{"id":100749,"date":"2023-12-19T00:01:00","date_gmt":"2023-12-18T23:01:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=100749"},"modified":"2025-08-29T14:38:14","modified_gmt":"2025-08-29T12:38:14","slug":"biscotti-ma-non-solo-i-dolci-dei-marinai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/100749","title":{"rendered":"Biscotti, ma non solo, i dolci dei marinai"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: MITI E TRADIZIONI<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XXI SECOLO<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: CUCINA<\/strong><\/span><br \/>\nparole chiave: Biscotti, dolci di bordo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"Justify\">Buongiorno e buone Feste Natalizie. Per <span data-offset-key=\"6dfnb-0-0\">rimanere sui temi di questo periodo parliamo oggi di biscotti e di dolci particolari, quelli che tradizionalmente erano chiamati i biscotti dei marinai<\/span>. Salati per fermare lo stomaco nel mare agitato o dolci per tirarsi su nei momenti di tristezza e di lontananza, questi piccoli dolciumi si diffusero sin dall&#8217;antichit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"Justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Andiamo per ordine<\/span><\/strong><br \/>\nIl termine \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">biscotto<\/span><\/strong>\u201d deriva dal latino medievale <strong><em><span style=\"color: #008000;\">panis biscoctus<\/span><\/em><\/strong>\u00a0che letteralmente significa \u201cpane cotto due volte\u201d. Le prime testimonianze della loro preparazione risalgono agli antichi romani: ne parla in alcuni suoi scritti Polibio, storico greco studioso delle origini della Repubblica Romana e <strong><span style=\"color: #008000;\">Plinio il Vecchio<\/span><\/strong>, ammiraglio della flotta di Miseno, lo defin\u00ec <strong><em><span style=\"color: #008000;\">panis nauticus<\/span><\/em><\/strong> ovvero il pane dei marinai essendo l\u2019alimento che si adattava meglio ai lunghi viaggi in mare conservandosi pi\u00f9 a lungo di altri prodotti da forno.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/20230910_182534-1024x1010.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 20230910_182534-1024x1010.jpg\" width=\"1024\" height=\"1010\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">nave commerciale romana &#8211; disegno dal museo archeologico di Ventotene<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"Justify\">Nell\u2019Odissea si accenna agli \u201cotri ben cuciti\u201d nei quali si custodivano la farina e le gallette che differivano per foggia e dimensioni dal luogo di produzione. Nelle navigazioni su percorsi brevi che non duravano pi\u00f9 di una settimana, il marinaio poteva portarsi nel sacco delle provviste il pane fatto in casa, ma per i tratti pi\u00f9 lunghi presto si comprese che i biscotti erano la soluzione pi\u00f9 pratica. L&#8217;uso di mangiare biscotti (biscuit, bizcocho) si diffuse presto in tutto il Mediterraneo grazie agli scambi mercantili raggiungendo volumi importanti nel medioevo con le repubbliche marinare ed i loro commerci che si spingevano oltre il Mediterraneo. Grazie ai resoconti di viaggio loro produzione viene citata ad Amsterdam, Plymouth e in varie altre citt\u00e0 portuali del nord Europa e del mar nero (Odessa).<\/p>\n<p align=\"Justify\">Una necessit\u00e0 che comport\u00f2 presto uno sviluppo industriale di questi prodotti; ad esempi nel 1336 i Bardi di Firenze fornirono alla Francia ben 2000 quintali di biscotti. Le leggi emanate dal governo di Genova nel 1338 obbligavano il proprietario di una nave a garantire ad ogni singolo membro dell\u2019equipaggio almeno 800 grammi al giorno di biscotti. Di fatto il loro acquisto divenne dispendioso nel caso in cui un governo decideva di avviare una campagna navale di ampie proporzioni. In alcune citt\u00e0 marinare le botteghe dei fabbricanti di biscotti divennero tanto numerose al punto di occupare intere strade; ad esempio a Cagliari esisteva la \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">via dei biscottieri<\/span><\/strong>\u201d, dove i proprietari delle