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Reportage: il Museo Navale di La Spezia, un viaggio nella storia del mare

tempo di lettura: 6 minuti

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livello elementare
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ARGOMENTO: REPORTAGE
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: DIDATTICA
parole chiave: Musei navali, La Spezia, Marina Militare italiana, Polene

 

Tra i musei navali italiani quello di La Spezia ha un particolare posto nel mio cuore. Non perché si trova nella mia città di origine ma perché mi ricorda l’impressione che ebbi la prima volta che ci entrai, durante un’apertura straordinaria durate la festa patronale di San Giuseppe. Dovevo avere poco più di cinque anni ed entrai in quelle sale che mi sembravano enormi. Dalla penombra (all’epoca l’illuminazione non era quella di oggi) fuoriuscivano modelli di navi antiche, cannoni e statue di donne in legno che si proiettavano nella stanza, le polene. Dopo quella volta tornai diverse volte al Museo che è sito all’ingresso principale dell’antico Arsenale della Marina Militare e, ogni volta, è una  nuova scoperta.

Raccontiamo la sua storia
Il museo, voluto dalla Marina Militare italiana ed istituito con R.D. 19 aprile 1925, n.659, ha l’intento di “mantenere vivo nel popolo italiano il culto e le tradizioni della marineria in genere e della Marina Militare in particolare” e raccoglie e custodisce “degnamente le testimonianze del passato di entrambe, delle loro tradizioni, delle loro glorie, dei loro sacrifici“, documentando “altresì l’evoluzione tecnica delle costruzioni delle navi, delle armi e mezzi impiegati nelle attività e nella guerra marittima“. Nel tempo, grazie all’impegno appassionato dei suoi Direttori, ha subito numerosi ed importanti ammodernamenti per rendere il notevole materiale espositivo sempre meglio fruibile al pubblico.

L’ingresso principale dell’Arsenale Militare di La Spezia alla cui sinistra è collocato il Museo Navale

Ospita complessivamente oltre 150 modelli di navi ed imbarcazioni, circa 2500 medaglie, 1500 nastri per berretti da marinaio, circa 6500 cimeli e reliquie, 2000 documenti ed oltre 5500 volumi tecnici e storici. Tutto a disposizione del pubblico in vaste sale sistemate su due piani ed in un cortile esterno.

In particolare, l’esposizione permanente mette in evidenza l’evoluzione dell’arte navale attraverso i secoli, corredata da molti cimeli provenienti sia da Unità delle Marine pre-unitarie italiane, sia da Unità della ormai unificata, dopo il 1861, Regia Marina Militare Italiana. I visitatori hanno la possibilità di apprezzare la complessa arte navale e anche ripercorrere gli eventi navali del periodo storico dal Risorgimento fino ai giorni nostri.

Un cammino nei secoli
La visita si snoda attraverso le sale a pianterreno e quelle al primo piano per una superficie complessiva di circa 1500 mq. Incominciamo con la sala dei modelli. Se ne potranno ammirare diversi:  da alcune imbarcazioni egiziane del 1500- 1350 a.C. ad una nave da carico etrusca del V-IV secolo a.C., da una trireme romana alle misteriose navi di Nemi.

splendidi modelli di imbarcazioni antiche ci accompagnano nella storia dell’evoluzione dell’architettura navale

Ma non solo: una Jangada brasiliana, il Kon-Tiki, giunche e sampang cinesi, una nave vichinga di Osenberg, le tre caravelle colombiane, una galera ed una galeazza veneta, una caracca ed un vascello anseatico. In sintesi, un viaggio meraviglioso nel tempo osservando lo sviluppo dell’architettura navale che portò l’Uomo a padroneggiare il mare.

la sala modelli, una chicca per tutti gli appassionati

Fra i modelli del periodo delle Marine pre-unitarie, sono esposti un vascello toscano della fine del XVIII sec., un vascello murattiano del principio del XIX sec., il vascello Il Monarca della Marina Napoletana e le fregate S. Giovanni, Vettor Pisani e S. Michele della Marina Sarda, che per prime utilizzarono la propulsione mista, cioè vele e motore.

