Ocean for Future

Ultima Clock Widget

  • :
  • :

OCEAN4FUTURE

La conoscenza ti rende libero

su Amazon puoi trovare molti libri sulla storia del mare (ma non solo) e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

i 100 libri da non perdere

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti. Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile e che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo a raccoglierle con la speranza che la classe politica al di là delle promesse comprenda realmente l'emergenza che viviamo, ed agisca,speriamo, con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

Alicudi, perla delle Eolie: la storia dell’isola delle donne che volano

Reading Time: 7 minutes

.

livello elementare

.

ARGOMENTO: REPORTAGE
PERIODO: XX SECOLO
AREA: MAR TIRRENO MERIDIONALE
parole chiave: Alicudi, Eolie, Sicilia, segale cornuta, ergot

 

Era il 1990, l’anno dei mondiali. All’epoca ero il comandante del cacciamine Cedro, dislocato nella base di Messina. Quell’estate decisi di restare in Sicilia e di scoprire quella terra dell’estate senza fine. Non so se fu un caso, ma le giornate di pioggia in quell’anno le contai veramente sulla punta delle dita.  Dopo aver dedicato ogni fine settimana libero a scoprire la Sicilia, dopo le isole Egadi decidemmo di esplorare anche le isole Eolie, facendo base a Lipari. 

Sette perle del Tirreno
Le magnifiche sette isole,  Lipari, Salina, Vulcano, Stromboli, Panarea, Alicudi e Filicudi, si estendono nel mar Tirreno meridionale, sempre battute dal vento.  Non a caso l’arcipelago prende il nome dal dio Eolo, il dio del vento (Àiolos in greco antico) che secondo il mito vi risiedeva.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è eolo.jpgSecondo Diodoro Siculo, Eolo era molto gentile e leale con gli stranieri, e dava insegnamenti ai marinai riguardo alla padronanza delle vele, prevedendo i venti e l’andamento del tempo meteorologico. Un mito che gli antichi pescatori coltivavano, quasi fosse stato uno di loro. Secondo Plinio, queste isole erano per i Greci le Efestiadi (riferendosi al dio Efesto) e successivamente vennero chiamate dai Romani le Aeoliae.

Perle nel blu del Tirreno
L’Arcipelago Eoliano si formò dall’affossamento del Tirreno nel Pliocene che fu seguito dalla risalita del magma profondo dando poi origine al vulcanesimo eoliano; in pratica un sistema vulcanico che poggia sul fondo del mare Tirreno, ad una profondità tra i 1000 ai 3000 metri le cui parti emerse mantengono ancora un’attività visibile.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Lipari-visto-da-vulcano-682x1024.jpg

Lipari sullo sfondo visto dall’isola di Vulcano

Inizialmente si formarono le isole di Panarea (la più antica), Filicudi e Alicudi ed una parte degli apparati di Salina e Lipari che poi si consolidarono in tempi diversi. Circa 100 mila anni fa sorse Vulcano e 40 mila anni fa Stromboli. La loro storia geologica non è però mai finita: le incredibili colate di pomice e di ossidiana del Monte Pelato e della Forgia Vecchia di Lipari che risalgono solo al 729 d.C. E poi l’attività vulcanica di Vulcano e lo spettacolo della sciara di fuoco di Stromboli che ci ricordano che sottoterra non tutto è sopito.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è stromboli-1024x680.jpg

isola di Stromboli

Una storia antica
Le prime tracce di presenza umana sulle isole si datano a partire dal Neolitico (fine V millennio a.C.) quando genti provenienti dalla Sicilia si stanziarono sulla più fertile e accogliente Lipari per sfruttare la preziosa ossidiana, un vetro vulcanico che si forma grazie al rapidissimo raffreddamento della lava. Un materiale prezioso che fu alla base di commerci che interessarono tutto il Mediterraneo per almeno due millenni essendo l’ossidiana la materia più tagliente conosciuta che forniva utensili che venivano esportati verso lidi più lontani come la Liguria, la Francia meridionale, fino alla Dalmazia.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è ossidiana-nera-1-1024x793.jpg

