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Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

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  Address: OCEAN4FUTURE

Quali saranno gli effetti dell’innalzamento dei mari su Ustica? Un nuovo studio ci fornisce diversi scenari

tempo di lettura: 5 minuti

 

livello elementare

.

ARGOMENTO: OCEANOGRAFIA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: DIDATTICA
parole chiave: Ustica, cambiamenti climatici, innalzamento dei mari 

 

Un nuovo interessante studio dal titolo Relative Sea-Level Rise Projections and Flooding Scenarios for 2150 CE for the Island of Ustica (Southern Tyrrhenian Sea, Italy) è stato appena pubblicato sulla rivista Journal of Marine Sciences and Engineering 1.

Lo studio fa il quadro sugli effetti dell’aumento del livello marino e degli eventi estremi all’Isola di Ustica, entrambi esacerbati dal cambiamento climatico.

Una perla nera nel Tirreno meridionale
L’isola di Ustica, con un’elevazione massima di 245 m sul livello medio del mare attuale, rappresenta la sommità di un vasto complesso vulcanico sommerso che si eleva di oltre 2850 m dal fondale marino. La sua topografia mostra più cicli di trasgressioni marine, risultanti dalla combinazione dei movimenti verticali dell’edificio vulcanico (dovuti ai possibili eventi di sollevamento e subsidenza) e ai cambiamenti del livello del mare avvenuti nel Pleistocene medio-superiore, tra 350 e 80 ka BP. Se questo è il quadro per il passato, quali saranno i futuri livelli del mare sulle coste dell’isola a causa del riscaldamento globale?

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Contesto tettonico regionale dell’Arco Eoliano e dell’Isola di Ustica (quadrato rosso); (b) DEM offshore e onshore dell’Isola di Ustica ottenuti dalla fusione del LiDAR batimetrico e topografico. I rettangoli bianchi indicano le aree rilevate dal drone: 1—Porto di Ustica, 2—Molo Nord di Ustica e 3—Faro di Ustica (Punta Spalmatore). Il riquadro mostra la posizione dell’Isola di Ustica (quadrato rosso) rispetto all’Italia – da studio citato

Ustica, come gran parte delle coste della Terra, è esposta agli effetti dell’innalzamento del livello del mare che minacciano la sua fascia costiera dove risiedono infrastrutture turistiche, portuali e un parco marino di grande rilevanza ambientale. Con l’obiettivo di valutare i livelli del mare previsti entro l’anno 2150, è stata fatta una valutazione dettagliata degli effetti attesi, causati dalle potenziali inondazioni costiere per tre diverse zone dell’sola. Gli scenari di allagamento sono stati realizzati per i diversi scenari climatici riportati nell’ultimo rapporto AR6 dell’IPCC pubblicato il 9 agosto 2021 (www.ipcc.ch). Nelle analisi, è stato incluso l’effetto della subsidenza attuale dell’isola, cioè il movimento del suolo verso il basso.

Questo è stato calcolato con accuratezza millimetrica attraverso dati geodetici acquisiti nel corso degli ultimi 20 anni circa dalla stazione GPS/GNSS denominata USIX, posta sull’isola. Nel calcolo degli aumenti del livello marino sulle coste, si deve infatti tenere in considerazione che la subsidenza può fare accelerare, anche di molto, gli aumenti locali. Le mappe di aumento del livello marino riportate nelle figure sono state calcolate rispetto alla posizione della costa attuale per tre scenari climatici significativi SSP1-2.6, SSP3-7.0 e SSP5-8.5 dell’IPCC. Le sigle SSP seguite da numeri, si riferiscono ai differenti Shared Socioeconomic Pathways, o Percorsi Socioeconomici Condivisi, cioè cinque “possibili futuri climatici” definiti dall’IPCC nel Rapporto AR6. Questi corrispondono a diversi livelli di emissioni di gas serra che vanno da “emissioni molto basse” SSP1-1.9, “basse” SSP1-2.6 e “intermedie” SSP2-4.5, fino ad “alte” SSP3-7.0 e “molto alte” SSP5-8.5. Maggiori saranno le emissioni, maggiore sarà il riscaldamento globale e, di conseguenza, maggiore sarà l’aumento del livello del mare.

