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Triangolo delle Bermude, il mistero potrebbe risolversi in una bolla … di gas

Reading Time: 4 minutes

livello elementare
.
ARGOMENTO: MITI DEL MARE
PERIODO: na
AREA: OCEANO ATLANTICO
parole chiave: triangolo delle Bermude

 

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Una volta tanto i giornali hanno rilasciato ipotesi meno fantasiose sul famoso triangolo delle Bermuda. Non più fenomeni meteorologici causati da extraterrestri ma una spiegazione puramente geologica che, se confermata, potrebbe spiegare anche altri eventi misteriosi in altre parti del pianeta forse meno note mediaticamente.

Agli amanti dei misteri, che sotto l’ombrellone assaporano libri di cultori del paranormale, questa spiegazione potrebbe non essere di gradimento. Nei secoli sono avvenute o, almeno, sono state riportate  sparizioni misteriose di vascelli e squadriglie di aerei. Si sono ipotizzati campi magnetici, l’apertura di finestre temporali o adduzioni da parte di extraterrestri. Recentemente alcuni scienziati dell’Arctic University of Norway hanno scoperto sul fondo del mare di Barents una serie di crateri vasti fino a 800 metri e profondi 45, degli enormi bacini che hanno ipotizzato possano essere stati creati dalla fuoriuscita di bolle di metano di grandi dimensioni dai sottostanti fondali. L’ipotesi norvegese è che la loro violenta fuoriuscita possa causare il danneggiamento o addirittura l’affondamento delle navi che, casualmente, si trovassero sulla loro verticale.

Questa teoria non è nuova: uno scienziato russo, Igor Yeltsov, sostiene da tempo che sia una conseguenza della reazione di idrati che, decomponendosi, producono enormi quantità di gas. Questi  idrati sono in pratica delle molecole simili al ghiaccio contenenti per lo più metano. Esistono nella Siberia settentrionale ma anche sotto gli oceani in alcune parti del mondi. Secondo la fantasiosa teoria di Yeltsov il rilascio di gas surriscalda l’oceano e le violenti bolle createsi potrebbero generare delle onde d’urto tali da danneggiare le navi di passaggio. Lo stesso meccanismo renderebbe il volume di aria subito sovrastante, soprasaturo di metano, creando un’atmosfera estremamente turbolenta che potrebbe giustificare gli incidenti aerei. La teoria alquanto bizzarra ipotizza che il riscaldamento delle falde geologiche  possa favorire un maggiore rilascio degli idrati di gas. In realtà la ricerca di giacimenti di metano nell’Artico ha rivelato la presenza di questi crateri nel mare di Bering che si ritiene siano formati dalla fuoriuscita del gas dalle cavità sotterranee. Il loro accumulo sotto i sedimenti potrebbe portare alla formazione di una bolla di grandi dimensioni che, risalendo in superficie, aumenterebbe il suo volume con il diminuire della pressione. Questa spiegazione scientifica confermerebbe  le testimonianze di alcuni marinai che raccontano di aver osservato l’emergere di bolle e schiuma dal mare senza nessuna causa apparente. Una bella teoria che lascia però molti dubbi. Al di là dei miti e delle credenze bisogna analizzare i dati di fatto.

Il mare del mistero
In questo triangolo geografico, compreso tra le Bermuda, Porto Rico e Melbourne, in Florida, in 165 anni di storia sono scomparsi senza lasciare traccia numerose navi ed aerei con un numero di vittime stimate in oltre 8.000. Il fondale di questo tratto di mare presenta anomalie magnetiche importanti che possono distrarre  l’ago della bussola. La concomitanza di fenomeni meteorologici estremi come gli Uragani, con venti che possono superare i 200 km/h, potrebbe aver causato verosimilmente l’affondamento dei mercantili nei secoli.

Di fatto,  la Guardia Costiera statunitense (United States Coast Guard), sulla base di statistiche reali, ritiene che il numero di incidenti non sia superiore a quello di una qualsiasi altra regione ad alta densità di traffico aeronavale. Questa situazione è stata anche confermata dai Lloyd’s di Londra che ha affermato che il triangolo non è né più né meno pericoloso di ogni altra zona del mondo in considerazione che l’area in questione è attraversata da vie commerciali marittime tra le più affollate al mondo. 

triangulo-de-las-bermudas-sparizioni

E allora, tutti i documentari, racconti, libri sui misteri e, recentemente, anche su complotti transnazionali su cosa si sono basati?
Probabilmente sulla necessità umana di creare dei miti.  l’Uomo ha bisogno di una dose di irrazionalità per contrastare il freddo razionale di ogni giorno. L’avvistamento di UFO, Yeti, Big foot e di cugini del mitico mostro di Loch Ness sono leitmotiv della vita di ogni giorno per molti e vanno presi con un giusto senso critico. Come dice Fox Mulder di X File, la verità è là fuori … e bisogna crederci.

Andrea Mucedola

 

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