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  Address: OCEAN4FUTURE

Dalle origini dell’Aéronautique navale francese fino agli anni ’30

Reading Time: 6 minutes

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livello elementare

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ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XX SECOLO
AREA: AVIAZIONE NAVALE
parole chiave: Marine Nationale, Aéronautique navale, Blériot, Fabre, FS La Foudre

 

L’Aéronautique navale, nata nel 1910 e spesso abbreviata con il termine Aéronavale, è la componente aerea della Marine Nationale francese. Fu infatti il 2 aprile 1910 quando la commissione di studio per le nuove armi navali, ordinò sia degli studi sull’utilità di dirigibili e aeroplani in campo navale sia una soluzione di un “aeroplano anfibio” ovvero in grado di decollare dal mare e ammarare per il suo recupero.

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La prima soluzione fu ottenuta dall’ingegnere aeronautico Henri Fabre, che progettò e costruì il primo idrovolante. Nel marzo 1910 Fabre decollò con il suo prototipo di idrovolante dall’Etang de Berre, vicino a Martigues. L’idrovolante (chiamato scherzosamente “le canard” per la sua forma, vista da sotto) riuscì a volare per ben 800 metri sopra lo stagno e ad atterrare sull’acqua, ottenendo di fatto il primato mondiale di decollo e ammaraggio di aeroplano anfibio dalla superficie del mare.

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Boué de Lapeyrère (1852 – 1924), ammiraglio francese durante la prima guerra mondiale, fu un forte sostenitore della riforma navale e fu paragonabile all’ammiraglio Jackie Fisher della Royal Navy britannica. Entrò nell’École Navale nel 1869. Prese parte alla campagna del Tonchino durante la guerra sino-francese e si dimostrò un leader di uomini ed un abile tattico, soprattutto nella battaglia di Fuzhou. Nominato contrammiraglio nel 1902, divenne maggiore generale a Rochefort, poi comandante in capo della divisione navale atlantica dal 1904 al 1906. Fu promosso vice ammiraglio nel 1908 e divenne prefetto marittimo di Brest (préfet marittimo).

Già interessato all’uso degli aeromobili in ambiente marittimo, sin dall’attraversamento del Canale della Manica effettuato da Blériot, la Marina francese intravide subito l’interesse ad acquisire tale arma. Il mese successivo, fu il vice ammiraglio Auguste Boué de Lapeyre a creare una commissione di studio dando priorità all’aviazione a discapito dei dirigibili. 

La visione dello Stato Maggiore francese ipotizzò la realizzazione di un sistema per catapultare gli idrovolanti e poi recuperarli sulla nave madre con una gru (anche se si trattava di imbarcazioni simili a hangar galleggianti destinate al trasporto dell’idrovolante). Alla fine la commissione propose la costruzione di una nave, con un ponte per il varo su rotaia dell’aeromobile posto nella parte anteriore, ed una piattaforma di atterraggio nella parte posteriore, completata da un hangar per ospitare il velivolo. Un’idea visionaria e la cui realizzazione si rivelò presto piuttosto improbabile, considerando la tecnologia marittima dell’epoca.

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biplano Maurice Farman tipo 1910

Alla Marine Nationale fu assegnato l’aeroporto di Saint-Raphaël che diventò la prima base aerea navale francese e la nave prescelta fu l’incrociatore torpediniere “La Foudre”. Il primo aereo acquistato dalla Marina fu un biplano Maurice Farman tipo 1910 presso l’azienda Farman-Kellner-Neubauer.

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incrociatore torpediniere “La Foudre”

Nel giugno 1911, il capitano di vascello René Daveluy, comandante del La Foudre, sulla quale avevano già effettuato i primi test in piattaforma di volo per gli aerei, fu nominato capo dell’organizzazione dell’aeronautica marittimo. Daveluy propose la creazione di una base di maggiori dimensioni, (Fréjus) con tre tipi di aerei: un aereo/idrovolante costiero, un areo da caccia ed un velivolo più leggero da imbarcare su La Foudre.

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imbarco dell’aereo sul La Foudre

Pur costituendo un complesso ben addestrato e organizzato, scontava una serie di problematiche che ne avevano rallentato lo sviluppo sia nelle componenti aeree e navali. Già nel 1917 l’aviazione navale francese era in possesso di 15 basi denominate CAM (Centro Aeronautica marittima) che diventarono, l’11 novembre 1918, giorno dell’armistizio della prima guerra mondiale, 36 centri di aviazione che impiegavano circa 1.260 idrovolanti, 20 dirigibili catturati al nemico, oltre 50 pescherecci da traino per il loro trasporto e 200 aerostati. Il personale di volo comprendeva 630 piloti e 693 osservatori di aeroplani e idrovolanti supportati da 6.800 uomini nei centri aeronautici., 104 piloti di dirigibili con 175 membri dell’equipaggio e 239 osservatori di aerostati vincolati. In sintesi, una componente di tutto rispetto.

