{"id":100183,"date":"2023-12-06T00:01:00","date_gmt":"2023-12-05T23:01:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/?p=100183"},"modified":"2023-11-27T17:50:23","modified_gmt":"2023-11-27T16:50:23","slug":"la-nuova-strategia-navale-russa-le-debolezze-in-un-ambito-globale-parte-ii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/100183","title":{"rendered":"La nuova strategia navale russa: le debolezze in un ambito globale &#8211; parte II"},"content":{"rendered":"<span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span><p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-4 maxbutton maxbutton-livello-di-comprensione\" href=\"javascript:void(0);\"><span class='mb-text'>livello elementare<\/span><\/a><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">ARGOMENTO: GEOPOLITICA<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">PERIODO: XXI SECOLO<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"color: #008000;\">AREA: RUSSIA<\/span><\/strong><br \/>\nparole chiave: Marina russa, Voenno-Morskoi Flot (VMF)<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Le debolezze della nuova strategia marittima globale russa<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Nonostante le importanti aspettative, la nuova strategia marittima russa presenta delle debolezze giuridiche, concettuali e strutturali. Prima di tutto le velleitarie rivendicazioni russe sull\u2019Artico non trovano supporto a causa dall\u2019imperfetta delimitazione di quelle aree marittime internazionali, che lasciano molto spazio a interpretazioni. Ci\u00f2 non permette alla Russia di sostenere con i necessari strumenti giuridici le sue pretese e consente agli altri paesi artici (il Consiglio Artico \u00e8 composto da Canada, Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia, Russia, Stati Uniti e Svezia) 1 di opporre solide resistenze. Mosca giudica poi come mosse aggressive i tentativi di aggiornamento della <strong><span style=\"color: #008000;\">Convenzione di Montreaux<\/span><\/strong> sul regime degli Stretti e teme che questa possa essere rivista in senso restrittivo, cosa che causerebbe ulteriori problemi alla propria capacit\u00e0 di trasferimento delle navi militari dal Mar Nero al Mediterraneo. Gi\u00e0 oggi Ankara, ancorch\u00e9 abbastanza \u201ctenera\u201d nei confronti di Mosca, in seguito alle vicende ucraine ha bloccato il passaggio di qualunque nave militare russa attraverso Dardanelli e Bosforo. C\u2019\u00e8 poi la questione della consistenza numerica e dell\u2019efficienza delle unit\u00e0 navali. Gli affondamenti del <strong><span style=\"color: #008000;\">Moskva<\/span><\/strong> e successivamente di altre significative unit\u00e0 russei 1, che hanno suscitato molto clamore mediatico, hanno evidenziato una serie di problematiche in merito all\u2019efficienza e alla capacit\u00e0 operativa della VMF. A causa della drastica riduzione quantitativa derivante dai tagli di bilancio, all\u2019indomani della disgregazione dell\u2019Unione Sovietica, la VMF \u00e8 stata probabilmente la Forza Armata che ha subito le maggiori penalizzazioni sotto il profilo della capacit\u00e0 operativa. Con la perdita di personale, la perdita di infrastrutture di produzione e di manutenzione e la perdita di basi, la flotta d\u2019altura russa \u00e8 rimasta per lungo tempo inutilizzata, tant\u2019\u00e8 che sembrava ormai solo l\u2019ombra di quella che fu la Marina Sovietica. Solo i sottomarini strategici hanno beneficiato, nel tempo, di importanti investimenti per il rinnovo della componente. Come risultato, le unit\u00e0 di superficie oggi presentano realt\u00e0 contrastanti, con le corvette come unit\u00e0 pi\u00f9 nuove e moderne. Le maggiori unit\u00e0 d\u2019altura, infatti, si trovano in una situazione abbastanza delicata perch\u00e9, nonostante sia rimasto inalterato il loro complessivo potenziale bellico, sono composte prevalentemente da unit\u00e0 obsolete, rimaste sostanzialmente all\u2019epoca sovietica. In tale ambito, l&#8217;<strong><span style=\"color: #008000;\">\u0410dmiral Kuznecov<\/span><\/strong>, l\u2019unica unit\u00e0 portaerei formalmente ancora in servizio, \u00e8 affetta da pesanti problemi tecnici e si limita a qualche breve uscita in mare a scopo propagandistico. Al momento, per esempio, si trova in cantiere a <strong><span style=\"color: #008000;\">Mourmansk<\/span> <\/strong>dal maggio 2022. Solo alcune unit\u00e0 maggiori hanno beneficiato di ammodernamento, mentre le rimanenti hanno un equipaggiamento elettronico per buona parte superato o sono state decimate per le ricorrenti avarie. In sostanza, le fregate ASW classe \u201c<strong><span style=\"color: #008000;\">Udaloy<\/span><\/strong>\u201d rappresentano il nocciolo duro della flotta d\u2019altura.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/SOTTOMARINO-RUSSO-FONTE-RUSSA-MOD-1-1024x576.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 SOTTOMARINO-RUSSO-FONTE-RUSSA-MOD-1-1024x576.jpg\" width=\"1024\" height=\"576\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">sottomarino russo emerge tra i ghiacci dell&#8217;Artico &#8211; marzo 2021. (Russian Ministry of Defense\/Released)&nbsp;<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Ci\u00f2 chiama in causa gli arsenali e i cantieri navali nazionali. La costruzione navale russa oggi pi\u00f9 che mai sta attraversando grossi problemi nella realizzazione in tempi ragionevoli di unit\u00e0 di superficie di un certo tonnellaggio, in parte per motivi esogeni (le turbine a gas venivano costruite in Ucraina dalla <strong><span style=\"color: #008000;\">Zorya Mashproekt di Mykolaiv<\/span><\/strong>, nel sud del paese, risultata imprendibile dalle truppe russe) ma anche per motivi endogeni, vista l\u2019elevata corruzione endemica e la gestione fallimentare di alcuni cantieri navali importanti. In merito, il documento russo riconosce che la disponibilit\u00e0 di moderne infrastrutture, indipendenti da interessi esterni, \u00e8 una delle principali condizioni per garantire la sicurezza nazionale e lo sviluppo sostenibile della popolazione della Federazione Russa. Dato che in epoca sovietica, il pi\u00f9 grande cantiere navale era situato in Ucraina, a <strong><span style=\"color: #008000;\">Mikolaiv<\/span><\/strong>, oggi si pone il problema di dove costruire una idonea struttura che possa garantire la realizzazione di navi adeguate al livello di ambizione russo. Tanto per chiarire i termini del problema, <strong><span style=\"color: #008000;\">Mikolaiv<\/span><\/strong> \u00e8 il luogo dove \u00e8 stato costruito il <strong><span style=\"color: #008000;\">Moskva<\/span><\/strong>, ammiraglia della flotta del Mar Nero fino al momento dell\u2019affondamento. Oltre a identificare la localit\u00e0 dove costruire l\u2019infrastruttura, prima di cominciare a costruire le navi si dovranno costruire adeguati bacini di carenaggio, ecc\u2026 Tutte operazioni che richiedono tempo e molti investimenti. A ci\u00f2 si aggiungono le intuibili difficolt\u00e0 derivanti dalle sanzioni internazionali, che rendono ancora pi\u00f9 acuti i problemi nella costruzione\/manutenzione delle navi.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/MARINA-UCRAINA-MOSKVA-Russian_military_warship_go_fuck_yourself-1024x683.gif\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MARINA-UCRAINA-MOSKVA-Russian_military_warship_go_fuck_yourself-1024x683.gif\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">cartolina ucraina sull&#8217;affondamento della Moskva &#8211; autore <a style=\"color: #008000;\" title=\"User:Vi Ko\" href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/User:Vi_Ko\">Vi Ko<\/a><\/span><\/strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Russian_military_warship,_go_fuck_yourself.gif\">Russian military warship, &#8230; gif &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Vi \u00e8 anche una ulteriore carenza strutturale che ostacola il raggiungimento degli obiettivi elencati nel documento e che la Russia sta cercando di colmare. Si tratta della scarsa disponibilit\u00e0 di