ossidiana di Lipari

Nei secoli seguenti Lipari fu colonizzata da Micenei, Ausoni, Greci fino, nel III secolo a. C., dai Cartaginesi che ne fecero una delle più importanti basi navali. Nel 252 a.C. furono conquistate dai Romani, e per la loro importanza strategica, ospitarono, durante la guerra civile tra Ottaviano e Sesto Pompeo, la flotta di Agrippa prima della battaglia navale di Milazzo ed il successivo sbarco in Sicilia. In età imperiale la sua importanza incominciò a diminuire. In età cristiana Lipari fu sede vescovile e fin dal VI sec. erano venerate nella sua cattedrale le reliquie dell’apostolo San Bartolomeo che secondo la tradizioni vi sarebbero giunte miracolosamente dall’Armenia. Nei secoli dell’Alto Medioevo, Lipari fu quindi meta di pellegrinaggi e intorno alle Isole Eolie fiorì una ricca e variopinta serie di tradizioni e di eventi miracolosi. Altre leggende fioriscono attorno al santo vescovo Agatone e all’eremita San Calogero che liberava l’isola dai diavoli e faceva sgorgare acque salutari. Nel 729 d.C. si ebbe un improvviso risveglio dell’attività vulcanica, dopo molti millenni di quiescenza, e si apersero il nuovo cratere del Monte Pelato che eruttò immense masse di pomice, e quello della Pirrera-Forgia vecchia, che eruttò una colata di ossidiana.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Trekking_cave_pomice_Lipari-1024x581.jpg

le masse di pomice del Monte Pelato a Lipari

Nell’ 839 Lipari fu assediata e distrutta da una incursione di musulmani che massacrarono e deportarono in schiavitù la popolazione, profanando le reliquie di S. Bartolomeo che vennero poi raccolte da alcuni monaci scampati all’eccidio, e in seguito trasportate prima a Salerno e poi a Benevento dove ancora sono custodite. Le Isole Eolie rimasero per alcuni secoli quasi totalmente deserte, fino alla riconquista della Sicilia da parte dei Normanni, che nell’anno 1083 installarono, a Lipari, l’abate Ambrogio con un nucleo di monaci benedettini. Nel 1340 Roberto I re di Napoli si impadronì di Lipari. Nel 1544 il pirata turco Barbarossa saccheggiò Lipari, deportandone i circa 9 mila abitanti. Fu una tale rovina che per molti anni i Liparesi contarono gli anni non dalla nascita di Cristo ma dalla data della grande “ruina” che li aveva decimati. In seguito le Isole Eolie seguirono le sorti della Sicilia e del reame di Napoli. Le isole mantennero un tono minore per molti secoli al punto che i pochi abitanti vivevano delle risorse del mare e della terra in un paesaggio ormai totalmente selvaggio. Solo in tempi recenti sono state riscoperte dal flusso turistico.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Alicudi-2.jpg

Alicudi, l’isola delle donne volanti

Alicudi tra miti e realtà
Non a caso le leggende, aiutate dall’isolamento, continuarono a fiorire per molto tempo. Tra le più curiose quella di fenomeni curiosi avvenuti all’inizio del secolo scorso sull’isola di Alicudi. L’isola lontana dalle isole principali aveva una piccola popolazione che viveva dei prodotti degli ulivi, delle viti, della produzione di ortaggi e di segale, ingrediente utilizzato per la produzione del pane. I prodotti venivano portati, come oggi, al mare a dorso di mulo e scambiati con i pochi visitatori.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è chagall-donne-volanti-sulla-citta.jpeg

dipinto di Chagall “Sulla città” del 1918

Nel 1902, gli abitanti di Alicudi iniziarono a lamentare visioni inquietanti: donne che dopo aver spiegato le ali si lanciavano in volo e si trasformavano in corvi, improvvise trombe marine che circondavano i poveri pescatori in barca per poi scomparire al contatto con la barca. E poi la storia di uno strano cane bianco che si aggirava sull’isola, di una signora vestita di bianco che parlava una lingua strana, e di donne che bevendo un’“acqua magica” spiccavano in volo verso Palermo.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Rogge_moederkoren_Claviceps_purpurea_on_Secale_cereale.jpg

