{"id":101045,"date":"2023-12-20T00:01:00","date_gmt":"2023-12-19T23:01:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=101045"},"modified":"2023-12-27T18:18:04","modified_gmt":"2023-12-27T17:18:04","slug":"la-situazione-nel-mar-rosso-meridionale-sta-degenerando-cosa-aspettarci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/101045","title":{"rendered":"La situazione nel Mar Rosso meridionale sta degenerando &#8230; cosa aspettarci?"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XXI SECOLO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: MAR ROSSO<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: Huthi, terrorismo in alto mare, Prosperity Garden Operation<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Cosa sta succedendo in Mar Rosso? <\/strong><\/span><span style=\"font-size: revert; color: initial;\">In realt\u00e0 questa domanda non \u00e8 corretta, ci dovremmo chiedere perch\u00e9 siamo arrivati a questa situazione. Con <\/span><strong style=\"font-size: revert; color: initial;\"><span style=\"color: #008000;\">OCEAN4FUTURE<\/span> <\/strong><span style=\"font-size: revert; color: initial;\">abbiamo segnalato pi\u00f9 volte l\u2019importanza geopolitica degli stretti, la cui libert\u00e0 \u00e8 fondamentale per le economie globali e come il traffico commerciale marittimo internazionale che attraversa il mar Rosso gode di un risparmio sostanziale sia in termini di tempi di navigazione che assicurativi.<\/span><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/missile-burkan-yemenita-huthi-%D8%B5%D8%A7%D8%B1%D9%88%D8%AE_%D8%A8%D8%B1%D9%83%D8%A7%D9%86_1.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 missile-burkan-yemenita-huthi-%D8%B5%D8%A7%D8%B1%D9%88%D8%AE_%D8%A8%D8%B1%D9%83%D8%A7%D9%86_1.jpg\" width=\"852\" height=\"483\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">lancio di un missile Burkan 1 nello Yemen, derivato dal missile Scud-C, sviluppato dal gruppo Ansar Allah Houthi nel 2016 e utilizzato per bombardare l&#8217;Arabia Saudita durante la guerra civile &#8211; autore \u0627\u0644\u0627\u0639\u0644\u0627\u0645 \u0627\u0644\u062d\u0631\u0628\u064a <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:%D8%B5%D8%A7%D8%B1%D9%88%D8%AE_%D8%A8%D8%B1%D9%83%D8%A7%D9%86_1.jpg\">File:\u0635\u0627\u0631\u0648\u062e \u0628\u0631\u0643\u0627\u0646 1.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">La situazione nello Yemen \u00e8 purtroppo ben nota. Da anni gli Huthi, ufficialmente conosciuti come &#8220;Sostenitori di Dio&#8221; o &#8220;Ansar Allah&#8221;, una fazione politico religiosa sciita, combatte una guerra fratricida nello Yemen occidentale. Nata negli anni &#8217;90, come movimento per appoggiare i diritti degli Zaidi e della trib\u00f9 \u1e24\u016bth\u012b (da cui il gruppo prende il nome), con la morte del suo fondatore, Hussein al Houthi per mano dell&#8217;esercito yemenita, scaten\u00f2 una guerra civile che in pochi giorni li port\u00f2 in breve al controllo di parte della capitale yemenita, inclusi gli edifici governativi ed una stazione radio. Di fatto, la rivolta dilag\u00f2 e gi\u00e0 nel gennaio del 2015 gli \u1e24\u016bth\u012b mantenevano il possesso della capitale e di altre citt\u00e0 come l&#8217;importante citt\u00e0 di Rad\u0101\u02bf, nel Governatorato di al-Bay\u1e0d\u0101\u02be, trovando solo un debole contrasto da parte delle forze legittime. In quel periodo turbolento, trapelarono notizie che gli \u1e24\u016bth\u012b avessero ricevuto aiuti sostanziali dall&#8217;Iran, interessato a frapporsi all\u2019influenza sunnita dell\u2019Arabia Saudita nella regione.