{"id":101067,"date":"2023-12-31T00:01:00","date_gmt":"2023-12-30T23:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=101067"},"modified":"2023-12-31T09:50:49","modified_gmt":"2023-12-31T08:50:49","slug":"resoconto-di-unanno-che-se-va","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/101067","title":{"rendered":"Resoconto di un anno che se ne va"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: ANALISI<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: 2023, ONU, Rapporti fra i Paesi, eredit\u00e0<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il 2023 sta finendo<\/span> <\/strong>\u2026 qualcuno dir\u00e0 meno male, stanco di subire pi\u00f9 o meno direttamente eventi climatici estremi, cronache quotidiane di delitti e crimini aberranti nonch\u00e9 previsioni non certo tranquillizzanti sull&#8217;intelligenza artificiale \u2026 sembra quasi di leggere libri scritti oltre 50 anni fa, resi attuali dai media \u2026 c\u2019\u00e8 da domandarsi speranzosi se siano tutto frutto di un gioco mediatico, che nutre le sempre pi\u00f9 folte schiere di complottisti, o se effettivamente stiamo vivendo le prime fasi di un mondo al contrario in cui i valori primari sono sostituiti da speculazioni politiche che di umano hanno ben poco.<\/p>\n<p align=\"justify\">Di certo \u00e8 stato un anno di svolta ma anche di stallo che ha visto il mondo alle prese con una serie di sfide a cascata che hanno spinto milioni di persone verso la povert\u00e0, la fame e nuovi pericoli. La cosa pi\u00f9 curiosa \u00e8 che di questo se ne sono accorti in pochi \u2026 \u00e8 pi\u00f9 facile sentirci raccontare dai media le vicende rosa dei cosiddetti VIP, influencer <em>panem et circenses<\/em> moderni, piuttosto del mondo che sta cambiando.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/UCRAINA-Busted_T-72BA_near_Starobesheve_in_East_Ukraine_2.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 UCRAINA-Busted_T-72BA_near_Starobesheve_in_East_Ukraine_2.jpg\" width=\"842\" height=\"487\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Carro armato T-72BA vicino a Starobesheve nell&#8217;Ucraina orientale durante gli scontri di agosto nella guerra nel Donbass &#8211; Autore \u0414\u0435\u043d\u044c \u0422\u0412 \/ DenTVinform Stream ufficiale <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Busted_T-72BA_near_Starobesheve_in_East_Ukraine_(2).jpg\">Busted T-72BA near Starobesheve in East Ukraine (2).jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Guerre e conflitti<br \/>\n<\/span><\/strong>La guerra in Ucraina continua tra tanti morti in una sorta di stallo militare dove le parti si colpiscono a distanza senza un evidente vantaggio. Negli ultimi tempi la controffensiva russa sembra aver preso il sopravvento nelle ultime settimane contro le forze ucraine che con fatica resistono in un mare di fango e di ghiaccio\u2026 il generale inverno continua a dominare in una situazione irreale tra combattimenti a distanza con lanci di missili che spesso colpiscono la popolazione inerme. La cosa che colpisce \u00e8 che ormai ci siamo abituati a questo orrore, a questa guerra spesso dimenticata dai media che preferiscono mostrarci le disavventure di improbabili influencer per distogliere l\u2019attenzione di una guerra alle porte di casa. Purtroppo non si tratta di una partita a Risiko ma di uno dei tanti drammi che in questo caldo Natale continuano dal Mar Nero al Medio Oriente.Se la guerra \u00e8 la sconfitta della diplomazia, la pace \u00e8 un\u2019utopia in un mondo in cui i valori sono stati nel tempo sostituiti dal consumismo e dalla falsa etica. Chi prevale \u00e8 sempre l\u2019odio secolare tra i popoli, strumento perfetto per attuare sogni di gloria e di affermazione sugli altri \u2026 cambiano divise, religioni e lingue ma il colore del sangue e delle lacrime \u00e8 lo stesso. Lo vediamo in Medio Oriente dove si attuano i disegni di pochi con il sacrificio di molti, generando sempre pi\u00f9 odio verso l\u2019altro. Se <strong><em><span style=\"color: #008000;\">in medio virtus stat<\/span><\/em><\/strong>, la virt\u00f9 sta nel mezzo, \u00e8 anche vero che non si possono mettere sullo stesso livello le aspirazioni di gruppi terroristici e quelle degli Stati legittimi.