Ocean for Future

Ultima Clock Widget

  • :
  • :

OCEAN4FUTURE

La conoscenza ti rende libero

su Amazon puoi trovare molti libri sulla storia del mare (ma non solo) e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

i 100 libri da non perdere

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti. Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile e che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo a raccoglierle con la speranza che la classe politica al di là delle promesse comprenda realmente l'emergenza che viviamo, ed agisca,speriamo, con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

Un atto di eroismo dimenticato di un giovane ufficiale della USN che divenne Presidente

Reading Time: 7 minutes

.

livello elementare

.

ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XX SECOLO
AREA: OCEANO PACIFICO
parole chiave: Kennedy, PT 109
.

In quella notte senza luna, a motori spenti per non farsi intercettare, il giovane comandante della motosilurante PT-109 si trovò in una situazione cinematica assolutamente assurda. Faceva parte di un gruppo di 15 motosiluranti guidati dal Lt. Cdr. Thomas G. Warfield che, col senno del poi, aveva gestito la missione in maniera dilettantesca. Il gruppo era stato inviato missione di pattugliamento e interdizione nello stretto di Blackett, attraverso il passaggio Ferguson, lungo le rotte di rifornimento giapponese della rotta denominata in codice Tokio Express.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è turning-point-in-the-pacific-1942-1024x714.jpg

la famigerata Tokio Express

Un rapporto dei servizi d’informazione aveva segnalato che cinque incrociatori nemici avrebbero fatto rotta quella notte dall’isola di Bougainville, attraverso lo stretto di Blackett, dirette a Vila, e le motosiluranti uscirono per intercettarli, sfruttando le ore notturne. Gli attacchi non andarono a buon fine, anzi furono alquanto maldestri. Durante la missione otto motosiluranti lanciarono 30 siluri senza riuscire a colpire nessun bersaglio.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Pt-109-kennedy.jpg

Tra l’altro, dall’esame degli ordini di operazione, non era stata nemmeno prevista una procedura di emergenza nel caso in cui uno dei PT fosse stato colpito. In pratica, le motosiluranti ricevettero l’ordine di lanciare i due siluri in dotazione e quindi rientrare alla base.  Di fatto fu quello che avvenne: le imbarcazioni dotate di radar spararono i loro siluri per prime e si allontanarono senza dare supporto alle rimanenti, come la PT-109, che rimasero senza assistenza radar e non furono informate che altre unità avevano già impegnato in combattimento il nemico. Per cui tre motosiluranti, PT-109,  PT-162 e PT-169, continuarono a pattugliare per intercettare otticamente il nemico.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è pt-109.jpg

vista di poppa del PT 109 PT-109, caricata a bordo della nave classe liberty SS Joseph Stanton per il suo trasporto nel teatro di guerra del Pacifico, 20 agosto 1942.

Verso le 02:00 del 2 agosto 1943, una notte senza luna, il PT 109 spense il motore per evitare il rilevamento della scia da parte degli aerei giapponesi. Improvvisamente si accorsero di trovarsi sulla rotta del cacciatorpediniere giapponese Amagiri, che stava rientrando a Rabaul. Il PT-169 lanciò due siluri contro l’Amagiri (che andarono a vuoto) mentre  il PT-162 non riuscì nemmeno a farli partire e si allontanò. Il PT 109 non fece in tempo ad accendere il motore e fu speronato dal cacciatorpediniere giapponese che procedeva ad oltre 23 nodi.  

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 1280px-Amagiri_1930-1024x702.jpg

il cacciatorpediniere Amagiri

Il 109 fu colpito sul lato di dritta con un angolo di 20 gradi, e l’urto tranciò un pezzo della barca. Nel dopoguerra, il comandante dell’Amagiri, il capitano di corvetta Kohei Hanami, ammise  che lo speronamento fu intenzionale, favorito dalla situazione. Le ore successive sottolinearono come la missione fosse stata gestita malamente dal comandante Warfield, che aveva delegato ai giovani comandanti come gestire il tutto, non prevedendo nemmeno eventuali procedure di ricerca dei sopravvissuti nel caso in cui una nave fosse stata persa. Il capitano di vascello Robert Bulkley, storico navale, scrisse che quella fu forse l’azione più confusa e meno efficace eseguita dai motosiluranti di pattugliamento. Ben otto PT lanciarono 30 siluri senza ottenere alcun risultato.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è PT-109_crew.jpg

