If you save the Ocean You save the Planet

Eventi

OCEAN4FUTURE

La conoscenza ti rende libero

su Amazon puoi trovare molti libri sulla storia del mare (ma non solo) e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

i 100 libri da non perdere

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti- Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile. Crediamo che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo con la speranza che la classe politica comprenda l'emergenza in cui siamo, speriamo con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

Nitrox, aria “sbilanciata” di Luca Cicali

Reading Time: 6 minutes

livello elementare
.
ARGOMENTO: SUBACQUEA
PERIODO: NA
AREA: DIDATTICA
parole chiave: NITROX, miscele
.


.
Avete mai realizzato che anche l’aria è una miscela nitrox?
Essendo composta da ossigeno e azoto con una percentuale 21/78 la possiamo definire AN 21. Ai fini dell’attività subacquea ha due soli grandi pregi:  è sempre disponibile ovunque ed è (di conseguenza) a buon mercato.  Ma ha anche molti difetti.  Come abbiamo letto nei precedenti articoli  (a cui vi rimando in caso di dubbi) il limite principale dell’aria è quello di contenere un gas inerte, l’azoto, che proprio perché tale non può essere metabolizzato durante la respirazione, si scioglie nei tessuti e va smaltito lentamente durante la risalita, obbligandoci a limitare la durata dell’immersione per non superare il limite di “fuori curva”, oppure, nel caso si sia superato il limite di non decompressione, a rispettare un profilo decompressivo ben preciso. Una soluzione è di impiegare miscele iperossigenate ovvero con una percentuale di ossigeno maggiore del 21%. Lo scopo principale è di estendere la curva di sicurezza, ovvero ampliare il tempo di non decompressione (NDL).  

 


Come si ottiene questo risultato?

Semplice, si butta via un pò di azoto (o meglio se ne riduce la percentuale rispetto all’aria), e lo si sostituisce con l’unico gas attivo disponibile, che quindi non si accumula nei tessuti, cioè l’ossigeno. Il nitrox ci offre quindi, se utilizzato come gas di fondo, l’opportunità di estendere il limite di non decompressione, oppure, se utilizzato come gas decompressivo, di ridurre significativamente la durata delle tappe di decompressione per immersioni fuori curva. La prima ed immediata conseguenza dell’aumento di ossigeno nella miscela nitrox rispetto all’aria è che, a parità di pressione ambiente (e quindi di profondità),  aumenta la pressione parziale di ossigeno. Come sappiamo, la pressione parziale di ossigeno in immersione va contenuta prudenzialmente entro 1,4 bar, per limitare il rischio della tossicità dell’ossigeno sul sistema nervoso centrale.   Ciò vale naturalmente qualunque sia la miscela utilizzata, aria compresa.

Respirando aria, il limite di profondità che consente di mantenere la pressione parziale di ossigeno sotto a 1,4 bar è di 56 metri.  Quando si utilizza una miscela nitrox, il principale prezzo da pagare per ottenere l’estensione del tempo di non decompressione è proprio la diminuzione della massima profondità operativa dell’immersione rispetto alluso dell’aria.  Naturalmente, più ci si avvicina al limite operativo dell’aria, minore è la possibilità di aumentarne la frazione di ossigeno.  Viceversa, tanto minore è la profondità pianificata per una immersione, tanto più possiamo aumentare la percentuale di ossigeno, riuscendo ad ampliare la curva di sicurezza, o a ridurre la durata di una decompressione, qualora necessaria. La percentuale di ossigeno nella miscela nitrox e la massima profondità di utilizzo in immersione sono quindi strettamente collegate, sia che la miscela sia utilizzata come gas di fondo, sia che venga respirata durante la decompressione.  

Un altro difettuccio dell’aria è che l’azoto che contiene è un gas narcotico. Ma per fronteggiare questo problema, sostituire azoto con ossigeno non ci è di aiuto. Abbiamo già considerato infatti che anche l’ossigeno è considerato, prudenzialmente e fino a prova contraria, un gas con potenziale narcotico simile a quello dell’azoto.  Ma questo in realtà non costituisce un limite importante del nitrox, infatti la maggiore frazione di ossigeno in esso presente obbliga a limitare la profondità massima di immersione, e questo nella maggior parte dei casi pratici comporta comunque una narcosi più contenuta. 

Perché il Nitrox
Incominciamo con i vantaggi offerti dall’uso del nitrox:

–   estende i limiti di non decompressione di immersioni entro curva;

–   riduce i tempi di decompressione per immersioni fuori curva;

–   aumenta i margini di sicurezza nel confronti del rischio di PDD (patologie da decompressione) utilizzando il nitrox con tabelle o computer per l’aria, rispettando però il limite di profondità massima legato alla percentuale di ossigeno nella miscela utilizzata;

–   abbrevia la decompressione di una immersione utilizzando una bombola decompressiva contenente miscela nitrox, a partire da profondità inferiori alla MOD (massima profondità di impiego).

C’è un ulteriore grande vantaggio nell’uso del nitrox spesso non citato: quello di far maturare l’abitudine a progettare, con modalità semplici e alla portata di tutti, la miscela respiratoria più adatta all’immersione da svolgere.

“Farsi le ossa” con le miscele nitrox contribuisce in modo determinante a sviluppare una capacità progettuale nei confronti dell’uso e del cambio di miscele durante l’immersione.   Essa non è molto diversa, in termini generali, a quella necessaria nella progettazione di immersioni tecniche molto più impegnative, o che utilizzano più di due gas.  

