{"id":100426,"date":"2023-12-21T00:01:00","date_gmt":"2023-12-20T23:01:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=100426"},"modified":"2023-12-02T22:26:23","modified_gmt":"2023-12-02T21:26:23","slug":"limpiego-della-squadra-navale-in-previsione-della-2-guerra-mondiale-di-francesco-mattesini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/100426","title":{"rendered":"L\u2019impiego della Squadra Navale italiana in previsione della 2 guerra mondiale di Francesco Mattesini"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XX SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: REGIA MARINA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Flotta italiana, nuove costruzioni<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Per chiarire come la <strong><span style=\"color: #008000;\">Regia Marina italiana<\/span><\/strong> aveva organizzato le sue strutture in previsione di una guerra, ed adeguato le sue istruzioni operative per i Comandanti delle Squadre Navali, l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Fioravanzo<\/span><\/strong> ha spiegato esaurientemente il comportamento di SUPERMARINA in sede tattica e nei riguardi dei Comandi marittimi e navali esponendolo nel modo seguente: <sup>10<\/sup> \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">A ragione dei troppo evanescenti confini fra la strategia e la tattica SUPERMARINA si \u00e8 sempre trovata durante il corso delle operazioni in mare davanti a due quesiti: intervenire o non intervenire; e in caso positivo, fino a che momento, fino a che punto e in quale modo intervenire? A questi interrogativi, che implicavano gravi responsabilit\u00e0 di comando e definizione concreta dei rapporti tra l\u2019Alto Comando Centrale operativo e i Comandanti Superiori in mare, SUPERMARINA si \u00e8 data di volta in volta una risposta che \u00e8 stata normalmente ispirata al criterio di evitare interferenze nella libert\u00e0 di decisione di chi era responsabile della manovra pretattica e tattica, limitandosi di massima a fornirgli notizie sull\u2019avversario &#8211; ritenute atte a chiarire la situazione &#8211; che ricavava dalla decrittazione dei suoi segnali intercettati e dagli avvistamenti aerei<\/span><\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p align=\"justify\">Questa esposizione dell\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Fioravanzo<\/span><\/strong> \u00e8 per\u00f2 alquanto in contrasto con quanto scritto dall\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Angelo Iachino<\/span><\/strong> che, tra il 9 dicembre 1940 e il 5 aprile del 1943, ricopr\u00ec la carica di Comandante in Capo della Flotta, dopo aver comandato la 2a Squadra Navale.<sup>11<\/sup><\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Screenshot-2023-11-27-185114.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2023-11-27-185114.png\" width=\"857\" height=\"684\"><\/p>\n<p align=\"justify\">Affrontando il delicato argomento dei suoi rapporti con SUPERMARINA, ed esponendo anche quali fossero i sentimenti riscontrabili nei vari Comandi periferici che, come lui, dipendevano per importanti decisioni dagli ordini, dalle direttive e dai consigli diramati in ogni circostanza, anche per argomenti di minore valore, dall\u2019Organo Operativo dell\u2019Alto Comando Navale, Iachino \u00e8 stato piuttosto critico. Infatti, pur ammettendo che l\u2019organizzazione di SUPERMARINA era la pi\u00f9 logica dal punto di vista teorico, quale Ente per la direzione della guerra navale e per la raccolta delle informazioni, ha lamentato il fatto che a quella \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Organizzazione rapidamente organizzata<\/span><\/strong>\u201d a terra, avrebbe dovuto corrispondere sulle navi una organizzazione \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">pi\u00f9 elastica<\/span><\/strong>\u201d; ci\u00f2 allo scopo di \u201c<em><strong><span style=\"color: #008000;\">permettere al Comando in mare non solo di sfruttare meglio e pi\u00f9 rapidamente le informazioni operative, senza aspettare di riceverle di seconda mano da Roma, ma anche di dare disposizioni direttamente, cio\u00e8 senza perdita di tempo, alle forze aeree e subacquee che prendevano parte all\u2019operazione<\/span><\/strong><\/em>\u201d.