Ocean for Future

Ultima Clock Widget

  • :
  • :

Vediamo che tempo fa o farà

Diamo un’occhiata al tempo meteorologico

Meteo facile per tutti: vediamo che tempo fa o farà prossimamente con un insieme di link per aggiornarvi in tempo reale sulle condizioni meteorologiche locali e marine 

  Address: OCEAN4FUTURE

Il ruolo dei traghetti italiani nell’ultimo conflitto bellico

tempo di lettura: 6 minuti

.

livello elementare

.
ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XX SECOLO
AREA: MAR MEDITERRANEO
parole chiave: Traghetti
.

Dal 1901, una piccola flotta di traghetti ferroviari già assicurava il passaggio ai convogli ferroviari attraverso lo stretto di Messina e, dal 1905, tale servizio era gestito dalle Ferrovie dello Stato. Allo scoppio del secondo conflitto mondiale, questa piccola flotta contava sei unità:

nome dislocamento (non stazza) velocità
Villa (1910-1912) 932 t 12,5
Reggio (1910-1912)             932 t 12,5
Aspromonte 932 t 12,5
Messina 2200 t 12,5
Scilla 4000 t 15,5
Cariddi 4000 t 15,5

Il Scilla ed il Cariddi erano unità molto moderne e polivalenti, dotate di propulsione diesel-elettrica per limitare i consumi di gasolio, e potevano fornire elettricità ad una città di medie dimensioni in caso di necessità nonchè caricare le batterie dei sommergibili. Con i loro grandi spazi e la capacità di alloggi passeggeri, potendo imbarcare direttamente i veicoli dalle banchine, potevano quindi potenzialmente operare per appoggiare missioni di soccorso in aree costiere o come nave appoggio sommergibili e posamine. Fin dal loro varo, queste navi, abbastanza capienti e veloci, furono inscritte sui registri delle unità da militarizzare in caso di guerra e allo scoppio della seconda guerra mondiale furono armate di cannoni di piccolo calibro e mitragliere antiaeree e delle ferroguide per la posa di mine navali in ruolo antinave.

Furono infatti utilizzate principalmente come posamine considerato l’alto numero di ordigni esplosivi che potevano imbarcare, un numero di gran lunga superiore a quello dei posamine militari (ben 400 sui Scilla e 200 sulle altre). Tale impiego, però, rendeva ulteriormente instabili le unità, di per sé poco adatte a reggere il mare agitato a causa dello scarso pescaggio. Tuttavia, malgrado queste limitazioni, i traghetti svolsero brillantemente varie missioni di posa di torpedini nonostante molte di esse si fossero svolte lontano dalle familiari acque dello Stretto, soprattutto lungo le coste siciliane e nel canale di Sicilia. Complessivamente furono sedici missioni con la posa di 3.790 mine compiute da: Reggio, Aspromonte, Scilla e Villa.

A partire dal 1942, dopo le pesanti perdite di naviglio mercantile subite nel semestre precedente, i traghetti furono impiegati in tutt’altro genere di missioni che le consuete di posamine. In particolare, il Messina e l’Aspromonte, furono destinati al trasporto di mezzi corazzati per il progettato e mai realizzato sbarco a Malta. Per tale scopo furono dotati di una pesante passerella metallica per permettere l’imbarco dei mezzi corazzati del Regio Esercito che avrebbero dovuto trasportare e sbarcare in spiaggia anche grazie al basso pescaggio. Quindi furono requisiti per le esercitazioni preliminari allo sbarco che si svolsero a Gaeta nell’agosto del 1942. Essi facevano parte della Forza Navale Speciale, comandata dall’ammiraglio di squadra Vittorio Tur e composta da unità navali di ogni genere: motoscafi, motonavi lagunari, posamine, motozattere, cisterne militari tipo “Sesia”, piccoli piroscafi per i collegamenti con le isole minori, motovelieri da pesca, ecc..  Era previsto che il Messina trasportasse quattro carri pesanti da 52 t. o, in alternativa, otto carri medi da 26 t mentre l’Aspromonte due carri da 52 T o una ventina di carri Italiani.