Questo addestramento è quindi estremamente utile per affrontare immersioni con decompressione in autonomia e sicurezza, ma anche per poi eventualmente spingersi oltre ed affrontare corsi e training per l’uso di miscele ternarie, per sconfiggere definitivamente la narcosi e eventualmente superare i limiti di profondità imposti dall’utilizzo dell’aria.  

d’altro canto i svantaggi sono:
– 
riduce  la profondità massima operativa rispetto all’aria;

–  necessita di controlli di precisione sulla percentuale di ossigeno nella miscela;

– necessità di disporre di apparecchiature di misurazione efficienti e ben tarate per effettuarli;

–  rischio di errate misurazioni o marcature della percentuale di ossigeno;

–  accentua l’effetto di ritenzione dell’anidride carbonica:

–  aumenta la criticità del limite di profondità massima rispetto all’aria;

–  aumenta la corrosione per ossidazione per bombole in acciaio;

–  necessita di utilizzare attrezzature specifiche oltre determinate frazioni di ossigeno nella miscela.


Estensione della curva di sicurezza

L’obiettivo peculiare delle miscele nitrox è estendere il limite di non decompressione, (NDL), e quindi rendere più permissiva la curva di sicurezza.


In altre parole, ciò significa incrementare i valori di NDL alle varie profondità riportati nelle tabelle decompressive e implementati nei computer subacquei. La convenienza nell’uso della miscela nitrox al posto dell’aria non è però uguale a tutte le profondità. Possiamo suddividere il range operativo dell’aria, che va da 0 a 56 metri, in tre fasce diverse, per le quali valgono le seguenti considerazioni:

  • una prima fascia di bassa profondità, fino a circa 15 metri, nella quale il limite di non decompressione è elevato, e varia in modo molto accentuato per piccole variazioni di profondità; 
  • una seconda fascia di profondità intermedia, approssimativamente dai 15 ai 36 metri di profondità, nella quale i valori di NDL sono inferiori al caso precedente e variano più moderatamente con la profondità; 
  • una terza fascia, di alta profondità, approssimativamente oltre i 36 metri e fino al limite di utilizzo dell’aria, nella quale i valori di NDL sono decisamente bassi e una variazione di quota comporta una variazione limitata di essi.

La nostra attenzione, come utilizzatori di nitrox come miscela di fondo, si concentra sulla fascia intermedia, che offre i migliori vantaggi operativi.   Infatti nella prima fascia, anche se è possibile utilizzare elevate percentuali di ossigeno, l’NDL è già molto elevato non c’è grande interesse ad aumentarlo.

Nella terza fascia la percentuale di ossigeno può essere incrementata in modo molto limitato, e quindi l’effetto sull’NDL è anch’esso minimo. Nella fascia intermedia invece otteniamo una buona estensione dell’NLD sfruttando tutta la percentuale di ossigeno che la profondità scelta ci consente. Tutt’altro discorso riguarda il caso di utilizzo del nitrox per ridurre i tempi di decompressione, per il quale evidentemente la fascia utile è quella delle basse profondità, soprattutto entro i primi dieci metri.  

Ma se volessimo determinare con esattezza quale è il vantaggio in termini di aumento del limite di non decompressione utilizzando nitrox con la massima percentuale di ossigeno che la profondità programmata consente, dovremmo prima determinare la cosiddetta EAD, ovvero la profondità equivalente ad aria, (Equivalent Air Depth). La EAD è la profondità di una immersione con aria equivalente ad una data immersione in nitrox, che abbia cioè lo stesso carico di inerte nei tessuti e quindi gli stessi obblighi decompressivi.   Un’immersione in nitrox ad una certa profondità equivale quindi a una immersione in aria a profondità inferiore, che si chiama appunto “profondità equivalente ad aria”.   

Equivalent Air Depth Conversion Table (Fraction of Oxygen and Actual Depths) EAD (fsw) 28% 29% 30% 31% 32% 33% 34% 35% 36% 37% 38% 39% 40% Numbers in grey boxes = exceptional exposure depth for mix. Credit: Permission granted by Best Publishing Company (NOAA Diving Manual 4th Ed.) Flagstaff, AZ.

La EAD si calcola con una apposita formuletta, in funzione della profondità effettiva e della % percentuale di ossigeno scelta per la miscela nitrox, oppure può essere trovata su apposite tabelle per diversi valori di profondità reale e percentuale di ossigeno utilizzata.   Trovato questo dato occorre poi ricavare il corrispondente valore di NDL in base ad una curva di sicurezza presa a riferimento. Mentre la EAD è determinata da una formula, il corrispondente NDL dipende, naturalmente,  dalle tabelle utilizzate.


Luca Cicali
autore e subacqueo

PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE

print

(Visited 531 times, 1 visits today)
Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Translate:

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 42 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della stessa

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro e la pubblicazione e qualunque altro utilizzo degli articoli e delle immagini pubblicate è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore degli stessi che può essere contattato tramite

infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettetemi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

3 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages
Filter by Categories
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
Biologia
Cartografia e nautica
Chi siamo
Conoscere il mare
Didattica
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
Malacologia
Marina mercantile
marine militari
Marine militari
Materiali
Medicina subacquea
Meteorologia e stato del mare
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Relitti Subacquei
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
Sicurezza marittima
Storia della subacquea
Storia Navale
subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uncategorized
Uomini di mare
Video

I più letti di oggi

 i nodi fondamentali

I nodi fanno parte della cultura dei marinai ... su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

> Per contatti di collaborazione inviate la vostra richiesta a infoocean4future@gmail.com specificando la vostra area di interesse
Share