If you save the Ocean You save the Planet

Eventi

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti- Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile. Crediamo che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo con la speranza che la classe politica comprenda l'emergenza in cui siamo, speriamo con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Il pesce pegaso di Emilia Fulgido

livello elementare
.
ARGOMENTO: BIOLOGIA MARINA
PERIODO: NA
AREA: INDO-PACIFICO
parole chiave: Pesce pegaso

 

L’Oceano non smetterà mai di meravigliarci e ogni giorno ci da la possibilità di scoprire nuove affascinanti creature. Basti pensare che si conoscono solo circa il 10% di tutte le specie marine e che la porzione di oceano che gli scienziati sono riusciti ad esplorare finora è una percentuale addirittura inferiore.

Pesce pegaso, disegno di scuola tedesca, XIX secolo

Da appassionata del mare e da biologa, vorrei avere la fortuna di osservare durante i miei viaggi e nel corso della mia carriera professionale le sue molte meraviglie ed avere poi il piacere di condividere con voi dettagli ed impressioni delle mie avventure. Oggi voglio raccontarvi uno degli organismi marini più curiosi che io abbia mai visto finora e che ha catturato da sempre la mia attenzione. Si tratta di un pesce, noto per gli anglofoni con il nome di Seamoth (Falena di mare), il Pesce Pegaso, che ho avuto la fortuna di osservare circa un anno fa nell’Oceano Indiano, più precisamente nelle acque di Zanzibar.

Pesce Pegaso da me avvistato e fotografato circa un anno fa nelle acque di Zanzibar  Fig. 1

Eurypegasus draconis della Tanzania Fig. 2

Eurypegasus dragonis della Tanzania Fig. 3

Tassonomia
Secondo l’attuale classificazione i Pesci Pegaso non sono più inclusi nello stesso gruppo tassonomico dei cavallucci marini, dei pesci trombetta e delle gallinelle volanti, pur essendogli strettamente affini. Essi appartengono alla famiglia dei Pegasidi che comprende a sua volta due generi, Eurypegasus e Pegasus, rispettivamente con 2 e 4 specie riconosciute finora dai specialisti. I due generi sono facilmente distinguibili (si vedano le fotografie 1, 2, 3 del Eurypegasus draconis) in quanto i P. volitans presentano un corpo ed un rostro più affusolato rispetto agli Eurypegasus.

Pterois volitans del Queensland Fig. 4

Descrizione e Biologia
E’ affascinante come la mitologia greca si intersechi con le scienze naturali, influenzando la nascita di storie e di nomi delle specie. Ne è un esempio questo piccolo pesce osseo marino che viene associato a Pegaso, il cavallo alato figlio di Poseidone e di Medusa, per la peculiare somiglianza delle pinne pettorali così sviluppate sul piano orizzontale tanto da sembrare due grandi ali. (Fig. 3).

Queste vengono utilizzate come stabilizzatori quando il Pegaso deve muoversi su distanze un pò più lunghe (parliamo di qualche metro) per sfuggire a un pericolo che lo incalza troppo da vicino. Diversamente dal nome che gli viene attribuito, il Pesce Pegaso se ne sta quasi sempre sul fondo, spostandosi lentamente grazie all’uso delle pinne ventrali come se fossero delle zampe. Peraltro è privo di vescica natatoria. La pinna caudale si sviluppa al termine del corpo piatto, tozzo e ricoperto di placche osse, come il pesce pipa; sull’altro estremo, il rostro porta inferiormente la bocca sprovvista di denti. Insomma, a me dà l’idea di un piccolo volatile con il musetto di un ornitorinco (o un formichiere, dipendendo del genere)!

Si nutre di piccoli invertebrati marini che trova sul fondo, come vermi e crostacei, che risucchia grazie alle mascelle protrusibili. Le dimensioni dell’adulto possono arrivare anche a 13-20 cm. Durante l’accrescimento la piccola “corazza” viene periodicamente persa per intero in un solo colpo (addirittura sembra che faccia una muta ogni 5 giorni) per permetterne la crescita e garantire l’assenza di parassiti o altri organismi incrostanti dalla superficie corporea.

esemplari dal Giappone  Fig. 5

Distribuzione e Habitat
La distribuzione geografica dei Pesci Pegaso è limitata all’Oceano Indiano e Pacifico. Si incontrano nelle zone lagunari e baie del Mar Rosso, dell’Australia e dell’Africa orientale, della Papua Nuova Guinea, delle Maldive, del Giappone o delle Hawaii, dipendendo dal genere e dalla specie. I fondali che prediligono sono quelli sabbiosi, anche se si possono rinvenire in praterie di fanerogame o tra le alghe. L’esemplare (Fig. 3) da me fotografato è un Eurypegasus draconis o volgarmente chiamato in inglese, Little Dragonfish (da non confondersi con il Seadragon, ovvero il Dragone Foglia, una sorta di cavalluccio marino gigante).

