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Le fregate, breve storia di un vascello di successo – parte II di Andrea Mucedola e Fernando Cerutti

livello elementare

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ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XX SECOLO
AREA: na
parole chiave: fregate

La rinascita dopo la seconda guerra mondiale

fregata classe River, HMS Swale

Nel XIX secolo le navi da battaglia furono inizialmente realizzate per ospitare cannoni di sempre maggiore calibro, le corazzate. Le flotte erano quindi composte dai grossi vascelli dedicati ai combattimenti di linea che le fregate dovevano a tutti i costi evitare. Praticamente nel tempo scomparvero, adibiti a ruoli di collegamento o minori con nomi diversi; questo fino alla seconda guerra mondiale quando, a causa della minaccia sottomarina, ritornarono in auge. Da navi di scorta, si stavano trasformando in mezzi sempre più moderni e letali la cui similarità con le sorelle maggiori si stava sempre più assottigliando.

Evoluzione delle fregate moderne
Di fatto le fregate moderne sono legate alle fregate precedenti solo per il nome. Il termine “fregata” fu riutilizzato durante la seconda guerra mondiale dalla Royal Navy britannica per descrivere una nave di scorta contro i sommergibili, più grande di una corvetta ma più piccola di un cacciatorpediniere. La fregata militare si differenziava dalla corvetta che aveva un armamento limitato, una forma dello scafo adatta per la navigazione costiera ed era provvista di una sola elica che ne limitava velocità e manovrabilità. La fregata era costruita secondo gli stessi standard di costruzione mercantili come la corvetta, al fine di per avere un maggior numero di cantieri disponibili. Le prime fregate della classe River (1941) erano essenzialmente delle corvette ma con uno scafo più grande, armate dell’ultima arma anti-sottomarino, l’Hedgehog.

Hedgehog, bombe di profondità anti sommergibili

La fregata possedeva meno potenza offensiva e velocità di un cacciatorpediniere, ma tali qualità non erano richieste per la guerra contro i sommergibili in quanto i battelli immersi erano lenti ed il sistema ASDIC non necessitava di velocità superiori ai venti nodi.  Le relativamente basse velocità delle fregate erano comunque congrue con quelle dei convogli atlantici che dovevano proteggere.

Flottenbegleiter tedesco

Il Flottenbegleiter germanico (“unità di scorta della flotta”), noto anche come “F-Boats“, era essenzialmente una fregata basata sul concetto operativo del Oberkommando der Marine prebellico che ne vedeva un uso multiruolo come dragamine veloce,  posamine, scorta mercantile e nave anti-sommergibili. Un vero multiruolo il cui dislocamento fu limitato dal trattato di Versailles a seicento tonnellate. Queste navi, caratterizzate da una prua affilata e da turbine a vapore ad alta pressione (anche se non sempre affidabili), erano armate con due torrette con cannoni da 105 mm.

La fregata antisommergibile in origine Classe LOCH fu commissionata per soddisfare la necessità di scorte antiaeree per il servizio in Estremo Oriente. In seguito il progetto fu modificato e la nave fu ribattezzata WIGTOWN BAY (da cui classe Bay)  nel 1945. 

La classe Bay della Royal Navy, sviluppata nel 1944, non si differenziava significativamente dalla altre: fu prodotta anch’essa per il supporto alla flotta in ruolo antiaereo ma soffriva ancora di velocità limitate.

Queste fregate erano simili ai caccia di scorta della Marina degli Stati Uniti (Destroyer, Escort – DE), sebbene avessero maggiore velocità ed un armamento offensivo maggiore, per meglio integrarsi alle operazioni della flotta. Il concetto del cacciatorpediniere di scorta era nato nell’ambito del progetto del Consiglio Generale della Marina degli Stati Uniti nel 1940, per ottimizzare la protezione dei convogli in alto mare.

Le fregate del dopoguerra

USS Underwood, Perry class

Dopo la seconda guerra mondiale, la minaccia di missili terra-aria portò ad un adattamento dei sistemi d’arma per meglio contrastare i cosiddetti vettori  di attacco veloci (aerei e missili). Nacquero così fregate armate con missili guidati (ad esempio la classe Oliver Hazard Perry).

Nell’USN, queste navi erano definite navi da “scorta oceaniche” e non venivano designate con la lettera F, tipica delle fregate, ma con “DE” o “DEG” a stregua delle cacciatorpediniere di scorta della Seconda Guerra Mondiale. Dagli anni ’50 agli anni ’70, la Marina degli Stati Uniti commissionò nuove navi classificate di fregate missilistiche (DLG o DLGN) che erano, in realtà, degli incrociatori antiaerei con design tipico dei cacciatorpediniere.

RIM-2 Terrier, missile superficie aria

Questi avevano uno o due lanciatori binati per nave per il missile RIM-2 Terrier, che fu aggiornato con il missile ER standard RIM-67 negli anni ’80. Questo tipo di nave era destinato principalmente a difendere i carrier group dai missili anti-nave, e sostituì nel rempo gli incrociatori della seconda guerra mondiale (CAG / CLG / CG).

