If you save the Ocean You save the Planet

Eventi

  • No events

OCEAN4FUTURE

La conoscenza ti rende libero

su Amazon puoi trovare molti libri sulla storia del mare (ma non solo) e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

i 100 libri da non perdere

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti. Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile e che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo a raccoglierle con la speranza che la classe politica al di là delle promesse comprenda realmente l'emergenza che viviamo, ed agisca,speriamo, con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

14 dicembre 1814: il combattimento del lago Borgne

Reading Time: 6 minutes

 

.

livello elementare

.

ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XIX SECOLO
AREA: DIDATTICA

parole chiave: Borgne lake, New Orleans

 

Il combattimento del lago Borgne fu l’episodio iniziale del fallito attacco britannico alla città di New Orleans nel corso della guerra del 1812.

Poiché l’accesso al Mississippi era sbarrato da banchi di sabbia e bassi fondali che non permettevano il passaggio di bastimenti di grande pescaggio e quindi un attacco diretto alla città, l’ammiraglio britannico Cochrane, comandante la squadra di vascelli di linea, fregate e trasporti con a bordo le truppe destinate ad attaccare la città aveva scelto come luogo di sbarco delle truppe il Bayou Bienvenu, all’estremità occidentale del lago Borgne che si trova a est della città; la distanza tra il punto di sbarco prescelto e la città è di circa 22 km.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è anton-borgne-2-1024x446.jpg

New Orleans e il lago Borgne; particolare della mappa della Louisiana di W. Darby del 1816

Il lago Borgne fino all’inizio del settecento era un vero e proprio lago separato da una striscia di terra dal Golfo del Messico, ma nel corso del secolo l’erosione costiera lo aveva trasformato in una laguna collegata al Golfo. Al suo ingresso barre di sabbia e bassi fondali impedivano però l’accesso ai bastimenti di grande pescaggio, per cui le truppe avrebbero dovuto essere trasportate a bordo delle imbarcazioni a remi dall’ancoraggio della squadra di fronte all’ingresso del lago, fino al luogo prescelto per lo sbarco situato ad una distanza di 62 miglia nautiche.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è anton-brgne-3-1024x558.jpg

Vista attuale del lago Borgne

Anche se generalmente gli statunitensi al comando del generale Andrew Jackson si attendevano che i britannici sarebbero sbarcati nella baia di Mobile per poi proseguire via terra, il comandante della stazione navale a New Orleans, capitano di fregata Patterson, aveva inviato alcune cannoniere al comando del tenente di vascello Thomas ap Catesby Jones (1) a pattugliare le acque antistanti l’accesso al lago Borgne.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è anton-borgne-3-1024x641.jpg

Il lago Borgne nella mappa pubblicata nel Pictorial Field-Book of the War of 1812

La squadra di Catesby Jones era composta da cinque cannoniere e due bastimenti minori, la goletta Seahorse e lo sloop Alligator. Ciascuna cannoniera era armata con un cannone da 24 o da 32 lb su affusto a perno, 4 o 6 cannoni da 6 o 12 lb su affusti a carretta e quattro cannoncini da forcella; una di esse aveva anche due obici da 127 mm. Gli equipaggi contavano mediamente una quarantina di uomini tranne la goletta e lo sloop che avevano rispettivamente 14 e 8 marinai ed erano armati con un unico cannone da 6 lb la goletta e un pezzo da 4 lb lo sloop. In totale Jones disponeva di 180 uomini e 23 cannoni. La cannoniera comandata da Jones, la n° 156, stazzava un’ottantina di tonnellate.

Nell’eventualità che i britannici entrassero nel lago con le imbarcazioni, Jones aveva ordine di intercettarle e di impedire lo sbarco delle truppe. Nel caso si fosse trovato di fronte forze soverchianti, avrebbe dovuto ritirarsi all’estremità occidentale del lago sotto la protezione dei cannoni del forte Petit Coquilles, una piccola fortificazione in legno, terra e muratura posta all’ingresso del canale dei Rigolets che collega il lago Pontchartrain al lago Borgne.

Quando l’8 dicembre l’avanguardia della squadra britannica giunse davanti all’accesso del lago Borgne avvistò la flottiglia statunitense. Tra il 10 e il 12 1814 giunse il resto della squadra che si ancorò al largo delle isole Chandeleur. Jones avvistò la squadra britannica il 10 dicembre e nel pomeriggio si ritirò all’ingresso principale del lago, il Pass Christian compreso tra la costa e l’estremità occidentale di Cat Island, dove si ancorò in quanto una combinazione di forti correnti e di un’inusuale bassa marea gli impedì di entrare nel lago.

L’ammiraglio Cochrane comprese che non avrebbe potuto sbarcare le truppe se prima non avesse messo fuori combattimento la flottiglia statunitense, preferibilmente catturando i bastimenti intatti in modo da poterli utilizzare per il trasporto delle truppe e dei rifornimenti. Nella notte del 12 dicembre 1814 fece perciò predisporre una forza d’attacco composta da 42 scialuppe, armate ciascuna con una carronata da 24, 18 o 12 lb collocata a prua, e da due lance disarmate. A bordo si trovavano in tutto 980 tra marinai e marines. La flottiglia era agli ordini del capitano di vascello Lockyer ed era disposta su tre colonne.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è dettaglio-dellattacco-nel-lago-di-Borgne.png

dettaglio olio che raffigura la battaglia di Borgne – National Maritime Museum, Greenwich, London

Alle 10 del 13 dicembre Jones dal suo ancoraggio avvistò la flottiglia britannica e inviò la goletta a distruggere le provviste contenute in un deposito situato sulla costa del lago; alle 15.30 quando al marea iniziò a salire levò le ancore e cominciò a ritirarsi verso il canale dei Rigolets. Il tenente Lockyer inviò alcune scialuppe ad attaccare la goletta statunitense che si era posta sotto la protezione di una piccola batteria armata con due cannoni da 6 lb posta su una collinetta; l’attacco britannico fu respinto ma il comandante statunitense decise di non poter resistere ulteriormente e mise a fuoco sia il deposito che il suo bastimento.