basi navali in grado di supportare le operazioni della VMF in acque distanti dai propri confini (per esempio l\u2019area del Pacifico). In tale ambito, l\u2019obiettivo perseguito negli ultimi anni da Mosca di creare un potente triumvirato mondiale con Pechino e Nuova Delhi appare abbastanza velleitario, stante la forte e permanente ostilit\u00e0 esistente tra i due paesi asiatici. Tutto ci\u00f2 mina l\u2019intenzione di Putin di costruire dei nuovi equilibri marittimi comuni con i due paesi pi\u00f9 popolosi del mondo, in un\u2019area che vede costantemente crescere la sua importanza commerciale. Con l\u2019eccezione del Mediterraneo, quindi, la Marina russa al momento non conta su una significativa rete fuori area di supporto logistico alle proprie unit\u00e0. Nonostante il lungo confine marittimo, inoltre, al momento la Russia non ha la possibilit\u00e0 di accesso diretto e continuativo agli oceani aperti, facolt\u00e0 indispensabile per mantenere viva la sua economia.&nbsp;Mosca ha, infatti, pochissimi porti impiegabili in maniera permanente, dato che i porti nordici e del nord-est sono ancora utilizzabili solo per una parte dell\u2019anno. \u00c8 questo il motivo per il quale \u00e8 tanto attiva nelle \u201cacque calde\u201d del Mar Nero e del Mediterraneo, come dimostrato dalla seppur breve dislocazione in Mediterraneo del gruppo navale al seguito del Varyag, lo scorso anno. Ci\u00f2 rende il nostro uno dei principali bacini di confronto.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/MARINA-RUSSA-MEDITERRANEO-640px-thumbnail.jpg\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 MARINA-RUSSA-MEDITERRANEO-640px-thumbnail.jpg\" width=\"863\" height=\"576\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><b style=\"color: #008000;\">Foto di membri del raggruppamento permanente della flotta della Marina russa nel Mar Mediterraneo di base in Siria, <\/b><span style=\"color: #008000;\"><b>ufficialmente<\/b><\/span><b style=\"color: #008000;\"> per assicurare la difesa aerea nella regione &#8211; Fonte<\/b> <strong style=\"color: #008000;\"><a href=\"http:\/\/syria.mil.ru\/photo\/gallery.htm?id=27388@cmsPhotoGallery\">http:\/\/syria.mil.ru\/photo\/gallery.htm?id=27388@cmsPhotoGallery<\/a> &#8211; Autore Russian Ministry of Defence<\/strong><\/span> <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:%D0%9F%D0%BE%D1%81%D1%82%D0%BE%D1%8F%D0%BD%D0%BD%D0%B0%D1%8F_%D0%B3%D1%80%D1%83%D0%BF%D0%BF%D0%B8%D1%80%D0%BE%D0%B2%D0%BA%D0%B0_%D0%92%D0%9C%D0%A4_%D0%A0%D0%BE%D1%81%D1%81%D0%B8%D0%B8_%D0%B2_%D0%A1%D1%80%D0%B5%D0%B4%D0%B8%D0%B7%D0%B5%D0%BC%D0%BD%D0%BE%D0%BC_%D0%BC%D0%BE%D1%80%D0%B5_%D0%BE%D0%B1%D0%B5%D1%81%D0%BF%D0%B5%D1%87%D0%B8%D0%B2%D0%B0%D0%B5%D1%82_%D0%BF%D1%80%D0%BE%D1%82%D0%B8%D0%B2%D0%BE%D0%B2%D0%BE%D0%B7%D0%B4%D1%83%D1%88%D0%BD%D1%83%D1%8E_%D0%BE%D0%B1%D0%BE%D1%80%D0%BE%D0%BD%D1%83_%D0%BD%D0%B0%D0%B4_%D1%82%D0%B5%D1%80%D1%80%D0%B8%D1%82%D0%BE%D1%80%D0%B8%D0%B8_%D0%A1%D0%B8%D1%80%D0%B8%D0%B8_(6).jpg\">File:\u041f\u043e\u0441\u0442\u043e\u044f\u043d\u043d\u0430\u044f \u0433\u0440\u0443\u043f\u043f\u0438\u0440\u043e\u0432\u043a\u0430 \u0412\u041c\u0424 \u0420\u043e\u0441\u0441\u0438\u0438 \u0432 \u0421\u0440\u0435\u0434\u0438\u0437\u0435\u043c\u043d\u043e\u043c \u043c\u043e\u0440\u0435 \u043e\u0431\u0435\u0441\u043f\u0435\u0447\u0438\u0432\u0430\u0435\u0442 \u043f\u0440\u043e\u0442\u0438\u0432\u043e\u0432\u043e\u0437\u0434\u0443\u0448\u043d\u0443\u044e \u043e\u0431\u043e\u0440\u043e\u043d\u0443 \u043d\u0430\u0434 \u0442\u0435\u0440\u0440\u0438\u0442\u043e\u0440\u0438\u0438 \u0421\u0438\u0440\u0438\u0438 (6).jpg &#8211; Wikimedia Commons<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #008000;\"><strong>Considerazioni sul Mediterraneo<\/strong><\/span><br \/>\nLa Russia attuale \u00e8 un paese europeo che ha storici interessi nell\u2019area euromediterranea, tanto pi\u00f9 dopo l\u2019occupazione della Crimea, da Mosca considerata trampolino per l\u2019espansione verso i bacini del Mediterraneo, del Mar Rosso e del Golfo Persico. Come detto, il