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La storia di Sam, l’inaffondabile

Reading Time: 6 minutes

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livello elementare

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ARGOMENTO: LEGGENDE DEL MARE
PERIODO: XX SECOLO
AREA: OCEANO ATLANTICO

parole chiave: Sam unsinkable, Bismarck, Ark Royal

 

Fin dai tempi antichi, si narrano storie di gatti, passeggeri ma anche utili membri dell’equipaggio; potremmo dire indispensabili sulle navi per combattere i topi, portatori di gravi malattie che infestavano le stive rosicchiando cime e strutture di bordo e divorando le scarse provviste. Certo, talvolta i simpatici felini sapevano essere di compagnia, aiutando l’equipaggio a liberarsi dallo stress quotidiano. Una storia antica del rapporto pari livello tra i felini domestici e l’Uomo, che si ritrova nelle fonti classiche. Possiamo ridalire agli antichi Egizi che, durante i loro viaggi commerciali sul Nilo, usavano i gatti per catturare gli uccelli e uccidere i serpenti e li consideravano animali sacri. Si tramanda che, nell’VIII e nel IX secolo, anche i Norreni adottarono la pratica di trasportare i gatti sulle loro imbarcazioni per catturare i roditori.

Oggi raccontiamo una storia curiosa, l’avventurosa vita di Oscar/Sam, definito l’inaffondabile; un gatto decisamente fortunato che, imbarcato su tre diverse navi da guerra nell’Atlantico durante la seconda guerra mondiale, divenne suo malgrado testimone sopravvissuto di eventi drammatici.

La sua storia nel tempo si è arricchita di colorazioni personali al punto che con il tempo eventi reali e leggenda si sono mischiati … di fatto sembra che the Unsinkable Sam, come venne in seguito soprannominato, riuscì a sopravvivere a tre diversi naufragi, restando totalmente illeso. Per quanto incredibile sia la sua storia, in quei drammatici frangenti il gatto riuscì sempre a salvarsi, buttandosi in mare per raggiungere delle travi galleggianti, zattere di salvataggio improvvisate come avrebbe fatto un qualsiasi naufrago a due zampe.

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Il primo evento è legato addirittura alla famosa corazzata tedesca Bismarck. La Kriegsmarine varò la corazzata Bismarck nel 1939, pochi mesi prima che il Reich invadesse la Polonia e desse il via alla seconda guerra mondiale. Nel 1941, la nave era stata dislocata nella parte settentrionale dell’Oceano Atlantico con il compito di intercettare ed affondare i convogli navali che trasportavano rifornimenti tra il Canada e il Regno Unito.

A bordo del Bismarck c’era un equipaggio di circa 2.200 membri ed un gatto bianco e nero. Come ricorderete da un precedente articolo, dopo un violento e lungo scontro navale, la nave da battaglia tedesca fu affondata dalle unità della Forza H della Royal Navy britannica il 27 maggio 1941.

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i naufraghi della nave da battaglia Bismarck vengono salvati dalle unità britanniche

Quando affondò, solo 114 dei passeggeri della nave sopravvissero, e fra di essi anche il giovane gatto. Secondo i racconti una nave da guerra britannica, il HMS Cossack lo recuperò durante il salvataggio dei sopravvissuti della Bismarck quando alcuni membri dell’equipaggio avvistarono il gatto abbarbicato su un’asse galleggiante. Il felino fu quindi portato a bordo della nave britannica e gli fu dato dai marinai il nome Oscar (a volte scritto Oskar a causa delle sue origini tedesche).

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è international-maritime-signal-flag-oscar-clip-art-78989.jpgIl nome “Oscar” che fu assegnato al gatto non fu casuale e deriva dal Codice Internazionale dei Segnali (ICS) che utilizza bandiere con significati specifici. Nel caso della bandiera oscar essa significa “Uomo in mare (man over board)”. Un nome decisamente appropriato per quel gatto senza nome, trovato alla deriva come un qualsiasi naufrago.

Qualche mese dopo, il 24 ottobre 1941, l’HMS Cossack stava scortando un convoglio da Gibilterra alla Gran Bretagna, e fu gravemente danneggiato da un siluro lanciato dal sottomarino tedesco U-563.

