Ocean for Future

Ultima Clock Widget

  • :
  • :

che tempo che fa

Per sapere che tempo fa

Per sapere che tempo fa clicca sull'immagine
dati costantemente aggiornati

OCEAN4FUTURE

La conoscenza ti rende libero

su Amazon puoi trovare molti libri sulla storia del mare (ma non solo) e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

i 100 libri da non perdere

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti. Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile e che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo a raccoglierle con la speranza che la classe politica al di là delle promesse comprenda realmente l'emergenza che viviamo, ed agisca,speriamo, con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

La strategia marittima iraniana nell’ambito degli equilibri geopolitici nel Golfo Persico – parte II

Reading Time: 7 minutes

.

livello elementare

.

ARGOMENTO: GEOPOLITICA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: GOLFO PERSICO
parole chiave: Iran

 

Il quadro geopolitico
Il Golfo Persico è una regione estremamente importante non solo per l’economia mondiale, ma anche per la stabilità generale di quella zona di interesse strategico nota come Mediterraneo allargato. Si tratta di un’area tormentata da scontri politici e militari (da ultimo la guerra civile in Yemen), spesso aggravati da antiche e vivaci dispute ideologiche e religiose, ed è stata da molti definita come una pericolosa mina vagante del mondo contemporaneo, potenzialmente in grado di condizionare l’avvenire di tutti quei paesi che, direttamente o indirettamente, vi gravitano attorno economicamente e/o politicamente.

Come ho già accennato, l’instabilità dell’area è generata sia dalla difficile convivenza di due colossi come Iran e Arabia Saudita, divisi per il diverso orientamento religioso (sciita il primo e sunnita il secondo) e avversari per il predominio sull’area, sia a causa della fragilità interna dei vari reami ed emirati, ancora in parte organizzati in maniera feudale, che si trovano affacciati sul Golfo.

Una miscela esplosiva che potrebbe mettere in serio pericolo l’economia mondiale. Dopo circa trent’anni di guerra (Iran-Iraq, Golfo I e II) l’equilibrio dell’area ne è infatti uscito profondamente mutato e l’intera regione, importantissima per l’approvvigionamento mondiale di petrolio e cerniera dei rapporti con l’Asia, si è trovata in un contesto nuovo e, per molti versi, ancora in evoluzione. La delicatezza dell’area, che racchiude uno specchio di mare che misura circa 160 miglia di larghezza per circa 460 miglia di lunghezza, è ancor più messa in evidenza dalla sua particolare conformazione orografica. Basti pensare a ciò che rappresenta, per il traffico mercantile, il passaggio obbligato attraverso lo Stretto di Hormuz.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è hormuz-ais-2-997x1024.png

Posto tra Iran e penisola arabica esso è al centro delle rotte marittime più importanti al mondo, soprattutto per il commercio del petrolio. Tanto per comprendere la sua portata economica, la sola Arabia Saudita, nel 2018, ha fatto passare nello stretto circa 6,5 milioni di barili di petrolio al giorno. E proprio lo stretto di Hormuz si è trovato al centro di una grave crisi internazionale nel recente passato. È lì che tra attacchi alle petroliere e abbattimenti di droni, nel corso del 2019, si è accentuata la competizione tra Iran da una parte e Stati Uniti e alleati dall’altra. In tale ambito Riyad non ha più relazioni diplomatiche con Teheran dal 3 gennaio 2016.

Abu Dhabi, invece, sembra che ultimamente stia cercando un avvicinamento a Teheran tant’è che, il 13 agosto 2021, ha annunciato di voler normalizzare i suoi rapporti con quel paese. Un annuncio a sorpresa che non ha mancato di suscitare alcune perplessità anche in Iran, dato che il successivo 15 settembre, gli EAU hanno firmato gli accordi di Abramo, atto con il quale Israele – acerrimo antagonista di Teheran – è diventato un attore a pieno titolo dell’architettura di sicurezza del Golfo, come subito sottolineato con la partecipazione alle esercitazioni navali coordinate da USCENTCOM. In tale ambito il Qatar, dopo la composizione dei dissidi con i sauditi (5 gennaio 2021) generati dalla grave crisi del 5 giugno 2017, si è proposto come mediatore tra questi e gli ayatollah, organizzando incontri che finora non hanno dato risultati degni di nota (l’ultima il 21 aprile 2022). Mentre parla con “lingua di liquirizia”, auspicando un’intesa con i sauditi come unica maniera per rasserenare il quadro securitario dell’area, l’Iran continua infatti ad agire sul mare (v. per esempio il caso del Jamaran).