<\/p>\n<p align=\"justify\">E nel dare il suo giudizio complessivo sul funzionamento di SUPERMARINA nella condotta delle operazioni navali, egli lament\u00f2 di avervi riscontrato varie lacune, soprattutto proprio nell\u2019importante settore dei servizi informazioni e delle comunicazioni alla flotta, che, sebbene migliorati nel tempo, \u201cnon riuscirono mai a soddisfare completamente\u201d. Quello che soprattutto l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Iachino<\/span><\/strong> contest\u00f2 all\u2019operato dei Capi della Marina, che si erano succeduti nell\u2019alto incarico della direzione e condotta della guerra navale, in particolare all\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">ammiraglio Cavagnari<\/span><\/strong>, fu la teoria della \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Fleet in being<\/span><\/strong>\u201d (la flotta in potenza), che consisteva nell\u2019attenersi ad un rigido criterio della difensiva nei confronti di un nemico pi\u00f9 forte, per obbligarlo a tenere forze adeguate nel Mediterraneo, a scapito delle operazioni da svolgere in altri mari.<sup>12<\/sup><\/p>\n<p align=\"justify\">Ma per comprendere il significato delle contestazioni dell\u2019ex Comandante in Capo della Flotta italiana, sulla validit\u00e0 della tattica della \u201cFleet in being\u201d, dobbiamo tornare indietro nel tempo allo scopo di conoscere quale fu la dottrina d\u2019impiego adottata dalla Regia Marina all\u2019inizio della guerra. Non avendo ritenuto conveniente la ricostituzione del Comando in Capo dell\u2019Armata Navale, esistente durante la prima guerra mondiale, sciolto negli anni venti, la Regia Marina aveva organizzato la propria flotta di superficie in due squadre, che il 10 giugno 1940 si trovavano distribuite in basi dell\u2019Italia meridionale, in particolare a Taranto, Augusta, Palermo e Napoli, per intervenire a copertura del \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Dispositivo del Canale di Sicilia<\/span><\/strong>\u201d. Il dispositivo era stato creato con apposite direttive, per coordinare l\u2019impiego del naviglio leggero e dei sommergibili contro forze navali nemiche che intendessero attraversare quel tratto di mare fortemente minato o che cercassero di effettuare pericolose incursioni contro le coste metropolitane meridionali pi\u00f9 esposte. I dettagli d\u2019impiego della Flotta italiana erano chiaramente riportati nella <strong><span style=\"color: #008000;\">Direttiva Navale Aerea n. 1 (Di. Na. 1)<\/span><\/strong> del 19 agosto 1939 , in cui in caso di conflitto con Gran Bretagna e Francia, si doveva attenere al seguente concetto operativo:<sup>13<\/sup> \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Guerra di logoramento con atteggiamento difensivo ad occidente e ad oriente, ed atteggiamento offensivo e controffensivo al centro<\/span><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Screenshot-2023-11-27-185142.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2023-11-27-185142.png\" width=\"953\" height=\"705\"><\/p>\n<p align=\"justify\">Inutilmente il Capo del Governo Italiano, Benito Mussolini, tent\u00f2 di ribaltare tale prudente mentalit\u00e0 d\u2019impiego, che praticamente riduceva le possibilit\u00e0 d\u2019intervento della Flotta italiana alla difesa delle coste nazionali, alla protezione del traffico nelle acque metropolitane e con la Libia, e ad impedire, con lo sbarramento del Canale di Sicilia, la riunione delle flotte nemiche dislocate nei due bacini del Mediterraneo, occidentale e orientale. Il 10 giugno 1940 la Regia Marita entr\u00f2 in