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HMS Cossack

Parte dell’equipaggio fu trasbordata sul cacciatorpediniere HMS Legion, e iniziarono le procedure per cercare di rimorchiare la nave fino a Gibilterra. Il peggioramento delle condizioni meteorologiche rese però il compito impossibile e la nave dovette essere abbandonata al suo triste destino, affondando il 27 ottobre ad ovest di Gibilterra. Di fatto gli ingenti danni a seguito dell’esplosione iniziale, che aveva spazzato via un terzo della sezione prodiera della nave, avevano comportato la perdita di 159 membri dell’equipaggio. Le cronache riferirono che tra i sopravvissuti c’era anche il gatto Oscar che raggiunse sano e salvo Gibilterra.

Sotto la rocca Oscar trovò anche la sua nuova destinazione, la portaerei HMS Ark Royal, probabilmente imbarcando a seguito di un marinaio che si era preso cura di lui. Si pensa che fu proprio a bordo di quella nave che il gatto ricevette il suo soprannome, “Unsinkable Sam“.

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l’HMS Ark Royal, pesantemente inclinata da una grossa falla d’acqua, poco prima del suo affondamento

Come volle il destino, quel soprannome si sarebbe dimostrato ancora una volta appropriato. Il 14 novembre 1941, circa un mese dopo dell’affondamento del Cossack, anche la portaerei HMS Ark Royal fu silurata da un sommergibile tedesco, l’U-81. Ancora una volta, nonostante i tentativi per rimorchiare la portaerei a Gibilterra, la falla fu troppo importante e la nave si capovolse a 30 miglia da Gibilterra. La lentezza con cui la nave affondò permise il salvataggio di quasi tutti i membri dell’equipaggio, incluso Sam, che fu trovato da una scialuppa di soccorso aggrappato a un’asse di legno galleggiante. Le testimonianze, se vogliamo crederci, furono che il gatto era decisamente “arrabbiato ma del tutto illeso” e fu poi trasferito prima a bordo della HMS Lightning e poi della stessa HMS Legion, la stessa nave che aveva salvato l’equipaggio del HMS Cossack.

La cosa curiosa è che sia l’HMS Cossack che l’HMS Ark Royal avevano partecipato all’attacco ed affondamento del Bismarck, e l’HMS Legion e l’HMS Lightning erano state coinvolte con le prime due durante il loro affondamento. Quasi seguendo un copione anche loro furono in seguito affondate. Ad alcuni sembrò la maledizione di Oskar/Sam, verso coloro che avevano affondato la sua prima nave, la Bismarck. D’altronde era un gatto … tedesco. A parte tutto, Sam dimostrò che almeno lui aveva molte vite da spendere ed era un gatto fortunato.

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Oscar/Sam il gatto bianco e nero, sopravvissuto al naufragio del Bismarck, H.M.S. Cossack e del H.M.S. Ark Royal con la sua ultima proprietaria Miss Margaret Hill al Sailors’ Rest a Derry/Londonderry. Copyright: Belfast Telegraph, 9 dicembre 1941

Ora vi domanderete cosa successe all’inquietante fortunatissimo felino bianco e nero dopo il suo terzo naufragio. Secondo il Royal National Museum di Greenwich, il gatto fu collocato negli uffici del governatore di Gibilterra e, in seguito fu adottato da un marinaio che lo portò con sé a Belfast dove Sam ricevette vitto e alloggio nella locale casa di riposo per marinai,  Sailors’ Rest. Sua ultima dimora dove Sam morì nel 1955. Di lui restarono tante storie nonché due diversi ritratti.

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Uno, forse il più attendibile, è attribuito all’artista Georgina Shaw-Baker, un disegno a pastello che si trova al National Maritime Museum di Greenwich che lo ritrae su una tavola di legno alla deriva. Alcuni ricercatori ritengono che la storia di Oscar/Sam, sebbene sia una storia meravigliosa, sia in realtà un “mito urbano”, ed è altamente improbabile che sia accaduto in quel modo. Se fosse accaduto sarebbe stato riportato nei rapporti di salvataggio dei naufraghi, invece di essere tramandato in forma verbale.

Leggenda o realtà lascio a voi la scelta .. però se ci pensate, questa storia del mare qualcosa ci insegna …  in ogni circostanza, anche la più drammatica, bisogna sempre avere la forza e la volontà di sopravvivere … c’è sempre una “trave” dove assicurarci per raggiungere la salvezza … specialmente se si hanno a disposizione tante vite.

Andrea Mucedola

 

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2 commenti

  1. Francesco Brecciaroli Francesco Brecciaroli
    28/09/2021    

    Bella storia: un’ incredibile sequenza da film!

  2. Maria pia Maria pia
    27/09/2021    

    Grazie Andrea, molto interessante

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