Ocean for Future

Ultima Clock Widget

  • :
  • :

che tempo che fa

Per sapere che tempo fa

Per sapere che tempo fa clicca sull'immagine
dati costantemente aggiornati

OCEAN4FUTURE

La conoscenza ti rende libero

su Amazon puoi trovare molti libri sulla storia del mare (ma non solo) e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

i 100 libri da non perdere

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti. Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile e che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo a raccoglierle con la speranza che la classe politica al di là delle promesse comprenda realmente l'emergenza che viviamo, ed agisca,speriamo, con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

Underwater photography models – parte II

Reading Time: 7 minutes

.
livello elementare
.
ARGOMENTO: FOTOGRAFIA

PERIODO: XX – XXI SECOLO
AREA: DIDATTICA
parole chiave: fotografia subacquea, modelle

 

Quali sono i fattori da considerare quando effettueremo delle fotografie subacquee alle nostre modelle o modelli? L’argomento è molto vasto e cercherò di riassumerlo affrontando i vari aspetti. 

La sicurezza
Come in ogni attività, la sicurezza è fondamentale … non c’è ragione per sfidare la sorte per uno scatto. La modella e gli assistenti, come il fotografo, devono operare in totale sicurezza. In particolare, operando con freediver o con modelle senza autorespiratori deve essere previsto un assistente subacqueo di sicurezza.

L’attitudine della modella 
La modella subacquea deve necessariamente possedere una attitudine a lavorare nell’acqua che purtroppo, non sempre deriva dall’esperienza personale.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è underwater-photography-shipwreck-bali-benjamin-von-wong-1-e1478433050779.jpg

foto effettuata durante un servizio di moda utilizzando come set un relitto a Bali – photo credit Benjamin Von Wong

Il controllo della respirazione e del movimento nel fluido è fondamentale al fine di evitare inutili sessioni. Esistono corsi di yoga e di rilassamento per facilitare il controllo del corpo e della respirazione. Un certo livello di sopportazione allo stress è necessario lavorando in un ambiente che, per ovvi motivi, differisce notevolmente da quello esterno. Un fattore non trascurabile, come in seguito vedremo meglio, è la temperatura dell’acqua che può essere fortemente limitante in quanto la modella, non indossando sempre la muta, potrebbe avere freddo con visibili segni sulla pelle e limitazioni della sua disponibilità fisica sul set.

L’ambiente acquatico
Foto realizzate in ambienti particolari come pozze d’acqua cristallina, cenote e grotte sono particolarmente suggestivi e forniscono possibilità creative straordinarie. Esistono però molti elementi da considerare. Una foto subacquea necessita di luce e di buona visibilità. In acqua dolce, ma non solo, esiste il fattore sedimento che può essere critico a causa del fenomeno del back scattering per cui la sospensione presente nel volume d’acqua  riflette la luce sporcando l’immagine. E’ lo stesso fastidioso fenomeno che osserviamo quando, in serate  di nebbia, guidando la nostra automobile accendiamo gli abbaglianti.

ambienti cristallini come i cenote sono fortemente suggestivi – foto di Christian Vizl McGregor – Quintana Roo, México.

Il contatto accidentale con il fondale può essere quindi catastrofico; in presenza di fango  o di altro sedimento sciolto potrebbe essere una buona idea non indossare le pinne per ridurre il sollevamento di “nuvole” indesiderate che oscurerebbero il set. Il controllo dell’assetto diviene quindi fondamentale sia per il fotografo ed i suoi assistenti sia  per la modella.  Un corretto scatto richiede che i soggetti siano quanto più immobili e, in presenza di pesce ciò non può essere garantito. Altri fattori che richiedono una valutazione preventiva sono : il vento ed moto ondoso (a causa della loro influenza nel volume d’acqua), la temperatura dell’acqua (che condiziona l’eventuale vestiario che la modella dovrà indossare) e la presenza di creature marine (voluta o non voluta) che può invalidare lo scatto.

