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4 novembre Festa dell’Unità di Italia e delle Forze Armate

Reading Time: 5 minutes

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livello elementare
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ARGOMENTO: FORZE ARMATE
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: DIDATTICA
parole chiave: Festa dell’Unità d’Italia, Forze Armate, Italia
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Il 4 novembre ricorre la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. Questa celebrazione ha un valore altissimo per il Popolo italiano, ricordando non solo una vittoria ma il sacrificio di tutti coloro che, ieri come oggi, hanno dato e danno la loro vita per vivere in un mondo di pace.

Come nacque
La Festività fu istituita nel 1919 per commemorare la vittoria italiana nella prima guerra mondiale, evento bellico che completò il processo di unificazione risorgimentale, e viene celebrata il 4 novembre, data dell’entrata in vigore dell’armistizio di Villa Giusti (firmato il 3 novembre 1918) e della resa dell’Impero austro-ungarico.

Il passaggio della pattuglia acrobatica dell’Aeronautica Militare Italiana, le famose “Frecce Tricolori” sull’Altare della Patria a Roma, Italia – Foto di Simona Granati – Corbis / Getty Images

La celebrazione del 4 novembre è l’unica festa nazionale che abbia attraversato decenni di storia italiana: dall’età liberale, al Fascismo fino all’Italia repubblicana. Nel 1921, proprio in quella data, venne sepolto solennemente all’Altare della Patria a Roma il corpo del Milite Ignoto, salutato da un bagno di folla. Era un’Italia ancora ferita dalla grande guerra e che usciva a fatica da un grande pandemia, la Spagnola, che aveva seminato la morte anche nel nostro Paese. L’anno successivo, poco dopo la marcia su Roma, per motivi politici, la celebrazione cambiò nome in Anniversario della Vittoria, assumendo quindi una denominazione caratterizzata da un forte richiamo alla potenza militare dell’Italia. Mantenne questa dizione fino al 1949, quando tornò ad essere la Celebrazione delle forze armate italiane e del completamento dell’Unità d’Italia.

Forze Armate da sempre al servizio del Popolo italiano

I meno giovani ricorderanno che fino al 1976, il 4 novembre era un giorno festivo nel quale in ogni angolo della Penisola si celebravano cerimonie altamente sentite dal popolo italiano. Dal 1977, in pieno clima di austerity, con la legge n° 54 del 5 marzo 1977, la ricorrenza del 4 novembre fu  resa “festa mobile”, ovvero spostando le manifestazioni alla prima domenica di novembre. Negli anni duemila, grazie all’impulso dato dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, avvenne una giusta rivalutazione dei simboli patri e degli eventi che portarono all’Unità d’Italia. 

reparti militari impiegati per l’emergenza COVID

Finalmente, non senza sterili polemiche, la festività riassunse il suo giusto valore rappresentante la storia della nostra Patria e la forza unificante dei cittadini con le Forze Armate sotto il nostro Tricolore.

Un servizio costante al Popolo italiano
In questi ultimi 50 anni le Forze Armate sono sempre state affianco al popolo italiano, prestando la loro silenziosa e preziosa opera durante le calamità naturali. Non ultimo il loro attuale impegno, voglio sottolineare  instancabile nella lotta contro COVID 19. Il 30 ottobre ultimo scorso 19 medici e 38 infermieri militari hanno terminato un corso di formazione presso l’Unità Speciale di Continuità Assistenziale Regionale (USCAR), un organismo funzionale organizzato e gestito dall’INMI Spallanzani. I militari saranno inseriti nelle equipe che opereranno sul territorio nelle strutture di drive-in per i controlli epidemiologici ed in aiuto medico nelle assistenze domiciliari. Non sono gli unici e fanno parte dei 200 team militari che il Ministero della Difesa italiano ha dichiarato di aver messo a disposizione per sostenere il Paese nello sforzo sanitario che si sta realizzando, in particolare nell’effettuazione dei tamponi.

al servizio della ricerca scientifica, palombari della Marina Militare italiana in Antartide

Ma questo impegno è solo l’ultimo di una lunga e continuativa serie. di interventi sul territorio. I militari hanno da sempre rappresentato l’unità del nostro Paese anche quando gravi calamità hanno colpito la popolazione: dal Belice agli ultimi terremoti che hanno sconvolto  il Centro Italia. Un ricordo al 4 novembre 1966 quando, dopo giorni di piogge intense, il fiume Arno straripò inondando Firenze. Tra le Forze armate che intervennero nelle operazioni di soccorso, tra i primi furono il Gruppo Incursori della Marina Militare (tra di essi anche mio padre), che intervennero con i loro mezzi dove la forza delle acque non permetteva lo sfollamento dei civili.  Non fu la prima volta e purtroppo non sarà nemmeno l’ultima. Questo è lo spirito di servizio che le Forze Armate mettono a disposizione del nostro Paese.

Mi direte che non dovrebbe essere compito loro ma della Protezione civile. essendo il compito delle Forze Armate la Difesa della Patria dalle minacce esterne, nello spirito dell’articolo 11 della Costituzione. In realtà le Forze Armate, per compito istituzionale, devono anche concorrere alla salvaguardia delle libere Istituzioni e svolgere compiti specifici in circostanze di pubblica calamità ed in casi di straordinaria necessità. Compito da sempre fatto con entusiasmo e, aggiungerei, silenziosamente e senza enfasi. In più, per quanto possa dare fastidio ad alcuni, i militari hanno qualcosa che fa la differenza: l’organizzazione ed il metodo, affinati continuamente nell’ambito del loro addestramento.

Per quanto sopra onorare l’Unità d’Italia e le Forze Armate non è un concetto vuoto o di facciata, come qualcuno ha voluto far passare in tempi in cui l’antimilitarismo era di moda. La festività dell’Unità d’Italia, come ha dichiarato a Report Difesa Pasquale Trabucco, significa anche “ricordare ed onorare i nostri Caduti, i nostri nonni e i nostri bisnonni, significa ridare valore alto a uno dei momenti più importanti della nostra storia e consegnarla con il pieno riconoscimento ai nostri figli e nipoti”. Il Comitato per il 4 novembre, che Trabucco presiede, non vuole dimenticare tutti i militari caduti combattendo per l’Italia e che “… anche ai nostri giorni, combattono e muoiono per noi in quelle missioni che sono di pace, ma che spesso si tingono del rosso sangue di caduti, che sono i nostri figli, i nostri nipoti, i nostri amici”. Basti pensare ai soldati, marinai, avieri e carabinieri che hanno perso la loro vita sul territorio ma anche nelle missioni umanitarie in zone lontane del mondo. A loro va la nostra profonda ed incondizionata riconoscenza.

Non possiamo che condividere le richieste di questo Comitato che richiede accoratamente una revisione della legge 54 del 5 marzo 1977 affinché il 4 Novembre, che rappresenta tutto il Popolo italiano e le nostre Forze Armate, torni ad essere una Festa Nazionale.

Buona festa a tutti. 
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