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Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

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  Address: OCEAN4FUTURE

Guerra in Ucraina: attacco dal mare

Reading Time: 7 minutes

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livello elementare

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ARGOMENTO: GEOPOLITICA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: UCRAINA
parole chiave: crisi ucraina, attacco russo

 

Ieri, una nave cargo turca, la Yasa Jupiter, è stata colpita da una bomba o da un razzo mentre era in rotta da Dnepro-Bugskiy a Constanta, in Romania. Secondo il Maritime Rescue Co-ordination Center (MRCC) turco, la nave ha subito danni nell’area della stiva, ma è rimasta in navigazione e il viaggio continua.

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danni alla plancia della Yasa – fonte NewsSatSea.com

L’incidente ha messo in luce le preoccupazioni su come l’attacco russo all’Ucraina possa interrompere le rotte marittime del Mar Nero, che trasportano gran parte del grano ed altri prodotti agricoli verso il Mediterraneo.

Cosa sta succedendo in Ucraina?
Le notizie sono frammentarie ma le news riportano numerosi sbarchi anfibi da Mariupol’ a Odessa. Unità navali della Marina russa hanno di fatto sferrato un attacco contro l’isola di Zmeiniy (isola dei serpenti), appena ad est dell’estuario del Danubio (sembrerebbe conquistandola). L’isola è famosa per essere stata la base di addestramento degli Spetsnaz, forze speciali sovietiche e poi russe e, probabilmente ora usata dalla marina ucraina. Sembrerebbe che navi stiano bombardando l’isola, probabilmente preparando lo sbarco di ulteriori truppe. Ma è solo un tassello di un complesso puzzle che vede il rafforzamento della marina russa nel Mar Nero, dislocate ufficialmente per esercitazioni.

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un’unità classe Ropucha, RFS Tsezar Kunikov, in un’esercitazione di sbarco in Crimea – foto di repertorio dal web

Come era stato mostrato nelle news, nei giorni scorsi, tre navi da sbarco russe classe Ropucha (RFS Minsk, RFS Korolev e RFS Kaliningrad) erano entrate nel Mar Nero, attraversando lo Stretto dei Dardanelli. Con loro era salito a sei il numero di navi da sbarco (le altre sono il Pyotr Morgunov classe Ivan Gren da 6.600 tonnellate, e due navi da sbarco classe Ropucha Georgy Pobedonosets e Olenegorsky Gornyak), di fatto creando una componente anfibia di sei navi provenienti dalle flotte del Baltico e del Nord. Queste navi, da oltre 4000 tonnellate, nelle ultime settimane, si erano trasferite nel Mediterraneo, facendo una sosta operativa nella base navale russa di Tartus, Siria, ufficialmente per partecipare ad un’esercitazione navale. Unità specialistiche che suscitarono da subito una certa attenzione da parte degli analisti militari in quanto in grado di trasportare più di 2.000 soldati e 90 veicoli corazzati. Una componente anfibia non trascurabile ed impiegabile in un eventuale sbarco lungo le coste ucraine …  cosa che nelle ultime ore purtroppo è avvenuta.

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Pyotr Morgunov è la seconda nave della classe Ivan Gren. Varata a maggio 2018 è stata consegnata a dicembre 2020. La classe, Progetto 11711, doveva essere composta da due navi, Ivan Gren e Pyotr Morgunov, ma ne sono state ordinate altre due, Vladimir Andreyev e Vasily Trushin, che avranno un tonnellaggio maggiore e potranno portare più elicotteri. 

In particolare, sulle news era stato segnalato (ma non confermato) che alcune di esse avevano imbarcato a Tartus dei serbatoi di carburante, un carico strategico se si presuppone di dover sostenere le necessità logistiche a seguito della creazione di una testa di ponte, per fornire rinforzi man mano che l’invasione da terra procede.

Lo sbarco
Di fatto, rapporti non confermati su Twitter, hanno riferito un importante sbarco via mare russo nel porto di Odessa, che avrebbe coinvolto mezzi anfibi ed elicotteri poco prima delle 6:00 ora locale del 24 febbraio. Come da manuale, le forze da sbarco russe sono sbarcate anche a Mariupol’, porto nevralgico nel Donbas, in rinforzo alle forze delle Repubbliche ribelli.

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esercitazione di sbarco effettuata dalle forze anfibie russe – Vitaliy Ankov/RIA Novosti

Fuoco dal mare
In questo periodo la flotta russa del Mar Nero è stata rafforzata da navi combattenti provenienti dalle forze dell’Artico, del Baltico, del Pacifico e del Caspio. L’unità maggiore attualmente nel Mar Nero è l’incrociatore Moskva (classe Slava), una vecchia unità (costruita nel 1979) che negli anni ha subito numerose trasformazioni (l’ultima il 3 luglio 2020) armata con potenti missili antinave supersonici P-1000 Vulkan a lungo raggio, visibili in enormi tubi lungo ogni lato della nave. Inoltre, è armata con missili di difesa aerea S-300F che sicuramente potrebbero essere stati usati contro obiettivi ucraini.