<\/p>\n<p><strong><em><span style=\"color: #008000;\">Di fatto stiamo vivendo una terza guerra mondiale in cui i protagonisti sono le vecchie e nuove superpotenze che, in primis o a distanza, alimentano l\u2019instabilit\u00e0 sfruttando le situazioni di difficolt\u00e0 locali &#8230; con una analogia che potrebbe piacere ai geologi, le faglie geopolitiche sono in pieno movimento, sospinte da attori che costruiscono giorno per giorno il loro futuro.&nbsp;<\/span><\/em><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">La controffensiva ucraina, nonostante qualche successo, non sembra essere stata per\u00f2 significativa e Mosca, sebbene in grave difficolt\u00e0, resiste e controbatte pesantemente con dichiarati 800.000 soldati sul campo \u2026 una guerra sporca che non risparmia ancora una volta i civili. I Leader occidentali, sebbene favorevoli a ricercare una exit strategy per Putin, si rendono conto che sostenere l\u2019Ucraina, anche a rischio di una, per fortuna, improbabile escalation nucleare, sia meglio che permettere alla Russia di prevalere. Nel frattempo Mosca, maestra nella disinformazione, \u00e8 riuscita a distogliere l\u2019attenzione occidentale verso il mar Nero, influenzando pi\u00f9 o meno attivamente altre zone del Mondo. Ad esempio nel Caucaso meridionale dove si sono riattivate aree di frizione tra il Nagorno-Karabakh, Armenia e Azerbaigian. Il 19 settembre 2023 l&#8217;Azerbaigian ha lanciato un&#8217;operazione militare dichiarando l&#8217;inizio di &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">attivit\u00e0 antiterroristiche nel Nagorno Karabakh<\/span><\/em><\/strong>&#8221; &#8230; una guerra lampo, se vogliamo, durata poche ore, prima di quel cessate il fuoco sostenuto da Mosca in cui le violazioni sono comunque continue. Di fatto oltre 100.400 armeni, pi\u00f9 dell&#8217;80% degli abitanti del Nagorno Karabakh, il 1\u00b0 ottobre si sono rifugiati pi\u00f9 o meno volontariamente in Armenia, uno sfollamento di massa di persone descritto dagli osservatori internazionali come un nuovo crimine contro l&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/GEOPOLITICA-Armenians_staged_a_protest_in_front_of_the_UN_office_in_New_York_over_the_Azerbaijani_attack_on_Nagorno-Karabakh_4.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 GEOPOLITICA-Armenians_staged_a_protest_in_front_of_the_UN_office_in_New_York_over_the_Azerbaijani_attack_on_Nagorno-Karabakh_4.jpg\" width=\"896\" height=\"504\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Armeni protestano davanti all&#8217;ufficio delle Nazioni Unite a New York a causa dell&#8217;attacco dell&#8217;Azerbaigian alla Repubblica del Nagorno-Karabakh Data 21 settembre 2023 &#8211; Fonte https:\/\/www.facebook.com\/amerikayidzayn\/videos\/867034764842435\/ &#8211; autore Voice of America<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Armenians_staged_a_protest_in_front_of_the_UN_office_in_New_York_over_the_Azerbaijani_attack_on_Nagorno-Karabakh,_4.jpg\">Armenians staged a protest in front of the UN office in New York over the Azerbaijani attack on Nagorno-Karabakh, 4.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/ISRAELE-Disaster_Victim_Identification_after_2023_Hamas_attack_on_Israel_ZAKA117-1024x683.