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Le azioni degli UDT: dalle operazioni covert a Cuba alla guerra del Vietnam – parte III

tempo di lettura: 10 minuti

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livello elementare

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ARGOMENTO: MARINE MILITARI
PERIODO: XX-XXI SECOLO
AREA: FORZE SPECIALI NAVALI

 

Alla fine degli anni ’50, maturò negli Stati Uniti la consapevolezza dell’importanza dell’impiego dei Reparti Speciali. Durante i suoi ultimi anni in carica, il presidente Dwight D. Eisenhower iniziò a coinvolgere queste forze speciali in piccoli conflitti che coinvolgevano gli interessi degli Stati Uniti.

Sebbene molte di quelle operazioni siano ancora segretate e la loro diretta partecipazione non sia ampiamente riconosciuta, gli uomini dell’UDT furono presenti alle attività preparatorie alla fallita operazione della Baia dei Porci iniziata nell’aprile 1961. Sebbene l’invasione della Baia dei Porci fu pianificata sotto l’amministrazione di Eisenhower, l’operazione fu in realtà eseguita sotto la direzione del presidente John F. Kennedy e del suo team di sicurezza nazionale. Già nell’aprile 1960, la CIA iniziò a reclutare esuli cubani anticastristi nell’area di Miami che furono addestrati in varie strutture nel sud della Florida, come Miami e Homestead Air Force Base. Come risulta da un documento desecretato della CIA esuli cubani ricevettero un addestramento avanzato di nuoto e demolizione probabilmente nella parte meridionale dell’isola di Vieques, Porto Rico.

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UDT team a Porto Rico, sullo sfondo un SDV

In breve, la notte del 17 aprile 1961, due mezzi da sbarco con un “ufficiale operativo” della CIA e cinque sommozzatori dell’UDT entrarono nella Baia dei Porci (Bahía de Cochinos) sulla costa meridionale di Cuba all’Avana per condurre ricognizioni del porto e della spiaggia. Il personale dell’UDT-21 e dei SEAL Team ONE e TWO fu impegnato tra il 1962 e il 1965 in azioni e attività relative all’Operation MONGOOSE, una missione della CIA progettata per rovesciare il regime di Fidel Castro. Un piano operativo altamente segreto della CIA per il rovesciamento del regime comunista cubano che mirava a favorire operazioni di insurrezione da parte di cubani dall’interno con l’aiuto esterno degli Stati Uniti. Il personale UDT partecipò a gran parte della pianificazione lavorando direttamente con la CIA per stabilire e gestire una serie di “case sicure” in Florida. In particolare, personale UDT addestrò squadre di commando cubani a operazioni su piccole imbarcazioni, ricognizione sulla spiaggia e metodi di combat swimming intorno alle Florida Keys.

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ammiraglio Arleigh A. Burke

L’operazione fallì, anzi aumentò la popolarità di Fidel Castro. Se da un lato questo portò i servizi ad incrementare le capacità operative dei loro assetti dall’altro maturò l’idea di impiegare le forze militari speciali in operazioni non convenzionali. In realtà già nel 1958, l’allora CNO, ammiraglio Arleigh A. Burke, aveva proposto la creazione di forze speciali per l’effettuazione di attività militari segrete di basso profilo. Burke sosteneva che in un’era di parità nucleare, gli obiettivi degli Stati Uniti dovevano essere la deterrenza per evitare una guerra globale, mantenendo però saldi gli interessi americani. In quel frangente sarebbe stato utile, se non essenziale, l’impiego di forze speciali da “essere impiegate efficacemente contro gli interessi sino-sovietici in condizioni di guerra fredda“.

Secondo Tom Hawkins, in  Navy Seals 50: Commemorating the 50th Anniversary of the Establishment of the U.S. Navy SEALs. “Il concetto per lo sviluppo di una migliore capacità di ‘guerriglia navale/contro-guerriglia’ all’interno della Marina degli Stati Uniti e la prima menzione delle unità SEAL furono delineate in un memorandum del 10 marzo 1961, in cui il contrammiraglio William E. Gentner, Direttore della Divisione Piani Strategici (OP-06), approvò le raccomandazioni preliminari del Comitato Attività Non Convenzionali. Queste raccomandazioni furono fornite a Burke per revisione, convalida e approvazione. Era inclusa una raccomandazione per un’ampia gamma di ”capacità” di guerra non convenzionale aggiuntive all’interno o come estensione delle nostre forze anfibie“.

In particolare furono enfatizzate le operazioni da condurre in “acque ristrette”, effettuate da unità speciali il cui nome più appropriato avrebbe potuto essere ‘SEAL‘, acronimo di SEA, AIR, LAND, indicando quindi una capacità operativa a tutto tondo.

