Ocean for Future

Ultima Clock Widget

  • :
  • :

che tempo che fa

Per sapere che tempo fa

Per sapere che tempo fa clicca sull'immagine
dati costantemente aggiornati

OCEAN4FUTURE

La conoscenza ti rende libero

su Amazon puoi trovare molti libri sulla storia del mare (ma non solo) e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

i 100 libri da non perdere

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti. Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile e che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo a raccoglierle con la speranza che la classe politica al di là delle promesse comprenda realmente l'emergenza che viviamo, ed agisca,speriamo, con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

  Address: OCEAN4FUTURE

Il romanzo di genere marino

tempo di lettura: 7 minuti

.

livello elementare

.

ARGOMENTO:  LETTERATURA DEL MARE
PERIODO: XIX SECOLO
AREA: DIDATTICA
parole chiave: Jules Verne

 

Il genere marino ha sempre rappresentato una componente importante del romanzo d’avventura: uragani, tempeste, naufragi e isole non segnate nelle mappe sono stati argomenti frequenti della letteratura popolare, che generalmente ha prediletto scenari piuttosto esotici. Oltre a ciò, sebbene siano prevalse nettamente le vicende ambientate in superficie, non sono stati del tutto assenti i riferimenti agli abissi.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è ventimila-leghe-sotto-i-mari-6.jpg

incisione di Henri Theophile Hildibran, pubblicata con l’edizione del 1871 di Vingt Mille Lieues Sous les Mers: illustrations par de Neuville et Riou

Per quanto concerne le profondità marine, già Jules Verne nel suo Vingt Mille Lieues sous les Mers (Ventimila Leghe sotto i Mari) racchiudeva tutte le tematiche principali (il mare, il batiscafo, la flora e la fauna sottomarina comprensiva di mostri e le civiltà sommerse), successivamente prese come modello di riferimento dagli scrittori di romanzi fantascientifici nel corso del Novecento. La visione del mare che traspare dall’opera verniana va interpretata alla luce di un’ottica fermamente positivista, tipica del periodo tardo Ottocentesco e che percepisce il mondo sottomarino come un luogo ancora inesplorato, incontaminato e quindi temibile, ma carico di un potenziale illimitato, disponibile per favorire il progresso umano (M. MELOTTI, 2008). Citando direttamente la definizione che ne faceva il capitano Nemo all’interno del racconto: «Il mare è tutto. Copre i sette decimi del globo terrestre. Il suo respiro è puro e sano. È l’immenso deserto dove l’uomo non è mai solo, poiché sente fremere la vita accanto a sé. Il mare non è altro che il veicolo di un’esistenza soprannaturale e prodigiosa; non è che movimento e amore, è l’infinito vivente, come ha detto uno dei vostri poeti» (J. VERNE, 2018, p.90).

Questa concezione rispecchiava perfettamente la fiducia illuminista nella possibilità per l’uomo di riuscire a conoscere il mondo attraverso la cartografia e controllare la Natura, servendosi del sapere scientifico. É evidente come il romanziere francese non fosse rimasto indifferente alle novità riportate nelle pubblicazioni degli scienziati in ambito naturalistico, così come l’intenzione da parte dell’autore di conferire una funzione didattica alla sua scrittura: infatti, erano numerosi i rimandi ad opere di grande rilievo in materia letteraria, altresì le considerazioni di carattere tecnico- scientifico, tra cui i riferimenti alla nomenclatura zoologica (I. MERELLO, 2006, p.167).

Proseguendo con l’ideologia del mare esposta dal capitano Nemo: «Infatti, signor professore, la Natura vi si manifesta con i suoi tre regni: minerale, vegetale, animale. Quest’ultimo vi è largamente rappresentato da quattro gruppi di zoofiti, da tre classi di articolati, da cinque classi di molluschi, da tre di vertebrati, dai mammiferi, dai rettili e dalle innumerevoli legioni di pesci, che contano oltre tredicimila specie, di cui un decimo soltanto appartiene all’acqua dolce» (J. VERNE, 2018, p.91).

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è fig-2-ventimilaleghe.wordpress.com20130604illustrazioni-by-alphonse-de-neuville-e-edouard-riou.jpg

incisione di Henri Theophile Hildibran, pubblicata con l’edizione del 1871 di Vingt Mille Lieues Sous les Mers: illustrations par de Neuville et Riou

A questo punto, bisogna sottolineare come l’attenzione riservata nel romanzo alla divulgazione scientifica in materia naturalistica non si limitasse alla sola nozionistica e ciò viene dimostrato dal fatto che le incisioni di Henri Theophile Hildibran, pubblicate con l’edizione del 1871 di Vingt Mille Lieues Sous les Mers: illustrations par de Neuville et Riou (Ventimila Leghe Sotto i Mari: illustrazioni di Alphonse de Neuville e Édouard Riou), derivassero dai disegni preparatori di George Roux (Fig. 2.17) e questo si evince con chiarezza dall’estrema somiglianza dei soggetti rappresentati.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è INCISION-VERNE-ROU.jpg

disegno preparatorio di George Roux (Fig. 2.17)

