{"id":10095,"date":"2017-10-03T00:02:01","date_gmt":"2017-10-02T22:02:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=10095"},"modified":"2025-09-29T21:04:32","modified_gmt":"2025-09-29T19:04:32","slug":"biologia-marina-gli-antozoi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/10095","title":{"rendered":"Antozoi"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: BIOLOGIA MARINA<br \/>\nPERIODO: XXI SECOLO<\/strong><\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA:<\/span> <span style=\"color: #008000;\">DIDATTICA<\/span><br \/>\n<\/strong>parole chiave: antozoi<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parliamo oggi degli <strong><span style=\"color: #008000;\">Antozoi<\/span><\/strong>, una classe di animali marini del phylum degli <strong><span style=\"color: #008000;\">Cnidaria<\/span> <\/strong>che probabilmente tutti abbiamo incontrato nelle nostre immersioni subacquee. Il loro nome significa letteralmente &#8220;fiori animali&#8221; (dal greco &#8220;\u1f04\u03bd\u03b8\u03bf\u03c2\/anthos&#8221; ovvero fiore, e &#8220;\u03b6\u1ff7\u03bf\u03bd\/zoon&#8221; animale) .<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/CORALLO_.jpg_2008423111426_CORALLO_.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-10110\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/CORALLO_.jpg_2008423111426_CORALLO_.jpg\" alt=\"corallo_-jpg_2008423111426_corallo_\" width=\"578\" height=\"734\"><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Cladocora caespitosa fossile<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli <strong><span style=\"color: #008000;\">Antozoi<\/span> <\/strong>sono probabilmente i pi\u00f9 famosi e antichi <strong><span style=\"color: #008000;\">cnidari<\/span><\/strong> (dal greco Knid\u00e8 -ortica &#8211; a causa delle loro capacit\u00e0 urticanti), avendo antenati fossili di almeno 550 milioni di anni. Gli Antozoi pi\u00f9 antichi sono probabilmente alcuni fossili polipoformi di mare risalenti al tardo Precambriano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Decine di milioni di anni pi\u00f9 tardi, nel periodo Cambriano, apparvero i primi organismi simili al corallo odierno che si svilupparono nel Triassico medio, pi\u00f9 o meno nello stesso momento in cui i primi dinosauri si stavano evolvendo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Arriviamo agli Antozoi dei giorni d\u2019oggi<\/span><\/strong><br \/>\nTra i pi\u00f9 noti abbiamo i <strong><span style=\"color: #008000;\">coralli,<\/span><\/strong> formati da molti individui geneticamente identici, detti <strong><span style=\"color: #008000;\">polipi,<\/span><\/strong>&nbsp;della grandezza di pochi millimetri. Nelle acque costiere tropicali possono formare varie strutture come le piattaforma carbonatiche litoranee che si espandono verso il mare sviluppatesi a seguito di un processo di cementificazione di alcuni di molluschi della famiglia dei Vermetidi (<em><strong><span style=\"color: #008000;\">Dendropoma petraeum<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"color: #008000;\">Vermetus triquetrus<\/span><\/strong><\/em>), creando pozze che ampliano lo spazio a disposizione delle specie, stimolando cos\u00ec la biodiversit\u00e0 dei popolamenti associati, gli atolli (tipici della Polinesia) e le barriere (come la Grande Barriera Corallina australiana). La crescita di queste colonie in genere \u00e8 favorita da acque con buona visibilit\u00e0 e calde ma sono soggette all\u2019innalzamento delle temperature che provocano la morte degli organismi&nbsp; causando il coral bleaching.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Biologia<\/span><\/strong><\/span><br \/>\n<strong><br \/>\n<\/strong><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/anto6.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-10112\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/anto6.jpg\" alt=\"anto6\" width=\"584\" height=\"499\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/anto6.jpg 320w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/anto6-300x257.