del ritrovamento di mine navali posate dagli Houthi definite il 30 maggio 2022 da <strong><span style=\"color: #008000;\">Al-Ain News<\/span> <\/strong>come la \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">morte galleggiante<\/span><\/em><\/strong>&#8220;. Si trattava di un ordigno primitivo che si era &#8220;staccato&#8221; dal suo cavo di ormeggio ed era stato trasportato dal vento e dal mare su una spiaggia della provincia di Al-Hodeidah, ancora sotto il controllo del governo legittimo yemenita. All&#8217;epoca fu stimato che centinaia di mine fossero, pi\u00f9 o meno casualmente, alla deriva nelle acque meridionali del Mar Rosso, trasportate dalle correnti verso il golfo di Aden. Di fatto la notizia fece immediatamente scalpore e la guardia costiera yemenita richiese l\u2019intervento dei genieri degli Emirati Arabi Uniti (EAU), appartenenti al <strong><span style=\"color: #008000;\">Progetto saudita per lo sminamento nello Yemen (MASAM)<\/span><\/strong>, che fecero esplodere in sicurezza l\u2019ordigno. Segu\u00ec immediatamente una richiesta alle Nazioni Unite per fare pressione sulle milizie Houthi, supportate dal Governo iraniano, affinch\u00e9 smettessero di posare mine e sostenessero gli sforzi di sminamento in quelle acque.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Yemen_currents.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Yemen_currents.jpg\" width=\"837\" height=\"582\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Le correnti marine da novembre ad aprile nel Mar Rosso generalmente scorrono verso nord ovvero verso il Canale di Suez, quindi la direzione delle mine alla deriva nel canale centrale le porterebbe verso l&#8217;ampia fascia di mare settentrionale ovvero l&#8217;area del Canale di Suez. Da maggio ad ottobre le correnti si invertono per cui le mine sarebbero probabilmente spinte a sud lungo la costa dalla corrente di confine orientale che le manterrebbe lungo la costa e lontane dalle rotte di navigazione pi\u00f9 trafficate fino a pi\u00f9 a sud finire nel Golfo di Aden oppure unirsi a correnti costiere dirette a nord vicino a Mokha, e da l\u00ec seguire lo stesso schema. Un ciclo vizioso e pericoloso per la navigazione costiera. &#8211; da HI Sutton<\/span><\/strong> <a href=\"http:\/\/www.hisutton.com\/Houthi_mines_in_Red_Sea.html\">H I Sutton &#8211; Covert Shores<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Dal luglio 2018, il <strong><span style=\"color: #008000;\">MASAM<\/span><\/strong>, sponsorizzato dal <strong><span style=\"color: #008000;\">Centro di aiuto e soccorso umanitario King Salman (KSrelief)<\/span><\/strong>, ha rimosso nello Yemen il 10% delle mine terrestri depositate dagli Houthi che, alla fine di gennaio 2019, era di oltre 127.400 mine. La scoperta di ordigni in mare si trasform\u00f2 in breve, in un \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">clear and present danger<\/span><\/em><\/strong>\u201d che avrebbe potuto allargare la fascia di pericolo anche al traffico internazionale. Il portavoce della coalizione araba <span style=\"color: #008000;\"><strong>Turki al-Maliki<\/strong><\/span> annunci\u00f2, il 7 febbraio scorso, che tre pescatori egiziani erano stati uccisi e altri tre feriti quando la loro barca aveva urtato un ordigno in acque internazionali nel Mar Rosso, sottolineando che &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Il continuo dispiegamento e posa di mine navali da parte degli Houthi rappresenta una minaccia reale al flusso della navigazione marittima e al commercio internazionale nello stretto di Bab al-Mandeb e nel Mar Rosso meridionale<\/span><\/em><\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Bab_el_Mandeb_NASA_with_description.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Bab_el_Mandeb_NASA_with_description.jpg\"><\/p>\n<p align=\"justify\">Purtroppo, nonostante gli sforzi della Guardia costiera, le vittime note tra i pescatori locali sono salite ad oltre 100. La pericolosit\u00e0 di queste armi ricade nel fatto che i possibili bersagli non sono definibili e chiunque pu\u00f2 incorrere in una mina alla deriva; l&#8217;aumento della aggressivit\u00e0 degli Houthi con attacchi alle navi in transito e boarding di mercantili considerati di propriet\u00e0 o interesse di Israele, comporta che questa minaccia potrebbe essere intensificata con nuove pose, estendendosi sulle rotte interessate dal traffico marittimo internazionale che attraversa lo stretto verso e da Suez. <br><br>Nonostante i mezzi di intervento della coalizione araba abbiano ridotto la minaccia marittima con l\u2019individuazione e distruzione di 137 delle mine posate dagli Houthi a Bab al-Mandeb e nel Mar Rosso meridionale, in particolare al largo delle isole a nord dei tre porti di al-Hodeidah, Saleef e Ras Issa, gli analisti ritengono che le armi subacquee in possesso dei ribelli siano ancora molte e diversificate, rappresentando un pericolo insidioso. Questo aggrava il pericolo per il traffico commerciale marittimo soggetto da attacchi con droni di diversa tipologia e missili.