In tale ambito gli USA, nonostante la generalizzata politica di disingaggio del presidente Trump, hanno voluto mantenere una forte presenza militare navale nell’area, prevalentemente grazie all’alleato saudita, con l’”Operation Sentinel” congiuntamente a unità della Gran Bretagna, Israele e Corea del Sud. L’Amministrazione Biden, tuttavia, sul teatro mediorientale appare ancora applicare una strategia debole e senza un chiaro orizzonte, come confermato dalla caotica fuga statunitense da Kabul nel 2021. La Russia e particolarmente la Cina, come detto, si affidano all’Iran per assicurarsi una capacità di partecipazione alle questioni locali. Tuttavia, la loro influenza sarà probabilmente temperata dalle complesse storie locali e dalle molte rivalità etniche e settarie. Tutti questi interessi nazionali si traducono in una significativa presenza militare navale nell’area nel quadro di operazioni multinazionali, la cui capacità di deterrenza nei confronti di possibili impedimenti alla libertà di navigazione si manifesta prevalentemente con attività di scorta ai mercantili, ritenuti il più probabile obiettivo di azioni ostili.

E l’Europa? 
Alcuni paesi europei hanno deciso di avviare un’operazione denominata AGENOR nell’ambito dell’iniziativa “European Maritime Awareness in the Strait of Hormuz” (EMASOH), che si pone l’obiettivo di garantire la presenza europea in quest’area sensibile con un contingente militare a connotazione prevalentemente marittima, per evitare possibili rischi a navi mercantili e agli equipaggi in transito, elemento essenziale per l’economia del vecchio continente.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è European-Maritime-Awareness-in-the-Strait-of-Hormuz-EMASOH-1024x267.png

L’Italia partecipa con una sua unità e, dal luglio 2022, ha assunto il comando tattico del dispositivo. Questo impegno, unitamente agli altri impegni navali internazionali in cui l’Italia è presente sui mari del mondo a pieno titolo, necessita che le navi siano pienamente operative. Ciò richiede lungimiranza politica e l’applicazione di una concreta visione strategica, che permetta di mettere da parte interessi di parte e obsolete e restrittive visioni del passato. Essendo nostro preciso interesse rimanere in quelle acque è quindi indispensabile assicurare ogni possibile supporto alle nostre unità, consentendo loro di poter efficacemente “battere l’onda” a tutela del prestigio, dei legittimi interessi e dell’economia nazionale.

Conclusioni

L’orientamento, o la vocazione marittima, di un paese si giudica valutando l’importanza assegnata alla dimensione navale in rapporto a quella terrestre. In tale ambito, non sembra che Teheran assegni una particolare valenza agli aspetti marittimi rispetto a quelli della sicurezza e della stabilità interna. L’orientamento marittimo iraniano, che ha costituito la principale direttrice strategica durante l’ultimo periodo imperiale (1925-1979) è, quindi, diventato “solo” uno dei mille aspetti della risposta militare asimmetrica della Repubblica islamica, per preservare la sua identità ideologica senza rimettere in discussione la sopravvivenza dello Stato rivoluzionario. Un sistema di potere attento soprattutto alla situazione interna dove le attuali diffuse proteste contro un metodo troppo asfissiante potrebbero, in caso di concomitante grave crisi militare, provocare cedimenti o prestarsi a manovre sovversive del regime, per gli ayatollah prezioso patrimonio da salvaguardare prima di ogni altra cosa.

Anche se il budget militare è cresciuto dai 16,5 miliardi di USD del 2020 ai circa 25 miliardi del 2021 e anche se, nonostante le restrizioni imposte dalle sanzioni, ha mantenuto una certa capacità industriale di produzione di missili e droni, l’Iran non appare in grado, nel breve e medio periodo, di sostenere uno scontro navale maggiore o di impedire il transito delle navi da e per il Golfo Persico attraverso l’applicazione della strategia Anti Access/Area Denial (A2/AD), una strategia tipicamente difensiva, applicata generalmente da chi sa bene di non avere la forza per imporre la propria volontà sui mari.