Per raggiungere il forte Petites Coquilles la flottiglia di Jones doveva passare nel canale Malheureux che separava l’isola omonima dal capo di Pointe Claire (2) sulla costa occidentale del lago, ma tra l’una e le due di notte del 14 la calma di vento, le correnti e la bassa marea impedirono a Jones di attraversarlo. Con la via di ritirata bloccata, Jones ancorò le sue cinque cannoniere in linea di rilevamento: ognuna aveva filato da poppa un cavo di imbozzatura assicurato a quello dell’ancora in modo da poterla far virare intorno all’ancora e presentare così la fiancata verso ogni direzione dalla quale le scialuppe avrebbero potuto presentarsi e aveva fissato le reti anti-arrembaggio ai pennoni e alle impavesate. 

Verso le 9.30 i britannici intercettarono e catturarono lo sloop Alligator che stava tentando di riunirsi alle cannoniere. Contemporaneamente Lockyer, ormai giunto appena fuori della portata a tiro lungo dei cannoni statunitensi fece fermare la sua flottiglia per far riposare i marinai dopo una voga di 36 miglia nautiche e fece distribuire il rancio.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è anton-borgne-4.jpg

attacco degli Inglesi alle cannoniere americane; United States Congress Library

Alle 10.30 la flottiglia ricominciò ad avanzare vogando contro una forte corrente contraria di tre nodi sotto il micidiale fuoco a palla e mitraglia dei cannoni della flottiglia statunitense. Alle 11.30 il combattimento divenne generale. All’una circa la scialuppa di Lockyer e una seconda riuscirono ad affiancarsi alla cannoniera di Jones; nonostante la maggior parte dei loro equipaggi fosse uccisa o ferita, compreso Lockyer, i superstiti riuscirono a salire sulla cannoniera e rinforzati da altre due scialuppe sopraggiunte riuscirono a conquistarla e ad utilizzare i suoi cannoni contro la cannoniera statunitense più vicina, la n° 156 che dopo pochi minuti si arrese. Dopo un’ora anche le rimanenti cannoniere si arresero.

Le perdite britanniche, la maggior parte delle quali furono subite durante la fase di avvicinamento, furono pesanti: in totale contarono 17 morti e 77 feriti tra marinai e marines. Le perdite statunitensi furono molto inferiori: 6 morti e 35 feriti, tra i quali anche Jones la cui condotta coraggiosa durante il combattimento fu riconosciuta dagli stessi britannici.

La cattura delle cannoniere statunitense aprì il lago ai britannici che diedero immediatamente inizio al trasferimento delle truppe verso il luogo prescelto per lo sbarco.

Aldo  Antonicelli

immagine di anteprima
dipinto del combattimento sul lago Borgne dal Royal Museum Greenwich www.rmg.co.uk/collections/objects/rmgc-object-12104

.

NOTE

(1) Dopo la guerra del 1812 Jones continuò la sua carriera nella US Navy, detenendo in due periodi il comando della Squadra del Pacifico. Un suo nipote, Catesby ap Roger Jones comanderà la corazzata confederata Virginia nella storica battagli di Hampton Roads.

(2) Molti dei toponimi che si trovano nelle cronache degli eventi ottocentesche sono scomparsi, come sono scomparse alcune delle isole a causa dell’erosione marina o all’interramento della costa oppure trasformate in bassi fondali dall’innalzamento del livello del mare. Già nel 1857 l’isola o le isole Malheureux risultavano scomparse ma l’isola presso la quale Jones si ancorò prima del combattimento doveva trovarsi pressappoco dove oggi si trova l’isola Half Moon. Il nome Malheureux è perpetuato da un capo che si trova sulla costa meridionale del lago a sud dell’isola Half Moon.

FONTI
James, The Naval History of Great Britain, vol. VI.
B.J. Lossing, The Pictorial Field-Book of the War of 1812.

 

Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited   Scopri i vantaggi di Amazon Prime

 

Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo
,

PAGINA PRINCIPALE

 

 

 

print
(Visited 96 times, 1 visits today)
Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 42 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della traduzione

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro, e la pubblicazione per qualunque utilizzo degli articoli e delle immagini pubblicate è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore degli stessi che può essere contattato tramite la seguente email: infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettetemi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

16 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Filter by Categories
Archeologia
archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
astronomia e astrofisica
Biologia
biologia e ecologia marina
Cartografia e nautica
Chi siamo
Conoscere il mare
Didattica
Didattica a distanza
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
letteratura del mare
Malacologia
Marina mercantile
marine militari
Marine militari
Materiali
Medicina subacquea
meteorologia e climatologia
Meteorologia e stato del mare
nautica e navigazione
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Relitti Subacquei
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
scienze marine
Sicurezza marittima
storia
Storia della subacquea
storia della Terra
Storia Navale
subacquea
subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uncategorized
Uomini di mare
Video

I più letti di oggi

 i nodi fondamentali

I nodi fanno parte della cultura dei marinai ... su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

> Per contatti di collaborazione inviate la vostra richiesta a infoocean4future@gmail.com specificando la vostra area di interesse
Share
Translate »