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C’è acqua su Marte: la scoperta di tre laghi al di sotto del suolo marziano fa ben sperare gli scienziati

Reading Time: 4 minutes

livello elementare
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ARGOMENTO: ASTRONOMIA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: DIDATTICA
parole chiave: Marte

 

Due anni fa, scienziati avevano riportato la scoperta di un grande lago di acqua salata al polo sud di Marte sotto una coltre di ghiacci, una scoperta che fu accolta con entusiasmo ma anche con un certo scetticismo forse dovuto al rinnovato interesse per il pianeta rosso.

Questa  nuova scoperta ha un eccezionale valore scientifico, aprendo una nuova Era non solo per l’esplorazione e colonizzazione di altri pianeti ma per il ruolo delle acque nella formazione della vita. Se c’è acqua salata sul pianeta rosso, in un ambiente così ricco di minerali, potrebbe essere presente qualche forma di vita simile a quella ritrovata nelle sorgenti termali negli abissi degli oceani terrestri.

Il 28 settembre 2020, su Nature Astronomy, è stato pubblicato un interessantisimo studio basato sui dati radar della sonda spaziale Mars Express dell’Agenzia Spaziale Europea, attualmente in orbita intorno al pianeta rosso. Questa scoperta segue quella avvenuta nel 2018 di un lago sotterraneo nella stessa regione marziana, che avevamo raccontato su OCEAN4FUTURE con un articolo ad hoc, basata su 29 osservazioni raccolte dal 2012 al 2015. All’epoca fece scalpore ma molti ricercatori affermarono di aver bisogno di ulteriori prove per supportare la loro tesi. L’effettuazione di ulteriori 134 osservazioni dal 2012 al 2019 ha permesso ora di scoprire uno specchio d’acqua con altri tre corpi d’acqua attorno a quello principale.
Il merito della scoperta è in gran parte italiano che ha utilizzato i dati raccolti da uno strumento radar in dotazione al Mars Express, il Mars Advanced Radar for Subsurface and Ionosphere Sounding (MARSIS), per sondare la regione polare meridionale del pianeta rosso.

In pratica, MARSIS invia onde radio che rimbalzano sulla superficie e penetrano nel sottosuolo del pianeta, rivelando il tipo di materiale presente che può essere roccioso, ghiaccio o acqua. A seguito delle misure sono state scoperte alcune aree ad alta riflettività che potrebbero indicare la presenza di volumi di acqua allo stato liquido, intrappolati sotto un chilometro di ghiaccio marziano. Questi laghi si estendono su circa 75.000 chilometri quadrati, una vasta area equivalente a circa un quinto delle dimensioni della Germania. Il più grande lago misura ben trenta chilometri di diametro, una volta e mezzo il diametro della città di Roma, ed è circondato da tre laghi di minori dimensioni, ciascuno di pochi chilometri di larghezza.

Grandi laghi nel sottosuolo
Sulla superficie di Marte la bassa pressione al suolo, derivante dalla mancanza di un’atmosfera, rende impossibile la presenza di acqua allo stato liquido ma, secondo gli astronomi, potrebbe essere presente sotto la superficie. Questo potrebbe essere un’indicazione che un tempo, migliaia di milioni di anni fa, Marte aveva mari e laghi. Ma non solo. Se questi laghi esistono potrebbero essere potenziali habitat per qualche forma di vita marziana. Il dubbio è se lo stato liquido sia dovuto solo alla sua possibile salinità, che ne avrebbe permesso il mantenimento allo stato liquido, o se sia aiutata anche da una piccola quantità di calore emessa dall’interno di Marte.

C’è vita su Marte?
I laghi con un contenuto di sale circa cinque volte quello dell’acqua di mare possono sostenere la vita, ma poiché la concentrazione salina su Marte si avvicina a venti volte quella dell’acqua di mare, la presenza di una vita simile a quella terrestre appare poco probabile se non impossibile. Inoltre alcuni ricercatori sono ancora scettici per la mancanza di una fonte di calore adeguata per trasformare il ghiaccio in acqua. Sebbene l’ultima scoperta supporti l’osservazione precedente, includendo molti più dati, esstono quindi ancora molti dubbi se le regioni identificate da MARSIS contengano veramente acqua allo stato liquido.

Se il materiale è davvero acqua liquida, penso che sia più probabile che rappresenti una sorta di fango“, ha affermato Mike Sori, geofisico planetario presso la Purdue University di West Lafayette, Indiana. 

Lo sveleranno i Cinesi?
Il prossimo arrivo della missione cinese, già in viaggio verso Marte, potrebbe offrire nuovi dati per verificare le ipotesi degli scienziati. La missione Tianwen-1 entrerà in orbita fra pochi mesi, nel febbraio 2021 e, oltre a dispiegare un rover sulla superficie, la sonda trasporterà una serie di strumenti scientifici.

Tra di essi anche  apparecchiature radar che potrebbero essere utilizzate per effettuare osservazioni simili a quelle effettuate da MARSIS. “Le sue capacità sono simili a MARSIS e SHARAD“, ha confermato David Flannery della Queensland University of Technology di Brisbane, Australia. Per il momento, la prospettiva che questi laghi siano i resti di un passato umido di Marte rimane solo una possibilità eccitante che fa però sognare.

La scoperta dei misteri del pianeta rosso è ancora all’inizio, in attesa del prossimo primo sbarco. 

 

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