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 584px) 100vw, 584px\" \/><\/a>Sebbene il termine &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">corallo<\/span><\/strong>&#8221; di norma si dovrebbe utilizzare solamente quando ci si riferisce al genere Corallium. In questo breve articolo, per motivi pratici, lo utilizzeremo per indicare anche gli altri Antozoi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong><span style=\"color: #008000;\">corallo<\/span><\/strong>, erroneamente considerato come un singolo organismo, in realt\u00e0 \u00e8 formato da migliaia d&#8217;individui geneticamente identici, ognuno dei quali delle dimensioni di solo pochi millimetri. La parte terminale del corallo si sviluppa tramite riproduzione asessuata dei polipi. In acque ricche di nutrienti, gli antozoi possono andare incontro a lacerazione pedale (si staccano dal piede un gruppo di cellule). Dalle cellule staccate si sviluppano nuovi individui. Si possono riprodurre anche sessualmente con la deposizione di uova. I coralli possono catturare il plancton usando i cnidoblasti presenti sui loro tentacoli che una volta penetrato il corpo della vittima, iniettano una biotossina paralizzante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0, la maggior parte dei polipi corallini si nutre simbioticamente tramite delle alghe unicellulari chiamate <strong><span style=\"color: #008000;\">zooxanthellae<\/span><\/strong>. I polipi producono anidride carbonica e acqua come sottoprodotti della respirazione cellulare mentre&nbsp; le &nbsp;<span style=\"color: #008000;\"><strong>zooxanthellae<\/strong><\/span> utilizzano l&#8217;anidride carbonica e l\u2019acqua per effettuare la fotosintesi producendo zuccheri, lipidi (grassi) e l&#8217;ossigeno che i polipi utilizzano per svilupparsi ed effettuare la respirazione cellulare. Il riciclaggio dei prodotti tra i polipi e le zooxantelle \u00e8 la forza trainante della crescita e la produttivit\u00e0 delle barriere coralline.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Questa animazione mostra come i prodotti creati da cellule polipo e zooxantelle algali sono forniti gli uni agli altri per il loro reciproco vantaggio.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-10097\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/coral02b_480.gif\" alt=\"coral02b_480\" width=\"800\" height=\"700\"><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/coral02c_480.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-10113\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/coral02c_480.jpg\" alt=\"coral02c_480\" width=\"800\" height=\"208\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/coral02c_480.jpg 480w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/coral02c_480-300x78.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">I coralli si possono suddividere in:<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">coralli ermatipici<\/span><\/strong>, con scheletro carbonatico e che vivono in simbiosi con le sopracitate zooxanthellae &nbsp;attraverso il mutuo scambio di sostanze tra simbionte (alga) ed ospite (antozoo);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">coralli aermatipici o anermatipici<\/span><\/strong>, sprovvisti di zooxanthellae, che non hanno bisogno di luce e possono vivere pi\u00f9 in profondit\u00e0 &nbsp;come nell&#8217;Oceano Atlantico, dove il genere Lophelia vive fino a 3000 metri. Un esempio di questi coralli sono i Darwin Mounds, situati a oltre 1000 metri di profondit\u00e0 in prossimit\u00e0 di Cape Wrath, Scozia, e le estese scogliere coralline a coralli bianchi (Lophelia e Madrepora) situate a meno di 200 metri di profondit\u00e0 al largo di Pescara (mar Adriatico centrale) e nella zona delle Cinque Terre (mar Ligure), nella zona della depressione medio-adriatica, scomparsi probabilmente a seguito dell\u2019innalzamento della temperatura in epoca post-glaciale.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/scleractinian_600.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-10115\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/scleractinian_600-e1475962709652.jpg\" alt=\"scleractinian_600\" width=\"577\" height=\"432\"><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">scleractinian coral,&nbsp; Lophelia pertusa<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi coralli bianchi rappresentano uno dei pi\u00f9 importanti ecosistemi batiali e potrebbero fornire la soluzione per salvare i coralli di superficie minacciati dall&#8217;imbiancamento dovuto all&#8217;innalzarsi delle temperature dei mari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essi si nutrono sia catturando il plancton sia per osmosi. Tra i coralli di profondit\u00e0 va menzionata la scoperta della <strong><span style=\"color: #008000;\"><em>Savalia lucifica<\/em><\/span><\/strong>, fino ad ora nota solo lungo la costa californiana, a circa 700 m di profondit\u00e0, fu scoperta nell&#8217;ottobre 2011 nel mar Mediterraneo al largo di Marettimo a 270 metri di profondit\u00e0, nel corso di una campagna di ricerca effettuata con la nave oceanografica &#8220;Astrea&#8221; dell&#8217;ISPRA. \u00c8 una specie molto rara di falso corallo nero che ha la particolarit\u00e0 di illuminarsi se urtata.