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XXXI campagna italiana in Antartide

tempo di lettura: 7 minuti

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livello elementare
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ARGOMENTO: OCEANOGRAFIA
PERIODO: XXI SECOLO

AREA: ANTARTIDE
parole chiave: campagne oceanografiche, Marina militare italiana
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Non tutti sono a conoscenza che, dal 1985, l’Italia è presente in Antartide con un programma scientifico denominato “Programma Nazionale di Ricerca in Antartide (P.N.R.A.)“. 

L’istituzione del programma ha comportato la realizzazione nel tempo di una base scientifica Italiana (IT 35), con funzionalità stagionale (attiva nel periodo ottobre – febbraio) e situata nel Mare di Ross a Baia Terra Nova, in posizione 74°42’S – 164°07’E. Le Spedizioni del PNRA sono finanziate dal MIUR secondo gli indirizzi strategici della Commissione Scientifica Nazionale per l’Antartide (CSNA). Le attività di ricerca, coordinate dal CNR, riguardano studi sulle biodiversità, l’evoluzione ed adattamento degli organismi antartici, nonché sulle scienze della Terra, la glaciologia, contaminazioni ambientali, scienze dell’atmosfera e dello spazio. La spedizione italiana per la Campagna Antartica estiva 2015-2016, composta dal Capo Spedizione Dott. Gianluca Bianchi Fasani e da dodici tecnici specializzati dell’ENEA, oltre a due ufficiali delle Forze Armate addetti alla Sala Operativa, un medico, un cuoco e tre piloti di elicottero neozelandesi, ha preso possesso della Base italiana “Mario Zucchelli” a Baia Terra Nova in Antartide il 28 ottobre 2015. La Campagna sviluppata nell’arco di quattro mesi ha impegnato oltre 200 persone tra tecnici e ricercatori italiani e stranieri, in arrivo che  hanno operato in condizioni climatiche particolarmente complesse con temperature oscillanti tra 0°C e -35°C durante le  24 ore di luce al giorno.

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Ma l’impegno italiano si è esplicitato anche con un team dislocato presso la Stazione italo-francese Concordia (presso il sito di Dome C che si trova a 3.300 m di altitudine sul plateau antartico), che ha dato il cambio al personale rimasto isolato nella base per i nove mesi della Campagna invernale. Le temperature più basse presso la stazione Concordia si registrano nel periodo che va da maggio a ottobre e possono raggiungere i -80°C; nel periodo dell’estate antartica, da novembre a  gennaio, possono scendere fino a -45°C. Presso la Stazione Concordia sono previsti osservatori, studi e ricerche nei settori della fisica dell’atmosfera, dell’astrofisica e della glaciologia. La Spedizione antartica italiana è completata dalle attività della motonave Italica che,  partita da Ravenna l’ottobre ultimo scorso, con un viaggio di circa 40 giorni ha inizialmente raggiunto il porto di Lyttelton in Nuova Zelanda, base logistica per il successivo viaggio verso l’Antartide. All’Italica è affidata una campagna idrografica nel Mare di Ross in cui sono impegnati idrografi della Marina Militare Italiana per attività scientifiche nell’pceano meridionale.