Luce ambiente e luce riflessa
La luce esterna al crepuscolo o in una giornata nuvolosa è a mio avviso preferibile in quanto più stabile. Teniamo conto che lavorando in profondità (ad esempio su un relitto), essa influenza l’illuminazione globale.
Ricordiamoci che la luce varia di colore a differenti lunghezze d’onda, dall’ultravioletto all’infrarosso, entrambe non visibili per cui la luce emessa dal sole, che conosciamo come “luce bianca”, è quindi l’insieme di una ampia gamma di tonalità di colore legate a differenti lunghezze d’onda.

Dalle nozioni di fisica apprese ai primi corsi di subacquea, sappiamo che quando la luce attraversa una massa d’acqua si ha un assorbimento delle diverse lunghezze d’onda partendo dall’infrarosso verso l’ultravioletto in funzione della profondità raggiunta. Questo fenomeno, noto come assorbimento selettivo, fa si che le varie componenti cromatiche della luce sono assorbite dall’acqua a profondità differenti. Ciò comporta che scattare foto in prossimità della superficie garantisce nel soggetto un tono della pelle migliore e facilita la fotografia (garantendo tempi più veloci). Scendendo in profondità. per mantenere i colori dovremo però usare delle luci artificiali di supporto.

variazione della penetrazione dei colori in acqua

In realtà nella fotografia creativa subacquea non basta solo correggere la luce
I fotografi devono utilizzare tutto ciò che è disponibile per trasformare immagini sbiadite e senza significatività in capolavori. Pannelli bianchi, come quelli usati in edilizia, per diffondere la luce e ridurre le ombre possono essere usati in piscine o in acque basse ma sono poco pratici a profondità maggiori dove l’uso del flash è necessario per poter restituire tonalità e colore alle immagini. In merito al loro uso,  se ne consiglia un minimo di due (per la riduzione delle ombre) fino a cinque (ma esiste veramente un limite?).  Non essendoci la possibilità di radiocomandare con un trigger gli altri strobe light sulla scena, il fotografo lo dovrà fare attraverso dei trigger ottici. Gli strobe dovranno essere collocati in posizione decentrata, lateralmente e leggermente posteriormente alla camera, per ridurre i fenomeni di back scattering.

Come per le foto esterne, i flash sono quindi spesso necessari per illuminare il soggetto, volendo mantenere la profondità di campo ed evitando quindi di ottenere delle foto piatte. Flash secondari, disposti sul set subacqueo, possono essere posizionati intorno alla scena per illuminare o dare risalto ad elementi naturali (classico il coralligeno, le paramuricee e le axinellae) e/o anche posteriormente al soggetto per dare un maggior contrasto con l’ambiente.

Il controllo della respirazione
Tra i segnali, che dovranno essere stabiliti a priori con la modella (come  ”girati verso …”, ” assumi la posizione …”, “ rilascia i tuoi capelli “ etc.) ce ne è uno importantissimo ovvero  ” trattieni il respiro“.  A seguito di questo segnale la nostra modella dovrà concentrarsi per evitare di avere, al momento dello scatto, l’emissione di bolle di aria più o meno graziose che si potrebbero porre davanti al suo volto deformando l’immagine. Questo cercando  (possibilmente) di non gonfiare le guance a “criceto”.

IMG_2902

Marina Kazankova fotografata da Manfred Bortoli

Il fotografo subacqueo conosce bene il problema dell’emissione delle bolle ma la neo modella dovrà essere ben istruita, in special modo se lavorerà  in apnea. In questo caso, per evitare che la modella salga e scenda continuamente in superficie per riprendere aria (un’altra fonte di stress da considerare) nel set si può posizionare una bombola con la frusta del secondo stadio molto lunga (gestita da un assistente) che fornisca l’aria alla modella quando necessario. Senza arrivare a casi particolari come quello di Marina Kazankova, che riesce a restare in apnea per più di quattro minuti, la nostra modella, se in apnea, resterà sul set circa 90 secondi per cui il tempo utile per lo scatto sarà limitatissimo. Tenendo conto che spesso le modelle sono le nostre ragazze, figlie o consorti, cerchiamo di non esagerare per non creare tragedie familiari. Un approccio tranquillo aiuterà la modella ad integrarsi e gestirsi meglio.