Mediterraneo \u00e8 il teatro dove la Marina russa ha il maggiore supporto logistico per le proprie attivit\u00e0. Alla disponibilit\u00e0 della base navale di Tartus (Siria) la Russia pu\u00f2, infatti, contare anche sulla limitata disponibilit\u00e0 di un certo numero di altri porti ospitali lungo le coste meridionali del bacino, come Alessandria d\u2019Egitto e Algeri. A questi si aggiungono poi i porti mediterranei sui quali si stanno concentrando gli investimenti cinesi che, se verranno mantenuti i dichiarati vincoli di amicizia, potrebbero eventualmente essere messi a disposizione delle navi militari russe. Per non parlare dei porti della Cirenaica, punta di diamante della penetrazione russa nel Mediterraneo centrale, a poche miglia dalle nostre coste e dalle basi aeronavali di Sigonella, Augusta e Catania. In tale quadro va letto l\u2019attuale sforzo diplomatico russo per il raggiungimento di un accordo con il generale Haftar per la definizione delle modalit\u00e0 di utilizzazione del porto libico di Tobruk da parte delle navi militari russe. Al momento, la consistenza complessiva russa nelle acque mediterranee non richiede altri grandi porti sul tipo di <strong><span style=\"color: #008000;\">Tartus<\/span><\/strong>, ma la crescente influenza che i russi vanno assumendo nell\u2019area libica e l\u2019importanza che Mosca assegna al mantenimento di quella posizione (anche in un\u2019ottica di penetrazione nel continente africano) fa comprendere come la finalizzazione di un accordo per la base navale di Tobruk rappresenti un obiettivo strategico, soprattutto se letto in chiave di eventuali futuri ampliamenti delle infrastrutture portuali e aeroportuali militari proprio di <strong><span style=\"color: #008000;\">Tobruk<\/span><\/strong>, ma anche di <strong><span style=\"color: #008000;\">Derna, Sirte e al-\u011eufra<\/span><\/strong>, che potrebbero assumere in futuro la stessa importanza di <strong><span style=\"color: #008000;\">Tartus<\/span><\/strong>. Ci\u00f2 permetterebbe a Mosca di utilizzare un secondo grande porto in Mediterraneo, che rappresenterebbe un avamposto della flotta russa alle porte meridionali dell\u2019Europa e, in particolare, dell\u2019Italia. Non \u00e8 un caso, quindi, che nel nuovo documento russo venga posta particolare enfasi alla collaborazione con la Siria, che permette la continua espansione della presenza della VMF nel bacino, dove vuole pi\u00f9 che mai ribadire la sua presenza e la volont\u00e0 di recitarvi una parte da protagonista a tutto tondo, giacch\u00e9 gli appetiti di Mosca si spalmano lungo tutta la costa meridionale del \u201cMare Nostrum\u201d. Un approccio che non \u00e8 una novit\u00e0 assoluta ma che, con la nuova strategia marittima russa, ha ricevuto una importante accelerazione.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/mediterraneo-spazio-satellite.png\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 mediterraneo-spazio-satellite.png\" width=\"852\" height=\"480\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"color: #008000;\">credit NASA<\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">Negli ultimi anni, infatti, era gi\u00e0 andata aumentando la presenza della VMF nel Mediterraneo, come implicazione diretta della progressiva diminuzione della presenza navale statunitense. Iniziato sotto l\u2019Amministrazione Obama, infatti, il ripiegamento americano si \u00e8 fatto pi\u00f9 intenso con il presidente Trump, giustificando tale riassetto delle flotte con l\u2019esigenza di assicurare una maggiore presenza americana sul teatro Indo-Pacifico, per fronteggiare la crescente minaccia rappresentata da un\u2019arrembante Cina e da un\u2019insidiosa Corea del Nord. Questo riposizionamento strategico ha, per\u00f2, causato un progressivo aumento dell\u2019instabilit\u00e0 nel Mediterraneo, in quanto si sono aperti ampi spazi di manovra per le Marine pi\u00f9 intraprendenti e ciniche, che hanno iniziato ad assumere una postura estremamente assertiva. <strong><span style=\"color: #008000;\">La Russia, quindi, non ha fatto altro che cogliere l\u2019occasione per rientrare su questo scacchiere fondamentale, anticipando la formalizzazione della nuova postura marittima di Mosca, dove le crisi siriana e libica hanno fornito ulteriori motivi di espansione e l\u2019opportunit\u00e0 di tornare a recitare una parte importante in Mediterraneo, proponendosi nuovamente come soggetto geopolitico influente e determinante nell\u2019area mediterranea, e non solo.