Ocean for Future

Ultima Clock Widget

  • :
  • :

che tempo che fa

Per sapere che tempo fa

Per sapere che tempo fa clicca sull'immagine
dati costantemente aggiornati

OCEAN4FUTURE

La conoscenza ti rende libero

su Amazon puoi trovare molti libri sulla storia del mare (ma non solo) e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

i 100 libri da non perdere

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti. Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile e che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo a raccoglierle con la speranza che la classe politica al di là delle promesse comprenda realmente l'emergenza che viviamo, ed agisca,speriamo, con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

L’Armada Bolivariana del Venezuela – parte I

Reading Time: 7 minutes

.

livello elementare

.

ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XIX -XXI SECOLO
AREA: DIDATTICA
parole chiave: Venezuela, Simon Bolivar

 

Simon Bolivar è un personaggio onnipresente nella storia dell’America Latina e il suo nome viene sfruttato ancora oggi per intitolare istituzioni, eventi, opere pubbliche. Esso, tuttavia, in un solo caso designa una Marina Militare ovvero quella del Venezuela. 

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è simon-bolivar.jpg

Simón Bolívar, il Libertador (Liberatore) nacque a Caracas, 24 luglio 1783, e morì a Santa Marta 17 dicembre 1830. Figura tra le più importanti dell’America latina, fu un generale, patriota e rivoluzionario venezuelano che contribuì all’indipendenza di Bolivia, Colombia, Ecuador, Panama, Perù e Venezuela. 

Storicamente, il Venezuela fu il primo paese sudamericano a dichiararsi indipendente dalla Spagna, nel 1811, anche se poi fu necessario un decennio perché la sua sovranità divenisse effettiva e si estendesse su tutto il suo immenso territorio.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 1.jpgLa nascita della marina militare venezuelana è praticamente contestuale ai primi movimenti indipendentisti: si componeva di piccole unità catturate agli Spagnoli e il suo primo comandante fu il colonnello Antonio Mendoza, ma il personaggio di maggior spicco fu Felipe Santiago Esteves, un capitano mercantile che aveva studiato nautica in Spagna e che, fin dal 1810, ebbe il comando della nave Princesa Carlota sul fiume Tucuyo. Lungo la costa oceanica Esteves combatté poi il Capitano di fregata Juan Gabazo mandato dagli spagnoli con la patente di corsaro. 

Le principali azioni navali del primo periodo furono di sostegno all’esercito e il pattugliamento del grande fiume Orinoco durante la cosiddetta “Prima Campagna della Guyana” nel 1811-1812. Incoraggiati da un primo successo contro gli spagnoli, che con 32 barche cannoniere avevano tentato inutilmente di prendere la città di Angostura sull’Orinoco, le navi venezuelane bloccarono il fiume e al comando di Felipe Santiago Esteves il 25 e 26 marzo 1812 affrontarono la squadra avversaria intervenuta per rompere il blocco nella cosiddetta battaglia di Sorondo.

Gli spagnoli attaccarono i venezuelani con dieci unità e sei barche armate; i patrioti, che già avevano perso una goletta in uno scontro di poco precedente, riuscirono ad affondare le sei cannoniere, ma dopo aver subito un fitto cannoneggiamento a mitraglia persero sei navi, tre catturate e tre incendiate. Caddero o furono fatti prigionieri quasi mille marinai: fu un vero disastro che paralizzò per un certo tempo ogni attività navale in grande stile.

La Gazzetta Piemontese di fine 1818 riferiva che il generale Bolivar aveva proclamato – presumibilmente nell’estate precedente – che il Venezuela stava per avere una formidabile marineria poiché si stavano armando coi cannoni presi in battaglia ben cinquanta navi sull’Orinoco. Ma aggiungeva: “si deve andar assai cauti nel prestar fede a queste notizie date con maggior enfasi di quello che si convenga alla verità“. E infatti questa flotta non vide mai la luce.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 2-1.jpg

i resti della nave Venezuela che si sospetta appartenesse all’Armada boliveriana – Parco Nazionale Ciénagas de Juan Manuel, situato a sud del Lago Maracaibo, dove si verifica il fenomeno del Catatumbo