La creazione del Ministère de l’Air nel 1928 e dell’Armée de l’air nel 1933 privarono temporaneamente la Marine Nationale della sua aeronautica che venne assorbita dall’Armée de l’air. L’importanza di avere una componente propria spinse la Marine Nationale a combattere per il suo recupero che avverrà nel 1936 per quanto riguarda la componente imbarcata e nel 1937 per quella a terra, con l’eccezione dello studio e della costruzione degli aerei e delle apparecchiature e della formazione iniziale dei piloti che restarono però assicurate dall’Armée de l’air. Un compromesso che ebbe gravi conseguenze perché sconvolse le carriere del personale, chiamato a due diversi passaggi di forza armata, durante il quale si persero molti validi elementi. Inoltre, l’Armée de l’air dedicò sempre un’attenzione relativa al materiale di volo della forza armata sorella che giunse al 1939 con molto materiale antiquato in linea.

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FS La Bearn

Anche le piattaforme erano inadeguate; l’unica portaerei operativa (La Bearn da 25.000 ton) poteva essere considerata al massimo una piattaforma addestrativa, non tanto per l’età o le capacità aeronautiche (essendo stata ammodernata nel ’35 era comparabile sotto questi aspetti con varie unità coeve che ebbero un discreto impiego dal 1939 al 1945) ma perché l’infelice scelta dell’apparato propulsivo le dava una velocità di crociera di appena 10 nodi che le impediva di operare con le forze navali principali.

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il Foudre dopo la conversione in porta aerei

Stesso discorso per la porta idrovolanti Commandant Teste, base mobile per idrovolanti che doveva operare lungo le coste nordafricane supportando i pochi aeroporti e idroscali dell’area, la nave era troppo lenta per operare con le forze navali.

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porta idrovolanti FS Commandant Teste

La Marine Nationale, pur consapevole di questi limiti e della sua imprescindibile necessità di operare sugli oceani, aveva una preferenza dottrinale per il naviglio leggero. Preferenza che, fra le due guerre, si tradusse nella costruzione di veloci incrociatori pesanti e leggeri e. soprattutto. di numerosi, potenti e veloci contre-torpilleurs (esploratori nella classificazione italiana). Quando giunse il momento di rinnovare la componente pesante della flotta, come in tutte le marine dell’epoca, fu data la priorità al naviglio da battaglia e, come la Regia marina italiana, diede priorità al naviglio corazzato ordinando le unità della classe Dunkerque (2 unità ordinate nel 1932) e Richelieu (4 unità ordinate nel 1935 e 1938).

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l’impostazione della portaerei Classe Joffrè, 1938. Caratteristiche: 18.000 t, 40 aerei, 33 nodi

Solo nel novembre del 1938 procedette a impostare una delle due moderne portaerei Classe Joffrè. Un’unità che si sperava di completare entro il 1943 ma il cui completamento era però subordinato a quello delle unità da battaglia, cosa che rallentò molto i lavori. Di fatto, alla resa della Francia, il completamento del Joffrè era solo al 23 per cento. Per uno dei tanti effetti specchio dell’epoca l’iniziativa francese stimolò la controparte italiana che nel 1939 cominciò a programmare per la prima volta seriamente la costruzione di due portaerei similari una da impostare nel 1940 e completare nel 1943 e una da impostare nel 1941 e completare nel 1944 una volta terminata la costruzione delle Littorio.

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aerei Nieuport provenienti da Biserta e trasportati da La Foudre furono sbarcati a Port-Saïd alla fine di novembre del 1914 dove, al comando di tenente di vascello de l’Escaille, effettuarono missioni lungo le coste della Palestina e nel Mar Rosso, per monitorare e attaccare le forze turche che minacciavano il Canale di Suez. Questo squadrone non lascerà l’Egitto fino all’aprile 1916. Una delle ultime missioni di La Foudre a beneficio dell’Aeronautica Militare sarà quella di trasportare due Nieuport ai Dardanelli dove, da marzo a maggio 1915, saranno utilizzati per supportare la Forza navale alleata contro i turchi.

Solitamente nella storia della seconda guerra mondiale il ruolo della componente aeronavale francese è liquidato in poche righe dato il ben maggiore ruolo svolto dalle corrispondenti componenti delle marine americane Giapponesi e Britanniche, tuttavia va ricordato che nel 1940 costituiva un complesso di non irrilevanti dimensioni (700 aerei di cui 370 da combattimento basati a terra e idrovolanti e circa 10.000 uomini) e la costituzione di una forza equivalente costituiva l’aspirazione della regia Marina italiana. 

Fine I parte – continua

Gianluca Bertozzi

 

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