<\/span> <\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\">In tal senso va letta la rinnovata presenza navale russa in Siria. Con il suo intervento molto determinato, infatti, la Russia ha voluto inviare un chiaro segnale al mondo di voler nuovamente calcare il palcoscenico internazionale come attore essenziale per la soluzione delle principali questioni planetarie. In sostanza, la progressiva crescita della presenza navale russa in Siria rappresenta il mezzo con il quale sta mettendo in atto la sua strategia marittima nel fu \u201cMare Nostrum\u201d. Parallelamente, Mosca sta consolidando la sua presenza in Mar Rosso, sulle coste del Sudan, con una nuova base navale con capienza di quattro unit\u00e0 di superficie e complessivamente personale per circa trecento unit\u00e0. Si tratta in tutta evidenza di un ulteriore punto strategico dal quale Mosca potrebbe giocare un ruolo operativo nel Mediterraneo orientale, oltre che rappresentare un ponte con il Mar Rosso e il Golfo Persico.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Fine II parte &#8211; continua<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Renato Scarfi<\/span><\/strong><\/p>\n<p>articolo pubblicato originariamente su DIFESAONLINE <a href=\"https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/la-nuova-strategia-marittima-russa\">https:\/\/www.difesaonline.it\/geopolitica\/analisi\/la-nuova-strategia-marittima-russa<\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Note<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">1 Dal 2013 l\u2019Italia \u00e8 presente nel Consiglio Artico in qualit\u00e0 di osservatore.<\/p>\n<p align=\"justify\">2 Con un attacco di missili SCALP\/Storm Shadow, per esempio, il 13 settembre 2023 le Forze ucraine hanno duramente colpito la nave d\u2019assalto anfibia Minsk (classe \u201cRopucha\u201d) e il sottomarino convenzionale Rostov-on-Don (classe \u201cKilo\u201d) mentre erano in porto a Sebastopoli. Sia per effetto delle esplosioni che dei successivi incendi a bordo, si ritiene che le due unit\u00e0 siano da considerare non pi\u00f9 operative.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e\/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l\u2019autore o rimuoverle, pu\u00f2 scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell\u2019articolo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"maxbutton-3 maxbutton maxbutton-pagina-principale\" target=\"_blank\" title=\"tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"http:\/\/www.ocean4future.org\"><span class='mb-text'>PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE<\/span><\/a>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"maxbutton-13 maxbutton maxbutton-parte-i\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/100182\"><span class='mb-text'>PARTE I<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-14 maxbutton maxbutton-parte-ii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/100183\"><span class='mb-text'>PARTE II<\/span><\/a> <a class=\"maxbutton-15 maxbutton maxbutton-parte-iii\" target=\"_blank\" title=\" tooltip\" rel=\"nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.ocean4future.org\/savetheocean\/archives\/100184\"><span class='mb-text'>PARTE III<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"span-reading-time rt-reading-time\" style=\"display: block;\"><span class=\"rt-label rt-prefix\">tempo di lettura: <\/span> <span class=\"rt-time\"> 8<\/span> <span class=\"rt-label rt-postfix\">minuti<\/span><\/span>. . 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