<\/p>\n<div class=\"lyte-wrapper fourthree\" style=\"width:420px;max-width:100%;margin:5px;\"><div class=\"lyMe\" id=\"WYL_MTJ5Ae5Vi88\"><div id=\"lyte_MTJ5Ae5Vi88\" data-src=\"\/\/i.ytimg.com\/vi\/MTJ5Ae5Vi88\/hqdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\"><\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/MTJ5Ae5Vi88\" rel=\"nofollow\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/MTJ5Ae5Vi88\/0.jpg\" alt=\"YouTube video thumbnail\" width=\"420\" height=\"295\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><\/div><\/div><div class=\"lL\" style=\"max-width:100%;width:420px;margin:5px;\"><\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Tassonomia<\/span><\/strong><\/span><br \/>\nCome abbiamo accennato i coralli appartengono tutti alla<strong><span style=\"color: #008000;\"> classe Anthozoa<\/span><\/strong> e sono divisi in due sottoclassi a seconda del numero di tentacoli, della linea di simmetria, del loro esoscheletro, del tipo di nematocisti o dell&#8217;analisi genetica.&nbsp;I coralli con otto tentacoli sono chiamati <strong><span style=\"color: #008000;\">Octocorallia<\/span><\/strong> (o Alcyonaria) mentre quelli con pi\u00f9 di otto tentacoli, in multipli di sei, sono chiamati <strong><span style=\"color: #008000;\">Hexacorallia<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">Sottoclasse Octocorallia<\/span><br \/>\n<\/strong><\/span>Sono polipi per lo pi\u00f9 riuniti in colonie di aspetto arborescente o incrostante. Fanno parte di questa sottoclasse le piume di mare, i coralli a canna d&#8217;organo, il corallo rosso, il corallo blu e i coralli molli. Sono raggruppate negli Ottocoralli circa 3500 specie, esclusivamente marine ed associate alle scogliere coralline. La maggior parte degli Octocoralli si nutre grazie alle alghe simbionti dette zooxanthelle per cui l&#8217;innalzamento della temperatura dei mari, portando le zooxantelle simbionti alla morte reso evidente &nbsp;dallo sbiancamento dei coralli dovuto alla morte dei polipi e quindi di tutta la barriera. La maggior parte delle specie \u00e8 provvista di uno scheletro calcareo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/polyp_with_zooxanthellae.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-10116\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/polyp_with_zooxanthellae.jpg\" alt=\"polyp_with_zooxanthellae\" width=\"611\" height=\"345\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/polyp_with_zooxanthellae.jpg 400w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/polyp_with_zooxanthellae-300x170.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 611px) 100vw, 611px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">polipi con zooxantellae (color marrone)<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 frequente anche la presenza di uno scheletro chitinoso che pu\u00f2 coesistere con quello calcareo. Hanno una simmetria radiale di 8 setti che, nella parte superiore, si uniscono al tubo esofageo centrale. Ogni polipo ha una corona di 8 tentacoli pennati in corrispondenza delle 8 concamerazioni (mesenteri) della cavit\u00e0 gastro vascolare. I polipi sono collegati tra loro da una rete di piccoli canali.&nbsp;Le gonadi si trovano sotto il tubo esofageo, al livello dei margini liberi dei setti e degli ingrossamenti e increspature detti filamenti mesenterici.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Si suddividono nei seguenti ordini:<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><strong><span style=\"color: #008000;\">Alcyonacea<\/span><br \/>\n<\/strong><\/strong><\/p>\n<p><a style=\"color: #008000;\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/250px-Palmatum.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-10107\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/250px-Palmatum.jpg\" alt=\"250px-palmatum\" width=\"800\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/250px-Palmatum.jpg 250w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/250px-Palmatum-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/250px-Palmatum-50x50.jpg 50w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/250px-Palmatum-65x65.jpg 65w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Alcyonium palmatum<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><strong><span style=\"color: #008000;\">Helioporacea<\/span><br \/>\n<\/strong><\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/250px-Heliopora_coerulea.