guerra con una grande flotta ma non ancora perfettamente a punto. Il potenziale navale raggruppato nella 1a e nella 2a Squadra Navale, rispettivamente al comando dell\u2019ammiraglio <strong><span style=\"color: #008000;\">Inigo Campioni<\/span><\/strong> e dell\u2019ammiraglio <strong><span style=\"color: #008000;\">Carlo Paladini<\/span><\/strong> \u2013 poi nell\u2019agosto del 1940 sostituito, per un angina pectoris, dall\u2019ammiraglio <strong><span style=\"color: #008000;\">Angelo Iachino<\/span><\/strong> \u2013 era allora di consistenza nettamente inferiore a quello della coalizione franco-britannica che poteva schierare ben dieci corazzate, tutte pienamente operative, cinque delle quali concentrate, assieme ad una vecchia portaerei (<strong><span style=\"color: #008000;\">Bearn<\/span><\/strong>), nel Mediterraneo occidentale, e altrettante, con un\u2019altra anziana portaerei (<strong><span style=\"color: #008000;\">Eagle<\/span><\/strong>), in quello orientale. La Regia Marina, sulle sei navi da battaglia disponibili, ne aveva efficienti, e quindi perfettamente in grado di combattere, soltanto due, la <strong><span style=\"color: #008000;\">Giulio Cesare<\/span> <\/strong>e la <strong><span style=\"color: #008000;\">Conte di Cavour<\/span><\/strong> risalenti alla prima guerra mondiale e rimodernate nel 1937, a cui si aggiungevano altre due corazzate rimodernate del medesimo tipo, l\u2019<strong><span style=\"color: #008000;\">Andrea Doria<\/span><\/strong> e la <strong><span style=\"color: #008000;\">Caio Duilio<\/span><\/strong>, tutte e quattro armate con dieci cannoni da 320 mm, un calibro inferiore a quello disponibile nelle unit\u00e0 delle flotte nemiche.<br \/>\n<img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Screenshot-2023-11-27-185130.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2023-11-27-185130.png\" width=\"851\" height=\"638\"><\/p>\n<p align=\"justify\">Le altre due grandi navi da battaglia di costruzione moderna, la <strong><span style=\"color: #008000;\">Littorio<\/span><\/strong> e la gemella <strong><span style=\"color: #008000;\">Vittorio Veneto<\/span><\/strong>, di oltre 41.000 tonnellate ed armate con nove cannoni da 381 mm, entrate a far parte della 1\u00b0 Squadra Navale nel maggio 1940, si trovavano ancora in periodo di addestramento; ma avevano problemi per una difficile messa a punto delle artiglierie da 381 mm, specialmente ai calcatoi, che richiedevano il lavoro degli operai delle ditte costruttrici. Pertanto n\u00e9 le \u201cDuilio\u201d, anch\u2019esse nelle stesse condizioni di inefficienza, essendo impegnate nella fase di addestramento, n\u00e9 le \u201cLittorio\u201d poterono partecipare alla battaglia di Punta Stilo del 9 luglio 1940. Pertanto, per ottemperare alla bellicosa direttiva del 31 marzo di Benito Mussolini, \u201cOffensiva su tutta la linea, in Mediterraneo e fuori\u201d, non potendo impiegare in puntate offensive il numeroso naviglio di superficie, costituito da ventidue incrociatori e una cinquantina di cacciatorpediniere, senza l\u2019appoggio delle navi da battaglia, nel primo periodo guerra restavano disponibili, per operare in zone sotto il controllo delle Flotte franco-britanniche, soltanto i 115 sommergibili (otto in Mar Rosso) alle dipendenze del Comando della Squadra Sommergibili. (MARICOSOM).<\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Screenshot-2023-11-27-185209.