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Nuove scoperte nel porto dell’antica Cesarea marittima

Reading Time: 5 minutes

livello elementare
.
ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA
PERIODO: NA
AREA: MAR MEDITERRANEO
parole chiave: Cesarea marittima

 

Cesarea Marittima, antica perla del medio oriente, regala sempre nuove sorprese. A seguito di ampie ristrutturazioni nell’antica città costiera romana sono stati portati alla luce nuovi reperti archeologici risalenti a circa 2000 anni fa, che hanno anche permesso di ricostruire enormi volte sotterranee.

Le nuove scoperte sono stati rivelate durante la cerimonia di apertura del nuovo Centro visitatori del porto di Cesarea, che si è svolta il 29 maggio 2019, alla presenza del presidente israeliano Reuven Rivlin e della baronessa Ariane de Rothschild, la cui Fondazione Edmond de Rothschild ha contribuito con circa 40 milioni di dollari a questa importante opera di ristrutturazione.

Nel 6 d.C. Cesarea Marittima divenne la capitale politica e militare della provincia romana di Giudea poi rinominata Syria Palaestina nel 135 d.C. divenendo la residenza del procuratore e governatore romano. Una città importante nel Mediterraneo che possedeva un porto con un molo che proteggeva gli attracchi da sud e da ovest. Sul porto si ergeva in alto il tempio di Augusto. Un doppio acquedotto portava l’acqua in città dalle sorgenti del monte Carmelo. Fu chiamata Cesarea in onore di Cesare Ottaviano Augusto e si sviluppò inun sito che era conosciuto già dal IV secolo a.C. come porto fenicio. La città era conosciuta, oltre come Cesarea marittima, anche come Cesarea di Palestina ed ospitava un imponente anfiteatro i cui ruderi sono ancora visibili come i resti del citato acquedotto. La città era fiorente e abitata da popolazioni di varia etnia, ebrei, greci, romani, samaritani. Secondo la tradizione cristiana degli Atti degli Apostoli, l’apostolo Pietro vi battezzò il centurione Cornelio, mentre Paolo di Tarso vi soggiornò e vi fu imprigionato per due anni prima di essere trasferito a Roma. Dopo la rivolta di Simon Bar Kokheba, Gerusalemme fu completamente distrutta e Cesarea divenne di fatto e, non a caso, il centro della cristianità in Israele.

Nel III secolo Origene vi soggiornò a lungo fondandovi una scuola di teologia con un’annessa biblioteca. Con il sostegno finanziario di Panfilo di Cesarea, presbitero in Cesarea, la biblioteca divenne una delle più famose dei suoi tempi, contenendo più di 30.000 manoscritti. Quando la provincia bizantina di Syria Palaestina venne divisa in tre parti, alla fine del quarto secolo, Cesarea continuò ad essere la capitale della Palaestina Prima fino alla sua decadenza a seguito della conquista degli Arabi, che spostarono la capitale del distretto di Palestina da Cesarea a Lydda.

Il sito archeologico si affaccia sul Mar Mediterraneo e conserva parte di edifici ed aree di questa importante città romana di epoca imperiale. Possiamo ammirare il teatro, ancora oggi utilizzato per rappresentazioni e concerti, i resti di alcuni edifici come il palazzo di Erode, il tempio dedicato ad Augusto, la palestra, le terme, l’area dell’ippodromo e gli imponenti frangiflutti nel porto. Ed è proprio in questa parte della antica città in cui gli archeologi hanno effettuato delle nuove scoperte.

Le immagini aeree del sito hanno rivelato la presenza di una massa sommersa del grande molo artificiale fatto costruire da Erode. Il porto conserva ancora i resti delle volte, originariamente costruite dal re Erode (74 a.C.-4 d.C.), re di Giudea e fondatore della dinastia Erodiana. Con un’altezza di 8 metri, 23 di profondità e circa 6 di larghezza, le volte facevano parte del complesso di stoccaggio del porto e servivano da base per il palcoscenico del tempio Erode inaugurato in onore dell’imperatore romano Augusto. Gli ultimi scavi condotti hanno portato alla luce un pavimento a mosaico di epoca romana, scoperto nel sito di uno stabilimento balneare e poi trasferito all’ingresso del centro visitatori. Il mosaico, a motivi geometrici con tasselli colorati, faceva parte di un edificio pubblico probabilmente eretto nel II o III secolo d.C..

Una seconda scoperta è stato un mosaico di epoca bizantina del V secolo d.C. recante un’iscrizione greca che recita “Colui che sa tutto è salvato e benedetto“. L’iscrizione è stata trovata all’ingresso di uno dei numerosi magazzini del porto ed era probabilmente mirata ai magazzinieri e ai marinai. Nel V secolo dopo Cristo, la città era uno dei porti più grandi dell’Impero bizantino che manteneva scambi commerciali con Grecia, Turchia, Italia e persino con le isole atlantiche. Questo è stato confermato dal ritrovamento di oggetti di provenienza mediterranea ma anche atlantica.

Un tesoretto di monete
Tra i vari reperti anche un tesoro di circa 500 monete di bronzo risalenti al IV-VI secolo d.C., che è stato scoperto in una delle volte. Il tesoro fu probabilmente sepolto in una borsa di pelle o in qualche altro materiale che si dissolse nei secoli. Era situato sotto le assi del pavimento di quello che era un edificio di chiesa di epoca bizantina.

È possibile che la sepoltura delle monete abbia a che fare con la costruzione del complesso della chiesa in cima al palcoscenico del tempio, poiché è noto che in quel periodo la chiesa prese anche parte alle funzioni manageriali della città“, hanno rivelato gli archeologi Peter Gendelman e Uzi Annuncio, che hanno guidato lo scavo per conto dell’Autorità israeliana per le Antichità. Nel complesso, la ristrutturazione del porto ha incluso la conservazione e il restauro dell’antica sinagoga in loco, l’acquedotto di epoca romana del porto e le volte ed il palcoscenico del tempio. Ma tutti ritengono che le sorprese non siano finite.

fonte https://www.israel21c.org/massive-caesarea-port-renovations-reveal-ancient-treasures/

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