Inoltre, osservando attentamente i lavori di Roux, risalenti agli anni tra il 1866 e il 1869, è importante notare gli appunti riguardanti la nomenclatura relativa ai singoli esemplari disegnati, che rivelano quindi come alla base della loro ideazione ci fosse un accurato studio delle specie appartenenti alla fauna marina.  L’importanza della ricerca scientifica veniva poi rimarcata con l’introduzione dell’avanguardistico Nautilus (Fig. 2.20, 2.21), prodigio meccanico a metà tra l’inventiva verniana e la reale ingegneria: «Mentre tutto è pericolo per una delle vostre navi soggette alle avventure dell’Oceano, mentre sopra al mare la prima impressione è il sentimento dell’Abisso […] a bordo del Nautilus il cuore dell’uomo nulla ha più da temere. Non c’è pericolo che si sfasci, poiché il doppio guscio del battello ha la rigidità del ferro. Non ci sono attrezzi che il tentennamento o il barcollamento consumi, non vele che il vento squassare, non caldaie che il vapore spezzi. Non sono da temere incendi, poiché l’apparecchio è di ferro e non di legno. Non c’è consumo di carbone, poiché l’elettricità è il suo agente meccanico, né pericolo di scontri, essendo solo a navigare nelle acque profonde, né tempeste da sfidare, poiché a pochi metri sott’acqua esso trova l’assoluta tranquillità! Ecco, signore, ecco la nave per eccellenza! » (J. VERNE, 2018, pp.116-117).

La macchina sottomarina descritta in Vingt Mille Lieues sous les Mers permetteva al biologo marino Pierre Aronnax, imprigionato dal capitano insieme ai suoi compagni, Conseil e Ned Land, di percorrere «gli abissi inesplorati» (J. VERNE, 2018, p.125) e ammirarli attraverso pareti in cristallo.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è VERNE-0.jpg

Incisione di H. T. Hildibrand, Vingt Mille Lieues Sous les Mers: Illustrations par de Neuville et Riou, 1871, fonte Alphonse de Neuville e Édouard Riou | VENTIMILALEGHE (wordpress.com)

Inoltre, avvalendosi dell’equipaggiamento subacqueo fornitogli da Nemo, che garantiva una riserva d’aria di circa dieci ore, lo scienziato Aronnax fu in grado di perlustrare i fondali, camminandovi direttamente sopra (Fig. 2.23). Si ritrovò così ad esplorare il sinistro fondo del Mar Mediterraneo, «vasto ossario dove tante ricchezze si sono perdute, dove tanti esseri umani hanno trovato la morte» (J. VERNE, 2018, p.323), fino ad osservare le rovine del tempio di Ercole (Fig. 2.24) per poi raggiungere l’Oceano Atlantico, in cui scoprì un’antica civiltà sommersa (Fig. 2.25): «Quivi, in fatti, m’appariva innanzi agli occhi, ruinata, inabissata, demolita, una città distrutta, dai tetti sfondati, coi templi abbattuti, gli archi dislocati […] Ma il capitano Nemo venne a me e mi arrestò con un suo cenno. Poi, raccogliendo un frammento di pietra cretosa, si fe’ presso ad una roccia di basalto nero e tracciò questa sola parola: “ATLANTIDE”» (J. VERNE, 2018, pp.345-347).

In questo modo, lo scrittore rimandava ad una tematica ben presente nella letteratura popolare: ossia, il rinvenimento di un’isola sconosciuta alla cartografia e spesso sede di culture scomparse, completamente cancellate dalle acque che le hanno inghiottite. 

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è VERNE-3.jpg

Incisione di H. T. Hildibrand, Vingt Mille Lieues Sous les Mers: Illustrations par de Neuville et Riou, 1871, fonte Alphonse de Neuville e Édouard Riou | VENTIMILALEGHE (wordpress.com)

Altro elemento caratteristico nei romanzi d’avventura ambientati in mare era la presenza di spaventose creature ad infestarne le acque. Le loro descrizioni potevano essere ispirate da miti e folklori antichi, spesso originati dall’errata interpretazione di un fenomeno naturale, come probabilmente nel caso della leggenda del kraken, altre volte influenzate dalle testimonianze di presunti avvistamenti (C. GALLO, C. LOMBARDO, R. PRONZATO, 2018).

Uno tra questi suscitò molto interesse intorno alla metà dell’Ottocento, tanto che la notizia è tutt’ora leggibile in Internet, digitando nella barra di ricerca la frase: Il mostro marino della Daedalus. Il 6 agosto 1848, navigando in rotta verso Sant’Elena, il capitano McQuhae della Daedalus e gran parte della sua ciurma avvistarono un serpente marino che fu successivamente discusso in un articolo del «The Times».