Lo sviluppo di nuovi sottomarini sovietici, in grado di poter attaccare in immersione lanciando missili anti nave e strategici comportò una sempre maggiore specializzazione delle fregate nella lotta antisom. Tali unità furono dotate di sonar sofisticati e cortine idrofoniche per il tracciamento passivo/attivo dei sommergibili al fine di individuare alla massima distanza possibile i sottomarini, sempre più silenziosi e veloci. 

Al posto dei sistemi tradizionali di lancio delle bombe di profondità, ovvero il sistema britannico Limbo o quello italiano Lancia-BAS, furono imbarcati siluri antisom, sempre più performanti e lanciabili anche da missili in stnad off, come lo statunitense ASROC, l’australiano Ikara, il francese Malaflon e l’italiano MILAS. Le fregate, per la loro difesa antiaerea, furono dotate di missili superficie-aria come il Sea Sparrow e di difesa di punto come il Phalanx e i Dardo OTOMELARA. Inoltre, furono imbarcati missili superficie-superficie come Harpoon, Teseo e Exocet che conferirono capacità più elevate delle artiglierie tradizionali in termini di distanza ed efficacia. Furono installati a poppa i primi ponti di volo ed un hangar per gli elicotteri, da impiegarsi per la ricerca ma anche per attacchi stand-off. In campo anglosassone alcune di queste navi furono dotate di propulsione nucleare ed assunsero la sigla DLGN.

In pratica, queste fregate sovra-misura si collocarono a metà strada tra gli incrociatori ed i cacciatorpediniere. 

la USS Thach, una fregata Oliver Hazard Perry class. Photo courtesy of Wikipedia

A partire dal 2015, tutte le fregate Oliver Hazard Perry furono dismesse e il loro ruolo fu ripartito tra i nuovi caccia classe Arleigh Burke e la classe LCS (Littoral Combat Ship) di cui abbiamo già parlato in un precedente articolo per le loro caratteristiche innovative. In particolare, nonostante le unità della classe LCS siano più piccole delle fregate, hanno un armamento simile e richiedono meno della metà del equipaggio, offrendo una velocità di oltre 40 nodi. Uno dei principali vantaggi delle navi LCS è il loro multiruolo utilizzando specifici moduli di missione che gli consentono di assolvere una varietà di ruoli, mediante la riconfigurazione del Sistema di Combattimento in base alla missione da espletare.

PACIFIC OCEAN (Feb. 22, 2013) Il littoral combat ship USS Freedom (LCS 1)  in navigazione durante i test iniziali. Freedom potrebbe essere dislocata nel prossimo futuro nel sud est asiatico  (U.S. Navy photo by Mass Communication Specialist 1st Class James R. Evans/Released)

Nata concettualmente come un’unità economica, essendo costruita con standard commerciali, è stata in seguito modificata nei requisiti originari, diventando molto più costosa del previsto. La caratteristica principale di questo progetto è la modularità dei sistemi più complessi che prevede dei “pacchetti di missione” a seconda delle esigenze, in modo da assumere, oltre le missioni tradizionali, antisommergibili, navali e contro la minaccia aeree, altre come lo sminamento e dragaggio di ordigni bellici. Altra caratteristica interessante, ma anche discutibile, delle LCS è il numero dei componenti dell’equipaggio che può variare da un minimo di 40 ad un massimo di 75 tra ufficiali e marinai. Sono stati realizzati due prototipi, la LCS-1 e la LCS-2, mentre le rimanenti 20 LCS, da acquisire dal 2019, saranno probabilmente ridesignate come fregate.

Francia
Interessante il caso della marina francese. La Marine Nationale, per unità minori come le corvette o comunque di dimensioni minori dei caccia, continuarono ad impiegare il nome di Aviso. Questa dizione era usata da molte marine del XIX secolo per indicare navi veloci di piccolo tonnellaggio, come  brigantini, cutter, sloop, destinate allo scambio di comunicazioni tra le varie navi e con la terraferma oppure per impieghi militari ed amministrativi. Aviso deriva dall’espressione spagnola barca de aviso (barca di avviso), tradotta in francese bâtiment d’avis o navire d’avis (nave di avviso).

Nel XIX secolo, con la disponibilità di servizi radio a lunga portata, il termine rimase in uso nella marina francese per definire unità minori che stazionavano oltremare, come gli avisos coloniaux e gli avisos escorteurs

Aviso Commandant Bouan, classe D’Estienne d’Orves – CC BY-SA 3.0

Oggigiorno viene utilizzato dalla Marina Nationale per classi di corvette con ruolo anti sommergibile e anti nave designate in campo NATO con la lettera F, ovvero fregate. Forse un ultimo tentativo di mostrare una grandeur francese anche per navi tutto sommato minori. Negli anni la Marina francese introdusse la classe La Fayette con strutture disegnate con tecnologia stealth al fine di offrire una sezione radar minima. Esempi simili sono le fregate tedesche F125 classe Baden-Württemberg, quelle turche TF2000 con MK-41 VLS per missili Standard e le classi indiane Shivalik e Talwar con il sistema missilistico Brahmos.