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 ISRAELE-Disaster_Victim_Identification_after_2023_Hamas_attack_on_Israel_ZAKA117-1024x683.jpg\" width=\"1024\" height=\"683\"><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #008000;\">gli esiti dell&#8217;attacco di Hamas al kibbutz israeliano novembre 2023<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Disaster_Victim_Identification_after_2023_Hamas_attack_on_Israel_(ZAKA117)..JPG\">Disaster Victim Identification after 2023 Hamas attack on Israel (ZAKA117)..JPG &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Passiamo ora al vicino Medio Oriente, in <strong><span style=\"color: #008000;\">Israele<\/span><\/strong>, dove sono avvenuti eventi drammatici che hanno sollevato comuni sentimenti di sdegno verso la fazione estremista di Hamas. Al di l\u00e0 del riacutizzarsi di secolari ferite in quella terra contesa che non riesce a trovare una soluzione comune, preoccupano le azioni di gruppi estremisti legati al regime teocratico iraniano che, nonostante l&#8217;instabilit\u00e0 interna, soffocata con esecuzioni formali di giovani manifestanti, in primis di sesso femminile, continua la sua politica di destabilizzazione e di contrapposizione al mondo occidentale. Un approccio che \u00e8 aggravato dalla fornitura di armi alla Russia ed al sostegno di gruppi estremisti in <strong><span style=\"color: #008000;\">Yemen (Huthi)<\/span><\/strong> e in <strong><span style=\"color: #008000;\">Libano (Hezbollah)<\/span><\/strong> in ruolo anti israeliano. Nel campo della sicurezza marittima, oltre al non ancora sopito problema della pirateria, ormai diffusa a livello globale, attacchi con missili e droni di costruzione (o progettazione) iraniana contro i mercantili in transito nel mar Rosso hanno provocato una reazione condivisa per difendere la libert\u00e0 della navigazione ai sensi del diritto internazionale con la creazione di una task force marittima. Questa minaccia si somma a quella delle mine navali che stanno dimostrando la loro pericolosit\u00e0 lungo le rotte marittime del Mar Rosso (ma anche del Mar Nero).<\/p>\n<p align=\"justify\">Un\u2019altra area calda \u00e8 il <strong><span style=\"color: #008000;\">Sahel<\/span><\/strong>, una fascia di territorio trasversale dell&#8217;Africa subsahariana, estesa tra il deserto del Sahara a nord, la savana sudanese a sud, l&#8217;oceano Atlantico a ovest e il Mar Rosso a est, e che interessa (da ovest a est) gli Stati della Gambia, Senegal, la parte sud della Mauritania, il centro del Mali, Burkina Faso, la parte sud dell&#8217;Algeria e del Niger, la parte nord della Nigeria e del Camerun, la parte centrale del Ciad, il sud del Sudan, il nord del Sudan del Sud e l&#8217;Eritrea. Secondo l\u2019Economist, negli ultimi anni il Sahel \u00e8 diventato l\u2019epicentro della violenza terroristica, contribuendo al 35% di tutte le morti globali a causa di un gruppo affiliato ad <strong><span style=\"color: #008000;\">Al Qaeda, Jama\u2019at Nasr al-Islam wal Muslimin<\/span><\/strong>. I leader occidentali, il cui coinvolgimento militare negli ultimi dieci anni ha fatto ben poco per arginare la violenza nella regione africana, sembrano essere in stallo incapaci di rispondere ai colpi di stato in Burkina Faso e Mali. In particolare in Burkina Faso i gruppi jihadisti controllano circa il 40% del suo territorio, comprese vaste aree rurali nel nord e nell\u2019est. I combattimenti hanno ucciso migliaia di persone e costretto quasi due milioni ad abbandonare le proprie case causando un forte movimento migratorio verso il Mediterraneo. Ci si potrebbe domandare come mai la presenza di <strong><span style=\"color: #008000;\">mercenari russi del Wagner<\/span><\/strong> nel Sahel sia stata segnalata in molte aree calde, come il Sudan, che dimostra l\u2019interesse di Mosca nella Regione. Un modo di distogliere l&#8217;attenzione internazionale da altre regioni o il tentativo di assicurarsi le ricche risorse nell\u2019area a discapito degli investitori europei e cinesi?<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Wagner_Group_Map.svg-1024x520.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Wagner_Group_Map.svg-1024x520.png\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Screenshot-2023-12-19-163834-1024x44.