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-10101\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/250px-Heliopora_coerulea.jpg\" alt=\"250px-heliopora_coerulea\" width=\"800\" height=\"742\"><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Heliopora coerulea<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><strong><span style=\"color: #008000;\">Pennatulacea<\/span><br \/>\n<\/strong><\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-10103\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/250px-Pennatula-aculeata-.jpg\" alt=\"250px-pennatula-aculeata\" width=\"800\" height=\"518\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Pennatula aculeata<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #008000; font-size: 14pt;\">Sottoclasse Hexacorallia<\/span><br \/>\n<\/strong>Questa sottoclasse raggruppa animali di forme molto diverse che vivono generalmente in colonie provviste di tentacoli cavi e ricchi di cnidoblasti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/hexacorallia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-10117 alignleft\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/hexacorallia.jpg\" alt=\"hexacorallia\" width=\"576\" height=\"530\"><\/a>Ne fanno parte approssimativamente 3500 specie che includono anemoni di mare, coralli costruttori (madrepore), sclerattinie, anemoni copritrici e coralli neri spinosi.&nbsp;La simmetria degli esacoralli \u00e8 esamerica, con setti presenti in multipli di sei. I setti, completi o incompleti, sono disposti in paia. Solo gli ordini degli <strong><span style=\"color: #008000;\">Antipatharia<\/span> <\/strong>(coralli neri) e i <strong><span style=\"color: #008000;\">Ceriantharia<\/span> <\/strong>(anemoni tubiformi) possiedono setti singoli. Un giovane polipo possiede, in genere, sei paia di setti e dodici tentacoli, uno per ogni spazio inter-settale. Crescendo, pu\u00f2 comparire un nuovo anello con altri sei setti appaiati ed i rispettivi 12 tentacoli. Possono essere privi o provvisti di scheletro calcareo che si sviluppa alla superficie dell&#8217;ectoderma. La diversit\u00e0 fra i polipi degli esacoralli \u00e8 pi\u00f9 variabile che negli octocoralli e rende pi\u00f9 complessa una sistemazione sistematica della sottoclasse. La sottoclasse Hexacorallia comprende i seguenti ordini:<\/p>\n<p><strong><strong><span style=\"color: #008000;\">Actiniaria<\/span><br \/>\n<\/strong><\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-10098\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/220px-Alicia_mirabilis-actiniaria.jpg\" alt=\"220px-alicia_mirabilis-actiniaria\" width=\"800\" height=\"1065\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Alicia mirabilis<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><strong><span style=\"color: #008000;\">Antipatharia<\/span><br \/>\n<\/strong><\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-10102\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/250px-Messina_Straits_Corallo_nero-anthipatharia.jpg\" alt=\"250px-messina_straits_corallo_nero-anthipatharia\" width=\"800\" height=\"726\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Savalia savaglia &#8211; corallo nero<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Ceriantharia<\/span><strong><br \/>\n<\/strong><\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/2016-10-01-05-Bosa-190-e1475941042549.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-10106\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/2016-10-01-05-Bosa-190-e1475941042549.jpg\" alt=\"2016-10-01-05-bosa-190\" width=\"800\" height=\"600\"><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Cerianto<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><strong><span style=\"color: #008000;\">Corallimorpharia<\/span><br \/>\n<\/strong><\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-10100\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/250px-Discosoma-sp.-Corallimorpharia.jpg\" alt=\"250px-discosoma-sp-corallimorpharia\" width=\"800\" height=\"624\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Discosoma sp.