Il Paese entrò a far parte della Repubblica della Gran Colombia nel 1821 anche se di fatto, a causa delle grandi distanze, le sue navi operarono autonomamente: in particolare la goletta Venezuela continuò l’attività di disturbo nel mar dei Caraibi. Nel 2014 ebbe un grande risonanza sui media locali il ritrovamento del relitto di una goletta chiamata Venezuela, che si ipotizzò fosse proprio quella che combatté durante le guerre di indipendenza, ma il silenzio che calò successivamente su questa notizia fa pensare che si sia trattato solo di un equivoco. Dopo essersi separato dalla Gran Colombia nel 1831, il Venezuela fu travagliato da continue insurrezioni e colpi di stato, ma non combatté mai guerre esterne, così che non si sentì la necessità di sviluppare la Marina Militare che vivacchiò sulle solite cannoniere, sul pattugliamento costiero e sui trasporti di truppe. In seno a questa si sviluppò il Corpo dei Guardacoste, istituito nel 1825 dal tenente di vascello Pedro Lucas Uribarri. Trattandosi di uno stato oceanico, le cannoniere in servizio erano qualcosa di più grande delle modeste unità costiere o fluviali in servizio presso le altre piccole marine dell’epoca.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 5.png

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è ARV_Bolivar.jpg

In particolate le due cannoniere Zumbador e Bolivar potevano essere paragonabili, almeno come dimensioni, a piccoli incrociatori, ma certamente si dimostrarono impotenti ad affrontare le flotte coalizzate di Gran Bretagna, Germania e Italia durante la grande crisi di inizio ‘900.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 3.jpg

Il Bolivar fu catturato il 10 dicembre 1902, nei pressi di Trinidad dall’incrociatore britannico HMS Charybdis; alla fine del conflitto fu restituito al Venezuela nel febbraio del 1903

Nel 1899 era salito al potere il generale Cipriano Castro, considerato sotto ogni aspetto uno dei peggiori uomini politici della storia universale, che nel 1901 sospese il pagamento dell’enorme debito estero che era stato accumulato nel passato dal paese, infischiandosene delle proteste della Gran Bretagna e della Germania che ne possedevano la quota più rilevante.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Unbekannt_-_Venezuelan_vessels_sunk_by_the_Anglo-German_fleet_1902_-_MeisterDrucke-704904.jpg

Nel 1902 il sequestro di una nave britannica fece precipitare la situazione e furono respinti gli ultimatum tedeschi e inglesi, cui seguì uno successivo italiano: questo era giustificato dalla richiesta di protezione dei nostri emigrati che stavano subendo violenze e danni anche se in realtà era dettato più da interessi politici che economici o umanitari e dal desiderio di essere presenti durante le grandi crisi, così come avevamo fatto in occasione della rivolta dei Boxers in Cina nel 1900.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 0435C_RN_Giovanni_Bausan_1883_ariete_torpediniere_alla_Spezia_1904.jpg

ariete torpediniere regia marina italiana Giovanni Bausan

Le coste venezuelane furono sottoposte a blocco e, accanto alle squadre di incrociatori inglesi e tedeschi, da parte italiana intervenne per primo l’ariete torpediniere Giovanni Bausan, seguito dall’incrociatore Carlo Alberto. Fu una campagna in acque lontane che si dimostrò meno difficile di quanto potesse sembrare perché la coalizione poteva contare sugli ottimi punti d’appoggio delle Antille britanniche e olandesi, ma fu inconcludente e consisté quasi esclusivamente in bombardamenti dei forti costieri ai quali, tra l’altro, l’Italia non partecipò. Dopo poche settimane, con l’intervento degli Stati Uniti, si giunse ad un accordo e a una rinegoziazione del debito.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è ARV_totumo.jpg