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2023-12-19-163834-1024x44.png\"><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">Mappa della presenza accertata o segnalata del Gruppo Wagner &#8211;&nbsp;<\/span><\/strong><span style=\"color: #008000;\"><b>Wikipedia<br \/>\n<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Wagner_Group_Map.svg\">Wagner Group Map.svg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Pechino continua la sua machiavellica politica di realizzazione della <strong><span style=\"color: #008000;\">nuova via della seta<\/span><\/strong>, necessaria per la sopravvivenza del mercato cinese. Le tensioni internazionali sono sensibili ma, al di l\u00e0 dei tamburi di guerra, la Cina resta un mercato di grande interesse per le potenze industriali transnazionali ed il futuro ci dir\u00e0 se prevarr\u00e0 l\u2019interesse personale agli ideali del mondo occidentale. Di fatto le aree geografiche del mar cinese meridionale sono ormai coinvolte nell\u2019espansione del Dragone che, continuando a declinare in maniera ferma il possesso di Taiwan, ha di fatto piantato dei paletti che non piacciono a nessuno ma saranno difficili da estirpare.<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"color: #008000;\"><b>I cambiamenti&nbsp;climatici<\/b><\/span><br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"color: #008000;\">I<\/span><\/span>l caldo afoso di quest\u2019estate, percepito globalmente, ha dato un duro colpo agli scettici; il <strong><span style=\"color: #008000;\">Segretario generale delle Nazioni Unite Ant\u00f3nio Guterres<\/span><\/strong> ha definito, in maniera lapidaria, questi cambiamenti terrificanti sebbene potremmo essere solo all&#8217;inizio. Di fatto quest\u2019anno il mondo ha sperimentato inondazioni catastrofiche in dieci paesi in dodici giorni, le temperature oceaniche pi\u00f9 calde mai registrate, ondate di caldo che hanno bruciato l\u2019intero emisfero settentrionale e la peggiore siccit\u00e0 degli ultimi 40 anni in tutto il Corno d\u2019Africa. Durante il 2023 il mondo intero si \u00e8 riunito per negoziare importanti azioni per l\u2019ambiente, tra cui il <strong><span style=\"color: #008000;\">Trattato sull\u2019alto mare, la risoluzione di Vanuatu<\/span> <\/strong>e il recente <strong><span style=\"color: #008000;\">accordo dell\u2019Organizzazione marittima internazionale (IMO) per la decarbonizzazione globale<\/span><\/strong>.&nbsp; Inoltre ha segnato un punto intermedio di tre importanti accordi guidati dalle Nazioni Unite: <strong><em><span style=\"color: #008000;\">gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG), l\u2019Accordo di Parigi e l\u2019Agenda d\u2019azione di Addis Abeba sul finanziamento dello sviluppo<\/span><\/em><\/strong>. Per valutare i progressi globali e generare nuovi investimenti, le Nazioni Unite hanno organizzato numerosi eventi, non ultima la conferenza delle <span style=\"color: #008000;\"><strong>Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP 28)<\/strong><\/span> chiusa in dicembre. Qualcosa si \u00e8 ottenuto come l\u2019istituzione di un nuovo fondo con impegni di oltre 700 milioni di dollari per far fronte ai danni crescenti causati dagli impatti climatici. I Paesi, con qualche distinguo, hanno comunque concordato l\u2019obiettivo di triplicare la quantit\u00e0 di energia rinnovabile globale e raddoppiare il tasso di efficienza energetica entro il<strong><span style=\"color: #008000;\"> 2030<\/span><\/strong>. Di contro, \u00e8 emerso il fattore &#8220;crescita demografica&#8221;, sostenuto dall\u2019India, che non potr\u00e0 essere ignorato in quanto in alcune aree prioritario rispetto alla riduzione del mercato dei fossili che provocherebbe situazioni di instabilit\u00e0 non facilmente gestibili. <strong><span style=\"color: #008000;\">Un richiamo ad una realpolitik in un mondo che sta cambiando drammaticamente.<\/span> <\/strong>Nel settore marittimo, va menzionato l\u2019importante accordo raggiunto dall\u2019IMO per portare il trasporto globale <strong><span style=\"color: #008000;\">a zero emissioni entro il 2050<\/span><\/strong>, un momento di svolta per quanto riguarda la gestione di un settore che gi\u00e0 rappresenta il 3% delle emissioni globali e potrebbe arrivare fino al 10% nei prossimi decenni. Di fatto l\u2019accordo ha messo sul tavolo un \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">meccanismo di tariffazione delle emissioni<\/span><\/em><\/strong>\u201d che potrebbe rivelarsi un modo innovativo per raccogliere i finanziamenti necessari per sopperire ai danni del clima dei Paesi maggiormente colpiti.