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Churchill e la Royal Navy by Andrea Mucedola

Reading Time: 7 minutes

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livello elementare
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ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XX SECOLO
AREA: GRAN BRETAGNA
parole chiave: Winston Churchill, Royal Navy
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Si è scritto molto su di lui. Winston Churchill fu forse uno dei più importanti e contraddittori personaggi che salirono sulla scena internazionale del XX secolo. La sua influenza politica fu profonda e di successo ma non in tutti i campi. Oggi parleremo di un Churchill poco conosciuto ovvero quando, nominato Primo Lord dell’Ammiragliato, provò a gestire con poco successo la Royal Navy.

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Winston Churchill ispeziona personalmente i cadetti di una nave scuola, 1912

Winston Leonard Spencer Churchill nacque a Woodstock il 30 novembre 1874 da famiglia aristocratica. Arruolatosi nell’esercito britannico, combatté in India, nella guerra mahdista in Sudan e nella seconda guerra boera, diventando famoso per le sue corrispondenze giornalistiche. Prestò servizio con onore nell’esercito inglese e, nel 1908, all’età di 34 anni sposò Clementine Hozier, una nobile brillante che lo supportò per tutta la vita.

Nel 1905, Churchill era entrato in politica ed era stato inizialmente nominato Sottosegretario per le colonie. La sua carriera, grazie al suo grande carisma e ad un eloquio sempre condito di humor,  fu fulminante con una serie di importanti promozioni. Nel 1910 divenne Home Secretary e, nell’ottobre 1911, ottenne la prestigiosa carica politica di First Lord of the Admiralty. Per capirci, il “primo Lord dell’Ammiragliato” faceva parte del Gabinetto del Governo britannico, ed era di fatto il Ministro della Marina. Dal 1806, il primo lord dell’Ammiragliato fu ricoperto da un politico mentre il capo della Royal Navy da un militare ed era (e lo è ancora oggi) chiamato “Primo lord del mare” (First sea lord).

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Un ritratto di Winston Churchill nell’abito ufficiale di First Lord of the Admiralty scattata nel 1914 all’inizio della prima guerra mondiale. FOTO AFP (Photo credit / AFP / Getty Images)

Il Primo Lord dell’Ammiragliato era dotato di notevoli privilegi tra cui un’imponente residenza presso l’Admiralty House e l’utilizzo praticamente illimitato dello yacht a vapore HMS Enchantress. Questa grande nave da 3.470 tonnellate, con un equipaggio di 200 tra ufficiali e uomini, divenne di fatto la residenza mobile di Churchill e gli permise di visitare i porti intorno alle isole britanniche e fare crociere nel Mediterraneo con la famiglia e amici politici.

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HMS Enchantress

Winston Churchill, proveniente dal giornalismo e dalla militanza politica, si gettò negli affari dell’Ammiragliato con un’applicazione che superava di gran lunga il ruolo puramente amministrativo che gli competeva, arrivando ad influenzare negativamente anche aspetti puramente operativi.

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Sir John Fisher

La Royal Navy era stata guidata per un certo numero di anni dall’ammiraglio della flotta Sir John Fisher che si era ritirato il 25 gennaio 1910. Il suo sostituto, l’ammiraglio della flotta Sir Arthur Wilson, si scontrò presto con quel nuovo Primo Lord che amava, tra una battuta arguta e l’altra, prendere decisioni che non gli competevano e soprattutto non sostenute da sufficiente esperienza. Il risultato fu il pensionamento anticipato di Wilson e la sua sostituzione con qualcuno che Churchill riteneva degno di fiducia, l’ammiraglio Sir Francis Bridgeman. Ma durò poco e quando Bridgeman si oppose all’ingerenza di Churchill nelle questioni operative anche lui fu costretto a dimettersi. Il nuovo sostituto fu l’ammiraglio Principe Louis di Battenberg, che era decisamente più malleabile … oggi si direbbe un Yes man.

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ammiraglio Principe Louis di Battenberg

In quel periodo Churchill si distinse più per la sua capacità oratoria che per la gestione delle operazioni navali, e cercò sempre di circondarsi di uno staff navale su cui poteva esercitare il controllo. I suoi messaggi inviati dall’Ammiragliato alla flotta portarono nelle questioni operative spesso più confusione che chiarezza.

L’affondamento di tre incrociatori della forza C
Un evento tragico che incominciò a minare la figura di Churchill come First Lord of the Admiralty fu l’affondamento di tre incrociatori britannici. Il 28 agosto 1914, le tre unità britanniche facevano parte della Cruiser Force “C”, comandate in pattugliamento al largo della costa olandese. La mattina del 22 settembre, l’HMS Abukir, l’HMS Cressy e l’HMS Hogue, stavano navigando nel Mare del Nord senza scorta a causa del maltempo. Le tre navi procedevano ad una velocità di 10 nodi in linea di fila, a circa 2.000 iarde di distanza. Quella mattina il tempo aveva mostrato un certo miglioramento e il commodoro Reginald Tyrwhitt, comandante della Harwich Force, aveva deciso di procedere per riunirsi agli incrociatori con otto cacciatorpediniere. Ma non arrivarono in tempo.  