Interessante notare che la Marina francese applica il termine fregata di prima classe e fregata di seconda classe sia ai cacciatorpediniere che alle fregate in servizio. I numeri di fiancata riportano la lettera F per quelle navi internazionalmente riconosciute come fregate e D per quelle più tradizionalmente riconosciute come cacciatorpediniere. Ciò può causare una certa confusione poiché certe classi sono indicate dai Francesi fregate, mentre navi simili in altre marine sono indicate come cacciatorpediniere. Un esempio il programma italo-francese (FREMM) di cui parleremo in seguito.

Germania
Nella Marina tedesca,  le fregate del dopo guerra sostituirono i vecchi caccia; tuttavia, per dimensioni e ruolo, le nuove fregate tedesche superano i precedenti cacciatorpedinieri.

Le future fregate tedesche classe F125, classe Baden-Württemberg sono state ottimizzate per operare nell’ambito di conflitti “asimmetrici” e svolgere operazioni di sorveglianza delle linee di comunicazioni marittime, il contrasto alla pirateria ed al terrorismo in mare e, non ultimo, il supporto a missioni di peace keeping e di protezione civile in caso di calamità naturali.

A dispetto delle elevate dimensioni, che le fa le più grandi fregate del mondo con un dislocamento di oltre 7.200 tonnellate, queste unità sono dotate un armamento relativamente ridotto e volto principalmente all’autodifesa, al tiro contro costa ed al contrasto di mezzi di superficie veloci. Per il contrasto nelle operazioni asimmetriche possono imbarcare un contingente di uomini delle forze speciali (SOF), impiegabile sia con gli elicotteri che i gommoni.

Spagna
La Marina spagnola, dopo aver impiegato le prime fregate americane con sistema AEGIS di difesa antiaerea missilistica, hanno sviluppato le fregate di classe Álvaro de Bazán.

Esse sono dotate di un lanciatore verticale Mk. 41 con quarantotto celle di progettazione statunitense, omologo di quelli in stallati sui cacciatorpediniere classe Burke ed un radar di tipo SPY-1 a elementi fissi integrati nella sovrastruttura. Concettualmente queste unità, pur essendo catalogate come fregate, vengono ritenute dei cacciatorpediniere per potenza di fuoco e capacità di azione.

Unione Sovietica
Nel dopo guerra, dall’altra parte della Cortina di Ferro, la Marina Sovietica usò per le sue fregate il termine “nave da guardia” (сторожевой корабль) e nacquero negli anni  ’50 le prime unità classe Riga.

Il progetto delle fregate sovietiche Krivak iniziò alla fine degli anni ’50 e maturò come nave tipicamente in anti-sommergibili negli anni ’60. La prima nave fu la fregata sovietica Bditelnyy che fu commissionata nel 1970 come successore della classe di Riga . Queste navi sono comunemente conosciute come classe Krivak nella NATO e sono divise nelle classi di Krivak I , Krivak II e Krivak III (ad uso della guardia costiera). 

La designazione sovietica per queste navi era storozhevoi korabl ovvero navi di scorta Progetto 50 Gornostay (Ermine stoat). La classe Riga, che fece da battistrada per lo sviluppo delle moderne fregate sovietiche, era di fatto molto simile alle navi di scorta russa della Seconda Guerra Mondiale.

classe Riga

classe Krivak

Negli anni ’70 esse furono sostituite dalle fregate classi Krivak, caratterizzate da una grande capacità offensiva missilistica. Al fine di sostituire la vecchia classe di caccia Sovremenny e le fregate classe Krivak, la marina russa ha sviluppato un requisito di 20-30 nuove unità che sono state denominate classe Admiral Gorshkov.

classe Admiral Gorshkov

Si tratta di moderne navi multiruolo in grado di eseguire attacchi a lungo raggio, condurre la lotta antisommergibili e missioni di scorta. Queste fregate hanno una stazza considerevolmente maggiore delle Krivak e sono dotate di un armamento missilistico con due lanciatori UKSK VLS ad 8 celle equipaggiati con missili delle famiglie Oniks (SS-N-26) e/o Kalibr (SS-N-27). L’armamento di artiglieria è composto da un cannone da 130 mm, due CIWS Kashtan e quattro mitragliere da 14,5 mm; completano la dotazione i tubi lanciasiluri da 324 mm per siluri leggeri antisommergibile. Il loro impiego nel conflitto siriano è stato notato dai media internazionali.

Fine II parte

 

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Si ringrazia l’ammiraglio Fernando Cerutti per la consulenza fornita nella revisione dell’articolo

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