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/GEOPOLITICA-YEMEN-Houthis-control-2014-2015-arabic.gif\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 GEOPOLITICA-YEMEN-Houthis-control-2014-2015-arabic.gif\" width=\"842\" height=\"480\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Aree sotto il controllo degli Houthis negli anni 2014-2015 &#8211; autore Ibrahem Qasim<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Houthis-control-2014-2015-arabic.gif\">Houthis-control-2014-2015-arabic.gif &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Di fatto la sanguinosa guerra civile port\u00f2 alla morte di pi\u00f9 di 110.000 persone, in quello che fu definito &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">il peggior disastro umanitario del mondo, con milioni di persone sull&#8217;orlo della carestia<\/span><\/em><\/strong>&#8220;. In questo contesto iniziarono delle azioni degli \u1e24\u016bth\u012b anche in Mar Rosso, intese a colpire inizialmente interessi sauditi e poi israeliani, sia con mine navali e poi con droni contro le navi in transito al fine di dimostrare il loro sostegno ad Hamas e Hezbollah (fazioni ambedue filo-iraniane) nel loro conflitto contro Israele.<\/p>\n<p align=\"justify\">Negli anni scorsi avevamo dato notizia su <strong><span style=\"color: #008000;\">OCEAN4FUTURE<\/span><\/strong> della scoperta di mine navali posate dagli Huthi a nord di B\u0101b al-Mandab (\ufe91\ufe8e\ufe8f \ufe8d\ufedf\ufee4\ufee8\ufeaa\ufe8f\u200e, B\u0101b al-Mandab), lo stretto marittimo che congiunge il Mar Rosso con il Golfo di Aden e quindi con le rotte dell\u2019oceano Indiano. Ai due lati delle sue sponde si fronteggiano Gibuti, sulla costa africana, e lo Yemen, estremo Paese della penisola arabica, come premesso. teatro di una guerra sanguinosa i cui obiettivi vanno oltre le sabbie di quello sfortunato Paese ma diventano strumento coercitivo di Teheran per colpire il predominio saudita nella regione.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/MAR-ROSSO-Gulf_of_Aden_map.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MAR-ROSSO-Gulf_of_Aden_map.png\" width=\"841\" height=\"703\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Mappa che mostra la posizione del Golfo di Aden, situato tra lo Yemen e la Somalia. I bacini vicini includono l&#8217;Oceano Indiano, il Mar Rosso, il Mar Arabico e lo stretto di Bab-el-Mandab &#8211; Fonte ed Autore Norman Einstein<\/strong><\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Gulf_of_Aden_map.png\">File:Gulf of Aden map.png &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Una Arabia Saudita, tra le altre cose, colpevole di essersi avvicinata con gli accordi di Abramo ad una certa convivenza con lo stato di Israele. Da tempo le autorit\u00e0 saudite affermano che gli Huthi stiano usando i corridoi umanitari per ricevere missili e droni iraniani, creando \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">una minaccia per la sicurezza regionale e internazionale<\/span><\/em><\/strong>\u201c; sistemi avanzati che le fonti ritengono non siano trasferiti solo agli Huthi [nello Yemen] ma anche agli Hezbollah [in Libano] e alla Russia per la guerra in Ucraina.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">In estrema sintesi, gli attacchi in mare contro obiettivi sauditi si sono ora estesi pericolosamente al traffico internazionale e la situazione in questo ultimo periodo sta assumendo un tono non pi\u00f9 accettabile assumendo i connotati di una chiara violazione del diritto internazionale marittimo.