Un sommergibile tedesco, l’U-9, comandato da Kapitänleutnant Otto Weddigen, intercettò gli incrociatori. Il battello si era dovuto immergere a causa della tempesta e non si aspettava di riemergere in prossimità di tre bersagli così appetibili. Immediatamente il comandante tedesco attaccò l’HMS Aboukir che, all’esplosione sul suo lato sinistro, pensò di aver urtato una mina e chiese aiuto. Questo facilitò il successivo attacco contro gli altri due incrociatori e fu … un disastro. Tutti e tre gli incrociatori furono colpiti dai siluri del sommergibile ed affondarono. Complessivamente 1397 uomini perirono in mare. I giornali puntarono il dito contro Churchill ma lui si difese dicendo che il 18 settembre aveva chiesto il ritiro degli incrociatori perché troppo esposti, di fatto scaricando la responsabilità sul Primo Lord del Mare, l’ammiraglio Principe Louis di Battenberg. Fu come sparare sulla Croce Rossa in quanto Battemberg, avendo dei parenti tedeschi, da tempo era inviso a corte e sospettato di avere simpatie verso la Germania.

Il disastro dei Dardanelli
Forse l’errore maggiore fu di spingere nel gennaio del 1915 per effettuare una spedizione anfibia per forzare lo stretto dei Dardanelli contro l’impero ottomano per aprire una via per il Mar Nero. L’operazione non ottenne i risultati previsti e fallì miseramente a causa della pessima pianificazione operativa e logistica dei Britannici. Nello stretto, le navi francesi e inglesi finirono sulle mine, sbagliando i calcoli delle correnti di marea, e restarono sotto il fuoco incrociato dei cannoni Krupp tedeschi.

Nonostante le forze navali alleate avessero goduto di un’assoluta superiorità numerica e tecnica a confronto delle esigue forze navali ottomane, di fatto il fallimento costò al corpo di spedizione circa 250000 tra morti e feriti con la perdita di diverse unità navali di grosso tonnellaggio. Fu un disastro. Si dovette ricorrere ad una exit strategy per riportare a casa le truppe di terra bloccate per mesi sulla spiaggia di Gallipoli a causa dell’inaspettata resistenza dei reparti ottomani al comando di un brillante ufficiale turco, Mustafa Kemal, il futuro Ataturk.

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In sintesi, la campagna fu un tale disastro che il povero Fisher si dimise dicendo che si rifiutava di dover lavorare più a lungo con Churchill. Una dichiarazione che costrinse il Governo a dimettere Churchill con grande apprezzamento da parte della Royal Navy, al punto che, quando l’ammiraglio Fisher lasciò l’incarico, il Comandante in Capo della Grand Fleet John Jellicoe gli scrisse: “Ti dobbiamo un debito di gratitudine per aver salvato la Royal Navy dalla permanenza in carica di Churchill, e spero che non sarà mai più permesso a nessun politico di usurpare le funzioni che si è assunto per esercizio.

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Adm. John Jellicoe

Evidentemente toccato da questa battuta, Churchill, anni dopo in The World Crisis, criticò l’approccio cauto di Jellicoe durante la battaglia dello Jutland, definendolo come” l’unico uomo su entrambi i lati che potrebbe perdere una guerra in un pomeriggio”.

Questi eventi sarebbero diventati nel tempo una macchia permanente per la carriera navale di Churchill che. costretto a lasciare l’Ammiragliato, fu nominato Cancelliere del Ducato di Lancaster, un incarico di poca responsabilità e senza potere esecutivo.

Ma mai dire mai
Nel settembre 1939, a Churchill fu nuovamente offerto il suo vecchio incarico di Primo Lord dell’Ammiragliato, con un posto nel Gabinetto di Guerra. Nel maggio 1940, con una guerra che andava male,  Neville Chamberlain fu sfiduciato ed il re mandò a chiamare Winston Churchill chiedendogli di formare un nuovo governo. Ma il carattere dello statista non era cambiato. Stephen Roskill nella sua Storia della guerra in mare, commentando l’intromissione di Churchill nella nomina di alti ufficiali, affermò che l’infelice nomina di Dudley Pound come Primo Lord del Mare si giustificava sulla tendenza di Churchill a circondarsi di persone flessibili o con idee simili. In particolare, Roskill sostenne che Churchill fu diffidente nel promuovere l’ammiraglio Cunningham a Primo Lord del Mare perché era un duro e puro, non suscettibile ai poteri di persuasione di Churchill.

Durante la guerra le caratteristiche combattive di Churchill divennero note a milioni di persone e incarnavano lo spirito combattivo del Bulldog britannico. Il suo carisma, la sua dialettica condita da un humour tipicamente britannico, permisero di fortificare lo spirito nazionale anche nei momenti più dolorosi.

Sebbene non fu mai uno stratega navale, il Regno Unito con Churchill al timone riuscì a sopravvivere alla II Guerra mondiale e ad imporre la sua presenza nel nuovo ordine mondiale pur nella consapevolezza che nulla sarebbe stato come prima, in un mondo che si avvicinava ad un bipolarismo tra Stati Uniti e Russia e che sarebbe culminato nel periodo storico chiamato Guerra Fredda.

Andrea Mucedola
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Bibliografia essenziale

  •  Churchill: The Power of Words di Winston Churchill – Mariner books
  •  Churchill: La vita politica e privata di Martin Gilbert – Mondadori
  •  Churchill: La biografía di Andrew Roberts – Editorial Critica
  •  Churchill: my early life di Winston Churchill – Eland Publishing Ltd
  •  Last Lion: Winston Spencer Churchill: Alone, 1932-40 di William Manchester – Bantam Dell Pub Group
  • The Dardanelles: Brilliant Conception and Tragic Failure di Richard Freeman – Lume books
  • Winston Churchill and the Royal Navy di Peter Gretton
  • Wikipedia 

 

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