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Naval News ha riferito che un sottomarino d’attacco diesel-elettrico classe Kilo, RTS Rostov-na-Donu (B-237), fa parte del gruppo navale. Un sottomarino convenzionale in grado di trasportare fino a 24 mine navali, 18 siluri e quattro missili subsonici Kalibr da attacco terrestre che, secondo un rapporto dell’Office of Naval Intelligence del dicembre 2015, potrebbe avere una gittata compresa fra i 1.500 e i 2.500 km. Nel frattempo alcune unità, tra cui alcune corvette missilistiche, si sono recentemente trasferite nel Mar d’Azov. 

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Il progetto 636.3 Il sottomarino di classe Kilo migliorato Rostov-na-Donu B-237 ha transitato i Dardanelli in direzione Marmara verso il Mar Nero. Fotografato da Yörük Işık – credit Naval News

Non ultimo va menzionato il posizionamento degli ultimi giorni di unità logistiche per il supporto (materiali, mezzi e ospedali da campo) di un’operazione che potrebbe essere tutt’altro che facile. Questa cosa, secondo SI Hutton, era stata notata già dal 17 febbraio con il dislocamento di due navi da riparazione classe Amur Project 304, una su entrambi i lati della Crimea, normalmente impiegate come supporto di manutenzioni post combattimento.  Inoltre, un’altra nave, PM-138, era stata osservata nel lago Donuzlav, sulla costa occidentale. Questo lago ha accesso immediato al mare ed è un porto sicuro in cui eseguire riparazioni di emergenza in caso di battaglia.

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nave supporto PM 56 ora dislocata nel Mar d’Azov – da SI HUTTON H I Sutton – Covert Shores

Un’altra unità, PM-56, era stata posizionata inizialmente vicino a Feodosia, sul lato orientale della Crimea, e poi più a est, forse a supporto delle unità navali dislocate nel Mar d’Azov. Altre navi da guerra sono state dislocate a ovest della Crimea, vicino alla costa ucraina. È probabile che questi includano la fregata di Admiral Essen (classe Admiral Grigorovich) e altre unità missilistiche combattenti.

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Admiral Essen (classe Admiral Grigorovich)

Per completezza, nel Mediterraneo sono presenti altre unità russe in grado di fronteggiare eventuali unità avversarie, compresi i carrier group occidentali che stanno navigando dall’Egeo allo Ionio. Il 2 febbraio, l’RFS Varyag classe Slava, il cacciatorpediniere classe Udaloy, RTS Admiral Tributs, e la rifornitrice Boris Butoma, appartenenti alla flotta russa del Pacifico, erano entrati nel Mediterraneo orientale dal Canale di Suez.

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modello di un sistema Bastion P con missili supersonici antinave Oniks 800

Inoltre, in Siria è posizionata una batteria di missili Bastion-P, armata con il missile antinave supersonico P-800 Oniks, e aerei Tu-22M3 Backfire-C e MiG-31K Foxhound armati con missili antinave supersonici Kh-22 e il missile ipersonico Kinzhal. Sono presenti anche caccia Flanker e velivoli da pattugliamento marittimo Ilyushin Il-38 “Dolphin”.

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Impiego delle forze russe nell’attacco
La situazione non è cert, in quanto i dettagli non sono stati diffusi e le notizie provengono da servizi della stampa internazionale. Sembrerebbe che le azioni di fuoco dal cielo e dal mare abbiano distrutto o reso inutilizzabile gran parte delle unità navali della marina ucraina. I dettagli sugli sbarchi non sono noti ma è probabile che siano stati di supporto alle concomitanti azioni a tenaglia dell’esercito russo e dei miliziani delle repubbliche ribelli, mirate ad inibire le capacità di reazione delle forze militari ucraine.

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Alexander Mozhaev, un separatista filo-russo, fotografato il 20 aprile da Maxim Dondyuk con altri separatisti nella città di Slavyansk – creditTime

Appena possibile vi daremo un aggiornamento su una situazione che va oltre ogni logica geopolitica e diplomatica e che purtroppo da ragione ai segnali di allarme degli ultimi giorni … nonostante i dinieghi di Mosca e le dichiarazioni di Putin, sembra che la Russia abbia intrapreso una strada contorta e complessa, intesa a annichilire l’Ucraina che causerà non poche sanzioni internazionali. Putin non sembra preoccuparsi ma i prossimi giorni, quando le prime bare dei soldati russi torneranno a casa, quando le sanzioni saranno più chiare, potrebbero esserci ancora delle sorprese. In sintesi, una mossa cinica e pericolosa da parte di Mosca i cui esiti scopriremo nei prossimi giorni.

Andrea Mucedola

 

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Andrea Mucedola
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