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Le nuove guerre del gas: dall’Africa all’Est Europa

Reading Time: 4 minutes

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livello elementare

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ARGOMENTO: GEOPOLITICA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: MEDITERRANEO
parole chiave: Gas

 

Acque agitate in Spagna dopo la lettera indirizzata al re Mohammed VI, dal presidente del governo spagnolo Pedro Sanchez, in cui ha riconosciuto che il piano di autonomia proposto dal Marocco è la soluzione più seria, più realistica e più credibile del conflitto (vedi articolo). 

L’ONU, per bocca del suo portavoce, S. Dujarric, ha invitato tutte le parti in gioco a sostenere l’inviato speciale per il Sahara Occidentale, de Mistura, al fine di sostenere gli sforzi mirati a ridare attualità al processo politico di risoluzione del conflitto in conformità alla risoluzione nr. 2602 dell’ottobre 2021 che prevede l’autodeterminazione del popolo saharawi nel quadro di disposizioni coerenti con i principi e le finalità della Carta delle Nazioni Unite.

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Il premier spagnolo la scorsa settimana è stato duramente attaccato, in una trasmissione radiofonica, dal secondo vice ministro Yolanda Diaz. La leader di “Podemos” ha osservato che la mossa di Sanchez è incostituzionale e non rispetta le norme del diritto internazionale. Infatti, il contenuto della missiva non è stato oggetto di consultazioni o votazioni da parte del governo ed irrispettosa del diritto internazionale poiché non aderente alle risoluzioni delle Nazioni Unite le quali, tra le altre cose, mirano all’autodeterminazione del Sahara Occidentale attraverso un referendum.

L’Italia, in tale contesto, sembra essersi riavvicinata all’Algeria anche con il fine di aumentare le proprie forniture di gas. La stampa spagnola conferma che l’Italia rimane sulle posizioni (a differenza di Germania, USA e Spagna) espresse lo scorso autunno dal presidente della Repubblica ovvero sostenere il ruolo dell’Algeria nell’ambito dell’ONU per la diatriba nel Sahara Occidentale supportando, inoltre, l’inviato speciale Steffan de Mistura. L’Algeria minaccia di inviare il suo gas attraverso l’Italia se la Spagna ne devia una parte al Marocco. Smetterebbe di utilizzare il gasdotto Megdaz tra Orán e Almería e promuoverebbe il trasporto attraverso quello Transmed.

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L’Algeria è un paese chiave per l’approvvigionamento dell’Unione Europea dopo l’inizio della guerra in Ucraina e attraverso il gasdotto con l’Italia Transmed (32 miliardi di metri cubi) ha una capacità quattro volte superiore a quello Medgaz (8 miliardi di metri cubi) che passa per la Spagna e prossimamente si dovrà capire quale dei due sarà quello privilegiato per trasportare gas in Europa come alternativa alla Russia. Cosi facendo la Spagna ha logorato i rapporti con l’Algeria che, di tutta risposta, minaccia di inviare il suo gas attraverso l’Italia se la Spagna ne devia una parte al Marocco. Così ha deciso di non rinnovare il contratto con il gasdotto del Maghreb che attraversa il Marocco per punirlo. In questo modo il Marocco si troverebbe a dover acquistare quasi la metà dei suoi consumi di gas su un mercato indicizzato, in continuo aumento. Dopo la chiusura del primo gasdotto, l’Algeria invia ora all’Italia il doppio del gas che alla Spagna attraverso la rotta più economica e sicura, che è questo tipo di interconnessione fissa. 

ENI afferma che l’Italia ha necessità di un partner a sud per variare i canali di approvvigionamento e che, insieme alla Spagna, è percorso obbligato per gli altri stati EU per il gas alternativo a quello russo. Il presidente del consiglio, dopo lo scoppio del conflitto in corso in Est Europa, ha annunciato la riduzione della dipendenza del gas russo e l’aumento di quello proveniente da altri Paesi tra cui l’Algeria. Lo stesso presidente, alla conferenza stampa tenuta nell’ultimo consiglio europeo, ha provato a far inserire nei punti conclusivi del vertici il tetto massimo del prezzo del gas. Italia, Grecia, Portogallo e Spagna si sono trovate opposte a Germania e Olanda che puntano sul mercato libero. Questa differenza di punti di vista dei vari Paesi dipende – dice il premier – dalle diverse forme di approvvigionamento che i diversi Paesi hanno ovvero dalla più o meno dipendenza dei combustibili fossili. Non dimentichiamo che un altro Paese che ha buoni rapporti con l’Algeria è la Cina: sostiene la sua visione nel Sahara e, approfittando della crisi con la Spagna, è molto interessata alle risorse del Paese del Maghreb.

Con l’inizio della crisi russo-ucraina, l’Algeria ha manifestato una posizione di neutralità rafforzando nel contempo, silenziosamente, rapporti diplomatici ed economici da un lato con la Russia e dall’altro con l’UE.

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L’amministratore delegato della compagnia Sonatrach, nella sua ultima dichiarazione, dice che, l’invio in Europa di gas dipende dalla disponibilità di eccedenze dopo aver soddisfatto il fabbisogno interno e gli impegni con i partner esteri. Dall’altra parte la Russia, stando ai dati relativi al 2021, ha esportato in EU circa il 50% di gas il 25% di petrolio. Con una latente minaccia di una crisi energetica, l’Europa deve cercare fonti alternative di approvvigionamento ed Italia, Spagna e Francia oltre alle trattative con Norvegia ed USA si sono interfacciate con l’Algeria la quale esporta gran parte del gas in Europa sulla base di un protocollo politico-commerciale e tramite i gasdotti prima menzionati.

In questo quadro politico ma soprattutto economico le vicende e gli sviluppi nel Magreb assumono rilevante importanza a livello internazionale unite da un filo rosso con quelle europee e russe. I fragili equilibri diplomatici tra i diversi Paesi esaminati non lasciano presagire nulla di positivo ed anzi potrebbero definitivamente distruggersi tramutandosi in ulteriori non auspicabili conflitti in quelle aree.

Settimol

 

articolo pubblicato in origine da DIFESA ON LINE

 

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