{"id":100413,"date":"2023-12-28T00:01:00","date_gmt":"2023-12-27T23:01:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=100413"},"modified":"2023-12-28T21:15:18","modified_gmt":"2023-12-28T20:15:18","slug":"la-strategia-di-supermarina-nei-primi-sette-mesi-di-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/100413","title":{"rendered":"La strategia di SUPERMARINA nei primi sette mesi di guerra di Francesco Mattesini"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>ARGOMENTO: STORIA NAVALE<\/strong><\/span><br><span style=\"color: #008000;\"><strong>PERIODO: XX SECOLO<\/strong><\/span><br><span style=\"color: #008000;\"><strong>AREA: REGIA MARINA<\/strong><\/span><br>parole chiave: SUPERMARINA, Direttive<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">Nelle sue fondamentali direttive generali il comportamento che la Marina avrebbe dovuto mantenere in un conflitto con un avversario dal potenziale superiore era sintetizzato come segue <sup>7<\/sup>: &#8220;<span style=\"color: #008000;\"><em><strong>A<\/strong><\/em><strong><em>lto spirito offensivo deve guidare l\u2019azione della Marina che ha superiorit\u00e0 complessiva di forze, ma ancor pi\u00f9 occorre che da questo spirito sia animata la Marina che nel complesso dispone di minori forze. La difficolt\u00e0 di rimpiazzare in guerra le unit\u00e0 perdute impone ponderazione prima di intraprendere un\u2019operazione; ma la possibilit\u00e0 di perdita non \u00e8 elemento sufficiente per indurre a rinunciare a un\u2019azione o a interromperla se iniziata.&#8221;<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Screenshot-2023-11-27-164859.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2023-11-27-164859.png\" width=\"913\" height=\"637\"><\/p>\n<p align=\"justify\">Come si comprende da queste due frasi lo spirito della seconda attenuava molto la portata etica della prima. Occorre ricordare che tutte le marine belligeranti, in ogni periodo della storia, hanno sempre operato per assicurare la protezione delle proprie linee di rifornimento, non trascurando tuttavia di attaccare nel contempo quelle avversarie. Dobbiamo sottolineare che in ogni trattato di storia marittima si \u00e8 sempre puntualizzato che lo scopo primario di ogni flotta \u00e8 quello della ricerca e della distruzione del potere navale nemico. Anche le direttive di <strong><span style=\"color: #008000;\">SUPERMARINA<\/span><\/strong>, fissate nella<strong><span style=\"color: #008000;\"> Direttiva Navale Zero (Di. Na. Zero)<\/span><\/strong>, \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Concetti generali di azione in Mediterraneo nell\u2019ipotesi di conflitto \u2018Alfa Uno\u2019<\/span><\/strong>, <strong><span style=\"color: #008000;\">edizione 29 maggio 1940<\/span><\/strong>\u201d, prevedevano di attenersi a tale logico sistema di impiego. La Di. Na. Zero conteneva le direttive generali e pertanto fissava le modalit\u00e0 di reazione ad eventuali iniziative nemiche, che dovevano concretarsi da parte italiana, mantenendo la tattica difensiva a ponente e a levante e un comportamento offensivo e controffensivo nello scacchiere centrale del Mediterraneo.<sup>8<\/sup><\/p>\n<p align=\"justify\">Esponendo nella Di. Na. Zero i concetti d\u2019azione da attuare nel Mediterraneo, SUPERMARINA escluse la possibilit\u00e0 di iniziare le ostilit\u00e0 di sorpresa \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">per conseguire un iniziale vantaggio sull\u2019avversario<\/span><\/em><\/strong>\u201c. Prevedendo al contrario \u201c<strong><em><span style=\"color: #008000;\">intense ed immediate azioni franco-britanniche dirette ad intaccare la capacit\u00e0 di resistenza italiana<\/span><\/em><\/strong>\u201d, l\u2019Organo Operativo dell\u2019Alto Comando Navale ritenne che il nemico avrebbe esercitato una forte pressione nei due bacini del Mediterraneo, mentre al centro avrebbe impiegato l\u2019isola di Malta soltanto come base \u201c<em><strong><span style=\"color: #008000;\">per le poche unit\u00e0 sottili e subacquee<\/span><\/strong><\/em>\u201d.