La Marina Militare Italiana in Antartide
Tra le varie attività di ricerca finanziate dal Programma PRNA va menzionato, per continuità ed importanza, il lavoro svolto dall’Istituto Idrografico della Marina (I.I.M.) di Genova. L’Istituto, come noto unico organo cartografico di Stato per la Cartografia Nautica, esegue da anni rilievi idrografici in Antartide, in zone circostanti la Base Italiana, finalizzati alla produzione di Cartografia Nautica dell’area. L’importanza della cartografia antartica ha avuto negli ultimi anni  un notevole incremento, grazie all’interesse per il Continente bianco sia da un punto di vista scientifico che culturale. Organizzazioni quali lo SCAR (Scientific Committee for Antarctic Research) ed il COMNAP (Council of Managers of National Antarctic Programmes) promuovono lo sviluppo di tutte quelle attività scientifiche, che concorrono ad una conoscenza più approfondita del Continente, oltre al monitoraggio ed allo studio di tutti quegli aspetti legati all’ecosistema globale “Terra”. La Commissione Scientifica Nazionale per l’Antartide (CSNA), che coordina ed approva l’attività di ricerca, visti gli impegni che l’Italia ha assunto nei confronti delle Organizzazioni Internazionali coinvolte nell’attività in Antartide (IHO-SCAR-COMNAP), ha riconosciuto l’importanza strategica della “Cartografia Nautica” per la Sicurezza della Navigazione. A seguito della valutazione dell’importanza di possedere una accurata conoscenza dei fondali marini dell’Antartide,  l’attività’ dell’Istituto Idrografico Marittimo  in tale area geografica e’ divenuta di fatto  un compito istituzionale di stretta competenza del Programma Antartide gestito dall’Enea.

L’Istituto Idrografico della Marina partecipa attivamente alle operazioni in Antartide con un proprio nucleo operativo che ha le caratteristiche di una vera e propria “Spedizione Idrografica”, la cui composizione ottimale e le cui attività specifiche di attuazione vengono definite e pianificate dalla Direzione dell’Istituto. L’impegno di realizzare cartografia,  con finalità scientifiche e legate alla “Sicurezza della Navigazione“, ha fatto sì che l’attività del team idrografico si sviluppasse secondo diverse linee di ricerca:

Geodesia: necessaria per l’inquadramento dei rilevi idrografici dell’area e per ancorare i rilievi idrografici alla parte a terra;

Topografia: necessaria per definire la linea di costa prossima alla Base Italiana di Baia Terra Nova, intorno alla quale sono centrate le Carte Batimetriche e Nautiche realizzate e in corso di realizzazione da parte dell’I.I.M.;

Idrografia: indispensabile per determinare la conformazione del fondo marino e per fornire il supporto cartografico alla ricerca scientifica dell’area;

Reperimento di Spot Satellitari: necessari ad inquadrare aree non più determinabili (data la loro vastità e lontananza dalla Base Italiana) a mezzo di topografia tradizionale;

Cartografia: attività svolta in sede di Istituto Idrografico che, con metodologie dapprima semi-automatiche e poi completamente automatiche e digitali, ha portato alla realizzazione delle Carte Batimetriche e Nautiche dell’Antartide.

Come è noto agli specialisti del settore, la cartografia nautica necessita di rilievi eseguiti con grande dettaglio e precisione seguiti da un’interpretazione accurata dei  vari punti osservati e ricostruire la topografia del suolo. Similmente i rilievi batometrici necessitano di  dati strumentali estremamente  dettagliati, precisi ed affidabili. Il personale della Marina Militare Italiana è riconosciuto internazionalmente per la grande capacità e professionalità. La loro presenza nel team di ricerca è quindi fondamentale.

carta_antartideIl team dell’Idrografico ha completato i rilievi della Baia di Terranova che serviranno per realizzare la nuova carta nautica (885 INT 9000, a scala 1:500.000) dell’area assegnata all’Italia dalla HCA (commissione idrografica antartica) creata dall’Istituto Idrografico Internazionale (IHO). Per dare un idea di massima dello sforzo effettuato dai nostri ricercatori e scienziati, dal 31 dicembre al 5 gennaio, sono stati percorsi circa 1000 chilometri, scandagliando un’area di ben centocinquanta chilometri quadrati. Le misure del fondale sono state eseguite con ecoscandagli multifrequenza a singolo fascio, associati a sistemi di posizionamento satellitare. Oltre ai rilievi batimetrici sono stati eseguiti anche numerosi campionamenti dello stato della colonna d’acqua con misurazioni della velocità del suono.