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Screenshot-2023-12-25-182529.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2023-12-25-182529.png\" width=\"891\" height=\"311\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">L&#8217;attacco alla fregata saudita al Madinah nel Mar Rosso meridionale il 29 gennaio 2017 fu effettuato da un&#8217;imbarcazione esplosiva telecomandata che colp\u00ec la poppa della fregata, uccidendo due marinai e ferendone tre. Secondo Conflict Armament Research (CAR), gli Emirati Arabi Uniti hanno donato 60 imbarcazioni allo Yemen prima dello scoppio della guerra da<\/span><\/strong> <a href=\"http:\/\/www.hisutton.com\/Houthi_Navy.html\">H I Sutton &#8211; Covert Shores<\/a><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Qual \u00e8 la minaccia?<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Tornando indietro nel tempo, l&#8217;attacco alla fregata saudita <strong><span style=\"color: #008000;\">al Madinah<\/span><\/strong> nel Mar Rosso meridionale il 29 gennaio 2017 fu effettuato da un&#8217;imbarcazione esplosiva telecomandata che colp\u00ec la poppa della fregata, uccidendo due marinai e ferendone tre. Queste navi sono definite da alcune fonti come &#8220;ordigni esplosivi improvvisati a base acqua (water based)&#8221; <strong><span style=\"color: #008000;\">(WBIED)<\/span><\/strong>. Ne furono catturati alcuni esemplari che risultarono essere dei droni di superficie di circa 10 metri di lunghezza realizzati da <strong><span style=\"color: #008000;\">Al Fattan Ship Industry<\/span><\/strong> negli Emirati Arabi Uniti che erano stati donati allo Yemen prima dello scoppio della guerra e poi modificati in ruolo offensivo. Sebbene il rapporto di <span style=\"color: #008080;\"><strong>Al-Ain News<\/strong><\/span> cita che durante le operazioni di rimozione delle mine sono stati identificati nel Mar Rosso tre tipi diversi di ordigni subacquei, non \u00e8 escluso che possano essere impiegate nuove armi, acquistate al mercato nero o sviluppate sulla base di altre gi\u00e0 esistenti di provenienza iraniana o russa.&nbsp;<br><br><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/SI-HUTTON-MINE-MUKALLA-AL-QAIDA-ISM1.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 SI-HUTTON-MINE-MUKALLA-AL-QAIDA-ISM1.jpg\"><\/p>\n<p align=\"justify\">Tra le informazioni presenti in rete vanno citati alcuni ordigni improvvisati scoperti ad Al Mukalla, Yemen, posati dalle forze di Al-Qaeda prima del loro ritiro. Apparentemente dei congegni primitivi ad attivazione remota furono scoperti da sommozzatori locali che allertarono subito la guardia costiera. Di maggior preoccupazione invece la scoperta di diversi congegni scoperti in prossimit\u00e0 della costa. Al momento sembrerebbe che gli Houthi abbiano utilizzato due tipi di mine navali di costruzione iraniane, <strong><span style=\"color: #008000;\">Sadaf e Qaa<\/span><\/strong>, ed alcune (costruite in casa) di dimensioni variabili molto simili alle bombole di gas domestiche provviste di quattro urtanti esplosivi; per assurdo proprio queste si sono dimostrate le pi\u00f9 insidiose per i pescatori.<br><br><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/MINE-Yemen_Mine2.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MINE-Yemen_Mine2.jpg\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><br><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/MINE-houthi_mine1-1024x574.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MINE-houthi_mine1-1024x574.jpg\"><\/p>\n<p align=\"justify\">Si tratterebbe di mine ancorate con un cavo ad una base metallica posta sul fondo, posizionate a circa due metri dalla superficie. Essendo sotto la superficie dell&#8217;acqua la loro scoperta non \u00e8 sempre facile. Inoltre, il dispositivo di ormeggio sembrerebbe essere piuttosto fragile e rompersi con facilit\u00e0 \u2026 cosa che fa pensare in quanto in genere tutti gli ordigni ormeggiati sono in genere dotati nel loro lato inferiore di &#8220;scarica volte&#8221; che impediscono al cavo di andare in tensione durante la rotazione della mina causata dalle correnti o dal moto del mare. Ci si potrebbe quindi domandare se la rottura sia legata ad un difetto costruttivo o un fatto intenzionale.