<\/span><\/strong> Recentemente il <strong><span style=\"color: #008000;\">segretario alla Difesa americano Lloyd Austin<\/span><\/strong>, dopo le intercettazioni da parte di unit\u00e0 navali americane in Mar Rosso di droni e missile diretti verso il territorio israeliano (ma di possibile pericolo anche per le unit\u00e0 in transito), ha fermamente condannato questi attacchi ritenendoli una violazione del diritto internazionale che prende di mira dei marinai innocenti e crea una minaccia al commercio internazionale. &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Il Mar Rosso \u00e8 una via d&#8217;acqua fondamentale che \u00e8 stata essenziale per la libert\u00e0 di navigazione e un importante corridoio commerciale che facilita il commercio internazionale. I paesi che cercano di sostenere il principio fondamentale della libert\u00e0 di navigazione devono unirsi per affrontare la sfida posta da questo attore statale che lancia missili balistici e veicoli aerei senza equipaggio (UAV) contro navi mercantili di molte nazioni che transitano legalmente in acque internazionali<\/span><\/em><\/strong>&#8220;<\/p>\n<p align=\"justify\">Un pericolo percepito internazionalmente visto che il colosso marittimo Maersk, la svizzera MSC, il gruppo francese CMA CGM e la compagnia petrolifera BP hanno deciso di interrompere il transito attraverso il Mar Rosso delle loro navi commerciali, di fatto costringendole alla circumnavigazione dell&#8217;Africa. Non ultima la Evergreen, una grande compagnia di navigazione cinese, ha annunciato di aver temporaneamente sospeso i servizi di importazione ed esportazione in Israele fino a nuovo avviso, interrompendo i viaggi attraverso il Canale di Suez. Un danno enorme per tutte le compagnie marittime ma anche per l\u2019Egitto che vede nel transito di queste navi un importante introito per la sua gi\u00e0 debole economia. Non sarebbe la prima volta e tutti ricordiamo le mine di Qaddafi che misero per la prima volta l\u2019Occidente di fronte ad una situazione fino allora considerata impossibile: un attacco terroristico in mare effettuato con mine navali primitive ma estremamente cost effective per gli scopi prefissati.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Screenshot-2023-12-19-120430.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2023-12-19-120430.png\" width=\"839\" height=\"649\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">situazione del traffico mercantile nel mar rosso meridionale &#8211; 19 dicembre 2023 -da https:\/\/www.vesselfinder.com\/it<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Voglio ricordare che annualmente oltre 17.000 navi transitano da Suez, rappresentando circa il 7,5% del traffico mercantile mondiale. Il punto di debolezza del canale di Suez, come della maggior parte delle vie d\u2019acqua ristrette, \u00e8 la possibilit\u00e0 di un blocco accidentale o voluto del traffico che pu\u00f2 causare importanti pesanti danni commerciali. Nel caso di un blocco del mar Rosso sarebbe necessaria una riprogrammazione delle rotte del traffico mercantile, obbligando le navi alla circumnavigazione dell\u2019Africa con un aggravio di 15\/20 giorni sul transito normale (dovuti a 7\/8 giorni di maggiore navigazione e ad altri 8\/10 giorni di attesa e scarico nei porti di destinazione). La criticit\u00e0 del blocco di questa via d\u2019acqua fu percepita anche recentemente a seguito dell\u2019incaglio della Ever Given che di fatto imped\u00ec il transito per sei giorni a decine di navi portacontainer che trasportavano prodotti che andavano dai telefoni cellulari agli articoli di marca. Un\u2019ipotesi quella di un blocco del mar Rosso da tempo paventata che sembra concretizzarsi nuovamente.&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/MARINA-USA-WIKIMEDIA-USS_Carney_engages_Houthi_missiles.