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Scleractinia<\/span><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-10104\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/250px-scleractinia-Diploria-labyrinthiformis-Brain_coral.jpg\" alt=\"250px-scleractinia-diploria-labyrinthiformis-brain_coral\" width=\"800\" height=\"851\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Diploria labyrinthiformis o corallo cervello &#8211; brain coral<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><strong><span style=\"color: #008000;\">Zoantharia<\/span><br \/>\n<\/strong><\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/2016-10-01-05-Bosa-238d-e1475940667377.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-10105\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/2016-10-01-05-Bosa-238d-e1475940667377.jpg\" alt=\"2016-10-01-05-bosa-238d\" width=\"800\" height=\"602\"><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Parazoanthus axinellae<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"color: #008000; font-size: 18pt;\">Distribuzione delle barriere coralline nel mondo<\/span><br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\">Nelle fasce tropicali degli oceani i coralli, stanziatisi da millenni, hanno formato&nbsp;con i loro scheletri delle grandi strutture calcaree, creando le barriera coralline che hanno di fatto modificato &nbsp;la geografia dei mari e degli oceani in quelle zone formando scogliere ed atolli. Se vogliamo hanno influenzato lo sviluppo economico di certe aree che hanno trovato in prossimit\u00e0 delle barriere e negli atolli locazioni geografiche di stanziamento antropico. Lo sbiancamento delle barriere e la loro distruzione stanno cambiando questi equilibri ecologici con ricadute sociali importanti. &nbsp;<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Coral_reef_locations.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-10118\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Coral_reef_locations.jpg\" alt=\"coral_reef_locations\" width=\"800\" height=\"280\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Coral_reef_locations.jpg 640w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Coral_reef_locations-300x105.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">barriere coralline nel mondo<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Triangolo dei coralli, tra Oceano Pacifico e l&#8217;Oceano Indiano, ha la massima biodiversit\u00e0 per ci\u00f2 che riguarda le barriere coralline; si estende tra il Mediterraneo australe asiatico e la zona di mare a nord e ad est della Nuova Guinea.&nbsp;I coralli sono presenti con numerose specie anche nel Mediterraneo e nei mari freddi. Anche se il numero di specie di coralli che si trovano nel Mediterraneo rappresenta meno del 5% dei coralli esistenti al mondo, la diversit\u00e0 dei tipi&nbsp; e delle forme ci fornisce un esempio della notevole importanza che essi rivestono.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/gorgonia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-10121\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/gorgonia.jpg\" alt=\"gorgonia\" width=\"800\" height=\"516\" srcset=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/gorgonia.jpg 2692w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/gorgonia-300x194.jpg 300w, https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/gorgonia-1024x661.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Paramuricea clavata<\/span><span style=\"color: #008000;\"> o gorgonia rossa<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i coralli mediterranei abbiamo il <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Corallium rubrum<\/span><\/em><\/strong> (corallo rosso), la <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Paramuricea clavata<\/span> <\/em><\/strong>(gorgonia rossa), attinie come la <strong><em><span style=\"color: #008000;\">Actinia equina<\/span><\/em><\/strong> e l\u2019<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Anemonia sulcata<\/span><\/em><\/strong> ed un madreporario quale l&#8217;<span style=\"color: #008000;\"><strong><em>Astroides calycularis<\/em><\/strong>.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: BIOLOGIA MARINA PERIODO: XXI SECOLO AREA: DIDATTICA parole chiave: antozoi . Parliamo oggi degli Antozoi, una classe di animali marini del phylum degli Cnidaria che probabilmente tutti abbiamo incontrato nelle nostre immersioni subacquee. Il loro nome significa letteralmente &#8220;fiori animali&#8221; (dal greco &#8220;\u1f04\u03bd\u03b8\u03bf\u03c2\/anthos&#8221; ovvero fiore, e &#8220;\u03b6\u1ff7\u03bf\u03bd\/zoon&#8221; animale) . 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