Dopo la rinuncia a tentare di prendere Malta avvenne lo sbarco alleato in Marocco ed Algeria (Operazione Torch dell’8 novembre 1942) il che comportò una serie operazioni dell’Asse che coinvolsero anche i nostri traghetti.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è FB_IMG_1619181776169.jpg

11 novembre 1942: meno di un mese prima della sua perdita, l’Aspromonte sbarca mezzi corazzati ed autoveicoli a Bastia, nell’ambito delle operazioni per l’occupazione della Corsica – dal sito Con la pelle appesa ad un chiodo

L’11 novembre 1942 l’Aspromonte sbarcò mezzi corazzati ed autoveicoli a Bastia, nell’ambito delle operazioni per l’occupazione della Corsica; successivamente fu destinato al trasporto di truppe e materiali per Biserta ma fu affondato il 2 dicembre 1942 dall’incrociatore Britannico HMS Aurora durante il secondo viaggio verso la Tunisia.

Analoga fine avvenne anche per gli altri traghetti. Dopo lo sbarco alleato, i traghetti furono pesantemente coinvolti nelle operazioni di evacuazione delle truppe italo tedesche dalla Sicilia, dando un grande contribuito ma al prezzo di pesanti perdite dovute alla costante minaccia aerea.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è FB_IMG_1619181879720.jpg

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è FB_IMG_1619181883126.jpg

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è FB_IMG_1619181886736.jpg

foto riprese a Reggio Calabria durante le operazioni di carico di alcuni carri Tiger per la Tunisia – foto credito da Giovan Giuseppe Mellusi L’impiego bellico dei traghetti FF.SS. dello Stretto di Messina e la ricostruzione del dopoguerra.

Il 30 aprile 1943, il traghetto Messina, mentre si trovava in un’invasatura, fu centrato da una bomba  che gli danneggiò gravemente gli assi delle eliche. Impossibilitato a muoversi autonomamente, fu rimorchiato a Taranto dove rimase fino alla proclamazione dell’armistizio, venendo riparato solo in seguito. Lo Scilla, dopo essere stato colpito da bombe ed incendiato il 9 maggio 1943 e nuovamente il 25 successivo, rimase vittima di tre bombe americane nella notte del 17 giugno. Ridotto ad un ammasso di rottami, all’alba del giorno dopo fu rimorchiato al pontile Norimberga per liberare l’invasatura, rimanendo semisommerso fino alla fine delle ostilità.  

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è FB_IMG_1619181781397.jpg

L’Aspromonte in servizio come nave da sbarco della Forza Navale Speciale, nel corso di un’esercitazione sulle coste della Toscana (photo credit Mauro Millefiorini)

Pochi giorni dopo, il 25 giugno, il Reggio affondava nella seconda invasatura della stazione marittima di Messina, colpito in pieno durante un pesante bombardamento angloamericano.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Cariddi.jpg

il traghetto Cariddi un traghetto di tipo ferroviario costruito nel 1932 dai Cantieri Riuniti dell’Adriatico di Trieste per conto delle Ferrovie dello Stato ed effettuava il collegamento tra continente e Sicilia attraverso lo Stretto di Messina. La nave fu innovativa per avere un sistema di propulsione tipo Elettro-Diesel.
Il 16 agosto 1943 durante la Seconda guerra mondiale, venne autoaffondata e poi recuperata nel dopoguerra.
File:Cariddi.jpg – Wikipedia

Agli inizi di agosto, erano in esercizio per conto delle FF.SS., ancora tre traghetti. Il Messina ai lavori nell’Arsenale di Taranto e il Cariddi e il Villa in efficienza ridotta, ma pur sempre in servizio tra le due sponde dello Stretto. La perdita di queste ultime due unità si verificò il 16 agosto 1943, qualche ora prima che gli Americani entrassero a Messina. Se ne decise, infatti, l’autoaffondamento per evitare che cadessero nelle mani del nemico.