<br \/>\n<img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/EPIDEMIE-COVID-Stop_Coronavirus_COVID-19.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 EPIDEMIE-COVID-Stop_Coronavirus_COVID-19.jpg\" width=\"856\" height=\"571\"><\/p>\n<p align=\"justify\">Un altro punto emerso \u00e8 il <strong><span style=\"color: #008000;\">riconoscimento che i cambiamenti climatici possono provocare emergenze sanitarie pandemiche<\/span><\/strong>. A tal riguardo, nel 2023, l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 (OMS)<\/span><\/strong> ha dichiarato ufficialmente la fine della pandemia di COVID-19 e, a livello delle Nazioni Unite, si stanno analizzando le lezioni acquisite su come <strong><span style=\"color: #008000;\">prepararsi e rispondere a possibili emergenze sanitarie anche attraverso vaccinazioni contro malattie che stanno mostrando un pericoloso ritorno, come tubercolosi morbillo, difterite, colera, poliomielite, meningite e altre malattie interamente prevenibili.<\/span><\/strong>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Siamo sempre di pi\u00f9<\/span><\/strong><br \/>\nNel 2023 il mondo ha registrato un nuovo record demografico con l\u2019India che, pur essendo il settimo stato al mondo per superficie, con 1 miliardo e 400 milioni di abitanti, \u00e8 diventato il paese pi\u00f9 popoloso del mondo. Il nostro pianeta ospita ora oltre 8 miliardi di persone e, caso mai accaduto, ci sono pi\u00f9 giovani che anziani, in particolare nel continente africano che sta vivendo un boom giovanile in controtendenza con l\u2019Europa e gli Stati Uniti (entro il 2050, una persona su quattro sar\u00e0 africana). Questo comporter\u00e0 che circa l\u201980% dei giovani del futuro sar\u00e0 in Africa e in Asia con un impoverimento di risorse nel vecchio e nuovo continente. Purtroppo sia in Africa che in Asia si registra un aumento dell\u2019instabilit\u00e0 sociale con preoccupanti regressi nel campo dei diritti umani che provocano migrazioni di grandi masse verso l&#8217;Europa. In generale, nei Paesi tecnologicamente pi\u00f9 avanzati, ai progressi nel campo dell\u2019intelligenza artificiale, si oppongono preoccupazioni sulla salvaguardia della sicurezza e della libert\u00e0 personale. Si tratta di un <strong><span style=\"color: #008000;\">divario sociale<\/span><\/strong> che metter\u00e0 a confronto esigenze primarie come la sopravvivenza delle grandi masse al benessere tecnologico di pochi. \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Il nostro mondo, in particolare i paesi in via di sviluppo, si trovano ad affrontare una tempesta perfetta: le crescenti disuguaglianze, caos climatico, conflitti e fame<\/span><\/em><\/strong>\u201d, ha sottolineato il <strong><span style=\"color: #008000;\">Segretario generale Guterres<\/span><\/strong> ai leader mondiali al vertice del G20 di quest\u2019anno.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Ma ci sono anche buone notizie<\/span><\/strong> <strong><span style=\"color: #008000;\">legate ai progressi nel mondo scientifico<\/span><\/strong>.<br \/>\nPartiamo dalla medicina, con cure sempre pi\u00f9 efficaci e mirate che possono aiutare anche i Paesi sottosviluppati, riducendo i costi sanitari. Le ricerche comprendono una nuova medicina sempre pi\u00f9 personalizzata attraverso la bioingegneria e l&#8217;intelligenza artificiale, che si avvarr\u00e0 della telemedicina e di nuovi sistemi diagnostici per migliorare l&#8217;assistenza ai pazienti, prevenire le malattie e prolungare la vita a costi inferiori. Nel campo energetico, va sottolineato il terzo risultato positivo da parte del NIF, al Lawrence Livermore National Laboratory di