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Riusciremo mai a comunicare con i cetacei? Iniziato il progetto CETI per decodificare il linguaggio dei capodogli

Reading Time: 5 minutes

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livello elementare
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ARGOMENTO: BIOLOGIA MARINA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: OCEANO ATLANTICO
parole chiave: Sperm whale, capodogli, suoni, codas, CETI project
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Che i Cetacei fossero in grado di comunicare fra di loro era già noto ma quanto successe, nella primavera del 2008, aprì un nuovo modo di interpretare quell’insieme di suoni. Non più delle serie di emissioni acustiche su diverse frequenze ma un “qualcosa” che sembrava avvicinarsi ad un … “linguaggio”. Grazie alle tecniche dell’Intelligenza Artificiale (AI) è da poco iniziato l’ambizioso progetto CETI con lo scopo di decodificarlo … ma scopriamo qualcosa di più.

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Shane Gero, un biologo canadese, stava seguendo i capodogli al largo della Dominica quando due giovani maschi, della stessa famiglia, si avvicinarono alla sua barca. Gli animali, soprannominati Drop and Doublebend, erano fratelli, si avvicinarono ed iniziarono a parlare o meglio, a scambiarsi dei suoni. Sembra una bella storia disneyana ma è qualcosa di più. In un articolo di National Geographic, viene raccontata la storia di questi due capodogli che furono registrati mentre si esprimevano con una serie di suoni, caratterizzati da serie ritmiche chiamate codas.

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Per tre anni Shane Gero aveva catturato con degli idrofoni i suoni di centinaia di balene ma questa registrazione aveva qualcosa di straordinario: 40 minuti di serie di suoni differenti intermezzati da silenzi, fra due capodogli, quasi stessero … parlando fra di loro. La ricerca è proseguita fino ad oggi su diverse centinaia di capodogli con la speranza di poter decodificare il loro … “linguaggio” abbinando i loro click (codas) ai loro comportamenti. Come è noto, i capodogli producono schemi ritmici di clic quando riposano o socializzano in superficie. Questi clic sono molto più brevi dei fischi dei delfini e hanno una frequenza molto più ampia. Il loro suono è molto simile a un forte battito di mani umano. Inizialmente si pensava che i codas fossero individualmente distintivi; tuttavia, molti studi hanno riscontrato che potrebbe non essere così e potrebbero essere associati ad un linguaggio di comunicazione.

Dopo anni di ricerche e centinaia di registrazioni, un team di scienziati ha annunciato di aver intrapreso un progetto all’avanguardia per “cercare di decifrare ciò che i capodogli si dicono l’un l’altro”, uno studio interdisciplinare di cinque anni per continuare il lavoro di Gero. Non si tratterà solo di ricercare abbinamenti sonori a comportamenti sociali.  Il team comprenderà esperti in comunicazione, linguistica, robotica, apprendimento automatico ed ingegneria, utilizzando tecniche sofisticate dell’intelligenza artificiale.

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La ricerca, che è stata denominata Progetto CETI (Cetacean Translation Initiative), è probabilmente il più grande sforzo di comunicazione interspecie nella storia. Il governo del Commonwealth della Dominica, attraverso il Ministero dell’economia blu e verde, dell’agricoltura e della sicurezza alimentare nazionale e della Terra comune, ha approvato l’implementazione del progetto Cetacean Translation Initiative (CETI) il 19 Aprile 2021. 

La speranza è quindi di comprendere le loro architetture linguistiche per costruire le meccaniche di comunicazione dei capodogli. Secondo James Nestor, un giornalista che sta seguendo e collaborando con il progetto CETI, “Quello che abbiamo scoperto è che esiste un divario tra ciò che sta accadendo nella biologia marina e la comunicazione tra le specie nel mondo accademico e il mondo privato e il mondo della tecnologia … Stiamo cercando di collegare il mondo privato e tutte queste incredibili tecnologie emergenti con la biologia e la scienza marina per provare a fare qualcosa di grande. Funzionerà? Può essere. Fallirà? Forse. Ma nessun altro sta davvero cercando di farlo, il che per me è folle “.

La domanda che gli scienziati si pongono è se queste serie di suoni siano regolate da regole come in una grammatica (o qualcosa di analogo) per formare parole e frasi. I ricercatori cercheranno quindi di interpretare queste informazioni con la speranza di identificare suoni chiave non solo per poter comprendere ma anche comunicare. 

Con le balene, la grande domanda è se qualcuna di queste cose sia presente“, ha detto da National Geographic Jacob Andreas, esperto di elaborazione del linguaggio naturale al MIT e membro del Progetto CETI. “Ci sono unità minime all’interno di questo sistema di comunicazione che si comportano come il linguaggio e ci sono regole per metterle insieme?” L’abbinamento dei suoni con le situazioni sociali dei capodogli potrebbe fornire un contesto ai risultati. Potrebbe esserci, ad esempio, un insieme specifico di clic effettuati quando gli animali giocano, cacciano o si accoppiano.

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In un insieme di molto individui può non essere semplice ma il meccanismo può essere spiegato con un’analogia umana. Secondo David Gruber, professore presso la City University di New York e membro del team del progetto CETI, ci troviamo nella stessa situazione di quando entriamo in una stanza durante una festa. Saremo circondati da molti individui che scambiano parole fra di loro. Un insieme caotico ma che diventa più comprensibile se osserviamo i comportamenti dei vari soggetti. Ci sarà chi alzerà un braccio per richiamare l’attenzione, chi cercherà contatto fisico con gli altri … inconsciamente la somma tra comportamenti e suoni ci farà comprendere la scena. 

Per catturare il contesto della comunicazione di questi mammiferi marini, il team del CETI utilizzerà apparecchiature audio e video sofisticate, inclusi idrofoni ad alta sensibilità in grado di registrare 24 ore al giorno e raggiungere profondità di migliaia di piedi. Inoltre, camere video che possono essere attaccate agli animali con speciali ventose e resistere pressione a profondità estreme. Inoltre saranno utilizzati droni subacquei, progettati per muoversi come pesci in modo da poter registrare immagini e suoni in modo … discreto. I suoni emessi dai cetacei saranno raccolti da una rete di boe, attive ventiquattro ore su ventiquattro.

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La famiglia di boe impiegate dal CETI, fabbricate da GERG per il programma TABS, include diversi tipi di boe circolari, alimentate da pannelli solari

Una volta iniziata la registrazione, il team farà affidamento all’intelligenza artificiale per dare un senso ai dati raccolti, al fine di identificare gli elementi strutturali chiave del linguaggio dei capodogli. Ci si domanda se il passo seguente, decisamente più ambizioso, potrebbe essere di cercare di parlare con i capodogli, trasmettendo codici appropriati e ricercando reazioni da parte loro. Forse potrebbe essere un traguardo troppo ambizioso, forse scopriranno che i diversi gruppi parlano un loro dialetto, o forse … che potrebbero non avere una vera e propria sintassi. Certamente arricchiremo le conoscenze su questi meravigliosi animali che navigano da centinaia di milioni di anni gli oceano di tutto il mondo.

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