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MARINA-USA-WIKIMEDIA-USS_Carney_engages_Houthi_missiles.jpg\" width=\"884\" height=\"590\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Il cacciatorpediniere lanciamissili classe Arleigh Burke USS Carney (DDG 64) intercett\u00f2 il 19 ottobre scorso una combinazione di missili Houthi e droni nel Mar Rosso, il 19 ottobre (U.S. Foto della Marina dello specialista di comunicazione di massa di seconda classe Aaron Lau) &#8211; wikimedia commons<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Tornando alla delicata situazione, nelle ultime settimane gli \u1e24\u016bth\u012b hanno attaccato diverse navi con droni, razzi e in alcuni casi hanno utilizzato elicotteri per far sbarcare i loro militanti sulle navi commerciali, rivendicando nell\u2019ultimo periodo la responsabilit\u00e0 di aver lanciato un attacco contro due navi, la <strong><span style=\"color: #008000;\">Swan Atlantic<\/span><\/strong> di propriet\u00e0 norvegese e la <strong><span style=\"color: #008000;\">MSC Clara<\/span><\/strong> battente bandiera di Panama, utilizzando dei droni. Entrambe le navi, secondo i loro portavoce, erano considerate di interesse israeliano e quindi dovevano essere fermate. La situazione sta degenerando e l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">UKMTO (Operazioni di commercio marittimo del Regno Unito)<\/span><\/strong> ha riferito l\u2019effettuazione di un attacco ad almeno una nave britannica al largo del porto di Mokha, nello Yemen.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">segretario alla Difesa americano Lloyd Austin<\/span><\/strong>, in visita in Israele, ha riferito che Washington sta costruendo una coalizione per affrontare la minaccia marittima generata dagli Huthi e che i ministri della difesa della regione (ma non solo) hanno iniziato dei colloqui per poter concordare possibili azioni comuni. Oltre agli Stati Uniti sembrerebbe che altri paesi della NATO, tra cui Canada, Francia, Italia, Spagna, Regno Unito e Paesi Bassi si sono detti pronti a prendere in considerazione un sostegno congiunto in mare (unendosi alla task force 153) con il concorso di altre marine della regione tra cui il Bahrein e le Seychelles. \u00c8 stata quindi costituita una missione navale congiunta denominata &#8220;<span style=\"color: #008000;\"><strong>Prosperity Garden Operation<\/strong><\/span>&#8220;, al fine di garantire \u201c<em><strong><span style=\"color: #008000;\">la libert\u00e0 di navigazione per tutti i paesi e rafforzare la sicurezza e la prosperit\u00e0 regionale<\/span><\/strong><\/em>\u201d. Una necessit\u00e0 urgente e necessaria in quanto, come ribadito dal <strong><span style=\"color: #008000;\">ministro della Difesa olandese Kajsa Ollongren<\/span> <\/strong>in un twitter su X, &#8220;<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Gli attacchi alle navi nel Mar Rosso minano la libert\u00e0 di navigazione e rappresentano una seria minaccia per le navi e gli equipaggi<\/span><\/em><\/strong> \u2026 \u201d. Un&#8217;operazione di sicurezza marittima non facile in cui i rischi maggiori provengono dall&#8217;ambiente subacqueo a causa della presenza di mine ma anche di ordigni insidiosi facilmente adattabili a droni subacquei. Gli effetti economici si sono gi\u00e0 sentiti e il mercato delle assicurazioni marittime di Londra ha ampliato l&#8217;area del Mar Rosso che ritiene ad alto rischio in un contesto di aumento degli attacchi alle navi commerciali. Maggiori costi assicurativi comportano maggiori costi per gli armatori e a caduta sui prodotti di consumo. Una situazione che sottolinea ennesimamente come il futuro e la prosperit\u00e0 di tutti continua a giocarsi sul mare.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Mucedola<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">in anteprima mina navale Huthi &#8211; nel caso di una dislocazione operativa in quelle acque sar\u00e0 opportuno prevedere una componente di protezione di contromisure mine &#8211; foto Wikimedia commons<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: GEOPOLITICA PERIODO: XXI SECOLO AREA: MAR ROSSO parole chiave: Huthi, terrorismo in alto mare, Prosperity Garden Operation &nbsp; Cosa sta succedendo in Mar Rosso? In realt\u00e0 questa domanda non \u00e8 corretta, ci dovremmo chiedere perch\u00e9 siamo arrivati a questa situazione. 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