l’equipaggio del PT 109 da sinistra in alto: Ensign Al Webb, Leon Drawdy, Edger Mauer, Edmund Drewitch, John Maguire, Kennedy. in basso da sinistra a destra Charles Harris, Maurice Kowal, Andrew Kirksey, Ensign Lenny Thom. (Webb, Drewitch, Drawdy, e Kowal (non a bordo durante la collisione), Barney Ross; Raymond Albert; William Johnson; Harold Marney; McMhaon (1943) da Collections of the U.S. National Archives.

Quando il PT-109 fu speronato, intorno alle 2:27 del mattino, si generò una colonna di fuoco alta 30 metri, ed il carburante si riversò in mare, causando un incendio nelle acque circostanti. Due marinai, Andrew Jackson Kirksey e Harold William Marney, perirono sul colpo ed altri due membri dell’equipaggio rimasero gravemente feriti e ustionati, cadendo nel mare in fiamme che circondava la motosilurante. Il Comandante riuscì a salvare il MM1 Patrick McMahon, il membro dell’equipaggio con le ferite più gravi, che includevano ustioni che coprivano il 70 percento del suo corpo, e lo portò  sulla prua che ancora galleggiava. Poi si lanciò nuovamente in acqua salvandone altri due. Gli  undici sopravvissuti si aggrapparono alla sezione di prua del PT-109 per dodici ore mentre il relitto galleggiante vagava alla deriva, dirigendosi lentamente verso sud.

Verso le 13:00 del 2 agosto, lo scafo incominciò ad imbarcare acqua e il comandante si rese conto che sarebbe presto affondato. Decise quindi di nuotare verso la minuscola isola deserta di Plum Pudding. Si chiamava Plum Pudding, ma gli uomini la chiamavano “Bird” Island a causa del guano che ricopriva i cespugli. Non tutti erano in grado di nuotare con destrezza, anzi alcuni non sapevano farlo, e posero una lampada, le scarpe e … “i non nuotatori” … su uno dei travi galleggianti, iniziando a spingerlo verso l’isola.  Il Comandante, che era stato nella squadra di nuoto della Harvard University, usò una cinghia del giubbotto di salvataggio stretta tra i denti per trainare il marinaio ferito più gravemente. Ci vollero comunque quattro ore per raggiungere a nuoto l’isola, a circa tre miglia di distanza, tra correnti insidiose e la costante paura di essere attaccati dagli squali, attirati dal sangue dei feriti.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 1280px-PT-109_Collision_Solomon_Islands_1943_EN.svg-1024x740.png

L’isola aveva un diametro di soli 91 metri, e non forniva possibilità di sopravvivenza, ovvero né cibo né acqua. L’equipaggio esausto si trascinò dietro la linea degli alberi per nascondersi dalle chiatte giapponesi di passaggio. Il quattro agosto si trasferirono, nuotando quasi quattro miglia, a sud dell’isola di Olasana, combattendo contro una forte corrente, dove trovarono noci di cocco mature, anche se non c’era acqua potabile. Il giorno seguente, il 5 agosto, il comandante e il guardiamarina Ross, nuotarono per un’ora fino all’isola di Naru, dove trovarono una piccola canoa, pacchetti di cracker e caramelle ed un bidone da cinquanta galloni di acqua potabile lasciato dai giapponesi. Sull’isola di Olasana incontrarono degli osservatori melanesiani con cui il giovane comandante riuscì a scambiare poche parole e, soprattutto a convincerli che erano americani. Questi portarono alcune patate dolci, verdure e sigarette dalla loro piroga e aiutarono l’equipaggio ormai allo stremo, fino all’arrivo dei soccorsi, due giorni dopo.

Ora vi chiederete cosa ha di particolare questa storia? Di eventi minori come questo ne avvennero molti durante la guerra ma la cosa particolare fu che quel giovane comandante, sarebbe un giorno diventato il Presidente degli Stati Uniti, John Fitzgerald Kennedy.

