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  Address: OCEAN4FUTURE

Come supererà la NATO la crisi attuale con la Russia?

Reading Time: 6 minutes

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livello elementare

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ARGOMENTO: GEOPOLITICA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: EQUILIBRI MONDIALI
parole chiave: NATO, Russia, Afghanistan, Cina, Ucraina
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Per 73 anni, la NATO ha preservato la pace e rafforzato i fondamenti della democrazia, della libertà individuale e dello stato di diritto in tutta la comunità transatlantica. Basata su un legame indissolubile tra Europa e Nord America, l’Alleanza è passata da 12 a 30 membri, ampliando la zona di serenità e, quasi ovunque, di democrazia, in cui la sola ipotesi di una guerra è diventata impensabile.

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Forze NATO nel Mediterraneo – photo credit Petty Officer 2nd Class Ryan D. McLearnon, U.S. Navy via Wikimediacommons

La sicurezza dei membri della NATO è stata rafforzata dai contributi di Paesi partner in Europa e nel mondo (dal Medio Oriente, al Nord Africa, al Golfo Arabico e Oceania) che condividono l’impegno duraturo dell’Alleanza per la pace e la sicurezza collettiva.

Oggi, l’Alleanza deve affrontare forse la serie di sfide più complesse della sua storia e deve continuare a scoraggiare, difendere e affrontare tutte le minacce all’area euro-atlantica. L’urgenza è la caratteristica distintiva di questo nuovo momento strategico, data sia la natura sia la portata delle sfide ai valori dell’Alleanza con crescenti minacce per i “Paesi NATO” aggravate dalla pandemia proveniente dalla Cina Popolare.

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L’anno iniziato da poco più di un mese è un punto di svolta per la NATO
Sarebbe facile pensare che il futuro della NATO riguardi solamente ciò che sta accadendo oggi in Ucraina. Sebbene la crisi attuale sia estremamente importante, il futuro dell’Alleanza non riguarda semplicemente il futuro delle relazioni NATO-Russia. Ci sono altre questioni vitali che devono essere affrontate.

Quale sarà il ruolo della NATO in Europa e nel resto del mondo? Come dovrà trasformarsi la NATO, entro il 2030, per  continuare a preservare in modo credibile la pace e proteggere la democrazia di cui hanno benefici tutti i Paesi membri?

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Per quanto riguarda le crisi in Afghanistan e ai confini delle Russia la situazione è differente
Purtroppo, non c’è molto che la NATO possa più fare per il coraggioso popolo afghano, se non imparare le lezioni acquisite di una campagna durata vent’anni anni (il tempo di quattro guerre mondiali e poi fallita): la necessità di una coesione politica più solida, un uso più intelligente della forza militare, una maggiore integrazione civile-militare e strategie più attuabili. La triste sintesi è che come sempre bisogna imparare dai propri errori (anche se quelli finali e fatali sono riconducibili alla, fino ad oggi fallimentare, amministrazione Biden) e farne tesoro.

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forze ucraine, photo Valentin Ogirenko, Reuters

L’Ucraina è un’altra questione
La strategia NATO 2022 è chiara: l’Alleanza sta attuando un’iniziativa di deterrenza in cui gli alleati stanno facendo (o dovrebbero fare) tutto il possibile per aiutare l’Ucraina a difendersi, dissuadere la Russia dal mettere in atto aggressioni e quindi aumentare la possibilità di Kiev di perseguire di una soluzione politica al conflitto nel Donbas.

La NATO dovrebbe dare impulso alle forniture di equipaggiamento e addestramento militare, nonché potenziare gli sforzi per rafforzare la resilienza dell’Ucraina contro attacchi informatici, disinformazione, guerra economica e sovversione politica.

Al momento quanto fatto, insieme alle minacce di sanzioni da parte UE, è chiaramente insufficiente a cambiare le sorti di un conflitto armato nell’area. I Russi hanno una prevalenza locale sia di mezzi sia operativa che in caso di conflitto “spazzerebbe via” l’avversario in poche ore. Si può discutere del “poi” ma non dell’epilogo degli eventuali combattimenti.

