If you save the Ocean You save the Planet

Eventi

  • No events

OCEAN4FUTURE

La conoscenza ti rende libero

su Amazon puoi trovare molti libri sulla storia del mare (ma non solo) e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

i 100 libri da non perdere

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti. Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile e che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo a raccoglierle con la speranza che la classe politica al di là delle promesse comprenda realmente l'emergenza che viviamo, ed agisca,speriamo, con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

Una storia del mare: Il naufragio della “City of Columbus”

Reading Time: 5 minutes

.

livello elementare

.

ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XIX SECOLO
AREA:OCEANO ATLANTICO

parole chiave: City of Columbus

 

Lungo la costa orientale degli Stati Uniti esiste un’area di mare che nel diciannovesimo secolo vantava una densità di traffico navale seconda solo al Canale della Manica tra Inghilterra e Francia.

Questa zona, chiamata “Vineyard Sound”, è delimitata dall’isola di Martha’s Vineyard e la serie di piccoli isolotti detti “Elizabeth Islands” a sud di Cape Cod e costituiva la rotta principale per i movimenti delle navi da nord a sud. Nel 1870 il guardiano del faro, posizionato su “Gay Head” nell’isola di Martha’s Vineyard, registrò il movimento di più di ventiseimila navi. 

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è NOAA_Map.jpg

Il Vineyard Sound, nonostante la sua posizione relativamente ridossata e la modesta profondità è tutt’altro che un mare “facile” da navigare. Le forti correnti che lo contraddistinguono, legate alle variazioni di marea, la presenza di barre sabbiose e secche, che spesso si muovono sotto la spinta delle correnti e delle onde, e le frequenti nebbie rendono la navigazione molto impegnativa anche oggi nonostante  gli ausili per la navigazione più moderni.

Non è quindi una sorpresa che un elevato numero di relitti costelli i fondali di quest’area. Dei tanti naufragi che si sono succeduti negli anni quello che coinvolse la “City of Columbus” fu uno dei più tragici e, sotto certi aspetti, misteriosi.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Vineyard_Sound.jpg

SS City of Columbus” prese il nome dall’omonima città in Georgia. La società armatrice “Ocean Steamship Company” decise di battezzare la sua nuova unità con questo nome in onore della città che, negli anni successivi alla guerra di secessione, era divenuta una delle metropoli della nuova unione. La nave venne costruita nel 1878 nei cantieri  “John Roach & Son” lungo il fiume Delaware vicino Filadelfia, venne quindi spostata a New York e da lì a Savannah. La nave era lunga 275 piedi e larga 38 con un pescaggio di quasi 24 piedi. La propulsione era a vapore con quattro caldaie ognuna delle quali veniva alimentata da tre fornaci a carbone. La velocità di crociera era stimata in 12,5 nodi. Circa 200 passeggeri potevano esser trasportati, ospitati nelle 42 cabine e nell’area popolare delle camerate. Come quasi tutte le navi dell’epoca la City of Columbus aveva vele distribuite su due alberi, uno a prua e l’altro verso poppa. Il suo utilizzo principale era sulla rotta Boston-Savannah per il trasporto di cotone dal sud verso il nord e pesce, patate, mele e merce varia durante il viaggio di ritorno verso il sud.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 2-City-of-Columbus.jpg

Il capitano Schuyler Wright assunse il comando della nave nel settembre del 1882. All’età di 52 anni il capitano Wright era all’apice della sua carriera iniziata a soli 13 anni con una serie di imbarchi ed aveva un’ottima esperienza nel navigare nelle pericolose acque del Vineyard Sound.