President John F. Kennedy

foto ufficiale del Lt.(jg) John F. Kennedy 

Un ufficiale di Marina coraggioso
John F. Kennedy, nonostante avesse problemi di salute alla schiena, grazie all’aiuto del capitano di vascello Alan Kirk, direttore dell’Ufficio dell’intelligence navale (ONI), che era stato addetto navale a Londra, quando suo padre, Joseph P. Kennedy, era l’ambasciatore, fu arruolato nella Marina statunitense e fu nominato guardiamarina della Riserva nell’ottobre 1941, entrando a far parte dello staff dell’Office of Naval Intelligence.

Kennedy frequentò il corso di ufficiale di complemento con la Naval Reserve Officers Training School (NROTC), presso la Northwestern University, da luglio a settembre 1942, e dopo la laurea fu assegnato al Motor Torpedo Boat Squadron Training Center di base in Rhode Island. In dicembre fu nominato comandante della motosilurante PT-101, appartenente al Motor Torpedo Boat Squadron FOURTEEN, schierata a Panama. Allo scoppio della seconda guerra mondiale, Kennedy chiese di essere assegnato in zona di operazioni e, il mese successivo, fu assegnato al comando del PT-109 nelle Isole Salomone.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Lt._John_F._Kennedy_aboard_the_PT-109-711x1024.jpg

Lt.(jg) John F. Kennedy a bordo del PT-109 nel Pacifico meridionale, 1943. Fotografia nella John F. Kennedy Presidential Library and Museum, Boston

Durante una missione di combattimento, come ho raccontato nella prima parte, fu affondato dal cacciatorpediniere giapponese Agimari, ma riuscì a salvare quasi tutti i membri del suo equipaggio.

Per il suo comportamento, Kennedy fu in seguito insignito della Medaglia della Marina e del Corpo dei Marines per il salvataggio del suo equipaggio, ottenendo poi come la Purple Heart per le ferite riportate in combattimento. Kennedy tornò negli Stati Uniti nel gennaio 1944, ma a causa dei problemi alla schiena dovette ritirarsi dalla Riserva della Marina per disabilità fisica nel marzo 1945 con il grado di tenente di vascello.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è JF_Kennedy_awarded_medal.jpeg

Ciononostante Kennedy restò intimamente legato alla Marina Statunitense e, nell’agosto del 1963, scrisseAny man who may be asked in this century what he did to make his life worthwhile, I think can respond with a good deal of pride and satisfaction, ‘I served in the United States Navy,'”.

La USN non lo dimenticò nominando una delle sue portaerei, CVN-79, con il suo nome.

Andrea Mucedola

.

Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited   Scopri i vantaggi di Amazon Prime

 

Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo

 

PAGINA PRINCIPALE
print
(Visited 234 times, 1 visits today)
Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 42 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della traduzione

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro, e la pubblicazione per qualunque utilizzo degli articoli e delle immagini pubblicate è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore degli stessi che può essere contattato tramite la seguente email: infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettetemi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

14 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Filter by Categories
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
Biologia
Cartografia e nautica
Chi siamo
Climatologia
Conoscere il mare
Didattica
Didattica a distanza
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
Letteratura del mare
Malacologia
Marina mercantile
Marine militari
Materiali
Medicina
Medicina subacquea
Meteorologia e stato del mare
nautica e navigazione
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Personaggi
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
Sicurezza marittima
Storia della subacquea
Storia della Terra
Storia Navale
Storia navale del Medioevo (post 476 d.C. - 1492)
Storia Navale dell'età antica (3.000 a.C. - 476 d.C,)
Storia navale dell'età moderna (post 1492 - oggi)
Storia navale della prima guerra mondiale (1914-1918)
Storia navale della seconda guerra mondiale (1939 - 1945)
Storia navale Romana
Subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uomini di mare
Video

I più letti di oggi

 i nodi fondamentali

I nodi fanno parte della cultura dei marinai ... su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

> Per contatti di collaborazione inviate la vostra richiesta a infoocean4future@gmail.com specificando la vostra area di interesse
Share
Translate »