botteghe erano costretti a lavorare di notte per evitare di occupare i forni pubblici che di giorno assicuravano alla popolazione cittadina il fabbisogno di pane. Quando <strong><span style=\"color: #008000;\">Cristoforo Colombo<\/span><\/strong> part\u00ec alla scoperta dell\u2019America, le sue caravelle vennero rifornite nel porto di Palos di tutto ci\u00f2 che era necessario per affrontare la lunga navigazione considerando il lungo viaggio che avrebbero dovuto affrontare per raggiungere le Indie. Nella prima tappa del viaggio, le Canarie, il vettovagliamento fu completato e, sui registri di bordo, sono espressamente menzionati farina, vino e bizcocho. In una sua lettera ai Signori di Castiglia, Colombo menziona espressamente il pane dei marinai, la galletta, un biscotto duro di lunga conservazione. Per preservarne le scorte ordin\u00f2 che nel corso della navigazione la cambusa dovesse rimanere chiusa. Curioso che nel giornale di bordo sono evidenziate certe ossessioni legate al pane e al modo di prepararlo e cuocerlo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/WhatsApp-Image-2023-12-18-at-19.09.25-1.jpeg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 WhatsApp-Image-2023-12-18-at-19.09.25-1.jpeg\" width=\"839\" height=\"1119\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">galletta dei marinai &#8211; antica ricetta forno Ghisolfi &#8211; Le Grazie di Portovenere<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"Justify\">Dopo aver incontrato la prima isola, battezzata San Salvador, Colombo annot\u00f2 l\u2019incontro con alcuni indigeni che a bordo di un\u2019imbarcazione remarono verso la \u201cSanta Maria\u201d, paragonando i loro remi alle pale con le quali si inforna il pane. Inoltre, non manc\u00f2 di ricordare dei piccoli pani, non pi\u00f9 grossi del pugno di una mano prodotti da quegli stessi indigeni, di fattura e cottura ignota. Bartolomeo de Las Casas, il 15 ottobre 1492, indirizz\u00f2 un rapporto a \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">Don Fernando ed alla sua consorte Isabella, per grazia di Dio Re e Regina di Castiglia, Aragona, Sicilia e Canarie<\/span><\/em><\/strong>\u201d scrisse che, eseguendo un ordine dell\u2019Ammiraglio (Colombo) al primo di quegli indigeni salito a bordo della caravella i marinai donarono \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">pane e melassa<\/span><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p align=\"Justify\">Curiosa la leggenda sulla nascita di un dolce prodotto ad Erice (Sicilia) chiamato &#8220;<strong><span style=\"color: #008000;\">genovese&#8221;<\/span><\/strong>. L\u2019origine del suo nome \u00e8 incerta tant\u2019\u00e8 che sull\u2019argomento esistono varie ipotesi. Si ipotizza che il nome potrebbe derivare dalla somiglianza del dolce con il berretto dei marinai genovesi, che spesso arrivavano ad Erice grazie ai rapporti commerciali tra Genova e bella cittadina del Trapanese.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Screenshot-2023-12-09-223553.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2023-12-09-223553.png\" width=\"950\" height=\"545\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">la procedura per fare le gallette del marinaio: accendere il forno a 210 gradi. Poco prima di infornare, formare con il mattarello delle focaccine dello spessore di circa mezzo centimetro. Passare sopra le gallette del marinaio la rotella buca pasta. Posizionare le gallette nel tegame del forno e infornare, abbassando a 200 gradi la temperatura. Cuocere per 20 minuti circa o fino a quando avranno assunto un colore dorato. Trasferire le gallette del marinaio sulla griglia del forno e proseguire la cottura per tre-cinque minuti. Spegnere il forno, aprire leggermente lo sportello e lasciare raffreddare completamente. Chiudere nei sacchetti dopo parecchie ore, in modo che siano perfettamente asciugate &#8211; dal blog<\/span><\/strong> <a href=\"https:\/\/www.lamaggioranapersa.com\/gallette-del-marinaio-pane-dei-naviganti\/\">Gallette del marinaio, pane dei naviganti &#8211; La maggiorana persa<\/a><\/p>\n<p align=\"Justify\">Tornando a <strong><span