Furono comunque impiegati intensamente, il solo Villa aveva trasportato in Calabria, per sei giorni ininterrottamente, più di 40.000 soldati e qualche centinaio di automezzi contribuendo grandemente al successo dell’operazione. Finite le ostilità in Sicilia, unico traghetto superstite fu il Messina che si trovava a Taranto per riparare i gravi danni subiti nell’aprile precedente. Dopo l’armistizio fu requisito dagli Inglesi e da questi utilizzato per trasportare vagoni ferroviari tra Catania e Reggio e, successivamente, mezzi gommati militari tra le due sponde dello Stretto. Riconsegnato al Governo Italiano l’8 aprile 1944, ripristinò i collegamenti tra la Sicilia e il Continente interrotti dall’agosto precedente, facendo la spola tra Messina e Reggio.

A conflitto non ancora concluso si provvide al recupero e al ripristino delle unità affondate. I traghetti Villa e Reggio vennero facilmente messi in condizione di galleggiare, rispettivamente il 15 luglio 1944 e il 27 febbraio 1945. Per il Scilla ed il Cariddi le attività di recupero e di ricostruzione richiesero, invece, diversi anni e si conclusero solo nel dopoguerra. In sintesi, questi traghetti furono navi militarizzate poco note ma i cui equipaggi furono duramente impegnati in guerra in un ruolo spesso rilevante.

Gianluca Bertozzi

 

in alto, traghetto Messina in avvicinamento alla stazione marittima di Reggio Calabria, 1942 – da Antica Messina – Ganzirri nelle foto d’epoca @ganzirrin (125) Pinterest

,

 

Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited   Scopri i vantaggi di Amazon Prime

 

Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo

,

PAGINA PRINCIPALE

Loading

(Visited 571 times, 1 visits today)
Share
0 0 voti
Article Rating
Sottoscrivi
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
vedi tutti i commenti

Translate:

Legenda

Legenda

livello elementare
articoli di facile lettura

livello medio
articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile
articoli di interesse specialistico

 

Attenzione: È importante ricordare che gli articoli da noi pubblicati riflettono le opinioni e le prospettive degli autori o delle fonti citate, ma non necessariamente quelle di questo portale. E’ convinzione che la diversità di opinioni è ciò che rende il dibattito e la discussione più interessanti, aiutandoci a comprendere tutti gli aspetti della Marittimità

Chi c'é online

8 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Filter by Categories
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
Biologia
Cartografia e nautica
Chi siamo
Climatologia
Conoscere il mare
Didattica
Didattica a distanza
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
Letteratura del mare
Malacologia
Marina mercantile
Marine militari
Materiali
Medicina
Medicina subacquea
Meteorologia e stato del mare
Miti e leggende del mare
nautica e navigazione
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Personaggi
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
Sicurezza marittima
Storia Contemporanea
Storia contemporanea
Storia della subacquea
Storia della Terra
Storia Navale
Storia navale del Medioevo (post 476 d.C. - 1492)
Storia Navale dell'età antica (3.000 a.C. - 476 d.C,)
Storia navale dell'età moderna (post 1492 - oggi)
Storia navale della prima guerra mondiale (1914-1918)
Storia navale della seconda guerra mondiale (1939 - 1945)
Storia navale Romana
Subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uomini di mare
Video
Wellness - Benessere

I più letti di oggi

I più letti in assoluto

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

> Per contatti di collaborazione inviate la vostra richiesta a infoocean4future@gmail.com specificando la vostra area di interesse
8 visitatori online
8 ospiti, 0 membri
Complessivo: 742 alle 21-09--2018 06:47 pm
Numero max di visitatori odierni: 32 alle 09:56 am
Mese in corso: 118 alle 06-04--2024 04:33 am
Anno in corso: 118 alle 06-04--2024 04:33 am
Share
Translate »
0
Cosa ne pensate?x