<br><br>La rimozione e distruzione di queste mine non \u00e8 tecnicamente complessa ma la loro insidiosit\u00e0 maggiore deriva dalla difficolt\u00e0 di identificarle. Inoltre, i sistemi di contromisure mine passivi in dotazione alle navi militari sono efficaci contro congegni di attivazione magnetico-acustici ma non hanno effetto su mine ad urtanti; sebbene esistano sistemi sonar di mine avoidance (atti a scoprire ed evitare mine in superficie o nei primi metri di acqua) la probabilit\u00e0 di scoperta non \u00e8 elevata e devono essere scoperte otticamente (dalle vedette anti mina&nbsp; o da elicotteri in perlustrazione avanzata) o con sistemi sonar attivi come quelli in dotazione alle unit\u00e0 cacciamine. <strong><span style=\"color: #008000;\">Queste unit\u00e0 specialistiche sono in dotazione alle marine occidentali ma necessitano di basi sicure logistiche nei pressi delle aree di operazione e di supporto da parte di unit\u00e0 maggiori<\/span><\/strong>&nbsp;<strong><span style=\"color: #008000;\">per proteggerle dall\u2019attacco di unit\u00e0 combattenti di superficie, aeree e droni<\/span><\/strong>. Inoltre, una volta aperti canali di transito sicuri, si rende comunque necessario guidare il traffico marittimo da e verso aree sicure e libere da mine.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/MINE-Yemen-Houthi-Mine-ADM-1-500.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MINE-Yemen-Houthi-Mine-ADM-1-500.jpg\" width=\"940\" height=\"377\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">mine acustiche da fondo AMD 1-500 di produzione iraniana su originale russo (i primi modelli sono del 1942) in possesso degli Houthi &#8230; al momento non se ne \u00e8 stato segnalato l&#8217;impiego &#8211; <\/span><\/strong><strong><span style=\"color: #008000;\">da HI Sutton<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">La<span style=\"color: #008000;\"><strong> task force internazionale<\/strong><\/span> che si sta formando nel mar Rosso potr\u00e0 sicuramente contrastare eventuali attacchi con droni da parte degli Houthi ma si potrebbe trovare in una situazione complessa qualora la minaccia si trasformasse da bidimensionale (aria-superficie) a tridimensionale, includendo quindi il dominio subacqueo. Sarebbe quindi opportuno disporre per tempo un <span style=\"color: #008000;\"><strong>task group di unit\u00e0 di contromisure mine supportate da un\u2019unit\u00e0 comando<\/strong><\/span> di livello adeguato sia dal punto di vista logistico che di comunicazione ed un <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>forward logistic site<\/em><\/span><\/strong> dislocato in un\u2019area prossima alle aree di operazione, con capacit\u00e0 manutentive e logistiche adeguate per un supporto di lungo termine. Va ben compreso che i tempi di trasferimento sono un fattore sensibile al fine di ottimizzare sia gli interventi in mare che le manutenzioni ed i rifornimenti di viveri e munizioni. <br><br>L\u2019impiego da parte degli Houthi di armi subacquee di costruzione iraniana fa ipotizzare la possibilit\u00e0 che le mine possano essere posate in maniera pi\u00f9 &#8220;intelligente&#8221; in quanto provviste anche di sensori acustici e magnetici (come le AMD 1-500, un tipo di mina sviluppato dalla Russia nel 1942 ed ancora presente sul mercato delle armi). In questo caso, essendoci una carenza di dragamine negli arsenali occidentali, i mezzi di contrasto pi\u00f9 adeguati resterebbero i<strong><span style=\"color: #008000;\"> cacciamine<\/span><\/strong> che hanno provato la loro maggiore efficacia durante le passate operazioni in Golfo Persico e in Adriatico.<\/p>\n<p align=\"justify\">Va sottolineato che questa minaccia ha quindi un diretto impatto sul traffico mercantile internazionale e sul settore della pesca locale: di fatto circa mezzo milione di pescatori lavorano nelle acque al largo della costa occidentale dello Yemen, sostenendo circa 1,7 milioni di persone con il loro pescato. Fin ora la presenza di mine navali ha causato la morte di circa un centinaio di loro e sta mettendo a rischio la loro unica fonte di reddito che va ad aggravare la terribile e spesso dimenticata crisi umanitaria dello Yemen, sottolineata dal <strong><span style=\"color: #008000;\">segretario generale delle Nazioni Unite Ant\u00f3nio Guterres<\/span><\/strong> come la &#8220;peggiore del mondo\u201d.<\/p>\n<p align=\"justify\">Per i suoi importanti risvolti sulla sicurezza marittima continueremo a seguire la situazione di <strong><span style=\"color: #008000;\">Bab el Mandab<\/span><\/strong>, il nome in arabo che sta per <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>porta delle lacrime<\/em><\/span><\/strong> o del lamento funebre, un appellativo purtroppo appropriato che da sempre i pescatori (o meglio le loro mogli) attribuiscono a quella perigliosa via di mare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>le foto delle mine &#8220;sono state estratte da <a href=\"http:\/\/www.hisutton.com\/Houthi_mines_in_Red_Sea.html\">H I Sutton &#8211; Covert Shores<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"PAGINA PRINCIPALE\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><\/span><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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