Ocean for Future

Ultima Clock Widget

  • :
  • :

OCEAN4FUTURE

La conoscenza ti rende libero

su Amazon puoi trovare molti libri sulla storia del mare (ma non solo) e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

i 100 libri da non perdere

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti. Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile e che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo a raccoglierle con la speranza che la classe politica al di là delle promesse comprenda realmente l'emergenza che viviamo, ed agisca,speriamo, con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

Un mare di plastica negli oceani, un’emergenza troppo spesso taciuta

Reading Time: 4 minutes

.
livello elementare
.
ARGOMENTO: EMERGENZE AMBIENTALI

PERIODO: ODIERNO
AREA: OVUNQUE
parole chiave: Plastica, oceani, gyro vortex


Dalla terraferma un mare di plastica negli oceani

liberamente estratto da Science Magazine
.

Nel 2015 Science Magazine pubblicò una recensione di uno studio sulle plastiche presenti negli oceani che trasformai in questo articolo, uno  tra i primi sull’argomento sui social italiani. L’articolo riportava che nel 2010 solo 192 nazioni costiere avevano prodotto 275 milioni di tonnellate di plastica. Di queste una quantità compresa tra i 5 ed i 12 milioni di tonnellate, a causa della scorretta gestione della raccolta dei rifiuti, è stata riversata in mare con enormi danni per l’ambiente. Un mare di plastica che si poteva e si può evitare La stima quantitativa dell’inquinamento fu ottenuta effettuando la raccolta in mare dei detriti per mezzo di reti da campionamento simili a quelle usate per censire  le popolazioni animali bentoniche e planctoniche. Questo articolo, che pubblicai nel 2015 quando ancora nessuno ne parlava sui media, dimostra come, anche col senno del poi, niente è significativamente cambiato. In certe regioni del pianeta si continua a scaricare  in mare con effetti devastanti sugli ecosistemi.  Siamo di fatto nel Plastocene e dobbiamo cercate tutti di fare qualcosa per mitigare gli effetti di questi inquinamenti sugli ecosistemi. 

surf garbage

questo è il futuro che vogliamo? Is this what we want?

Dai campioni raccolti emerge un quadro drammatico che vede che i paesi asiatici come i maggiori contributori di detriti di plastiche; tra di essi emergono la Cina, l’Indonesia, le Filippine, il Vietnam e lo Sri Lanka. Questo studio fornisce la dimensione del problema. Kara Lavender Law, coautrice dell’articolo, ritiene che “esiste un’enorme quantità di plastica che giace sul fondo del mare e sulle spiagge in tutto il mondo: stiamo ancora misurando la plastica che galleggia e solo in un numero limitato di punti geografici.” 

A preoccupare sono le proiezioni per i prossimi decenni; le statistiche mostrano che la produzione di plastiche segue di pari passo l’aumento del prodotto interno lordo di ogni Paese per cui il futuro del pianeta non è roseo. Nel 2013, anno a cui risalgono i dati della ricerca, la produzione globale di resine plastiche (la materia prima per produrre sacchetti, bottiglie e gli oggetti di plastica più comuni) ha raggiunto 299 milioni di tonnellate con un incremento del 647 per cento rispetto al 1975. E’ veramente necessario o dovremmo rapidamente ritornare a materiali più degradabili?

plasticsSecondo lo studio, l’accumulo dei detriti plastici nei mari raggiungerà i 155 milioni di tonnellate entro il 2025 e si prevede che il picco sarà raggiunto non prima del 2100 … e dopo … forse non ci potrebbe essere più futuro.

Con questo tasso d’incremento, il semplice smaltimento delle plastiche nelle attuali discariche, senza un processo di effettivo riciclaggio, non è più una pratica sostenibile. “Siamo sopraffatti dai nostri stessi rifiuti ma il nostro modello ci permetterà anche di esaminare possibili strategie per mitigare il fenomeno, migliorando la gestione globale dei rifiuti solidi e riducendo le quantità di plastiche nel flusso dei rifiuti” …  ha concluso Law … “… occorrerà quindi integrare iniziative a livello locale e globale”.

Commento della redazione
Il risultato è un primo passo per valutare un problema che tenderà ad acuirsi nei prossimi decenni se non verranno implementate globalmente pratiche più efficaci di riciclo. Il deposito di milioni di detriti plastici, di tutte le dimensioni,  sul fondo degli oceani e sulle spiagge, la loro deriva sulla superficie marina che causa gravi conseguenze per le creature del mare e la loro lenta biodegradabilità che non ne limita la loro pericolosità per gli esseri umani sono fattori che non possiamo più negare.

Le plastiche di dimensioni microscopiche entrano nel nostro ciclo alimentare ed i danni per la salute, sebbene non ancora valutati pienamente, sono evidenziati dall’incremento di alcune patologie. Lo studio evidenzia la gravità del problema ma sappiamo che c’è qualcosa di più da dire.  Si stima che milioni di tonnellate di plastiche orbitino già negli oceani (UNEP 2005) raccolte in vortici provocati dalle correnti (denominant plastic vortex o Gyres – Maximenko et al., 2012) di cui un terzo è localizzato nel Pacifico nei Pacific Garbage Patches.

Gli effetti ecologici sono drammatici: circa un milione di uccelli ed oltre centomila mammiferi marini muoiono ogni anno a causa di questo inquinamento. I componenti chimici delle plastiche si mescolano con altre sostanze tossiche (PCB e DDT) presenti nelle acque formando un cocktail micidiale ed alla fine entrano nella catena alimentare attraverso i pesci e le alghe, con effetti gravissimi sulla nostra salute causando malattie tumorali, malformazioni e mutazioni genetiche e diminuzioni della capacità riproduttiva (Takada).

Noi non conosciamo i quantitativi complessivi delle sostanze chimiche rilasciate a livello mondiale ma sappiamo che queste sostanze possono essere trasportate da venti e acque oltre i confini nazionali e creare un pericolo globale.

 

 

Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited   Scopri i vantaggi di Amazon Prime

 

Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo
,

PAGINA PRINCIPALE

print
(Visited 812 times, 1 visits today)
Share

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 42 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della traduzione

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro, e la pubblicazione per qualunque utilizzo degli articoli e delle immagini pubblicate è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore degli stessi che può essere contattato tramite la seguente email: infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettetemi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

4 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Filter by Categories
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
Biologia
Cartografia e nautica
Chi siamo
Climatologia
Conoscere il mare
Didattica
Didattica a distanza
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
Letteratura del mare
Malacologia
Marina mercantile
Marine militari
Materiali
Medicina
Medicina subacquea
Meteorologia e stato del mare
nautica e navigazione
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Personaggi
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
Sicurezza marittima
Storia della subacquea
Storia della Terra
Storia Navale
Storia navale del Medioevo (post 476 d.C. - 1492)
Storia Navale dell'età antica (3.000 a.C. - 476 d.C,)
Storia navale dell'età moderna (post 1492 - oggi)
Storia navale della prima guerra mondiale (1914-1918)
Storia navale della seconda guerra mondiale (1939 - 1945)
Storia navale Romana
Subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uomini di mare
Video

I più letti di oggi

 i nodi fondamentali

I nodi fanno parte della cultura dei marinai ... su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

> Per contatti di collaborazione inviate la vostra richiesta a infoocean4future@gmail.com specificando la vostra area di interesse
Share
Translate »