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I pesci senza mascelle: gli Agnati – parte I di Aaronne Colagrossi

livello medio
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ARGOMENTO: GEOLOGIA
PERIODO: 500 ma fa
AREA: na
parole chiave: Agnati
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Mezzo miliardo di anni fa il nostro pianeta appariva in maniera completamente diversa da quello che siamo abituati a vedere oggigiorno sulle nostre cartine geografiche. I continenti erano diversi, gli oceani erano diversi, persino la composizione dell’aria era diversa. I mari, gli oceani e le acque dolci dei fiumi e dei laghi erano molto più caldi, specialmente lungo la cintura tropicale ed equatoriale.


Durante il siluriano e il devoniano avvennero importanti cambiamenti climatici che condizionarono l’evoluzione dei vertebrati; gli insetti, in particolare, ragni e scorpioni, videro un’esplosione (in senso evolutivo) nel devoniano inferiore, colonizzando gran parte dei continenti, come appare chiaro dai registri fossili degli artropodi. L’evoluzione dei pesci mostra i segni evidenti prevalentemente nella placca euroamericana, in quello che noi geologi chiamiamo Old Red Sandstone Continent, ovvero il continente delle arenarie rosse antiche (il cui nome inglese proviene da una formazione rocciosa della Scozia). I resti fossili dei primi pesci del Cambriano mostrano creature molto diverse da quelle che abitualmente nuotano nei nostri attuali mari e fiumi. Tuttavia è molto difficile ricavare informazioni sullo stile di vita di questi antichi animali; ciò anche a causa della qualità dei fossili del paleozoico medio inferiore, piuttosto scadente a livello globale. Ciò nonostante nel siluriano, nell’ordoviciano e nel devoniano si sono ottenuti molti fossili di qualità, rappresentanti pesci in ottimo stato di conservazione, con grandi dettagli anatomici.

Agnati, pesci senza mascelle
Potrebbe avere un che di fantascientifico, eppure i primi pesci appartenevano al gruppo parafiletico degli Agnati, letteralmente: senza mascelle. Dal cambriano al devoniano gli agnati si diversificarono in tante forme e dimensioni diverse, raggiungendo strutture corazzate con placche dermiche cutanee.

Attualmente,  sopravvivono solo due gruppi di queste creature senza mascelle: le lamprede e le missine (in inglese hagfish). Questi due gruppi sono gli unici ad avere caratteristiche in comune con gli antichi cugini agnati, pur essendo le forme moderne decisamente diverse da quelle di mezzo miliardo di anni fa.

Il mistero dei Conodonti
Fino agli anni ottanta del ventesimo secolo uno dei più grandi misteri della paleontologia sembrava non avere soluzione. Nel 1983, finalmente, fu possibile ascrivere alcuni misteriosi fossili, composti da apatite (fosfato di calcio), a un gruppo di pesci definiti conodonti.

Questi pesci vissero tra il Cambriano superiore e il Triassico, quando si estinsero definitivamente, all’inizio del Giurassico. Attualmente i conodonti sono considerati vertebrati primitivi, ma più evoluti delle lamprede. I fossili scoperti sia in Scozia sia in Sudafrica negli ultimi vent’anni hanno però permesso di risolvere il mistero di questi fossili di apatite.

Le prime corazze
Dopo la radiazione cambriana dei vertebrati, nell’ordoviciano apparve un gruppo di pesci, alcuni di loro conosciuti solo per le placche dermali (una sorta di pelle corazzata, come se fosse il guscio di una tartaruga).

La morfologia di questi pesci era di tipo siluriforme, con la testa generalmente piatta e larga, composta da uno scudo dermale piuttosto ampio. Le orbite oculari si aprono frontalmente, talvolta lateralmente, e le aperture branchiali sono poste lateralmente, a formare una sorta di linea forata nello scudo cranico. Gli unici ambasciatori fossili di queste fantastiche creature sono due ordini: gli astraspidi e gli arandaspidi.

Corazze sul fondale
Tra il siluriano e il devoniano inferiore ci fu una classe di pesci senza mascelle e corazzati che ebbe un certo successo evolutivo, con quasi 300 specie distribuite sul globo: gli eterostraci. Tra tutte le varie specie lo scudo dermico del cranio assumeva forme molto differenti tra loro, ma la caratteristica che li distingueva dai cugini era l’unico (uno per lato) foro branchiale. Alcune specie erano anche dotate di pinne dorsali e cuspidi dermali piuttosto pronunciate: tutte caratteristiche assenti negli astraspidi e negli arandaspidi.

La peculiarità degli eterostraci era il loro stile di vita, prevalentemente bentonico, anzi, molte specie (e molti paleontologi ne sono convinti) vivevano e cacciavano completamente sommerse nel fango dei fondali.

 

Corazzati … ma diversamente 
Nel Siluriano di 400 milioni di anni fa si evolsero due gruppi di agnati leggermente diversi dai loro parenti corazzati: erano gli anaspidi e i telodonti. (da non confondere con gli anapsidi). Gli Anaspidi (senza-scudo), pur avendo placche cutanee meno pronunciate, avevano un corpo snello, compresso lateralmente, con placche dermiche organizzate in file regolari e una coda ipocerca, ovvero la notocorda proseguiva nella regione ventrale della coda (e non dorsale). Insomma qualcosa stava cambiando nell’evoluzione degli Agnati. Gli Anaspidi vivevano nelle regioni costiere e i migliori rinvenimenti fossili provengono dalla Scozia e dalla Norvegia. I Telodonti, invece, erano davvero diversi soprattutto nelle placche dermiche. Infatti l’esoscheletro di queste creature era composto da vere e proprie scaglie dermiche, anzi dei dentelli cutanei, internamente cavi, davvero simili a quelli dei moderni squali. Tutto il corpo ne era ricoperto; questo si presentava di forma allungata e piatta, con testa molto larga e occhi posti lateralmente.

Dai registri fossili non si evince la presenza di placche dermiche pronunciate, come per le altre classi; in alcuni casi le fessure branchiali erano addirittura otto. Ad ogni modo i migliori fossili provengono dal Canada; i paleontologi pongono i telodonti molto più vicino ai futuri pesci “con mascella”, proprio per tutte queste caratteristiche.

fine parte I – continua

 

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