style=\"color: #008000;\">Genova<\/span><\/strong> non si pu\u00f2 non menzionare il pandolce. Secondo una leggenda fu un doge, forse addirittura Andrea Doria, ammiraglio della Repubblica di Genova a bandire nel &#8216;500 un concorso tra i maestri pasticceri della Superba per un dolce rappresentativo della ricchezza della citt\u00e0. Tra le specifiche doveva essere nutriente, di lunga conservazione e adatto ai lunghi viaggi per mare. Veniva realizzato spesso in casa, e portato in dono e consumato nel periodo natalizio. Per chi non lo avesse mai provato, \u00e8 una specialit\u00e0 ancora prodotta in molti forni artigianali (essendo nato a Portovenere non posso non nominare quello del <strong><span style=\"color: #008000;\">forno artigianale Ghisolfi<\/span><\/strong>) con il suo profumo di semi di finocchio, uvetta e canditi comuni anche al pi\u00f9 conosciuto panettone da cui differisce per\u00f2 per la sua maggiore consistenza.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/WhatsApp-Image-2023-12-18-at-19.09.25-3.jpeg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 WhatsApp-Image-2023-12-18-at-19.09.25-3.jpeg\" width=\"840\" height=\"1120\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">pandolce genovese &#8211; panificio artigianale Ghisolfi &#8211; Le Grazie di Portovenere<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"Justify\">Tra i dolci di origine marinara, il pisto napoletano la cui etimologia \u00e8 ancora avvolta nel mistero, con alcune suggestioni provenienti dallo spagnolo, dove la parola \u201cpisto\u201d assume diversi significati. Il pisto napoletano sembra pi\u00f9 legato all\u2019analogo termine spagnolo usato come sostantivo, ormai desueto, che da l\u2019idea di una mescolanza confusa, in genere usato per descrivere discorsi prolissi e sconclusionati. Nel caso napoletano i marinai del Basso Medioevo iniziarono a mescolare le ricchezze orientali, creando un connubio unico di cannella, noce moscata, chiodi di garofano e coriandolo che costituiscono l\u2019essenza dei dolci tradizionali napoletani da oltre sette secoli.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/VENEZIA-rsenale_di_Venezia_-_Gianmaria_Maffioletti_-_dettaglio.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 VENEZIA-rsenale_di_Venezia_-_Gianmaria_Maffioletti_-_dettaglio.png\" width=\"842\" height=\"358\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Dettaglio dell&#8217;Arsenale di Venezia nel 1797 di Gianmaria Maffioletti <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Arsenale_di_Venezia_-_Gianmaria_Maffioletti_-_dettaglio.png\">Arsenale di Venezia &#8211; Gianmaria Maffioletti &#8211; dettaglio.png &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"Justify\">Un\u2019altra importantissima repubblica marinara \u00e8 ovviamente <strong><span style=\"color: #008000;\">Venezia<\/span><\/strong>, la \u201cSerenissima\u201d, una citt\u00e0 la cui economia e fortuna dipendeva dal mare. L\u2019Arsenale occupava 26 ettari, aveva 3.000 operai e produceva 100 galee in un mese e mezzo (circa due al giorno). Le esigenze di chi navigava erano importanti: si era creato persino il \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">provveditore del biscotto<\/span><\/strong>\u201d, colui che curava la produzione delle gallette. Venivano emanate le prime leggi: in una datata 1282, il Senato nomina i funzionari preposti al controllo dell\u2019applicazione delle leggi (il vitto e l\u2019equivalente in denaro spettanti ai marinai delle navi mercantili sono detti \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">panatica<\/span><\/strong>\u201d). I marinai per\u00f2 rimanevano responsabili delle proprie provviste e portavano a bordo il proprio cibo, acqua e vino.<\/p>\n<p align=\"justify\">La ricca cucina veneta \u00e8 quindi molto legata al mare e, nel tempo del Natale, si cucinavano succulente pietanze che parlano della sua storia legata al mare, di marinai che dopo lunghe navigazioni tornavano a a casa con spezie lontane. Molti dei biscotti tipici del territorio veneto sono nati infatti dalla sua inscindibile relazione millenaria con il mare, quando le mogli dei marinai e dei mercanti, che lasciavano le acque delle lagune verso lontani orizzonti, preparavano con pochi semplici ingredienti dei biscotti che portassero con s\u00e9 il sapore di casa, e che durassero a lungo per accompagnare i marittimi nel lungo viaggio. Al loro ritorno spezie orientali entravano nella cucina con i loro sapori e profumi.