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è MITI-640px-The_great_sea_serpent._The_sea_serpent_when_first_seen_from_Her_Majestys_Ship_DAEDALUS_LCCN2003680172.jpg

L’articolo pubblicato dalla The Illustrated London News, 28 ottobre 1848 pag. 264: The great sea serpent. The sea serpent when first seen from H[er] M[ajesty’s] S[hip] DAEDALUS – Abstract/medium: stampa da wood engraving. Library of Congress Catalog: https://lccn.loc.gov/2003680172

La stampa espose tutti i dettagli riportati dall’equipaggio: il corpo del serpente sarebbe stato di colore marrone scuro, mentre la gola bianco-giallastra; avrebbe nuotato ad una velocità tale da raggiungere i diciannove o ventiquattro chilometri all’ora, inoltre, mantenendo sempre la testa a quattro piedi di altezza dalla superficie del mare e si ipotizzava che ci fossero altri sessanta piedi della creatura nascosti dall’acqua. Nel giornale non mancarono informazioni controverse, per esempio sulla durata dell’avvistamento, estremamente breve a detta del capitano ma di almeno venti minuti per sette dei suoi marinai, e sulla forma dell’animale (un ufficiale sosteneva ricordasse più una lucertola che un serpente). In ogni caso, la notizia aveva animato l’opinione pubblica, tanto che lo scienziato britannico Richard Owen dovette ridimensionarne la portata, dichiarando che molto probabilmente si trattasse di un esemplare di elefante marino. Tuttavia, come dimostrano le pagine del «The Illustrated London News» risalenti a qualche mese dopo l’accaduto, il fascino della storia non svanì e anzi divenne fonte d’ispirazione per numerosi scrittori dell’epoca, tra i quali Jules Verne. Infatti, la storia narrata in Vingt Mille Lieues Sous les Mers iniziava con la convocazione del rinomato biologo Aronnax, protagonista del romanzo verniano, affinché s’imbarcasse per dare il suo contributo scientifico durante l’inseguimento di un presunto mostro marino, che da qualche tempo stava incutendo terrore tra i naviganti, i quali testimoniavano nei loro rapporti, non senza qualche scetticismo, di essersi scontrati con un «formidabile cetaceo».

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è verne-1.jpg

Incisione di H. T. Hildibrand, Vingt Mille Lieues Sous les Mers: Illustrations par de Neuville et Riou, 1871, fonte Alphonse de Neuville e Édouard Riou | VENTIMILALEGHE (wordpress.com)

In realtà per i lettori il mistero durò poco e Aronnax scoprì quasi subito la natura artificiale del mostro metallico: si trattava infatti del Nautilus, il sottomarino del capitano Nemo.  Sebbene già nelle prime pagine l’esistenza di un ipotetico animale mostruoso venisse ricondotta alla dimensione fantastica, nel corso della trama varie creature si imbatterono nel Nautilus, spaventandone l’equipaggio e la loro ferocia veniva inoltre sottolineata da alcune descrizioni che ritraevano questi animali come esseri istintivi e crudeli, autentici mostri caratterizzati da «nient’altro che bocca e denti» (J. VERNE, 2018, p.385). 

Domiziana D’Aniello

 

Riferimento
estratto dalla tesi “Oceani, Mari e Abissi tra storia, letteratura e scienza: dall’immaginario antico alle attuali teorie scientifiche” di Domiziana D’Aniello – non tutte le immagini e i disegni contenuti appartengono allo studio 

Illustrazioni di Neuville e Riou, incisioni di H. T. Hildibrand, dal libro Vingt Mille Lieues Sous les Mers, 1871, fonte Alphonse de Neuville e Édouard Riou | VENTIMILALEGHE (wordpress.com)

 

 

Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited   Scopri i vantaggi di Amazon Prime

 

Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo

 

PAGINA PRINCIPALE

Loading

(Visited 120 times, 1 visits today)
Share
5 2 voti
Article Rating
Sottoscrivi
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
vedi tutti i commenti

Translate:

Legenda

Legenda

livello elementare
articoli di facile lettura

livello medio
articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile
articoli di interesse specialistico

Chi c'é online

17 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Filter by Categories
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
Biologia
Cartografia e nautica
Chi siamo
Climatologia
Conoscere il mare
Didattica
Didattica a distanza
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
Letteratura del mare
Malacologia
Marina mercantile
Marine militari
Materiali
Medicina
Medicina subacquea
Meteorologia e stato del mare
Miti e leggende del mare
nautica e navigazione
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Personaggi
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
Sicurezza marittima
Storia della subacquea
Storia della Terra
Storia Navale
Storia navale del Medioevo (post 476 d.C. - 1492)
Storia Navale dell'età antica (3.000 a.C. - 476 d.C,)
Storia navale dell'età moderna (post 1492 - oggi)
Storia navale della prima guerra mondiale (1914-1918)
Storia navale della seconda guerra mondiale (1939 - 1945)
Storia navale Romana
Subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uomini di mare
Video
Wellness - Benessere
 i nodi fondamentali

I nodi fanno parte della cultura dei marinai ... su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

> Per contatti di collaborazione inviate la vostra richiesta a infoocean4future@gmail.com specificando la vostra area di interesse
17 visitatori online
17 ospiti, 0 membri
Complessivo: 742 alle 21-09--2018 06:47 pm
Numero max di visitatori odierni: 26 alle 10:55 am
Mese in corso: 53 alle 07-02--2024 03:01 am
Anno in corso: 53 alle 07-02--2024 03:01 am
Share
Translate »
0
Cosa ne pensate?x