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Nascita del concetto operativo dei SEAL
Sebbene al presidente John F. Kennedy venne attribuita la volontà di creare quelli che sarebbero diventati i SEAL Team, in realtà, sempre secondo Tom Hawkins, questo non corrisponde a verità. La USN iniziò a lavorare sul concetto operativo molti anni prima e solo il 25 maggio 1961, in un discorso davanti a una speciale sessione congiunta del Congresso, il Presidente Kennedy ordinò al Segretario alla Difesadi espandere rapidamente e sostanzialmente, in collaborazione con i nostri alleati, l’orientamento delle forze esistenti per la condotta di guerra non nucleare, operazioni paramilitari e operazioni sub-limitate o guerre non convenzionali. Inoltre, le nostre forze speciali e le nostre unità di guerra non convenzionale saranno aumentate e riorientate”.

A seguito della direttiva presidenziale, la USN decise di istituire unità speciali con caratteristiche simili a quelle degli UDT ma che incorporassero nuove capacità, come quelle sviluppate e praticate durante la guerra di Corea. In una lettera del 11 dicembre 1961, il CNO autorizzò ufficialmente l’istituzione di due SEAL Team nelle flotte dell’Atlantico e del Pacifico dal 1° gennaio 1962. In particolare, il SEAL Team ONE fu assegnato al comando del tenente di vascello David Del Giudice ed il SEAL Team TWO del tenente di vascello John Callahan.

OPNAV impiegò comunque quattro anni per organizzare i SEAL; gran parte del lavoro fu realizzato dal Capitano di vascello Raymond S. Osterhoudt e dal Capitano di vascello Henry S. Warren, che originò gran parte degli studi, delle analisi e della corrispondenza con i comandanti della flotta.

Nel novembre 1963, SEAL, UDT, Beach Jumper Unit (BJU) e Boat Support Unit (BSU) furono finalmente integrati come comandi subordinati di due Gruppi, uno in Atlantico e l’altro nel Pacifico, chiamati Naval Operations Support Group (NOSG), precursori degli attuali Naval Special Warfare Groups.

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Le Beach Jumper Unit erano unità per missioni speciali nate durante la Seconda guerra mondiale che furono eliminate alla fine della guerra, ristabilite durante la guerra di Corea, alla quale sopravvissero, espandendosi fino ai giorni nostri con una serie di nomi diversi. Erano composte da personale della marina appositamente addestrato per fornire mobilità e manutenzione alle imbarcazioni impiegate dalle forze speciali. Gli odierni NSW Special Boat Teams fanno risalire le loro origini ai BSU, dispiegati in Vietnam come Mobile Support Teams (MST).

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Mobile Support Team 3 in Vietnam

Sebbene altre unità abbiano supportato le forze speciali durante il Vietnam, solo i BSU e i loro MST furono creati appositamente per supportare i SEAL impiegando gli LSSC e i MSSC, mezzi progettati dalla Marina degli Stati Uniti per operazioni di infiltrazione ed esfiltrazione fluviale.

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VIETNAM
Al momento della loro formazione e per gran parte del conflitto in Vietnam, l’esistenza dei SEAL Team rimase altamente riservata. D’altronde, nel gennaio del 1962, esistevano solo due team, uno per ogni flotta, entrambi comandati da un tenente di vascello con un complemento di 10 ufficiali e 50 uomini. Inizialmente i Seal Team furono inviati in teatro per addestrare i commando navali Sud-Vietnamiti ma, a partire dal 1963, operarono sul territorio vietnamita, prevalentemente in funzioni di ricognizione avanzata, nelle zone di Rung Sat e Da Nang, sfruttando le loro capacità marittime nell’intricata rete di fiumi e paludi del delta del Mekong. Furono poi impiegati in attività e operazioni speciali di ricognizione a lungo raggio e interdizione logistica nell’entroterra assieme ad altre forze speciali di infiltrazione anche in Laos, Cambogia e Vietnam del Nord durante la guerra. Sebbene le loro missioni ebbero un alta percentuale di successo, ma non sempre andò bene. 

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foto del SEAL Team One in Vietnam WHQ Forum > Navy SEALs (whq-forum.de)

Operazione THUNDERHEAD
In quella tragica guerra va ricordata una missione condotta dalla US Navy SEAL Team One e Underwater Demolition Team 11 (UDT-11) nel 1972. La missione, nome in codice operazione THUNDERHEAD, avvenne al largo della costa del Vietnam del Nord ed era intesa a salvare due aviatori statunitensi in fuga da un campo di prigionia di guerra di Hanoi. 