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2023-11-27-185209.png\" width=\"889\" height=\"619\"><\/p>\n<p align=\"justify\">Ma nonostante l\u2019ampio schieramento impiegato i loro successi furono limitati all\u2019affondamento dell\u2019incrociatore leggero britannico Calypso, alla petroliera norvegese Orkanger e al piroscafo neutrale svedese Elgo, cui fece riscontro la perdita elevata di sei unit\u00e0 subacquee, a cui se ne aggiunsero altre quattro in Mar Rosso dove fu affondata soltanto una petroliera, la norvegese James Stove. Con la sconfitta della Francia, sotto i colpi di maglio della macchina bellica tedesca, a iniziare dalla fine di giugno restarono nel Mediterraneo, come unico rivale della Marina italiana, le flotte britanniche, ripartite tra Alessandria (<strong><span style=\"color: #008000;\">Mediterranean Fleet<\/span><\/strong>) e Gibilterra (<strong><span style=\"color: #008000;\">Forza H<\/span><\/strong>), che erano praticamente padrone dei bacini orientali e occidentali del \u201cMare nostrum\u201d. L\u2019inferiorit\u00e0 numerica e potenziale in navi da battaglia rappresentava un deterrente nettamente sfavorevole che non poteva permettere alla flotta italiana di uscire dalle proprie basi per affrontare in forze il nemico. Ne consegu\u00ec che durante i tredici giorni di guerra con la Francia, lasciati completamente sguarniti, il tutto si limit\u00f2 a qualche missione di vigilanza e all\u2019attivit\u00e0 del naviglio sottile e dei sommergibili, che continuarono a conseguire gravi perdite e risultati modestissimi; in parte determinati da scarsit\u00e0 di traffico.<sup>14<\/sup> Ma questo concetto rinunziatario non era presente nelle Marine britannica e francese.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Francesco Mattesini<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Note<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">10 Giuseppe Fioravanzo, L\u2019organizzazione della Marina durante il conflitto, Tomo I, Efficienza all\u2019apertura delle ostilit\u00e0, USMM, p. 60-61.<\/p>\n<p align=\"justify\">11 Angelo Iachino, Tramonto di una grande Marina, Mondadori, Milano, 1959, p.132-133<\/p>\n<p align=\"justify\">12 La \u201cFleet in being\u201d, una tattica che consisteva nel farsi avvistare dal nemico, per poi attaccarlo soltanto in condizioni accertate di potenzialit\u00e0 favorevoli. Queste potenzialit\u00e0 favorevoli consistevano nel fatto che la Flotta italiana doveva evitare il combattimento alla pari, e ricercarlo soltanto se il numero delle sue navi da battaglia fosse stato marcatamente superiore a quello del nemico. Esempio: 2 corazzate italiane, contro soltanto una britannica. Ci\u00f2 risulta chiaramente da un Promemoria (n. 5) di SUPERMARINA del 3 gennaio 1941, \u201cOperazioni verso ponente\u201d, da noi inserito nella collana Corrispondenza e Direttive Tecnico-Operative di SUPERMARINA, 2\u00b0 Volume, 1\u00b0 Tomo, Documento n. 1, p. 81<\/p>\n<p align=\"justify\">13 Archivio Ufficio Storico della Marina Militare (da ora in poi AUSMM), fondo Direttive Navali.<\/p>\n<p align=\"justify\">14 Nel corso dell\u2019estate vennero impartiti ai sommergibili ordini operativi non sempre adeguati per agire in settori in cui il traffico britannico, dopo la resa della Francia, era divenuto molto scarso, in certe zone assolutamente inesistente. Infatti, nel maggio 1940, prima ancora che l\u2019Italia entrasse in guerra, la Gran Bretagna aveva abbandonato le rotte del Mediterraneo dirette al Canale di Suez, dirottando tutta la navigazione commerciale e gli approvvigionamenti militari destinati al Medio e all\u2019Estremo Oriente per la pi\u00f9 lunga ma pi\u00f9 sicura rotta del Capo di Buona Speranza, compiendo praticamente la circumnavigazione dell\u2019Africa. In queste condizioni, fin dai primi di luglio 1940 SUPERMARINA si era resa conto che l\u2019attivit\u00e0 dei molti sommergibili operanti nel Mediterraneo sarebbe stata vanificata, anche perch\u00e9 gli unici bersagli rimasti erano costituiti da scarsi convogli fortemente scortati, e dalle maggiori navi da guerra che si muovevano adeguatamente protette da cacciatorpediniere, e con l\u2019appoggio aereo dei formidabili idrovolanti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 7<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . ARGOMENTO: STORIA NAVALE PERIODO: XX SECOLO AREA: REGIA MARINA parole chiave: Flotta italiana, nuove costruzioni . 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