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La vita nel mare: cenni di oceanografia biologica

tempo di lettura: 5 minuti

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livello elementare
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ARGOMENTO: ECOLOGIA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: DIDATTICA
parole chiave: ecologia
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Incominciamo ora a parlare della vita nel mare
Suddivisione degli organismi marini
Gli organismi marini possono essere suddivisi in pelagici, che vivono in acqua libera, e bentonici, che vivono in relazione con il fondale.

Il dominio pelagico può essere a sua volta contenere il plancton, cioè gli organismi che si lasciano trasportare dalle correnti, ed il necton, cioè organismi attivi nuotatori, come i pesci e i mammiferi marini. Il dominio bentonico comprende sia organismi sessili, che rimangono attaccati al fondale, sia organismi vagili, che si spostano in prossimità di questo.

Plancton Nécton Benthos

La distribuzione del benthos è legata a fattori fisici e chimici, come la luce, la temperatura o le sostanze disciolte nell’acqua, ed a fattori biotici cioè alle interazioni positive e negative che si instaurano tra gli organismi. I fattori ambientali, in particolare la luce e l’idrodinamismo, concorrono nelle aree costiere ad isolare zone con caratteristiche differenti tra loro.

In relazione alla profondità si possono distinguere un sistema litorale e uno profondo.
La separazione tra i due si colloca laddove la luce, che arriva sul fondo, non è più sufficiente per lo sviluppo della vita vegetale; in Mediterraneo, in condizioni normali, il sistema litorale termina intorno ai 200 metri di profondità e coincide all’incirca con la cosiddetta platea continentale, una piattaforma più o meno vasta che circonda i continenti e le isole.

Il sistema litorale mediterraneo è suddiviso in cinque piani fondamentali: adlitorale, sopralitorale, mesolitorale, infralitorale e circalitorale

Il piano adlitorale è il piano più alto sul livello medio del mare; esso viene influenzato indirettamente dall’acqua del mare sotto forma di vento salso, per capillarità o per altri fenomeni di penetrazione. Il piano sopralitorale comprende quella porzione emersa della scogliera che è bagnata solo dagli spruzzi e dalle onde più forti durante le mareggiate. L’estensione di questa zona varia moltissimo in relazione all’esposizione al moto ondoso.

Il piano mesolitorale presenta un’alternanza di immersione ed emersione; può venire a sua volta suddiviso in mesolitorale superiore, bagnato solo dal moto ondoso, e mesolitorale inferiore, sommerso durante l’alta marea.

Il piano infralitorale comprende il fondale da 0 a circa 40 metri di profondità. Due principali comunità possono essere individuate in questa zona: popolamenti a predominanza algale e praterie di fanerogame marine, cioè di piante superiori che si riproducono mediante fiori e frutti; la scomparsa delle fanerogame in profondità determina il passaggio al piano successivo.

Il piano circalitorale si estende dalla base dell’infralitorale fino al margine della piattaforma continentale, a circa 200 metri di profondità. La scomparsa della vita vegetale segna il confine tra il circalitorale ed il sistema profondo.

A tale schema generale, valido per tutto il bacino, si sovrappongono situazioni particolari legate sia a caratteristiche ambientali locali sia a interazioni biotiche, come la competizione e la predazione, che si instaurano tra organismi condividenti lo stesso spazio. Accanto ad una zonazione verticale, già di per sé variabile, possiamo quindi distinguere una distribuzione orizzontale degli organismi che si manifesta a scale spaziali variabili da pochi metri a svariati chilometri. A tutto ciò si aggiungono le modificazioni temporali dei popolamenti, legate sia ai cicli vitali degli organismi che all’evoluzione stessa degli ecosistemi. Questa variabilità nello spazio e nel tempo rende ogni tratto di costa diverso dagli altri e ogni momento irripetibile, contribuendo al fascino che il mare ha da sempre esercitato sugli Uomini.

L’ambiente costiero non comprende solo le coste vere e proprie e i mari prospicienti, ma anche quell’immediato entroterra che in qualche modo entra in relazione con il mare stesso.
Troviamo quindi compresi nella fascia costiera anche i sistemi dunali, le colline coperte dalla macchia mediterranea, i laghi e le paludi costiere. Gli ambienti costieri mediterranei sono riconducibili a tre tipologie principali, anche se ciascuna di esse può presentare un’alta variabilità di situazioni: le coste rocciose, le coste sabbiose e gli ambienti lagunari.

Classificazione del mondo vivente
A questo punto è opportuno accennare i criteri di classificazione del mondo vivente, indicata in campo scientifico con i termini “sistematica” o “tassonomia”. Essa segue il cosiddetto sistema binomiale proposto da Linnaeus nel 1758. Questo sistema prevede la “specie” come categoria di base e intesa come l’insieme di organismi con caratteristiche anatomiche e morfologiche simili e capaci di generare prole fertile.

I principi su cui si basa la classificazione sono di tipo filogenetico, ovvero essi seguono la storia evolutiva del mondo vivente. Negli ultimi decenni, la possibilità di eseguire analisi genetiche ha reso più facile comprendere le similitudini e le differenze tra categorie sistematiche e rivedere così le precedenti classificazioni basate solo su caratteri morfologici. Ciascuna specie viene indicata con due nomi latini, il primo dei quali è il genere e il secondo la specie propriamente detta.

Il genere raggruppa più specie fra loro simili. Sopra il genere abbiamo le categorie sistematiche principali ovvero la famiglia, l’ordine, la classe e il phylum fino ad arrivare al regno. 

 

Ndr. Secondo la teoria moderna  esistono sei regni: eubatteri (Eubacteria), archeobatteri (Archaeobacteria), protisti (Protista), funghi (Fungi), piante (Plantae) e animali (Animalia). Il tutto può essere raggruppato nei tre domini Bacteria, Archea e Eukarya.

Per oggi ci fermiamo qui e vi do appuntamento al prossimo articolo sulla vita nel mare.

Luigi Piazzi

lpiazzi00@gmail.com     lpiazzi@uniss.it

 

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