L’abito di scena
Abbiamo accennato precedentemente come fattori fisici, come la temperatura dell’acqua possono influire sulla motivazione e prestazione della modella sott’acqua.

i-DzR2bJb-XL

foto Benjamin Von Wong

Se questo potrebbe non essere un problema per le modelle che indossano mute subacquee, e sono quindi ben protette contro  il freddo, quelle indossanti abiti di scena, anche in acque relativamente calde, possono subire rapidamente un fastidioso raffreddamento termico che potrebbe influenzare il colorito della loro pelle. Inoltre, senza una protezione, per lo stesso motivo il tempo sul set verrebbe ridotto. Inoltre, nel caso la modella indossi un costume di scena, dovrà essere messa in grado di muoversi con fluidità nel set aiutandola nel suo ingresso in acqua e nei suoi spostamenti. Si possono anche ipotizzare sistemi per far creare all’abito curve armoniose che esaltino l’effetto onirico della foto. Per l’abito di scena si raccomandano abiti trasparenti, lunghi e leggeri per creare effetti eterei e di grande effetto scenico. Al di sotto dell’ “abito di scena”, una discreta zavorra, mascherata tra le pieghe dl tessuto, potrà aiutare la modella a mantenere una posizione corretta nel set. In foto particolari, la modella viene “vincolata” con cavi trasparenti a delle strutture in modo da facilitare la sua posizione. Personalmente questo trucco mi lascia perplesso; tali soluzioni devono essere valutate soprattutto in relazione alla sicurezza della modella nel set in caso di emergenza. Non c’e’ foto che valga una vita.

montse grillo

foto di Montse Grillo

Nel caso la modella indossi l’attrezzatura subacquea, se da un lato le problematiche inerenti la temperatura siano minori, il controllo dell’assetto in acqua diventa un requisito professionale ineludibile. Sebbene questo derivi dall’esperienza subacquea pregressa, non sempre si hanno a disposizione subacquei con sufficiente padronanza della loro galleggiabilità. Per chi volesse avvicinarsi a questa professione, si consiglia l’effettuazione di corsi di peak buoyancy (controllo dell’assetto) per raffinare le tecniche di mantenimento dell’assetto neutro alle diverse profondità.

Per oggi mi fermo qua … con un breve filmato sul making di un servizio fotografico di Benjamin Von Wong, un valente fotografo canadese.

.

Potrete scoprirne di più su : http://www.vonwong.com/blog/underwate…
Video by Chindian Boy Studios: http://chindianboy.smugmug.com/

Ma torneremo presto a parlare di fotografia subacquea, intervistando modelle e professionisti del settore.

Andrea Mucedola

 

Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited   Scopri i vantaggi di Amazon Prime

 

Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo
,

PAGINA PRINCIPALE

 

PARTE I
PARTE II

print
(Visited 246 times, 1 visits today)
Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 42 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della traduzione

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro, e la pubblicazione per qualunque utilizzo degli articoli e delle immagini pubblicate è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore degli stessi che può essere contattato tramite la seguente email: infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettetemi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

15 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Filter by Categories
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
Biologia
Cartografia e nautica
Chi siamo
Climatologia
Conoscere il mare
Didattica
Didattica a distanza
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
Letteratura del mare
Malacologia
Marina mercantile
Marine militari
Materiali
Medicina
Medicina subacquea
Meteorologia e stato del mare
nautica e navigazione
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Personaggi
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
Sicurezza marittima
Storia della subacquea
Storia della Terra
Storia Navale
Storia navale del Medioevo (post 476 d.C. - 1492)
Storia Navale dell'età antica (3.000 a.C. - 476 d.C,)
Storia navale dell'età moderna (post 1492 - oggi)
Storia navale della prima guerra mondiale (1914-1918)
Storia navale della seconda guerra mondiale (1939 - 1945)
Storia navale Romana
Subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uomini di mare
Video

I più letti di oggi

 i nodi fondamentali

I nodi fanno parte della cultura dei marinai ... su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

> Per contatti di collaborazione inviate la vostra richiesta a infoocean4future@gmail.com specificando la vostra area di interesse
Share
Translate »