Il 17 gennaio 1884 la “City of Columbus” salpò da Boston per il suo viaggio di ritorno a Savannah, a bordo vi erano 87 passeggeri e 45 membri d’equipaggio.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è rotta-savannah-boston-534x1024.jpg

le rotte percorse dai mercantili tra Boston, New York e Savannah

La notte era chiara, con un forte vento da nordovest. Il capitano Wright rimase in plancia fino alle una e trenta della mattina del 18 gennaio quando ormai la nave aveva ormai doppiato Cape Cod. Prima di ritirarsi in cabina Wright lasciò le istruzioni di navigazione per il primo ufficiale, Edwin Fuller ed il timoniere. Quest’ultimo però non sentì il capitano e quindi aspettò ulteriori ordini dal primo ufficiale. Fuller era tranquillo, in questo punto il canale navigabile è largo quasi cinque miglia e la nave procedeva spedita. Purtroppo, Fuller non realizzò che la forza combinata del vento e della corrente stavano facendo scarrocciare la nave verso le pericolose rocce che si estendono a poca profondità dal capo di “Gay Head” e che hanno il sinistro nome di “Devil’s Bridge” (il ponte del diavolo).

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è city-of-columbus-relitto.png

Poco prima delle tre e quarantacinque della mattina la vedetta di prua notò una boa a dritta … vicina, maledettamente troppo vicina. Il capitano Wright venne svegliato dalle grida della vedetta e, raggiunta la plancia, ordinò una brusca accostata a sinistra e di fermare i motori. Fu troppo tardi, la City of Columbus collise con le rocce sommerse del Devil’s Bridge. A questo punto il capitano commise un grave errore di valutazione; nel tentativo di liberare la nave dalle rocce, ordinò macchine indietro. Lo scafo si mosse ma la falla era troppo grande ed in meno di quattro minuti la City of Columbus affondò nelle gelide acque del nord Atlantico.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è relitto-del-city-of-columbus-dopo-il-naufragio.jpg

il relitto visto dal cutter Samuel Dexter poco dopo il naufragio

Il guardiano del faro di Gay Head, Horatio N. Pease, scorse le luci della City of Columbus che affondava e immediatamente attivò i soccorsi. I superstiti erano disperatamente aggrappati alle cime ed alle drizze degli alberi della nave che ancora emergevano dalle gelide acque. Un gruppo di sei soccorritori iniziò a remare verso il relitto ed a questi si aggiunse un cutter, il Samuel Dexter, della Guardia Costiera.

Lo stato del mare rese le operazioni difficili e lente ma i soccorritori non si arresero e, dopo molte ore di incredibili sforzi, 29 persone furono tratte in salvo. Purtroppo, nel disastro perirono tutti i bambini e le donne che erano a bordo, facendo di questa tragedia uno dei peggiori disastri marittimi negli annali della navigazione a vapore del Massachusetts. Il capitano Wright perderà la sua licenza e non navigherà mai più. I soccorritori verranno premiati per i loro eroici sforzi.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 21-Engine-foundations-city-of-columbus.pngOggi tutto quello che rimane della City of Columbus sono alcune parti dello scafo e dei motori che emergono spettrali dai fondali attorno al Devil’s Bridge e che ci ricordano le parole dello scopritore del relitto, Eric Takakjian, ovvero che dietro ad un relitto vi sono spesso storie di vite perdute che meritano il nostro rispetto e compassione.

Giorgio Caramanna

 

Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited   Scopri i vantaggi di Amazon Prime

 

Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo
,

PAGINA PRINCIPALE
.

print
(Visited 105 times, 1 visits today)
Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 42 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della traduzione

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro, e la pubblicazione per qualunque utilizzo degli articoli e delle immagini pubblicate è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore degli stessi che può essere contattato tramite la seguente email: infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettetemi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

13 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Filter by Categories
archeologia
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
astronomia e astrofisica
Biologia
biologia e ecologia marina
Cartografia e nautica
Chi siamo
Conoscere il mare
Didattica
Didattica a distanza
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
letteratura del mare
Malacologia
Marina mercantile
Marine militari
marine militari
Materiali
Medicina subacquea
meteorologia e climatologia
Meteorologia e stato del mare
nautica e navigazione
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Relitti Subacquei
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
scienze marine
Sicurezza marittima
storia
Storia della subacquea
storia della Terra
Storia Navale
subacquea
subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uncategorized
Uomini di mare
Video

I più letti di oggi

 i nodi fondamentali

I nodi fanno parte della cultura dei marinai ... su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

> Per contatti di collaborazione inviate la vostra richiesta a infoocean4future@gmail.com specificando la vostra area di interesse
Share
Translate »