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/640px-Baicoli.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 640px-Baicoli.jpg\" width=\"844\" height=\"629\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">I croccanti Baicoli veneziani <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Baicoli.jpg\">File:Baicoli.jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"Justify\">Voglio citare i \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Baicoli<\/span><\/strong>\u201d, biscotti da viaggio dalla lunga preparazione, che, conservati in scatole di latta gialle, secondo la tradizione veneziana, si possono preservare integri e fragranti per lungo tempo. La ricetta prevede due diverse fasi di cottura, una parziale dell\u2019intero panetto di impasto, ed una successiva con i biscotti sezionati e messi a completare la doratura. Inoltre, i <strong><span style=\"color: #008000;\">Bussolai<\/span><\/strong>, bussol\u00e0 in dialetto locale, o <strong><span style=\"color: #008000;\">buranelli<\/span><\/strong>, storici biscotti della tradizione veneziana, fatti con i tuorli d&#8217;uovo, farina e una quantit\u00e0\u201d industriale\u201d di burro. La loro origine risale a parecchi secoli fa, ai tempi della Repubblica di Venezia ed i primi erano tondi, a forma di ciambella, come conferma il loro nome, visto che \u201cbusa\u201d in dialetto veneziano vuol dire proprio \u201cbuco\u201d.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/buranelli.jpeg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 buranelli.jpeg\" width=\"938\" height=\"625\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">i prelibati Buranelli veneziani, nati per i marinai e poi leccornia per tutti &#8211; da https:\/\/blog.giallozafferano.it\/.\/buranelli-biscotti\/&#8230;<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"Justify\">Secondo quanto riportano le fonti, questi biscotti venivano preparati in casa dalle mogli dei pescatori e dei marinai in grandi quantit\u00e0: quando i mariti partivano per mare, ne portavano con s\u00e9 diversi sacchi, perch\u00e9 erano molto nutrienti e soprattutto si conservavano bene, indurendosi appena con il passare del tempo. L&#8217;usanza divenne cos\u00ec diffusa che tra le case colorate dell&#8217;isola di Burano, qualcuno cominci\u00f2 a produrli su larga scala e a venderli. Da gallette per i marinai da consumarsi nelle lunghe traversate, i Bussolai divennero presto un dolce consumato soprattutto nel periodo pasquale da tutti gli abitanti di Venezia. Questi biscotti erano destinati a durare considerando che a Candia, nel 1821, furono trovati dei biscotti, perfettamente conservati, risalenti al 1669 e ancora mangiabili.<\/p>\n<p align=\"Justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Chi l\u2019avrebbe mai detto che biscotti e dolci fossero cos\u00ec legati al mare, testimonianza millenaria di sapienza culinaria e cultura di scambio fra i popoli.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">in anteprima pandolce genovese &#8211; gentile concessione panificio Ghisolfi &#8211; Le Grazie di Portovenere, un borgo di marinai e di palombari.\u00a0 In Liguria potrete trovare molti forni pregevoli ma ho scelto questo per due motivi: il primo legato alla mia infanzia, essendo cresciuto in questo piccolo borgo ligure, ricordo ancora quando da bambino rosicchiavo le gallette dei marinai in riva al mare, ed il secondo proprio per le antiche origini di questo paese, estremo lembo genovese della Liguria, tradizionalmente di pirati, marinai e di palombari<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>&nbsp; . ARGOMENTO: MITI E TRADIZIONI PERIODO: XXI SECOLO AREA: CUCINA parole chiave: Biscotti, dolci di bordo &nbsp; Buongiorno e buone Feste Natalizie. 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