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  Address: OCEAN4FUTURE

Recensioni librarie: 9331 miglia di Dario Petucco

Reading Time: 5 minutes

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livello elementare

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ARGOMENTO: RECENSIONE
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: XXI SECOLO

parole chiave: Diario di bordo, Dario Petucco

 

Oggi recensiamo 9331 miglia, un racconto di viaggio scritto da un “vecchio” marinaio, che gli anglosassoni definirebbero un old salt, un’espressione che sottolinea la caratteristica di coloro che hanno passato tanti anni per mare. L’autore, Dario Petucco, racconta in questo suo ultimo libro, un intenso periodo della sua vita quando, a bordo di nave Alpino, attraversò lo stretto di Gibilterra per raggiungere il Mare Baltico durante una lunga dislocazione operativa.

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Dalle pagine di questo racconto, un diario di viaggio, Petucco descrive, con le parole semplici del marinaio, se stesso e il suo amore per la marina militare. Un’amore nato dai racconti della madre sulla fine del povero fratello, della classe 1925, arruolatosi da ragazzo nella Regia Marina e imbarcato, appena diciassettenne come cannoniere sul regio esploratore Da Recco. La notte del 2 dicembre 1942 in navigazione nel Canale di Sicilia, il Nicoloso Da Recco, facente parte assieme ai cacciatorpediniere Camicia Nera (comandato dal C.C. Foscari) e Folgore (comandato dal C.C. Bettica), e alle torpediniere Procione e Clio, della scorta al convoglio “H”, che era partito da Palermo per Biserta alle 10.00 del 1 dicembre 1942, furono soggetti a sorvoli ed illuminazioni di aerei nemici, senza comunque subire alcun attacco.

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Improvvisamente una squadra di incrociatori inglesi, aprì il fuoco contro la scorta, affondando il Folgore e danneggiando fortemente il Da Recco, passando a colpire a morte i mercantili. Gravissime furono le perdite umane. Su 3.300 uomini imbarcati sui mercantili e sulle navi militari se ne perdettero 2.200 tra cui lo zio di Petucco, che fu poi insignito di croce al merito di guerra “alla memoria”.

L’attrazione dell’autore per il mare e per la Marina militare si realizzò con il suo ingresso in Forza Armata, a cui seguirono anni di imbarchi di grande soddisfazione.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 9351-miglia-petucco.jpgTorniamo al romanzo di oggi. L’autore, tra le tante navigazioni compiute nei suoi anni in Marina, agli inizi del 2002 si trovò catapultato, nel giro di pochi giorni, a dover partire per una nuova missione, di poco più di tre mesi, verso i mari dell’Europa settentrionale, inserito in uno staff di comando complesso, in supporto ad una tipologia di navi militari sulla quale non era mai stato imbarcato, un “cacciamine”.

Posso comprendere come per un esperto in radio telecomunicazioni coem Petucco, il supporto a queste unità, minori solo per le loro dimensioni, sia stata un’esperienza unica. Se le tecniche e gli apparati sono le stesse delle navi maggiori, gli spazi a bordo dei cacciamine sono decisamente più angusti e le condizioni di lavoro più … movimentate.

Non posso che concordare con alcune sue perle descrittive, avendo passato alcuni anni in questa componente specialistica italiana, considerata di eccellenza tra le forze NATO. Un giorno a bordo di queste unita di 50 metri di lunghezza e circa 500 tonnellate è decisamente diverso da quelli passati a bordo delle unità maggiori … la sensazione del mare è diversa, e non si tratta solo dell’immancabile mal di mare, che affligge tutti i marinai dai primi imbarchi (spiacevole ma che crea nel tempo il piede marino che trasforma uomini e donne, abituati a camminare sulla terra ferma in marinai), ma anche dello spirito che si respira fra quelle paratie, in una comunione di intenti che fa di un insieme di marinai un equipaggio.

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Petucco racconta la campagna addestrativa dalla partenza da La Spezia di Nave Alpino e due cacciamine classe Gaeta, il Chioggia ed il Crotone, ad Oostende, una piccola città fiamminga del Belgio, casa madre delle Forze di contromisure mine belghe-olandesi fino alla splendida Tallin, Estonia. Petucco fa parte del team del COMGRUPMIN, il comando complesso di contromisure mine, responsabile della missione. Imbarca su nave Alpino, una gloriosa fregata ormai alla fine della sua lunga carriera che nel dopoguerra rappresentarono, con il Carabiniere, capoclasse, le prime unità concettualmente moderne della Marina Militare. 

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nave Alpino

Fu così che, nel marzo del 2002, dopo il consueto, prora e poppa libera, iniziò questa avventura che potrete leggere in questo bel libro, raccontata con gli occhi e le parole di un “vecchio” marinaio che ancora sa emozionarsi nella vita di bordo di ogni giorno. Dai battesimi del mare al passaggio degli stretti, ai primi schiaffi di mare che ti fanno maledire quei momenti di sconforto fisico, fino alle benedizioni delle albe e dei tramonti, salutati dai fischi senza tempo dell’ammaina bandiera.

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mare grosso a Biscaglia

Non mancano riflessioni su come, nonostante la modernità ora presente a bordo delle navi, non manchino gli ostacoli di ogni giorno … gli stessi che, nel bene e nel male, da migliaia di anni accompagnano i naviganti. Non a caso l’aforisma, attribuito a Platone o ad Aristotele, che afferma che «Ci sono tre tipi di uomini: i vivi, i morti e quelli che vanno per mare».

In questo “sincero diario personale di questa esaltante campagna di addestramento navale”, Petucco racconta quei tre mesi trascorsi lontano da casa, navigando per i mari d’Europa e toccando porti mai visitati prima, a fianco di tanti colleghi marinai. A loro non può mancare di rivolgere una “menzione speciale” agli splendidi equipaggi di Nave Alpino, Nave Chioggia e Nave Crotone; nonché gli amici del COMGRUPMIN con i quali ha condiviso le gioie ma anche le fatiche della campagna navale … un altro bellissimo capitolo della sua vita, personale e professionale.

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Un libro semplice e asciutto, ma che trova nelle sue pagine una bella descrizione della vita dei marinai di ogni tempo. Buona lettura.
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Dario Petucco
, originario di Bassano, da molti anni vive nel levante ligure. A sedici anni si è arruolato nella Marina Militare Italiana, raggiungendo il grado di primo luogotenente. Dopo una lunga e brillante carriera, Petucco è ora in quiescenza e si dedica alle sue passioni, tra cui la scrittura. 9331 miglia non è il suo primo libro. La sua attività letteraria è iniziata dalla poesia e nel tempo si è ampliata con l’amore per i racconti e le fiabe. Prima di 9331 miglia ha pubblicato il libro Il mio Iraq – Un marinaio a Baghdad, (2013, Edizioni Cinque Terre) e l’e-book Favole per ogni età.

 

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1 commento

  1. Raffaele Raffaele
    18/12/2021    

    Sono stato imbarcato su nave alpino 73/75 panettiere che Ricordi

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