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Jacquotte Delahaye, una pirata alla conquista di Tortuga

Reading Time: 5 minutes

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livello elementare

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ARGOMENTO: PIRATERIA
PERIODO: XVII SECOLO
AREA: MAR DEI CARAIBI
parole chiave: Anne Veut le Dieu, Jacquotte Delahaye, pirati, Tortuga
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Ricordate Anne Dieu-le-Veut, una delle poche donne della filibusta del XVII secolo?  Si racconta che Anna ebbe fra la sua ciurma una “collega”, si fa per dire, chiamata Jacquotte Delahaye, che divenne nel tempo una figura leggendaria dell’isola di Tortuga, una personcina tutt’altro che raccomandabile. 

Le poche fonti riferiscono che la bella e sanguinaria Jacquotte proveniva da Santo Domingo, nella moderna Haiti, figlia di padre francese e madre haitiana. Sembra che la madre morì dando alla luce suo fratello, che soffriva di una lieve disabilità mentale, e che fu lasciato alle sue cure dopo che il padre fu assassinato (forse dagli Spagnoli).

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Secondo un’altra versione, il quadro fu decisamente più drammatico. La giovane Jacquotte si trovava nella sua casa, rannicchiata in un angolo con  il fratellino, mentre i loro genitori venivano uccisi davanti a loro. Qualunque versione si creda, i fattori comuni furono la paura e l’odio e si può comprendere quale fu la motivazione di Jacquotte per rivolgersi alla pirateria; un mix di vendetta ma anche di necessità in quanto aveva bisogno di sostenere se stessa e suo fratello. La giovane fanciulla cercò inizialmente un lavoro onesto come cameriera e barista ma senza successo. Decise quindi di dedicarsi alla pirateria, diventando presto un’eroina fra i bucanieri. La giovane fanciulla doveva essere bella e risoluta per cui scalò rapidamente i ranghi, arrivando a comandare un centinaio di uomini (non male a quell’epoca per essere una donna) ed una piccola flotta.

In quegli anni l’obiettivo principale dei filibustieri dei Caraibi erano le lente navi spagnole, cariche di merci provenienti dal Nuovo Mondo. Prede in genere facili ma che occasionalmente trovavano resistenza da parte degli abbordati. Bisognava quindi essere pronti a tutto. Sebbene esistessero regole fra di loro (il codice della filibusta) esistevano molti pregiudizi misti a superstizioni che facilmente attecchivano sulle navi. Alcune fonti riportano che Jacquotte iniziò la sua nuova carriera vestita da donna (anche se le donne non erano ben viste a bordo) ed incominciò a vestirsi in panni maschili solo dopo aver simulato la sua morte dopo un arrembaggio. Non fu previsto a priori. Sembrerebbe che per sfuggire ai suoi inseguitori, finse la propria morte ed assunse poi un pseudonimo maschile, vivendo poi “da uomo” la sua attività piratesca per molti anni. 

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In seguito ricominciò ad indossare i panni femminili e divenne nota come “Back From the Dead Red“, ovvero “la Rossa che era tornata dalla morte”, ovviamente rossa in riferimento ai suoi straordinari capelli rossi. Da brava pirata disegno anche una bandiera da battaglia, il suo Jolly Roger, che mostrava una donna armata di coltello che balla con uno scheletro (la morte) armato di sciabola intorno ad un cuore rosso sangue. 

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isola di Tortuga

Tortuga, l’isola della filibusta
Tra le sue azioni più audaci di quel periodo, vi fu la presa del Fort de la Roche sull’isola di Tortuga nel 1654 (alcuni parlano del 1656). Come abbiamo letto in altri articoli, storicamente, il controllo dell’isola di Tortuga fu più volte conteso tra Francesi, Inglesi e Spagnoli … “ per non parlare della popolazione nativa Taíno“. Fu un ingegnere francese, Jean La Vasseur, a costruire nel 1639 Fort de la Roche, noto anche come de Rocher, per difendere l’isola dagli Spagnoli che avevano fatto irruzione sull’isola più volte per contrastare i numerosi filibusteri che se ne servivano occasionalmente. Jean La Vasseur divenne poi il governatore dell’isola in quanto era “… amico dei bucanieri e felice di averli intorno, purché condividessero parte del loro bottino“. 

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Fort de la Roche

Laura Sook Duncomb, scrittrice e ricercatrice della storia della filibusta, descrisse il forte come: “…costruito in alto su una collina vicino al porto, accessibile tramite scaletta. Nella roccia sottostante erano scavate nicchie per riparare gli uomini che la difendevano. Era una fortezza quasi inespugnabile, vulnerabile solo dalla cima di una montagna vicina“.

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Anne Bonny e Mary Read sono solo due delle famose donne pirata dei Caraibi. Lebrecht Music and Arts Photo Library/Alamy

In concomitanza con una successiva invasione inglese di Hispaniola, il 13 settembre 1654, il governatore spagnolo emanò una vera e propria cédula che ordinava il ritiro da Tortuga dopo averne prima abbattute le fortificazioni. Tortuga fu rioccupata l’anno successivo da Elias Watts, che si assicurò una commissione dal colonnello William Brayne, in qualità di governatore militare della Giamaica, per servire come “governatore” di Tortuga. La leggenda dice che Jacquotte facesse parte della spedizione inglese, e proclamò la “repubblica dei predoni” o “Freebooter Republic”. Incarico che tenne fino alla sua morte, naturalmente in combattimento contro gli Spagnoli, nel 1663.

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non esistono disegni o ritratti di Jacquotte ma questa ragazza potrebbe rassomigliare alla sua descrizione … una rossa di fuoco

Sembrerebbe che Jacquotte non si sposò mai ee venne descritta come una “solitaria”; si dice che avesse detto: ” amo un uomo che mi comanda non più di quanto potrei amare uno che si lascia comandare da me. Sebbene non esista alcuna documentazione ufficiale, alcuni ritengono che avesse avuto una figlia di nome Dinah Delahaye (ovviamente con il nome della madre) che “… condivideva i sorprendenti capelli rossi di sua madre” ed era “cresciuta fino a diventare una maestra spadaccina e pirata al comando di una piccola flotta di navi“.

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Jacquotte è davvero esistita?
Senza fonti ufficiali, che ne documentino la vita, ci sono dubbi sulla vera vita di Jacquotte Delahaye. Le storie delle sue imprese sono attribuite a cenni legati alla narrazione orale resi noti dagli scritti di Leon Treich, uno scrittore di romanzi fantasy degli anni ’40. Germán Vázquez Chamorro, nel suo libro Mujeres Piratas (Pirate Women), ritiene che fu “… aggiunta alla tradizione del periodo dei bucanieri per rendere gli uomini spietati più appetibili per il lettore moderno“.  Jacquotte viene menzionata nel saggio Women Pirates and the Politics of the Jolly Roger di Ulrike Klausmann et alii e in Global interactions in the Early Modern Age, 1400-1800 di Charles H. Parker.

Personaggio reale o di fantasia che sia, la tramandata folta chioma rossa di Jacquotte richiama comunque alla memoria altre donne pirata dell’epoca come Anna Dieu Le Veut, Anne Bonny e Mary Read per cui tutto è possibile. Donne pirata che combatterono alla pari a fianco dei loro colleghi maschili, senza sfigurare e, soprattutto, vincendo le superstizioni che non vedevano di buon occhio la presenza di donne a bordo. 

 

 

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