<\/p>\n<p align=\"justify\">Nella <strong><span style=\"color: #008000;\">Di. Na. Zero<\/span><\/strong> non fu fatto alcun altro cenno al problema di Malta, che pure era stato contemplato nel Documento di Guerra D.G. 10\/A2 del novembre 1938, ove era ritenuto elemento fondamentale per mantenere i collegamenti con la Libia la conquista dell\u2019isola. 9 Tuttavia, a partire dal maggio 1940, quando l\u2019entrata in guerra era gi\u00e0 stata fissata da Mussolini, fu iniziata la compilazione di un progetto tendente all\u2019occupazione dell\u2019isola che, sviluppato dall\u2019ammiraglio Giuseppe Fioravanzo, fu ultimato a conflitto iniziato, il 18 giugno. Essendo nel frattempo subentrata la presunzione di ritenere l\u2019operazione della conquista di Malta superflua e quindi non necessaria, perch\u00e9 con la resa della Francia l\u2019isola appariva ormai indifendibile, il piano fu abbandonato anche per le difficolt\u00e0 presentatesi per deficienza di mezzi da sbarco, ed anche perch\u00e9 si fece affidamento sulla capacit\u00e0 dell\u2019aviazione di neutralizzare quell\u2019obiettivo che non presentava allora un grosso pericolo. A Malta mancavano del tutto i mezzi navali, salvo qualche sommergibile, ed i pochi aerei presenti sui tre aeroporti dell\u2019isola (non pi\u00f9 di venti), compresi per la difesa aerea soltanto cinque caccia biplani \u201cGladiator\u201d della Marina che erano stati lasciati ad Hal Far dalla portaerei Furious), erano privi di sufficiente autonomia per attaccare con successo i convogli italiani le cui rotte passavano a distanza di sicurezza.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Screenshot-2023-11-27-173836.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2023-11-27-173836.png\" width=\"862\" height=\"517\"><\/p>\n<p align=\"justify\">La Difesa dei principali obiettivi del territorio metropolitano e delle linee di comunicazione con i possedimenti della Libia e dell\u2019Albania, appariva come l\u2019unico comportamento possibile ad una Marina nettamente inferiore a quella della coalizione nemica. Pertanto si intendevano evitare scontri con forze decisamente prevalenti, e nel contempo cercare di logorare l\u2019avversario con largo impiego di sommergibili e unit\u00e0 leggere e sottili, ed eventualmente intervenire in forze, contando sull\u2019appoggio dell\u2019Aeronautica, agendo per linee interne per impedire la riunione delle forze avversarie attraverso il Canale di Sicilia. Come vedremo, i compiti prettamente offensivi della Flotta, ad iniziare dalla battaglia di Punta Stilo (9 luglio 1940), furono abbandonati dopo alcuni iniziali sfortunati tentativi a favore di un deleterio impiego difensivo dal quale fu poi impossibile districarsi, perch\u00e9 ritenuto l\u2019unico possibile per assicurare le rotte di rifornimento dell\u2019Albania e dell\u2019Africa Settentrionale. La incerta e cauta linea di condotta seguita a questo concetto di strategia era basata sulla tacita convinzione della superiorit\u00e0 inglese, avvalorata ancor pi\u00f9 dai primi insuccessi italiani, e dal convincimento, forse in parte pi\u00f9 logico, che la Regia Marina avrebbe avuto minori possibilit\u00e0 di rimpiazzare le perdite rispetto a quelle della Royal Navy. I molti piani elaborati nel corso del 1940 danno una chiara idea dello stato di indecisione e di ripensamenti, non sempre logici, esistenti nei responsabili di SUPERMARINA.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Screenshot-2023-11-27-174642.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Screenshot-2023-11-27-174642.png\" width=\"861\" height=\"649\"><\/p>\n<p align=\"justify\">Essi, dopo aver messo a punto, su proprie esigenze, o su richieste provenienti dal Comando Supremo e dagli Stati Maggiori delle altre Forze Armate, i pi\u00f9 disparati progetti operativi, consistenti in puntate offensive della flotta, bombardamenti costieri, sbarchi ecc., quasi mai riuscirono a tradurli in interventi risolutori. E ci\u00f2 perch\u00e9 la loro preoccupazione fu sempre rivolta, in ogni occasione, anche la pi\u00f9 favorevole, a schivare un eventuale insuccesso tattico e ad evitare perdite. Su questo comportamento rinunciatario influ\u00ec in parte, con il passare dei mesi, anche la consapevolezza di un\u2019errata scelta del materiale navale; essa ebbe negativi riflessi soprattutto nell\u2019imprecisione delle maggiori artiglierie per le quali