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NO PLASTIC AT SEA

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Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

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  Address: OCEAN4FUTURE

Reportage: Elliðaey, l’isola ai confini del tempo

Reading Time: 4 minutes

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livello elementare
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ARGOMENTO: REPORTAGE
PERIODO: XXI SECOLO

AREA: OCEANO ATLANTICO – ISLANDA
parole chiave: Islanda, pulcinelle di mare

 

L‘Islanda è uno dei luoghi ideali in cui si può fare un magnifico tour panoramico. Le sue località turistiche e i paesaggi naturali del Paese costituiscono delle mete imperdibili. Oggi parliamo di un luogo che potremmo definire unico: l’isola di Elliðaey, la terza isola e la più grande (ben 0,45 km²) delle Isole Westman, situata a sud dell’Islanda nell’arcipelago delle Vestmannaeyjar. L’isola si formò forse in seguito ad una violenta eruzione vulcanica ed è quasi interamente ricoperta da manto erboso ed è casa di esemplari di pulcinella di mare.

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L’Islanda, sebbene isolata in mezzo all’Atlantico, già dal XVI secolo era meta di soste di rifornimento da parte delle navi che si recavano nei porti islandesi per i loro commerci già dal medioevo e agli inizi dell’era moderna. Nel 1783, in Islanda il vulcano Laki eruttò, emettendo 12,5 chilometri cubici di lava. Colate, ceneri e fumi spazzarono via 9.000 persone e l’80% del bestiame. Si narra che la carestia che seguì uccise un quarto della popolazione islandese. Forse fu in quel periodo che cinque famiglie islandesi decisero di raggiungere la piccola Elliðaey per stabilirvisi.  Crearono una piccola colonia che avrebbe vissuto di pastorizia, caccia e pesca, lontano al resto. Dopo due secoli trascorsi senza difficoltà e in armonia, all’inizio del XX secolo l’isola, a causa della sua conformazione geologica, divenne impraticabile, il suo terreno, così verde e bello, di difficile mantenimento e l’isola fu definitivamente abbandonata.

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Fu così che, durante gli anni ’30, l’isola venne abbandonata e le diverse abitazioni vennero smantellate tranne l’edificio principale che venne utilizzato come magazzino. Nel 1953, una nuova struttura fu costruita ai piedi del Hábarð (la vetta più alta di Elliðaey) sui resti del vecchio edificio ormai marcescenti.

Nel 1985 furono iniziati i lavori per una nuova casa di pescatori a due piani che fu annessa alla casa; l’edificio fu completato nel 1987. Nel 1994 si è scoperto che l’edificio si era nuovamente deteriorato a tal punto da non essere più utilizzabile. Fu quindi demolito ed un’altra casa costruita nello stesso luogo. Tra il 2000-2001, fu costruita una piccola casa a ovest dell’immobile, che ospita la sauna della Ellidagrim Islands Society.

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La casa che svetta nel verde prato erboso viene utilizzata come rifugio di caccia per i membri della “Elliðaey Hunting Association” (Associazione di Caccia di pulcinelle di mare di Elliðaey), oggi proprietaria dell’edificio.

Non è ben chiaro se sia un nome legato alla loro tradizione o se questi signori perpetuino la caccia di questi simpatici uccelli, un tempo prelibati piatti sulle tavole degli Islandesi. Di fatto le autorità di Westman hanno limitato la stagione di caccia locale a tre giorni nel 2016, rispetto ai cinque dell’anno precedente, limitandone la caccia ad un paio di centinaia di esemplari.

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I pulcinella di mare sono, come una buona parte degli uccelli, monogami. Scelgono cioè un partner per tutta la vita. Durante l’inverno si separano, per poi ritrovarsi sulle falesie e le scogliere di costa nel periodo estivo. Il maschio e la femmina costruiscono poi il nido per le uova. Nei mesi di giugno e luglio la femmina depone un uovo solo che viene poi accudito e covato da entrambi i membri della coppia. Il loro numero è diminuito drasticamente in questi ultimi anni a causa della riduzione delle risorse ittiche.

Oggi come oggi, solo i membri della suddetta associazione possono pernottare nell’ostello, ma i visitatori curiosi possono recarsi sull’isola attraverso escursioni in barca programmate. Non aspettatevi molto … l’edificio non ha né acqua calda né elettricità ma … immancabile … c’è, se ve la faranno utilizzare, la sauna, costruita affianco alla casa, che viene alimentata con acqua che può essere raccolta dalla pioggia che sembra non manchi.

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L’isola, sebbene poco conosciuta, ebbe il suo momento di gloria nel 2000 quando, l’allora Primo Ministro islandese, Davíð Oddsson, fu aspramente criticato per aver pensato di regalare di regalare l’isola alla cantante Björk. Un modo gentile di ringraziarla per il suo contributo per aver fatto conoscere in campo internazionale l’Islanda. A seguito di non poche proteste da parte degli ambientalisti, non se ne fece nulla … anche se in un secondo tempo emerse che l’isola in questione, gentilmente offerta come tributo alla bella cantante, era in realtà un’altra.

Per quanto può sembrare strano esistono infatti in Islanda ben due isole Elliðaey. Quella di interesse della cantante è più estesa e pianeggiante, ed è situata nell’area costiera di Breiðafjörður, vicino alla città di Stykkishòlmur.

Speriamo che questo ultimo paradiso perduto resti immacolato, tra i freddi venti del nord e le grida delle pulcinelle di mare, legittimi abitanti di quelle isole lontane.

 

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