Per la realizzazione delle mappe, sono stati realizzati modelli digitali del terreno ad hoc ad altissima risoluzione (circa 2 cm/pixel), attraverso rilievi aerofotogrammetrici effettuati con droni, integrati da dati LiDAR-batimetrici acquisiti negli anni scorsi con voli aerei dal Ministero dell’Ambiente. I rilievi sono stati estesi al settore sommerso attraverso dati batimetrici disponibili, dettagliati nei primi metri dai dati aerofotogrammetrici grazie alla limpidezza del mare di Ustica. Le proiezioni di aumento relativo del livello del mare hanno consentito di definire le superfici che potrebbero venire potenzialmente inondate dal mare nel 2030, 2050, 2100 e 2150.

I risultati mostrano che il livello del mare nel 2150, potrebbe aumentare da un minimo di 66±40 cm (scenario SSP2.6) ad un massimo di 128±52 cm (scenario SSP8.5). In tali condizioni, nello scenario peggiore, l’SSP8.5, durante le mareggiate più forti che avvengono con tempi di ritorno (RT) compresi tra 1 e 100 anni, la massima risalita delle onde prevista sulle coste di Ustica può variare da 3 m (per RT = 1 anno) fino a 14 m (per RT = 100 anni). Le altezze stimate dipendono anche della morfologia costiera (pendenza del fondale e della costa) che può amplificare o smorzare l’altezza delle onde in arrivo. I risultati dello studio suggeriscono che per proteggere le infrastrutture dell’isola, saranno necessari interventi di adattamento e adeguamento per mitigare gli effetti dell’aumento del livello marino.

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Grafico che illustra l’aumento del livello del mare (in mm) fino al 2150 secondo gli SSP1-26, SSP3-70 e SSp5-85 dell’IPCC-AR6 – da studio citato

Conclusioni
A causa delle sue caratteristiche morfologiche e geologiche e del basso tasso di subsidenza del terreno, l’isola di Ustica è solo parzialmente interessata dai livelli Relative Sea-Level Rise Projections attesi. La mancanza di grandi spiagge sabbiose, di coste a bassa quota e la ripida pendenza delle scogliere limitano l’esposizione dell’isola al rischio di inondazioni derivanti dalla RSLR nei prossimi decenni. Il settore più esposto è quello dell’area portuale, dove la RSLR e i maggiori effetti delle SS nelle condizioni della RSLR avranno un impatto significativo sulle infrastrutture portuali e sugli insediamenti turistici e commerciali, in particolare a partire dall’anno 2100.

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Aree con potenziale sommersione del Porto di Ustica fino all’anno 2150, calcolate per lo scenario SSP5-8.5 e sul tasso attuale di subsidenza. Gran parte della banchina e della spiaggia potrebbero essere sommerse.- da studio citato

In condizioni di RSLR (Relative Sea Level Rise), la zona costiera ai piedi dell’area del faro sarebbe fortemente esposta alla sommersione delle piccole spiagge e delle infrastrutture turistiche, con potenziali perdite economiche. La struttura del faro, essendo posta ad un’altitudine di sicurezza sopra il livello del mare, verrà colpita solo leggermente durante gli eventi estremi delle onde di tempesta (SS, storm surge). La zona del molo nord è quella meno esposta a causa delle alte e ripide scogliere che caratterizzano questo tratto costiero. Tuttavia, l’attuale molo è già esposto ad eventi SS, limitandone la fruibilità in caso di eventi estremi in condizioni RSLR prima del 2100.

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Grafico che illustra il progressivo allagamento della costa in corrispondenza del porto di Ustica per i tre SSP considerati nello studio. Nello scenario più grave, circa 4000 m2 di costa potrebbero venire sommersi – da studio citato

L’approccio metodologico presentato in questo studio può essere applicato in tutto il mondo nelle aree costiere esposte all’innalzamento dei livelli del mare a causa della combinazione del riscaldamento globale e del movimento verticale del terreno. A questo proposito, i pianificatori del territorio e i decisori dovrebbero tenere conto delle proiezioni e degli scenari di inondazione simili a quelli riportati in questo studio per una gestione costiera consapevole, per garantire la preparazione delle popolazioni locali e la protezione delle infrastrutture costiere rispetto ai cambiamenti attesi.

Marco Anzidei

 

in anteprima la bellezza selvaggia di Ustica – photo credit andrea mucedola

 

Note
1 lo studio è scaricabile gratuitamente da questo link: https://www.mdpi.com/2077-1312/11/10/2013

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