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il team idrografico italiano

Quest’anno al team di idrografi della Marina Militare, i tenenti di vascello Ettore Cimenti, Biagio Incardona ed Enrico Zanone, si è affiancato anche un ufficiale dell’Armada Colombiana. Fanno parte del team di ricerca anche due esperti palombari della Marina Militare del COM.SUB.IN. (Comando Subacquei e Incursori della Marina Militare) Tommaso Pischedda e Giuseppe Tangari che supportano le attività scientifiche con immersioni di esplorazione e campionamento sotto il ghiaccio.

Marina-Militare-Palombari-Antartide_05-300x225Nella Baia di Ross il ghiaccio arriva ad avere tre metri di spessore per cui per poter entrare in acqua si deve prima procedere ad effettuare delle aperture e poi predisporre un piccolo cantiere per entrare in sicurezza. Lo spettacolo è però assicurato da un ambiente marino straordinario e ricchissimo. Ma la loro attività è stata svolta anche all’asciutto grazie alla loro esperienza nell’uso degli esplosivi  necessaria per la costruzione della pista d’atterraggio di appoggio alla base. Le immersioni subacquee sono il cuore della missione. Sebbene l’Antartide abbia l’aspetto di un deserto congelato le sue acque sono invece ricchissime di sostanze nutritive che danno vita ad una complessa piramide alimentare di elevato interesse naturalistico. Una missione ricca di spunti che ogni anno fa nuove scoperte sul settimo e misterioso continente. Il 12 febbraio 2016, con la chiusura della Base Mario Zucchelli, la nave Italica ripartirà alla volta della Nuova Zelanda, concludendo di fatto la XXXI Campagna estiva. Marina-Militare-Palombari-Antartide_17-680x420

Le immersioni sono il cuore della missione. L’Antartide, il settimo continente, ha l’aspetto di un deserto congelato ma le acque antartiche sono ricchissime di sostanze nutritive che danno vita ad una complessa piramide alimentare, di elevato interesse naturalistico. L’ambiente marino costiero è caratterizzato da una notevole stabilità delle condizioni ambientali e dalla presenza di molti organismi. Nel corso di milioni di anni infatti, molte specie di alghe e di animali si sono adattate alle estreme condizioni di temperatura dell’acqua (-1.87°C) ed all’alternanza tra un periodo invernale (caratterizzato dalla presenza del ghiaccio marino, scarsa disponibilità di luce e di cibo) e quello estivo.
In queste condizioni ambientali, gli organismi si sono adattati rallentando il loro metabolismo, i processi riproduttivi ed i movimenti. Grazie alla maggiore solubilità dell’ossigeno nelle acque fredde, gli icefish hanno rinunciato alla presenza di emoglobina e globuli rossi (la viscosità dei liquidi organici richiederebbe un notevole dispendio di energia per l’attività cardiaca). Durante l’estate, con la progressiva scomparsa del ghiaccio marino si verifica un notevole sviluppo del fitoplancton (soprattutto alghe), seguito da quello degli erbivori (zooplancton).

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Specie di Nototenioidei. In questi pesci l’ossigeno viene prelevato dall’acqua sia mediante le branchie che attraverso una sviluppatissima rete di capillari situati nella cute che è priva di scaglie. Quindi il gas viene trasportato ad organi e tessuti in soluzione nel sangue . photo credit università di Padova

 

Le alghe e lo zooplancton costituiscono il principale alimento di molte specie di pesci, spugne, anellidi, echinodermi, molluschi e crostacei, e di diverse specie di uccelli e mammiferi marini. Nella fascia marina costiera, i fondali sono ricchissimi di macro alghe rosse o brune, spugne, gorgonie, policheti, echinodermi, molluschi e pesci. La maggior parte dei pesci adattatisi alle condizioni ambientali di questo oceano meridionale, appartengono al sottordine dei Nototenioidei. Essi comprendono anche specie della famiglia dei Cannictidi.

se non diversamente citato, foto credit Marina militare

 

Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo

 

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