Livermore, California, per la produzione di energia nucleare per fusione; una tecnologia&nbsp; che potrebbe risolvere la maggior parte dei problemi energetici del pianeta, producendo quantit\u00e0 pressoch\u00e9 illimitate di energia senza emissioni di gas serra a fronte di una produzione trascurabile di scorie radioattive. Quindi energia pulita per tutti per un futuro sostenibile. Notizie straordinarie che fino a ieri erano solo un sogno ma, dal 2022, sono diventate realt\u00e0. L&#8217;ultimo esperimento di fusione, effettuato il 30 ottobre 2023, ha prodotto in eccesso<strong><span style=\"color: #008000;\"> 3,4 MJ<\/span> <\/strong>di produzione di energia, la seconda pi\u00f9 alta produzione di neutroni mai ottenuta.&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">In estrema sintesi, sebbene i media continuino a dare priorit\u00e0 ad altri aspetti di &#8220;distrazione di massa&#8221;, il mondo va avanti grazie a milioni di persone che guardano al futuro con positivit\u00e0 e volont\u00e0 di miglioramento. Quello che si nota \u00e8 il degrado a livello educativo che porta ad un appiattimento sociale&nbsp; colpendo la meritoriet\u00e0 che \u00e8 il vero motore del progresso &#8230; una distribuzione quotidiana di panem et circenses che lascia a pochi, si spera illuminati, la responsabilit\u00e0 del nostro futuro. Trovo scandaloso vedere i cache degli influencer rapportati agli stipendi dei ricercatori che operano spesso a fatica per il nostro futuro. L\u2019Umanit\u00e0 ha raggiunto un bivio, uno dei tanti della nostra \u201cbreve\u201d storia sul pianeta in cui l\u2019Uomo tra guerre e epidemie ha saputo sempre sopravvivere trasformandosi. Forse mai come ora \u00e8 fondamentale essere protagonisti del nostro futuro: per cambiare le ingiustizie sociali, per riscoprire l&#8217;etica e per dare un futuro alle nuove generazioni. Sebbene i media ci bombardino di negativit\u00e0, esistono numerosi campi che stanno avanzando con nuove scoperte che porteranno un beneficio all&#8217;Umanit\u00e0 ma sta a tutti fare la nostra parte con giusto pragmatismo. Guardiamo quindi al prossimo anno con una visione pi\u00f9 positiva e solidale, richiamando ancora le parole di Guterres: \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Abbiamo bisogno di tutti sul campo, collaborando e cooperando in un modo mai fatto prima<\/span><\/em><\/strong>\u201d e, aggiungerei, non abbiamo bisogno dei falsi profeti dei nostri giorni, influencer il cui scopo \u00e8 chiaro &#8230; Possiamo farcela e da domani apriremo un nuovo libro da scrivere &#8230; ma con la nostra penna.&nbsp; Buona fine e Buon principio<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>foto in anteprima: guardare le sfide e affrontarle con pragmatismo prima che sia troppo tardi &#8211;&nbsp; photo credit @ andrea mucedola<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 10<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&nbsp; . ARGOMENTO: GEOPOLITICA PERIODO: XXI SECOLO AREA: ANALISI parole chiave: 2023, ONU, Rapporti fra i Paesi, eredit\u00e0 &nbsp; Il 2023 sta finendo \u2026 qualcuno dir\u00e0 meno male, stanco di subire pi\u00f9 o meno direttamente eventi climatici estremi, cronache quotidiane di delitti e crimini aberranti nonch\u00e9 previsioni non certo tranquillizzanti sull&#8217;intelligenza artificiale \u2026 sembra quasi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2380,"featured_media":99824,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[1413],"tags":[],"class_list":["post-101067","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-geopolitica"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Resoconto di un anno che se ne va &#8226; OCEAN4FUTURE autore<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/101067\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Resoconto di un anno che se ne va &#8226; OCEAN4FUTURE autore\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"tempo di lettura:  10 minuti&nbsp; . 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