Claviceps purpurea su segale di Rasbak – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=295119

Nulla di misterioso, si trattava di allucinazioni provocate dalla segale cornuta, un cereale impiegato per la preparazione del pane dagli abitanti. In quel periodo la pianta era stata infestata da un fungo parassita, il Claviceps purpurea, un alcaloide dal potere psichedelico presente anche nell’acido lisergico, l’LSD. L’intossicazione causata dall’alcaloide, detta «ergotismo» (dalla parola francese ergot), era conosciuta già nel Medioevo con il nome di «fuoco di Sant’Antonio» e doveva essere molto diffusa visto che, nel 1676, gli scienziati francesi riuscirono a convincere le autorità a proibire l’uso della segale al posto del frumento per preparare il pane

A portare il fungo sull’isola,” ha raccontato a Vice l’antropologo Paolo Lorenzi, “pare siano stati gli Inglesi che venivano da queste parti a prendere la malvasia, per fare lo sherry, e l’assenzio“. In realtà,  secondo l’antropologa Macrina Marilena Maffei, grande studiosa dei miti e delle leggende che riguardano le Eolie, l’arrivo della segale cornuta potrebbe essere databile secoli prima e su tutte le isole, non solo ad Alicudi.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è alicudi-muli.jpg

I muli di Alicudi, da Heritagesicily.com

I racconti, ancora tramandati dai vecchi dell’isola, contribuiscono a rendere ancora più affascinante quest’isola del mar Tirreno, un capolavoro variegato di rocce dal colore grigio scuro al bruno-arancio che arrivano al rosso vinaceo, granulose o lisce al tatto o semplicemente solcate da fessure. La cosa migliore per apprezzare la bellezza di Alicudi è fare il giro in barca. All’epoca ci portò un barcaiolo, che, nonostante le onde che sbattevano minacciose contro le rocce, ci portò a scoprire quelle bellezze senza tempo. Per i meno avventurosi, ci sono due spiagge di grossi ciottoli, caratterizzate da acque poco profonde e limpidissime, dove non è raro vedere nelle vicinanze branchi di delfini.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è muciara-diving-center-1024x768.jpg

photo credit www.muciaradivingcenter.com

I fondali presentano colori che ci ricordano l’origine geologica dell’isola, dal bianco della pomice ai fondali neri lavici le cui acque sono ricche di vita, che offrono la possibilità di effettuare immersioni suggestive per tutti i livelli. Magari stando attenti alla profondità, per evitare di vedere elefanti rosa, cani bianchi e … donne volanti.

.

 

Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited   Scopri i vantaggi di Amazon Prime

 

Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo

 

PAGINA PRINCIPALE

 

 

 

 

 

 

 

print
(Visited 113 times, 1 visits today)
Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 42 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della traduzione

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro, e la pubblicazione per qualunque utilizzo degli articoli e delle immagini pubblicate è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore degli stessi che può essere contattato tramite la seguente email: infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettetemi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

8 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Filter by Categories
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
Biologia
Cartografia e nautica
Chi siamo
Climatologia
Conoscere il mare
Didattica
Didattica a distanza
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
Letteratura del mare
Malacologia
Marina mercantile
Marine militari
Materiali
Medicina
Medicina subacquea
Meteorologia e stato del mare
nautica e navigazione
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Personaggi
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
Sicurezza marittima
Storia della subacquea
Storia della Terra
Storia Navale
Storia navale del Medioevo (post 476 d.C. - 1492)
Storia Navale dell'età antica (3.000 a.C. - 476 d.C,)
Storia navale dell'età moderna (post 1492 - oggi)
Storia navale della prima guerra mondiale (1914-1918)
Storia navale della seconda guerra mondiale (1939 - 1945)
Storia navale Romana
Subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uomini di mare
Video

I più letti di oggi

 i nodi fondamentali

I nodi fanno parte della cultura dei marinai ... su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

> Per contatti di collaborazione inviate la vostra richiesta a infoocean4future@gmail.com specificando la vostra area di interesse
Share
Translate »