La reazione della Marina venezuelana fu quasi inesistente stante la disparità delle forze,  e si limitò a qualche azione di disturbo contro le grandi navi avversarie, ma questa piccola guerra navale ebbe una caratteristica che la rende unica: il Venezuela perse la flotta non combattendo, ma perché quasi tutte le sue unità furono catturate con abbordaggi tanto rapidi quanto incruenti. Il 9 dicembre quattro unità furono catturate a La Guaira e due di queste, le cannoniere Totumo e General Crespo, in cattive condizioni e non in grado di affrontare il mare aperto, furono portate al largo e affondate. Un’identico evento, benché su scala ridotta, si verificò nel dicembre 1908 e coinvolse solo il Venezuela e l’Olanda che ne bloccò i porti con gli incrociatori Gelderland, Jacob van Heemskerck e Friesland.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è HNLMS._Gelderland_1897.jpg

HNLMS Gelderland

Il HNLMS Gelderland si impadronì della cannoniera Alejo senza colpo ferire che rimorchiò a Curacao dopo aver sbarcato l’equipaggio venezuelano, e fu catturato anche il guardacoste 22 de Mayo. Il blocco durò solo poche settimane e come contraccolpo portò finalmente alla caduta del già ricordato dittatore Castro.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Mariscal-Sucre-1886.jpg

cannoniera Mariscal Sucre

Negli successivi la flotta venezuelana fu ricostruita alla meno peggio e, negli anni ’20, contava solo poche navi anziane e di modestissimo valore bellico:

Bolivar 570 t, 18 nodi
Miranda 1895, 200 t, 12 nodi
Mariscal Sucre  1886, 1125 t, 13 nodi
General Salom 1884, 750 t, 12 nodi
Josè Feliz Ribas    300 t, 10 nodi

Nel 1937 si ebbe un limitato rinnovamento con l’acquisto in Italia dei posamine Dardanelli e Milazzo che furono ribattezzati rispettivamente General Soublette e General Urdaneta. Costruite nel 1925-1927, con un dislocamento a pieno carico di 815 tonnellate e armate con due cannoni da 102 mm e uno da 76, erano unità polivalenti che potevano essere impiegate anche come dragamine, cannoniere o navi coloniali. 

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Venezuelan_gunboat_General_Soublette_in_the_1940s.jpg

La cannoniera della Marina venezuelana, General Soublette. fu costruita dalla CNT, Monfalcone, Italia, come posamine classe Ostia (nome italiano Milazzo). Lei e la sua gemella Dardanelli (poi General Urdaneta) furono costruite nel 1925 e vendute al Venezuela nel 1938. 

In vista della consegna al Venezuela, subirono alcuni lavori di trasformazione, in particolare le caldaie a carbone furono modificate per la combustione a nafta. Vennero classificate inizialmente come incrociatori, ma passato l’entusiasmo per queste due  unità, si scese a più miti consigli e ricevettero la tradizionale e generica denominazione di cannoniere.

Fine I parte – continua

Guglielmo Evangelista

 

PARTE I PARTE II

 

Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited   Scopri i vantaggi di Amazon Prime

 

Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo

 

PAGINA PRINCIPALE
print
(Visited 195 times, 1 visits today)
Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 42 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della traduzione

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro, e la pubblicazione per qualunque utilizzo degli articoli e delle immagini pubblicate è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore degli stessi che può essere contattato tramite la seguente email: infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettetemi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

15 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Filter by Categories
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
Biologia
Cartografia e nautica
Chi siamo
Climatologia
Conoscere il mare
Didattica
Didattica a distanza
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
Letteratura del mare
Malacologia
Marina mercantile
Marine militari
Materiali
Medicina
Medicina subacquea
Meteorologia e stato del mare
nautica e navigazione
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Personaggi
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
Sicurezza marittima
Storia della subacquea
Storia della Terra
Storia Navale
Storia navale del Medioevo (post 476 d.C. - 1492)
Storia Navale dell'età antica (3.000 a.C. - 476 d.C,)
Storia navale dell'età moderna (post 1492 - oggi)
Storia navale della prima guerra mondiale (1914-1918)
Storia navale della seconda guerra mondiale (1939 - 1945)
Storia navale Romana
Subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uomini di mare
Video

I più letti di oggi

 i nodi fondamentali

I nodi fanno parte della cultura dei marinai ... su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

> Per contatti di collaborazione inviate la vostra richiesta a infoocean4future@gmail.com specificando la vostra area di interesse
Share
Translate »