Ocean for Future

Ultima Clock Widget

  • :
  • :

OCEAN4FUTURE

La conoscenza ti rende libero

su Amazon puoi trovare molti libri sulla storia del mare (ma non solo) e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

i 100 libri da non perdere

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti. Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile e che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo a raccoglierle con la speranza che la classe politica al di là delle promesse comprenda realmente l'emergenza che viviamo, ed agisca,speriamo, con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

I cannoni navali giapponesi da 460 mm della corazzata Yamato

Reading Time: 5 minutes

.

livello elementare

.

ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XX SECOLO
AREA: OCEANO PACIFICO
parole chiave: Marina imperiale giapponese, Yamato, cannoni 460mm

 

Tra i cannoni navali più potenti della seconda guerra mondiale, forse il primo posto spetta di diritto al cannone navale giapponese da 460 mm/18 inch Tipo 94. Questo cannone era in servizio con le due più grandi e famose corazzate giapponesi, Yamato e Musashi. Era previsto che sarebbe stato installato sulla terza corazzata della classe Yamato, il Shinano, ma questa fu successivamente trasformato in portaerei per cui non necessitava di artiglieria di quel calibro.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è yamato-bridge-1024x438.jpg

Cannoni straordinari
Gli studi e sviluppi del cannone navale da 460 mm furono eseguiti nella più stretta segretezza dal 1934 al 1939, supervisionati dall’ingegnere S. Hada, denominati 40-SK Mod. 94. Un segreto così ben custodito che gli americani furono in grado di scoprire il vero calibro dell’artiglieria delle corazzate di classe Yamato solo dopo la fine delle ostilità, credendo fino allora che le corazzate giapponesi più avanzate fossero armate con cannoni da 406 mm.

La loro costruzione avvenne dal 1938 al 1940 quando furono prodotte 27 canne, di cui due destinate alle prove sul campo. Sei installazioni complete di torrette a tre cannoni furono installate sulle due corazzate Yamato e Musashi, mentre le canne rimanenti furono destinate all’ulteriore armamento della Shimano tipo che, come accennato, non avvenne.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 460mm.jpg

I supporti della torretta trinata della corazzata “Yamato” pesavano 2510 tonnellate. Se si considera anche il peso delle munizioni si arrivava a 2774 tonnellate, cosa che da solo superava il dislocamento della maggior parte dei cacciatorpediniere durante la seconda guerra mondiale. Per sparare con questi cannoni da 460 mm furono sviluppati proiettili perforanti e incendiari. In seguito, per contrastare la minaccia aerea, furono realizzati proiettili San Shiki Model 3 contenenti ognuno 600 elementi a frammentazione e 996 incendiari che di fatto risultarono di scarsa utilità.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 800px-San-shiki_dan_explosion.jpg

test di esplosione di un proiettile incendiario di tipo 3 (San-shiki dan) della Marina imperiale giapponese: contenente 996 elementi incendiari che si accendevano per 0,5 secondi dopo l’esplosione creando un muro di fuoco. Ogni elemento bruciava per cinque secondi a 3000 gradi C, producendo una fiamma lunga circa 5 metri. – image credit 大和型戦艦 – Yamato class battleship (nobody.jp)

Il proiettile perforante Type 460 da 91 mm fu il più pesante (1460 kg) utilizzato nelle battaglie navali della seconda guerra mondiale. Con una velocità iniziale del proiettile di circa 800 metri al secondo, il cannone navale aveva una portata massima di 42 km fino ad un’altezza massima di 11 km, con una velocità massima di fuoco di 1,5-2 colpi al minuto. La canna poteva assumere angoli di elevazione compresi tra -5 a +45 gradi.  

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 460mm-proiettili-710x1024.jpgLa lunghezza della canna del cannone era di 45 calibri, ovvero più di 20 metri. I suoi proiettili si distinguevano per la capacità di penetrazione nell’armatura (un proiettile perforante da 20 mm poteva penetrare 460 mm di armatura verticale).

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Yamato-ten-ichi-go_Plan_001-1920_zpsj1uyke8u.jpg

I cannoni furono progettati secondo la strategia navale giapponese prevalente, nota come Kantai Kessen, o “Dottrina di battaglia decisiva“, che presupponeva che il Giappone dovesse vincere una guerra combattendo e vincendo un’unica e decisiva azione navale. Date le esperienze maturate nei conflitti precedenti, con la Cina nella prima guerra sino-giapponese (1894-1895) e nella guerra russo-giapponese del 1905, dove il Giappone era uscito vittorioso in decisive azioni navali, gli strateghi del Paese del Sol levante ritenevano che avrebbero potuto ottenere lo stesso risultato lampo contro la flotta statunitense del Pacifico. Per “sconfiggere” il suo avversario orientale, la marina nipponica si aspettava che nessuna nave potesse eguagliare la potenza di fuoco della classe Yamato.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è yamato-design-1024x409.jpg