A ciò va tuttavia aggiunto che proprio l’esistenza dello Stretto di Hormuz presenta anche aspetti negativi per Teheran. Se, infatti, da un lato é la sola via per raggiungere l’Iran via mare (in particolare il grande porto di Bandar-Abbas), dall’altro è anche il suo unico accesso alle grandi rotte commerciali, dato che al momento ci sono solo annunci circa l’esistenza di progetti per la costruzione di una grande porto commerciale nei pressi di Jask. Quando sarà eventualmente realizzato, tuttavia, sarebbe comunque l’unico approdo lungo i suoi quasi 640 km di costa sul Mar Arabico. Di conseguenza, a tutt’oggi anche le rotte commerciali iraniane (specialmente quelle del petrolio) sono, per così dire, ancora prigioniere delle forche caudine di Hormuz.

Se da un lato Teheran vorrebbe aspirare a essere un attore marittimo globale (nel settembre 2021 una flottiglia ha partecipato ad alcune manovre sull’Oceano Atlantico) e nonostante la guida suprema Alì Khamenei si sforzi di sottolineare regolarmente gli autarchici progressi marittimi di Teheran, come l’entrata in servizio del catamarano Soleimani (foto apertura) lo scorso settembre, nel breve e medio termine le sue ambizioni rimangono retoriche e simboliche, dato che le capacità militari iraniane nel settore marittimo sono largamente insufficienti per imporre la propria volontà sui mari e per contrastare in maniera significativa, al di fuori di Hormuz, i traffici mercantili mondiali.

Tuttavia, pur avendo una capacità navale complessivamente modesta, l’Iran rimane un attore protagonista in quelle acque, ed è in grado di costituire una minaccia non trascurabile nell’area dello Stretto di Hormuz e di influire sul flusso dei rifornimenti energetici verso le rotte commerciali mondiali.

Renato Scarfi

Articolo pubblicato originariamente su DIFESAONLINE

 

Note
1
 Chelsi Mueller, The origins of the Arab-Iranian conflict: Nationalism and Sovereignty in the Gulf between the World Wars, Cambridge University Press, 2020

2 Testo integrale in inglese sul sito dell’Iran Chamber Society, The Constitution of Islamic Republic of Iran

3 Renato Scarfi, Aspetti marittimi della Prima Guerra Mondiale, Ed. Ponte di Mezzo, 2018

4 Jean-Lup Samaan, Rivalités irano-saouidiennes: la dimension maritime, Moyen-Orient, 2018

5 International Institute for Strategic Studies (IISS), The Military Balance 2022

Foto: IRNA / Tasnim News Agency / web

 

 

Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited   Scopri i vantaggi di Amazon Prime

 

Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo

 

PAGINA PRINCIPALE

print

(Visited 103 times, 1 visits today)
Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 42 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della traduzione

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro, e la pubblicazione per qualunque utilizzo degli articoli e delle immagini pubblicate è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore degli stessi che può essere contattato tramite la seguente email: infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettetemi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

13 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Filter by Categories
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
Biologia
Cartografia e nautica
Chi siamo
Climatologia
Conoscere il mare
Didattica
Didattica a distanza
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
Letteratura del mare
Malacologia
Marina mercantile
Marine militari
Materiali
Medicina
Medicina subacquea
Meteorologia e stato del mare
nautica e navigazione
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Personaggi
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
Sicurezza marittima
Storia della subacquea
Storia della Terra
Storia Navale
Storia navale del Medioevo (post 476 d.C. - 1492)
Storia Navale dell'età antica (3.000 a.C. - 476 d.C,)
Storia navale dell'età moderna (post 1492 - oggi)
Storia navale della prima guerra mondiale (1914-1918)
Storia navale della seconda guerra mondiale (1939 - 1945)
Storia navale Romana
Subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uomini di mare
Video
Wellness - Benessere

I più letti di oggi

 i nodi fondamentali

I nodi fanno parte della cultura dei marinai ... su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

> Per contatti di collaborazione inviate la vostra richiesta a infoocean4future@gmail.com specificando la vostra area di interesse
Share
Translate »