Interessante risulta anche l’esposizione dei modelli delle navi da battaglia della Regia Marina Italiana che, dopo la triste vicenda di Lissa, si accinse finalmente a costruire navi idonee ad assolvere i compiti connessi con le nuove esigenze della giovane Nazione. Il percorso inizia con la prestigiosa Corazzata Duilio, progettata da Benedetto Brin nel 1873, e si snoda attraverso le classi successive con le RR.NN. Italia, Sardegna, Regina Margherita, Dante Alighieri e Leonardo da Vinci, fino a giungere alle unità da 35.000 tonnellate della II guerra mondiale classe Littorio di cui si può ammirare il modello della Regia Nave Roma.

il modello della corazzata Roma

Il percorso ci porta ai modelli delle navi più moderne: incrociatori, cacciatorpediniere, torpediniere, sommergibili, cannoniere, dragamine, fino alle navi più moderne in servizio, tra cui spicca, per la pregevole fattura, la portaaeromobili Giuseppe Garibaldi. Molto ammirata dai cultori dell’arte navale è l’esposizione di 115 modelli di ancore, tutti costruiti dal laboratorio del museo in base ai disegni originali, che ne illustrano l’evoluzione nei secoli.

la straordinaria sala delle polene

Imperdibile la sala delle polene. Ventotto Polene e due Cariatidi provenienti da navi militari della fine del 1700 e dei primi del 1800: alcune di esse sono di particolare interesse storico come la polena Minerva, proveniente dall’omonimo vascello borbonico, a bordo del quale nel 1799 venne impiccato l’Ammiraglio Francesco Caracciolo, reo di alto tradimento per aver aderito alla Repubblica Partenopea.

a sinistra un modello di S.L.C. ed a destra, in primo piano, la mignatta di Paolucci e Rossetti

Si arriva quindi alla sezione del Museo dedicata ai Mezzi d’Assalto, dove è ospitato l’unico esemplare rimasto della famosa “Mignatta” usata nel porto di Pola per affondare, il 1° novembre 1918, la corazzata austroungarica Viribus Unitis. Non può mancare un esemplare del siluro a lenta corsa, comunemente chiamato “maiale”, impiegato dagli uomini Gamma durante la II guerra mondiale in leggendarie imprese che suscitarono l’ammirazione dell’allora nemico. Nei pressi anche un esemplare dei barchini esplosivi impiegati nello sfortunato assalto a Malta e per l’affondamento dell’incrociatore inglese “York”.

Un momento emozionante è la reliquia di alcune lamiere e strutture della parte prodiera del sommergibile Scirè, impiegato per il trasporto dei mezzi d’assalto nelle azioni contro le basi di Gibilterra ed Alessandria, e tragicamente affondato nella rada di Haifa il 10 agosto 1942.

contenitore di SLC dello Scirè

Tali parti, tagliate a 34 metri di profondità nel 1961, ricordano al visitatore il sacrificio dei meravigliosi 60 uomini che trovarono la morte a bordo del sommergibile, mentre ancora una volta tentavano di effettuare un’azione contro una base nemica.

siluri di inizio secolo scorso

Nella sala armi subacquee è possibile invece seguire l’evoluzione del siluro, a partire dal prototipo impiegato dalla Marina nel 1875 con lanci sperimentali eseguiti dalla corvetta Caracciolo, per giungere, attraverso i vari tipi impiegati nella I Guerra Mondiale, ai siluri della II Guerra Mondiale. L’evoluzione delle mine navali è testimoniata dalla presenza di esemplari originali utilizzati dalla nostra Marina nel corso degli ultimi due conflitti mondiali.

un cannone navale OTO da 102 mm

Di sicuro interesse è l’esposizione di antiche armi e bocche da fuoco, tra cui un gruppo di due spingarde moresche del XVI secolo, un cannoncino turco in bronzo del 1521, due bombardelle del 1784, una mitragliera Gatling a 10 canne che fu catturata ai Boxer cinesi nel 1900, due teche di fucili ed altre armi portatili impiegate dai nostri marinai nella guerra di Libia (1911 1912) e nel I conflitto mondiale.

la mitragliera Gatling

Una visita che consiglio a tutti gli appassionati di mare e, in particolare, di storia navale e marittima.

il “Woodstock”, il mini sommergibile impiegato da nave Anteo per il soccorso sommergibili è esposto nel cortile esterno

 

Notizie utili
Il Museo Tecnico Navale si trova a la Spezia in Viale Amendola, 1
Tel. (0187) 770750 – 783016
Normalmente il museo è aperto al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 14.00 alle ore 18.00 ma ha un’apertura mattinale il martedì, mercoledì, giovedì e sabato dalle ore 9.00 alle ore 12.00.

Le visite sono gratuite per le scolaresche, i militari in divisa ed i tesserati A.N.M.I. Tutto il ricavato è destinato all’ Istituto Andrea DORIA per l’assistenza agli orfani di guerra.

immagini del museo 

Alcune delle foto presenti in questo blog sono prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o chiedere di rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo

 

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