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Nell’aprile 1972, SEAL Team One lasciò Subic Bay a bordo del sottomarino USS Grayback. Il piano era di rilasciare uno Swimmer Delivery Vehicle (SDV) pilotato da due operatori UDT-11 e dirigersi verso una piccola isola al largo della foce del fiume Rosso.

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una foto scattata a bordo del sottomarino USS Grayback pochi giorni prima dell’operazione THUNDERHEAD. Lt Spence Dry è al centro con un foglio in mano

Il 3 giugno 1972, il tenente di vascello Spence Dry decise di condurre quella notte una missione di ricognizione clandestina. Poco dopo la mezzanotte la squadra lasciò il sottomarino ma, per una combinazione di errori di navigazione ed una forte corrente, il team si perse. Dopo un’ora di inutili tentativi, l’equipaggio interruppe la missione e, non riuscendo a ritrovare il sottomarino, affondarono il SDV quando la carica delle sue batterie si era completamente esaurita. 

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foto del MK 7 Mod 2 SDV, il primo SDV americano messo in servizio alla fine degli anni ’60. Questo veicolo per quattro persone fu costruito con uno scafo in fibra di vetro e materiali non ferrosi per ridurre al minimo le segnature acustiche e magnetiche che potevano innescare le mine navali. Aveva una profondità operativa di 500 piedi, un peso di circa una tonnellata e una lunghezza di circa sei metri

La mattina dopo, la squadra fu salvata a poche miglia dalla costa e gli uomini furono riportati sulla USS Long Beach, la nave comando dell’Operazione Thunderhead. Alle 23:00 del 5 giugno, il team fu riportato in prossimità del USS Grayback. Gli operatori si dovevano lanciare in acqua in notturna da un elicottero in prossimità del sottomarino ma, a causa della sottovalutazione dell’altezza di lancio, della posizione sottovento e dell’eccessiva velocità dell’elicottero, la manovra fu un disastro, causando la morte del tenente Dry per un “grave trauma al collo” causato dall’impatto con l’acqua. Anche il battello non riuscì a vederli per cui, gli altri tre membri del team, che erano anch’essi feriti, dovettero restare a galla per molto tempo prima di essere recuperati. La fortuna volle che, diverse ore prima, l’USS Grayback aveva lanciato il suo secondo SDV. Anche quella volta ci furono problemi ed il team aveva dovuto abbandonare la missione subacquea quando la miscela a disposizione degli operatori si era esaurita. Nella loro risalita in superficie ritrovarono in maniera fortuita il team che si era lanciato con l’elicottero e constatarono la morte del tenente di vascello Dry. Dovettero comunque aspettare fino all’alba prima di essere salvati da un elicottero HC-7 che li riportò sul USS Long Beach. Un terzo tentativo fu provato il 12 giugno ma venne nuovamente abortito a causa della notizia del minamento americano delle coste.

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In pratica, se l’impiego dei SEAL nelle mud water si dimostrò vincente, con gli SDV si dimostrò talvolta operativamente immaturo, costringendo una revisione delle procedure adottate. C’era ancora molto da affinare … e le esigenze non mancavano.

Fine Parte III – continua

Andrea Mucedola

 

images courtesy US NAVY and WHQ Forum > Navy SEALs (whq-forum.de)

 

PAGINA PRINCIPALE

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PARTE I PARTE II

PARTE III PARTE IV

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Bibliografia

Navy Seals 50: Commemorating the 50th Anniversary of the Establishment of the U.S. Navy SEALs. by Tom Hawkins – December 26, 2011

More Than Scuttlebutt – The U.S. Navy Demolition Men in WWII,” © 2009, Sue Ann Dunford and James Douglas O’Dell, printed in the United States (http://ncdu-udt-ww2.com/)

Spearheading D-Day: American Special Units in Normandy” by Jonathan Gawne, 2011, Histoire and Collections Publisher

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Vice Chief of Naval Operations to Chief of the Bureau of Yards and Docks: Subject: Personnel for Naval Demolition Units, 15 May 1943, Serial 01911223 (National Archives, Textual Reference Division, Military Reference Branch, Suitland, Md.)

Officer in Charge of Naval Demolition Unit to COMAMPHIBFORLANT: Subject: Recommendations for Naval Demolition Units, organization, training, and equipping of permanent units, 27 May 1943 (National Archives, Textual Reference Division, Military Reference Branch, Suitland, Md.)

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seal-brochure_0.pdf (navy.com)

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Blazich, Frank A. (6 June 2014). Opening Omaha Beach: Ensign Karnowski and NCDU-45″

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