Ad ogni immersione, avevo il piacere di ritrovare nella stessa zona della laguna, a circa due metri di profondità, un paio di esemplari e per di più anche una coppia. Naturalmente è necessaria molta pazienza ed un buon occhio perché vi assicuro che la mimetizzazione di questo curioso pesce ingannerebbe chiunque in quanto possono essere scambiati per frammenti di conchiglie o scheletri di corallo sul fondo.

esemplari dal Giappone Fig. 6

Riproduzione
Così come altre specie in cui la densità di popolazione è molto bassa, gli è difficile incontrare un partner per riprodursi, perciò la struttura sociale dei Pesci Pegaso è rappresentata dalla coppia, monogama, e per lo più duratura. Infatti sembra che il maschio e la femmina si scelgano per il resto della loro vita. Solitamente gli individui di questa specie vengono avvistati accidentalmente in quanto sembra che gli adulti si nascondino ricoprendosi di sabbia. Solamente durante il periodo della riproduzione sono facilmente osservabili, durante il periodo del corteggiamento o quando la femmina è gravida.  L’osservazione in cattività e le catture accidentali durante i campionamenti hanno permesso di ottenere ulteriori dati sul ciclo vitale: le larve sono pelagiche/neustoniche (di superficie) e concludono lo sviluppo entrando in dipendenza sempre più con il fondo. I giovanili possono essere avvistati con più frequenza mentre nuotano in colonna d’acqua (Fig. 5 e 6 dal Giappone).

Stato di conservazione
Sono ancora poche le informazioni circa la biologia e l’ecologia di questi piccoli pesci ossei, un po’ dovute alla scarsa abbondanza, un pò dovute alle piccole dimensioni che li rendono difficilmente individuabili a prima vista. Nonostante la scarsità di dati è chiaro come una specie simile possa essere vulnerabile di fronte alla minaccia rappresentata dalle attività di pesca, sia by-catch sia per la domanda del mercato cinese e dell’acquariologia, e dalla distruzione dell’habitat causato dalla pesca a strascico e da un incontrollato sviluppo costiero. In queste condizioni la monogamia è un fattore che porta a considerare a rischio la specie. Attualmente secondo la IUCN (International Union for Conservation of Nature) è dichiarata nella lista rossa come non classificabile per la mancanza di dati. Ed io? Io spero proprio di incontrarlo anche alle Maldive!

Emilia Fulgido
laureata in Biologia Marina presso la Facoltà di Scienze di Ancona nel 2011. Intraprende un Master di Scienze Marine per la Sostenibilità dell’Università di Milano-Bicocca presso la sede distaccata della Repubblica delle Maldive. Prende parte a differenti programmi di conservazione, ricerca e volontariato: dalle mante agli squali angelo, dai cetacei alla coltura dei coralli in natura. La sua passione per il mare, la natura e la vita è sempre in continua espansione, professionalmente e personalmente. Si forma subacquea scientifica ISSD nel 2016 ed istruttrice subacquea nel 2018. Impegnata nella promozione della conservazione degli ecosistemi marini tramite la divulgazione scientifica, l’educazione ambientale e le buone pratiche del turismo sostenibile. Emilia è presente su FB come Emily Bright e su INSTAGRAM: zen_coral_zest.

PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE
,
Alcune delle foto presenti in questo blog sono prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o chiedere di rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo

print
(Visited 110 times, 1 visits today)
Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Translate:

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 42 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della stessa

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro e la pubblicazione e qualunque altro utilizzo del presente articolo e delle immagini contenute è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore che può essere contattato tramite

infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettimi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

16 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages
Filter by Categories
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
Biologia
Cartografia e nautica
Chi siamo
Conoscere il mare
Didattica
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
Malacologia
Marina mercantile
Marine militari
marine militari
Materiali
Medicina subacquea
Meteorologia e stato del mare
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Relitti Subacquei
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
Sicurezza marittima
Storia della subacquea
Storia Navale
subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uncategorized
Uomini di mare
Video

I più letti di oggi

 i nodi fondamentali

I nodi fanno parte della cultura dei marinai ... su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

Share