risult\u00f2 difficile la messa a punto dei calcatoi delle <strong><span style=\"color: #008000;\">corazzate tipo \u201cLittorio\u201d<\/span><\/strong>, ed anche a causa delle cattive cariche di lancio, mal dosate, a cui si aggiunse la mancanza di apparecchiature tecniche adeguate, quali: il radar, l\u2019ecogoniometro, i telemetri a grande luce notturna, binocoli pi\u00f9 efficienti come i tedeschi Zeiss, proiettori a finestra che non mostravano la loro luce al nemico nel momento in cui venivano puntati sull\u2019obiettivo, tutti strumenti particolarmente utili nei combattimento notturni. Infine, a partire dall\u2019estate del 1941, si sarebbe aggiunto il problema di una sempre pi\u00f9 marcata deficienza di nafta, con riflessi negativi soprattutto nel campo dell\u2019addestramento, che occorreva assolutamente adeguare a quello decisamente elevato del nemico, per non esserne travolti. In questa situazione i responsabili di SUPERMARINA mantennero una linea intransigente nella ricerca del combattimento, che ritenevano fosse solo nell\u2019interesse degli inglesi, anche quando questi ultimi dirigevano verso il Mediterraneo Centrale in condizioni di inferiorit\u00e0 potenziale e numerica chiaramente manifesta.<\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Francesco Mattesini <\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Estratto da <a href=\"https:\/\/www.academia.edu\/38408259\/LA_FALLIMENTARE_STRATEGIA_DELLA_FLEET_IN_BEING_DELL_AMMIRAGLIO_DOMENICO_CAVAGNARI_pdf?email_work_card=title\">LA FALLIMENTARE STRATEGIA DELLA \u201cFLEET IN BEING\u201d DELL\u2019AMMIRAGLIO DOMENICO CAVAGNARI.pdf | Francesco Mattesini &#8211; Academia.edu<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Note<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">7 Francesco Mattesini, <strong><span style=\"color: #008000;\">Corrispondenza e Direttive Tecnico-Operative di Supermarina, Volume Primo &#8211; Primo Tomo, USMM<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">8 Le direttive strategiche, compilate tra il 1935 e il 1940 dall\u2019Ufficio Piani dello Stato Maggiore della Regia Marina, erano contenute in una prima serie di documenti con caratteristica \u201cDi.Na.\u201d (Direttive Navali-Aeree) seguite da un numero distintivo, ciascuna dedicata ad un particolare gruppo di forze e servizi, e da una seconda serie di Documenti con caratteristica \u201cD.G.\u201d (Documenti di Guerra), ciascuno dedicato ad un particolare argomento operativo. Vi erano poi le \u201cO.G.\u201d che riguardavano l\u2019impiego dei sommergibili.<\/p>\n<p align=\"justify\">9 Il <strong><span style=\"color: #008000;\">D.G. 10\/A2<\/span><\/strong>, compilato durante la crisi del 1938, contemplava, su richiesta degli Stati Maggiori dell\u2019Esercito e dell\u2019Aeronautica, un progetto di massima per il trasporto in Libia, a mezzo di convogli fortemente scortati, di un grosso contingente di truppe e di equipaggiamenti necessari oltremare, prima di una possibile entrata in guerra e nel periodo immediatamente successivo. Vi erano previsti la celerit\u00e0 dei trasporti, impiego dei mezzi aerei e navali, possibilit\u00e0 dell\u2019offesa nemica, nei riguardi della quale, per assicurare la traversata di ciascun convoglio, sarebbe occorso conseguire \u201cil temporaneo dominio del mare\u201d per la durata di ciascuna operazione. Pertanto il <strong><span style=\"color: #008000;\">D.G. 10\/A2<\/span><\/strong>, appariva come un vero e proprio piano di guerra perch\u00e9 fissava obiettivi e direttive nei riguardi di un probabile imminente conflitto contro la Francia e l\u2019Inghilterra. Nei riguardi di Malta l\u2019\u201coccupazione\u201d era considerata necessaria per assicurare l\u2019incolumit\u00e0 di una qualsiasi operazione in grande stile italiana, programmata per il rifornimento della Libia, dal momento che la sola neutralizzazione di quella piazzaforte britannica, da assegnare all\u2019Aeronautica, non avrebbe dato \u201cidentico risultato\u201d. Parole profetiche!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a><br><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 6<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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