Ci vorrà tempo prima che sia completabile un’operazione volta ad aiutare ad addestrare le forze armate ucraine e facilitare l’acquisizione di moderne armi difensive sostenute da finanziamenti comuni. Gli aerei, gli armamenti terrestri e le unità schierate a rinforzo dell’Ucraina dei paesi amici, al momento, hanno solo valenza propagandistica e non cambiano i rapporti di forza.

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Rappresentanti dei paesi NATO durante la riunione settimanale al quartier generale della NATO in Brussels, Belgium. © IMAGO / Xinhua

L’Ucraina è una prova di determinazione collettiva
Per diversi alleati, che non si trovano ai confini orientali né della NATO né dell’UE e che devono far fronte a economie post pandemia con crescenti e importanti debiti pubblici, la crisi in atto è un grosso “fastidio” anche per il dover solo spiegare all’opinione pubblica che ci si dovrebbe preparare ad avere perdite di vite ed economiche per salvaguardare i confini e la stabilità dell’Ucraina. Non da meno, si potrebbe argomentare che un sostegno simile dovrebbe essere offerto, in chiave anti–Mosca, anche alla Georgia. Non credo che in Europa ci siano molti Paesi pronti a perdere vite in supporto di un paese che rimane certamente “amico” ma non “alleato”. Forse …

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l’esercitazione aeronavale NATO Neptune Strike non ha alcun legame con le tensioni con la Russia e l’Ucraina, essendo l’esercitazione già stata pianificata, nel 2020, come confermato dal portavoce del Pentagono John Kirby che ha dichiarato che “… l’esercitazione in sé non è progettata per contrastare il tipo di scenari che potrebbero verificarsi in Ucraina. È davvero un’esercitazione navale della NATO […] destinata a testare un’ampia gamma di capacità navali che vogliamo essere sicuri di continuare a rafforzare“ – photo credit US Navy

Preservare la pace e proteggere le persone richiederà all’Alleanza Atlantica (affiancata dall’UE) una capacità credibile di scoraggiare l’aggressione e di affrontare la continua minaccia rappresentata anche dal terrorismo e da instabilità che possono generare conflitti. La neutralizzazione del capo dei terroristi dell’Isis in Siria da parte delle forze speciali USA è cosa positiva ma anche indicatore che il problema rimane reale e non appare al momento risolto.

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badge NATO, photo credit NATO / Dennis Tappe

Collective defence
La difesa collettiva, la gestione delle crisi, la sicurezza cooperativa rimarranno quindi le tre missioni principali dell’Alleanza, ma in un contesto strategico notevolmente cambiato e mutevole rispetto al passato. Esempio chiaro di tale cambiamento risiede nell’inarrestabile ascesa della Cina Popolare come superpotenza economica e militare, che sta cambiando quanto Washington deve mettere in atto per realizzare gli interessi della sicurezza e difesa degli Stati Uniti. In passato sarebbe stato bello che gli Stati Uniti avessero alleati europei più capaci, ora è un imperativo, ma c’è ancora una pandemia in atto!

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sottomarino nucleare russo emerge fra i ghiacci artici il 26 marzo 2021 durante delle esercitazioni militari  della marina russa (Servizio stampa del Ministero della Difesa russo tramite AP) 

L’unico modo in cui gli Americani potranno mantenere la loro capacità di garantire la sicurezza in Europa è di convincere i Paesi alleati europei ad assumersi responsabilità molto più ampie per la propria difesa. Questa è una delle tante lezioni geopolitiche derivanti dall’attuale crisi ucraina. Gli Americani non stanno solo affrontando la prospettiva di un’aggressione russa, ma anche una Cina Popolare sistematicamente alla ricerca di modi e mezzi per indebolire l’America, anche sfruttando la crescente richiesta di dimostrazione di potere a cui le forze statunitensi sono sempre più soggette in tutto il pianeta.

In conclusione, ribadendo che ritengo non si passerà ad un conflitto armato in Ucraina e che c’è ancora tempo per una soluzione diplomatica nella partita a scacchi organizzata da Mosca, stiamo per vivere giorni cruciali, sebbene con una annessa “distrazione” olimpica.

Giuseppe Morabito

foto in anteprima:  navi russe in ingresso a San Pietroburgo

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