Queste corazzate furono quindi le più pesanti e potenti mai costruite, con un dislocamento di quasi 72.000 tonnellate a pieno carico. La corazzata Yamato fu progettata per contrastare la flotta di corazzate numericamente superiore nel Pacifico, quella statunitense. Consegnata alla marina nipponica una settimana dopo l’attacco di Pearl Harbor ovvero alla fine del 1941, per tutto il 1942 servì come nave ammiraglia della flotta e nel giugno 1942 fu nave comando dell’ammiraglio Isoroku durante la tragica battaglia di Midway. In seguito, all’inizio del 1943, il suo compito passò alla corazzata Musashi mentre il Yamato continuò ad operare in molte battaglie tra le principali basi navali giapponesi di Truk e Kure dove nel dicembre 1943, fu anche silurata da un sottommergibile americano. Sebbene fosse presente alla battaglia del Mar delle Filippine, nel giugno 1944, non partecipò allo scontro.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è yamato-leyte.jpg

il Yamato sotto attacco a Leyte – la foto mostra un incendio vistoso sulle sovrastrutture – aprile 1945. Interessante notare che furono proprio i giapponesi a dimostrare la vulnerabilità delle navi da battaglia nell’era dell’aeronautica navale con l’affondamento del Principe di Galles e del Repulse nel 1941. La Yamato stava navigando senza alcuna copertura aerea e fu attaccata dagli aerei della V flotta americana. Nonostante i suoi potenti cannoni antiaerei, le probabilità di contrastarli risultò minimale 

L’unica volta in cui la corazzata Yamato sparò con i suoi potenti cannoni contro obiettivi di superficie nemici fu nell’ottobre 1944, quando fu inviata a ingaggiare le forze americane che invadevano le Filippine durante la battaglia del Golfo di Leyte. L’incontro con un gruppo di portaerei di scorta della Task Force 77 della Marina degli Stati Uniti, dopo numerosi attacchi aerei americani, convinse il comando imbarcato della sua impossibilità a contrastare la minaccia e si ritirò.

In un disperato tentativo di rallentare l’avanzata alleata, il Yamato fu inviato in una missione di sola andata a Okinawa, nell’aprile 1945, con l’ordine di arenarsi e combattere fino alla sua distruzione, proteggendo così l’isola dall’attacco delle forze statunitensi. La task force giapponese fu però avvistata a sud di Kyushu da sottomarini e aerei statunitensi e il 7 aprile 1945 fu affondata da bombardieri e aerosiluranti americani con la perdita della maggior parte del suo equipaggio. Alla fine i suoi potenti cannoni si dimostrarono inutili contro la minaccia aerea che avrebbe disegnato le specifiche operative del dopoguerra.

Andrea Mucedola

.

Fonti

Kantai Kessen L’influenza della Dottrina della battaglia decisiva sul fallimento della strategia difensiva giapponese nella Guerra del Pacifico e sull’Operazione Ketsugō. Relatore Prof. Andrea Revelant – Correlatore Prof.ssa Sonia Favi – Tesi di Francesco Rossi 

18.1″/45 Gun (combinedfleet.com)

Battleships : axis and neutral battleships in World War II, Garzke William; Dulin Robert,  1985 Annapolis, Naval Institute Press

Naval Weapons of World War Two, Campbell John, 1985 Annapolis, Naval Institute Press

 

 

Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited   Scopri i vantaggi di Amazon Prime

 

Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo

 

PAGINA PRINCIPALE

 

 

print
(Visited 702 times, 1 visits today)
Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 42 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della traduzione

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro, e la pubblicazione per qualunque utilizzo degli articoli e delle immagini pubblicate è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore degli stessi che può essere contattato tramite la seguente email: infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettetemi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

14 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Filter by Categories
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
Biologia
Cartografia e nautica
Chi siamo
Climatologia
Conoscere il mare
Didattica
Didattica a distanza
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
Letteratura del mare
Malacologia
Marina mercantile
Marine militari
Materiali
Medicina
Medicina subacquea
Meteorologia e stato del mare
nautica e navigazione
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Personaggi
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
Sicurezza marittima
Storia della subacquea
Storia della Terra
Storia Navale
Storia navale del Medioevo (post 476 d.C. - 1492)
Storia Navale dell'età antica (3.000 a.C. - 476 d.C,)
Storia navale dell'età moderna (post 1492 - oggi)
Storia navale della prima guerra mondiale (1914-1918)
Storia navale della seconda guerra mondiale (1939 - 1945)
Storia navale Romana
Subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uomini di mare
Video

I più letti di oggi

 i nodi fondamentali

I nodi fanno parte della cultura dei marinai ... su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

> Per contatti di collaborazione inviate la vostra richiesta a infoocean4future@gmail.com specificando la vostra area di interesse
Share
Translate »